La rivista

White Turf St.Moritz - Passion for races!

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Purosangue da tutta Europa e blasonati fantini si sfidano in un eccezionale anfiteatro di neve e ghiaccio con oltre 30'000 spettatori che accorrono per seguire gare emozionanti davanti allo splendido scenario delle montagne svizzere. Ecco spiegata in poche righe l’essenza della corsa sul “Tappeto bianco” o “White Turf”, di  St. Moritz.
Fondata nel 1907, questa corsa internazionale su ghiaccio ricca di fascino e tradizione, appartiene al circolo esclusivo dei “Top Events in Svizzera” ed è certamente uno degli appuntamenti più attesi della stagione invernale. Una raffinata festa collettiva che fa convergere nel candido salotto sportivo del lago ghiacciato di St. Moritz appassionati, turisti e famiglie da tutta Europa.
Si parte il 7 febbraio con un calendario che prevede altri due appuntamenti nelle domeniche successive (14 e 21/02) con gare di galoppo, trotto, ostacoli ma non solo. Tra le discipline più spettacolari che hanno contribuito a rendere il White Turf  una competizione quasi leggendaria le corse a traino, con gli atleti più coraggiosi che si sfideranno sugli sci trainati da cavalli al galoppo.

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I temerari dello Skikjöring
Tra le gare che attirano più spettatori vi sono le esclusive mondiali del “Credit Suisse Skikjöring”. Anche nel 2016, temerari sugli sci si lasceranno trasportare da un purosangue senza fantino sino a raggiungere velocità di 50 km/h su uno scricchiolante percorso su ghiaccio. Coraggio, forza e know-how sciistico sono gli elementi chiave per determinare chi, a conclusione delle tre domeniche di gara, avrà totalizzato il maggior numero di punti e potrà fregiarsi del titolo di  “Re dell’Engadina”.

Nuova zona spettatori: apertura dell’ovale coperto
Grazie alla completa riorganizzazione dell’imponente  città tendata sul lago di St.Moritz. i responsabili dell’accoglienza si sono ulteriormente perfezionati per garantire il massimo comfort ad atleti e spettatori:  dalle tende riscaldate destinate alle competizioni, sino alla prima apertura dell’ovale coperto per un numero limitato di spettatori che potranno così vivere la corsa da un luogo privilegiato.

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Show. musica e spuntini..
Quest’anno come non mai, vale la pena arrivare sul lago ghiacciato di St.Moritz prima dell’inizio delle gare. Non soltanto nelle pause della corse al galoppo, al trotto, ad ostacoli e di skikjöring, ma sempre, a partire dalle 10.30, nuove attrazioni nell’area eventi che si estende per 130.000 m².   
Per la gioia degli appassionati di musica e di danza, saranno diversi i palcoscenici sui quali si esibiranno di volta in volta band di musica live. Il tutto in collaborazione con il  “Festival da Jazz St.Moritz”, con il quale White Turf ha iniziato recentemente una fruttuosa cooperazione. Aziende locali ed hotel offriranno spuntini stuzzicanti e gustosi e menu gourmet, snack dolci e salati, specialità regionali ed esotiche, acqua minerale, cocktail o champagne per consentire agli spettatori di White-Turf di godere al massimo dell’incredibile varietà a disposizione. Esposizioni, come ad esempio quella dei membri dell’associazione artisti engadinesi, inviteranno alla scoperta e al movimento. Tra le altre attrazioni, anche il White Turf Fan-Shop, con un ampliato assortimento di abbigliamento di qualità e di souvenir dallo stile unico. Show spettacolari contribuiranno poi alla sorpresa e al divertimento in generale.
 
Famiglie benvenute: giri in pony e molte sorprese al Paradiso per bambini
L’associazione Hotellerie Suisse St.Moritz offrirà quest’anno un Paradiso per bambini sul lago ghiacciato di St.Moritz con giri in pony per i più piccoli, truccabimbi, foto ricordo, laboratori di pittura e altre fantastiche attività per bambini. Inoltre, saranno nuovamente disponibili speciali pacchetti famiglia per potersi permettere una visita al White Turf con grandi e piccini: due adulti con sino a tre bambini potranno prendere posto insieme sulla tribuna C al prezzo totale di 100,00 CHF, mentre un adulto con un massimo di tre bambini pagherà invece 50,00 CHF. Come sempre, i ragazzi sotto i 16 anni potranno usufruire gratuitamente dei posti in piedi.

Per saperne di più:
www.whiteturf.ch

 

Nove festival, due mesi e una città: Dublino

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Arte, moda, cultura, musica e tutto ciò che c’è nel mezzo: la Stagione del Festival di Dublino porta ulteriore vivacità alla città, considerata una fra le migliori destinazioni europee da visitare.
A presentarsi per primo, con un vero e proprio “ruggito”, è il Tiger Dublin Fringe (7-20 settembre) : festival alternativo delle arti, dal carattere provocatorio e pubblico audace. Il più importante festival multidisciplinare delle arti, in Irlanda, presenta le più recenti ed originali proposte in campo teatrale e musicale, delle arti dal vivo, della commedia, del balletto, oltre ad eventi con artisti irlandesi ed internazionali. Siate certi di esserci, perché, sia per gli appassionati che per i neofiti, il Tiger Dublin Fringe trasforma Dublino in un palcoscenico dedicato al grande talento creativo mondiale.
La Culture Night (18 settembre) è un grande appuntamento nel programma del festival di Dublino: vale assolutamente la pena trovarsi in città per questa notte culturale, del tutto gratuita, adatta a tutta la famiglia.
Soltanto in questa occasione, i musei, le gallerie, le chiese, le dimore storiche, gli studi di artisti, i centri culturali e tante altre attrazioni, rimarranno aperti fino a tardi, a titolo gratuito, per una notte di intrattenimento, scoperta e avventura, praticamente in ogni angolo della capitale. Portate i bambini, fate nuovi incontri, interagite e condividete l’eccitazione di spettacoli dal vivo, laboratori, visite guidate, conferenze, teatro, danza e di una marea di eventi creativi. La Culture Night tinge Dublino di una straordinaria, vivace atmosfera e migliaia di amanti della cultura presenzieranno a questa affascinante serata settembrina.
E non c’è altro di più affascinante del Dublin Theatre Festival (24 settembre-11 ottobre). La sua prima edizione risale al 1957 ed è il più antico festival teatrale d’Europa. Evento annuale che ogni autunno porta in città il meglio della produzione teatrale, su scala mondiale. Il ricco programma dell’edizione 2015 comprende 11 prime di illustri scrittori e autori teatrali irlandesi, insieme al meglio della produzione internazionale. Gli amanti del teatro e della cultura avranno la possibilità di assistere ad oltre 200 rappresentazioni, nonché di partecipare ad un programma di letture pubbliche, conferenze e “lavori in corso”, in 22 location diverse di Dublino e periferia.
Tra gli appuntamenti salienti del Dublin Theatre Festival, ricordiamo: presso il famoso Gaiety Theatre di Dublino, la prima irlandese della premiata opera “The Night Alive”, scritta e diretta da Conor McPherson (The Weir); la nuova versione di “Dancing at Lughnasa” segnerà invece il 25° anniversario della prima del capolavoro di Brian Friel; il National Theatre of Great Britain parteciperà, per la prima d’Irlanda, con la spettacolare produzione “The Curious Incident of the Dog in the Night-Time”, vincitrice dell’Oliver and Tony Award; “The Last Hote” è, invece, la nuova opera attesissima, risultato dell’incontro tra la scrittrice Enda Walsh (Ballyturk, Once) e il compositore di fama internazionale Donnacha Dennehy.
Il Bram Stoker Festival (23-26 ottobre), altro appuntamento culminante del Dublin Festival Season, trae ispirazione dal gotico autore, di natali dublinesi, Bram Stoker e dal suo famoso romanzo Dracula. Il “lato oscuro” della città si manifesterà attraverso quattro giorni di “vivi”racconti e quattro notti di emozionanti avventure spaventose.
Questo festival è una celebrazione ironica di tutto ciò che è gotico, misterioso, sinistro nonché del brivido di fine ottobre che accompagna l’Irlanda verso Halloween ed il Samhain.
Il ricco programma propone simpatiche avventure da vivere con tutta la famiglia, bizzarrie notturne da condividere con gli amici, appuntamenti sinistri e molto altro. Ci saranno installazioni artistiche interattive, eventi cinematografici, feste a tema, una processione dedicata ad Halloween, una caccia ai vampiri per la città ed anche mostre, coinvolgenti dibattiti ed una giornata dedicata alle famiglie.
Una diabolica miscela di arti avventurose, di letteratura, di teatro e dell’imprevisto: questo sinistro festival ha tanto da offrire agli amanti del brivido di tutte le età.
Ma le sorprese, a Dublino, non finiscono qui.
L’Hard Working Class Heroes (1-3 ottobre) movimenterà Dublino a tempo di rock con gruppi emergenti che si scateneranno nelle più nuove ed originali sonorità.
Gli amanti della moda e dello shopping affolleranno invece il Dublin Fashion Festival (7-13 settembre), mentre l’Open House Dublin (16-18 ottobre) aprirà le porte di circa 100 edifici storici, di epoche e tipologie diverse, permettendo così ai visitatori di esplorare l’architettura della città. E sarà possibile unirsi a visite, guidate da appassionati e professionisti, completamente gratuite.
Nell’ambito del Dublin Festival Season, non poteva mancare The Lingo Festival (16-18 ottobre) che tornerà con laboratori, incontri di poesia estemporanea, hip-hop e molto altro. Questo vivace festival, unico ed internazionale, vanterà la presenza del leggendario poeta, rapper, cantante e musicista statunitense Saul Wlliams, dell’artista britannica Hollie McNish, dei Tongue Fu con le loro esibizioni dal vivo e di un folto numero dei più grandi artisti irlandesi.

Per saperne di più:
www.ireland.com

 

Lungo la costa norgevese: Sandefjord di Laura Landi

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Sandefjord è una piccola e deliziosa cittadina a sud della Norvegia. Qui si trova l’aeroporto internazionale di Torp,  ottimo punto di partenza per scoprire la Norvegia meridionale, capitale inclusa: Oslo infatti dista soltanto 120 km.
 Sandefjord, come tutte le città dei paesi nordici, in inverno ha un fascino particolare. Si può passeggiare per il centro visitando i numerosi negozi, comprare dell’ottimo pesce fresco nelle numerose pescherie o decidere di gustarselo comodamente in un ristorante, visitare le sue attrazioni culturali e soffermarsi ad ammirare la costa, colma delle caratteristiche case norvegesi che si affacciano sul mare ghiacciato, ma comunque popolato di gabbiani.
Sandefjord ha un passato molto ricco che racconta di Vichinghi e di incredibili cacce alle balene. Per questo motivo una visita alla cittadina non può escludere il grande Museo della Caccia alle Balene, il monumento alla caccia delle balene, realizzato dall’artista  Knut Steen negli anni ’50, e infine la baleniera “Southern Actor”, aperta solo nel periodo estivo, ma stabilmente ancorata al porto e visibile in ogni stagione dell’anno.

Sandefjord southern actor Sandefjord museo balene
E se di arte siete appassionati, visitate il Parco Midtåsen dove lo stesso artista del monumento alla caccia delle balene – Knut Steel – vanta un padiglione dedicato interamente a 16 opere sue. Si tratta di sculture che rappresentano l'armonia tra la natura, il vetro e il calcestruzzo che insieme danno vita a un'unica grande esperienza artistica.
Gli appassionati dello shopping a Sandefjord non restano delusi. Il tranquillo e ordinato centro città si esplora facilmente a piedi e presenta numerosi negozi e qualche centro commerciale. Il centro città è situato a Torget (piazza del mercato) mentre, nella parte opposta della città, si trova Bakgården dove gli artigiani sono al lavoro per produrre oggetti che vendono in negozi tra gli antichi edifici in legno.
E se tra un tuffo nella storia e nelle tradizioni locali e un giro di shopping non siete ancora stanchi, la cittadina norvegese vi permette di scoprire una natura incontaminata tutta intorno a sé. L’attività a contatto con la natura che qui va per la maggiore è il trekking lungo le coste nei pressi di Sandefjord. In ogni stagione vengono organizzati tour guidati che, dal centro città, portano a due punti costieri principali: Folehavna e Østerøya. Entrambi offrono chilometri (25 il primo e 20 il secondo) di sentieri ben tracciati che offrono vedute spettacolari. Se invece soffrite molto il freddo, tra le strutture per attività al chiuso vi sono grandi centri sportivi con piscina, comode spa, centri yoga, cinema e teatri.
A breve distanza dalle grandi città, come Oslo, vi sono sempre tante piccole – grandi cittadine, come Sandefjord, che hanno un patrimonio storico, artistico e naturalistico che aspetta solo di essere scoperto.

Per saperne di più visitate i siti:
visitsandefjord.com
visitnorway.com

 

Petra e Giordania: incantevole connubio tra cultura e storia

Petra

Basterebbe la sola presenza di Petra, la più affascinante per la sua unicità tra le necropoli antiche del Mediterraneo e ancora oggi una delle sette meraviglie del mondo, per giustificare ampiamente una visita in Giordania, paese che ad un viaggiatore colto e curioso ha da offrire anche altre chicche. Ubicata nel nord-ovest della penisola arabica la Giordania, grande meno di un terzo dell’Italia e dalla curiosa forma a farfalla, prende il nome dal fiume Giordano che segna ad ovest il confine con Israele e Territori Palestinesi, mentre sugli altri lati confina con Siria, Iraq e Arabia Saudita. Presenta tre distinti habitat geografici e climatici: la fertile valle del Giordano incassata in una profonda fossa tettonica assieme ai laghi di Tiberiade e Mar Morto, con foreste di pini, alberi di cedri, olivi e coltivi; l’altopiano montuoso della Trangiordania dove si trovano tutte le città e i siti archeologici, entrambi con clima mediterraneo, e infine tutto attorno l’arido deserto roccioso e sabbioso ancora abitato dagli ultimi beduini nomadi, che occupa ben i due terzi dell’intera superficie. L’unico sbocco marittimo è sul Mar Rosso, con la sommità dello stretto golfo di Aqaba. Nonostante la sua collocazione in Medio Oriente non possiede petrolio o altri minerali (salvo fosfati e sali potassici) e con l’85 % del suolo improduttivo la sua economia si basa su industria, turismo, servizi, aiuti internazionali e rimesse degli emigrati. Terra di storia antichissima fin dagli albori della civiltà, data la sua posizione intermedia vide transitarvi un po’ tutti i popoli mediterranei e del Vicino Oriente, ognuno dei quali ha lasciato monumenti e influenze culturali. Come nazione è invece giovanissima, nata dal dissolvimento dell’impero ottomano dopo la prima guerra mondiale, tanto che fino all’inizio del secolo scorso non vi esistevano vere città, indipendente e con il proprio nome soltanto dal 1946, ma con l’ultimo mezzo secolo talmente pieno di vicende traumatiche che ne hanno modificato sia la geografia che la composizione etnica, basata in origine sui beduini arabi.

Nonostante le ridotte dimensioni e la netta prevalenza del deserto, in Giordania c’è parecchio da vedere, a cominciare dalla caotica Amman, capitale dal 1921 ma già centro neolitico 8.500 anni fa, dove visitare la cittadella medievale e l’anfiteatro romano. La vicina Jerash, scavata solo in minima parte, è una città ellenistico-nabatea-romana vecchia di 6.500 anni tra le maggiori e meglio conservate della regione, non a caso chiamata la Pompei del Medio Oriente, insigne esempio dell’urbanistica romana imperiale con strade colonnate, piazze e bagni pubblici, templi e teatri racchiusi entro mura. I 335 km che separano le colline di Amman dal golfo di Aqaba costituiscono la cosiddetta “Antica strada dei re”, un cammino su 5.000 anni di storia attraverso diverse zone ecologiche tra foreste, canyon, deserti rocciosi e sabbiosi fino alle calde acque del Mar Rosso, toccando insediamenti preistorici, città bibliche, templi nabatei, fortezze romane, chiese paleocristiane, castelli crociati e vetuste città islamiche. Non bastano poche righe per descrivere il fascino di Petra, dove la natura e l’ingegno umano si fondono in uno dei più armoniosi spettacoli offerti dal tempo e dalla storia. Capitale per secoli a cavallo dell’era cristiana dei Nabatei, popolo di commercianti carovanieri ma anche abili architetti e idraulici, costituiva uno dei più importanti terminali delle due principali strade commerciali dell’antichità, la Via dell’Incenso e delle spezie dal sud arabico e dall’oceano Indiano, e della Via della Seta dall’Oriente. Capitale della provincia romana dell’Arabia Petrea, incanta ancora oggi per le centinaia di imponenti monumenti tombali scavati nella roccia entro profondi canyon. Per non parlare dell’incantevole e misconosciuta Piccola Petra. Wadi Rum, splendida location cinematografica, viene considerato uno dei più spettacolari deserti rocciosi della penisola arabica, disseminato di canyon, monoliti di roccia corrosi in mille forme bizzarre dal vento, archi e ponti naturali, incisioni rupestri protostoriche; ancora abitato dai beduini nomadi, fu all’inizio del secolo scorso il quartier generale della rivolta araba guidata dall’emiro Feisal e da Lawrence d’Arabia. Il Mar Morto è un vasto lago chiuso al confine tra Israele, Palestina e Giordania, in una delle maggiori depressioni della terra: le sue acque, dieci volte più salate degli oceani e prive di ogni forma di vita, si trovano infatti a –398 m sotto il livello del mare e il fondo a –800; le sue note proprietà curative, oggi notevole richiamo turistico, erano già note e utilizzate dai Romani.

Per saperne di più:

“I Viaggi di Maurizio Levi” (tel. 02 34 93 45 28, www.viaggilevi.com), tour operator milanese specializzato in turismo culturale e in viaggi nei deserti di tutto il mondo.

 

Il fiore dell’arcipelago toscano: l’isola del Giglio - di Laura Landi

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ph:Pro Loco Isola del Giglio e Giannutri "G. Bancalà"

Ogni singola isola dell’arcipelago toscano incanta. Ognuna ha la sua storia, la sua conformazione geologica e un mare da favola intorno a sé. Le isole sono sette: l’isola d’Elba, l’isola del Giglio, l’isola di Capraia, l’isola di Montecristo, l’isola di Pianosa, l’isola di Gorgona e Giannutri.
L’isola del Giglio e Giannutri, in particolare, sono molto vicine e vengono entrambe visitate da chi vuole scoprire la parte più a sud dell’arcipelago. Per raggiungere queste due isole ci si imbarca a Orbetello, situato nella meravigliosa Maremma Toscana. Orbetello  ha un territorio estremamente verde, adatto al gioco del golf e ai soggiorni nei numerosi campeggi che si sviluppano a ridosso delle riserve naturali, in lingue di terra affacciate sul mare.  Le due cittadine principali sul mare sono Porto Ercole, accanto alla Riserva Duna Feniglia, e Porto Santo Stefano una caratteristica cittadina colma di ristorantini affacciati sul mare e dotata del porto da dove partono i traghetti per il Giglio.
La traversata per l’isola del Giglio dura circa un’ora e anche se il viaggio si compie d’estate quando i traghetti sono molto affollati, la brezza del mare, la carezza del sole e l’incantevole paesaggio fanno scordare ogni sorta di disagio.
In avvicinamento all’Isola del Giglio si scorge la nave da crociera che è tristemente famosa in tutto il mondo per il naufragio avvenuto nel 2012: scattare una foto-documentario è di facile tentazione, cercare di fermarsi un attimo a pensare al disastro avvenuto, nonostante il clima sia vacanziero, doveroso.

Si sbarca a Giglio Porto e, a seconda di come si vuole vivere l’isola, le cose da fare possono essere molteplici: scoprire piccole e bellissime baie dalle acque cristalline; visitare i suoi tre centri maggiori o percorrere, a piedi o in mountain bike, i numerosi sentieri di quest’isola dalla conformazione collinare.
Giglio Porto è un piccolo centro abitato molto caratteristico, con casette colorate tutte disposte su file parallele affacciate sul mare. Qui si trovano due fari, uno per molo, uno verde e uno rosso, e l’antica Torre del Saraceno. Da Porto si può raggiungere facilmente le spiagge di Cannelle, Caldane ed Arenella, tra le più grandi dell’isola e attrezzate con noleggio di sdraio e ombrelloni.

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Da Giglio Porto si consiglia di prendere l’autobus di linea per arrivare a Giglio Castello e proseguire a Giglio Campese. Gli autobus sono frequenti, pertanto si può scendere a Giglio Castello – la località merita sicuramente una visita! – e prenderne uno successivo per Giglio Campese. La tratta costa due euro: nel momento in cui si scende dall’autobus il titolo di viaggio scade, pertanto per l’itinerario qui consigliato bisogna prendere 3 biglietti a persona.
La strada per Giglio Castello, tutta in salita, regala dei panorami splendidi sull’isola. Ad ogni curva della strada lo sguardo viene catturato prima dal mare blu che si scorge lontano, poi dal verde della vegetazione intorno al mare e infine dai sentieri dolci, resi spigolosi solo dalle aride piante grasse che costeggiano i cigli delle strade e che accompagnano il visitatore nel tragitto verso la cittadina.
Giglio Castello è sicuramente il must-see dell’isola. Si tratta di un tipico borgo medievale con le mura (del XI secolo), le feritoie, i torrioni e vicoli sbalzati. La regina del borgo è la Rocca Pisana, del XII secolo, posta alla sua sommità, e la Chiesa di S. Pietro Apostolo, di stile tardo barocco ma risalente al XV secolo. Uscendo inoltre dalla Chiesa, sotto il piazzale, si può notare una cisterna ottocentesca caratterizzata da un pozzo con colonne squadrate.
Se si visita l’isola del Giglio non si può quindi perdere Giglio Castello e passeggiare dentro e intorno all’abitato fortificato per godere delle piccole stradine che regalano ad ogni angolo scorci suggestivi e delle vedute mozzafiato sulle isole di Giannutri, Corsica, Elba e sulla costa toscana.
L’ultima tappa della visita all’Isola è a Giglio Campese, sulla costa occidentale, a soli 5 km da Giglio Castello. Il capolinea dell’autobus lascia il visitatore a pochi passi dalla spiaggia. Il Campese è infatti caratterizzato da ampie spiagge e numerose strutture e servizi che lo hanno reso il centro turistico più importante dell’isola. La cittadina si contraddistingue per la Torre del Campese, del XVIII secolo, e per la sua posizione che permette in estate circa sedici ore di luce solare, il che significa, oltre a giornate godibili appieno nello splendore del sole, anche tramonti incantevoli spesso protratti oltre le nove di sera.
 L’isola del Giglio, oltre alle spiagge più grandi e attrezzate di Campese, Cannelle e Arenella, ne ha molte altre tutte a libero accesso e raggiungibili con l'automobile, ad esclusione di Caldane dove si arriva via mare o per un comodo sentiero a piedi di circa 1 km. Stupende anche le spiagge minori e le magnifiche cale che si consiglia di scoprire da soli, percorrendo i numerosi sentieri o via mare, magari usufruendo di un taxi boat se non si ha una propria imbarcazione.  
Per godere delle acque cristalline in quest’area del Mar Tirreno, oltre a tuffarsi al largo dell’Isola del Giglio, ci si può recare a Giannutri, un’isola a circa 14 km a sud del Giglio. Giannutri ha coste frastagliate e rocciose, numerose grotte che si aprono lungo la costa, acque trasparenti e una straordinaria diversità biologica, cosa che rende unici i suoi fondali.
Un soggiorno o una visita in queste splendide isole toscane testimonia l’estrema varietà e ricchezza che ogni area del territorio italiano conserva e suggerisce di non smettere mai di ricercare e scoprire zone sempre nuove, ognuna con la sua identità, le sue radici, le sue tradizioni e le sue bellezze.

Per saperne di più e per organizzare la tua vacanza al Giglio e a Giannutri visita il sito: www.isoladelgiglio.it

 

Ras Al Khaimah: raffinato gioiello del Golfo Persico

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Ph: Ras Al Khaimah Tourism Development Authority

A soli 45 minuti da Dubai, l’Emirato è la meta ideale per godersi le raffinate atmosfere del Golfo Persico.
Gioiello ancora poco conosciuto, Ras Al Khaimah, è uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti. In questo angolo di Arabia, dove lunghe spiagge e splendidi fondali marini si alternano a sinuose dune di sabbia e alte montagne, è possibile trascorrere una vacanza dal lusso accessibile tra storia, tradizione e relax.
L’Emirato di Ras Al Khaimah è forse uno degli Emirati Arabi più belli da visitare: circondato dal mare e protetto da deserto e montagne è la meta ideale per il viaggiatore che desidera rilassarsi in un’atmosfera lussuosa e moderna ma non dimentica le tradizioni arabe, inventando un piacevole mix tra innovazione e modernità, tradizione e cultura.
Se si cerca una vacanza lontani dal freddo invernale, in un posto esotico ma a portata di mano, Ras Al Khaimah è la meta perfetta, grazie anche alla vicinanza con l’aeroporto di Dubai (dal quale dista solo 45 minuti di macchina), dove atterrano diversi voli giornalieri diretti dall’Italia. Il viaggiatore trova ad accoglierlo strutture raffinate che legano le linee moderne con quelle dell’architettura locale, servizi efficienti che soddisfano le esigenze di chi ama il relax o predilige l’avventura.
Che si scelga di concedersi una vacanza solo mare e relax, o un safari nel deserto a passeggio sulle dune, Ras Al Khaimah propone una serie di attività per soddisfare le esigenze di tutti. Sport acquatici, golf, escursioni con cavalli o cammelli e voli su ultraleggeri sono solo alcune delle attività tra le quali è possibile scegliere; per chi invece vuole scoprire la tradizione consigliamo una visita al Museo Nazionale di Ras Al Khaimah, che offre una delle più complete collezioni di ornamenti antichi di tradizione arabo-persiana e le affascinanti escursioni alla scoperta dei siti archeologici e Jazirat Al Hamra, il paese dei pescatori abbandonato a metà degli anni ’60. Da non perdere anche le famose corse con i cammelli e gli spettacoli di falconeria.
Se siete alla ricerca di una fuga rigenerante dal grigio inverno europeo, Ras Al Khaimah , il gioiello del Golfo Persico è la meta ideale per un viaggio dedicato al divertimento e all’avventura.  

Per saperne di più:
www.rasalkhaimahtourism.com

 

Fuerteventura is a place to relax - di Laura Landi

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Fuerteventura fa parte dell’arcipelago delle isole Canarie, in territorio spagnolo ma situate nell’Oceano Atlantico, proprio di fianco al Marocco.
Nell’immaginario turistico le Canarie sono isole splendide con un clima sempre soleggiato e mite, dove la gente passeggia tutto l’anno baciata dal sole e con le infradito ai piedi. Effettivamente, la realtà non è molto distante dalla fantasia. Il clima è veramente molto clemente in questa zona del mondo: la minima annuale è di 15 gradi a dicembre e la massima è di 29 gradi ad agosto. L’unica “pecca” è il vento che soprattutto nei mesi invernali soffia molto forte facendo percepire una temperatura più bassa del reale. Tuttavia questa può essere una pecca per chi viaggia con bimbi al seguito o per chi vuole riposarsi in spiaggia, viceversa può essere il motivo principale di scelta della meta turistica per chi pratica surf, windsurf, kitesurf o SUP.
Tutta l’isola è particolarmente indicata, e le spiagge sono ben attrezzate, per queste discipline sportive. Soprattutto tutta l’area settentrionale di Fuerteventura è molto ventosa e colma di scuole di surf, noleggi tavole e negozi di abbigliamento sportivo. Tutto ciò rende il nord di Fuerteventura, dove la città principale è Corralejo, molto viva e piena di giovani.
Corralejo è una cittadina molto animata e ricca di servizi turistici: l’ufficio informazioni è aperto fino a tarda sera e sul viale principale si susseguono negozi,  bar, piccoli locali, pub in stile inglese (per soli turisti), appartamenti in affitto e hotel, numerosissimi ristoranti e molti uffici che vendono escursioni in quad e buggy, in barca a vela o in bicicletta.  Ma la parte meno battuta di Corralejo, quella che ruota attorno al porto, è, secondo i locali, il suo vero centro storico, il cuore pulsante della città, quella dove gli autoctoni si ritrovano per uscire a cena o per bere una birra (rigorosamente al “Banana” o al “Buena Honda”), quella con il piccolo parco giochi dove il sabato e la domenica mattina i genitori portano i loro bambini a giocare, quella dove si può passeggiare lungo la spiaggia del porto, di notte, in solitudine, senza mai sentirsi soli grazie alle voci dentro la città e alla bellezza del paesaggio.
Corralejo in realtà è nota per una bellezza naturalistica che lascia senza fiato: le sue dune. I 2670 ettari di sabbia che separano Playa Puerto Remedio e la Salina, a est di Corralejo, catapultano i visitatori in un deserto in miniatura. Tutto ciò stupisce e affascina allo stesso tempo, poiché Fuerteventura è piuttosto arida: per raggiungere molte spiagge si attraversano strade sterrate, la terra rossa e i vulcani inattivi la fanno da padrone. Per questo motivo le dune di Corralejo lasciano il visitatore incantato di fronte alla vastità della zona sabbiosa, abbracciata da un lato dalle montagne e dall’altro dall’oceano popolato di colorate tavole da surf.
Sempre in quest’area, inoltre, dalla spiaggia si vede la bellissima Isla de los Lobos e le coste di Lanzarote, ben collegata con Corralejo tramite frequenti traghetti.
Un’altra località molto apprezzata per il surf è El Cotillo, situata a nord ovest di Fuerteventura. Piccola cittadina caratterizzata da bianchi e bassi edifici, si contraddistingue per la bellissima costa rocciosa, dove alte onde si infrangono.
Se si vuole invece godere del paesaggio canario senza cimentarsi in sport adrenalinici, si può andare in Costa Calma, situata a sud dell’isola. Qui il vento soffia meno forte e la natura è meno arida, più verde e rigogliosa. Questa zona è particolarmente indicata per le famiglie: non vi è infatti molta vita notturna che potrebbe disturbare il sonno dei bimbi; le spiagge sono molto grandi e attrezzate con possibilità di godere dell’ombra dei pini e delle palme nelle ore più calde della giornata e a La Lajita vi è un grandissimo zoo (Fuerteventura Oasis Park) dove  vale la pena di portarci i propri figli.

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Un’altra sosta, questa volta nelle zone interne dell’isola, è consigliata a Betancuria, la prima città ad essere stata fondata a Fuerteventura. Le sue opere di maggiore interesse sono: il Museo d’arte Sacra, il Museo archeologico, l’eremo di San Diego, la Chiesa di Santa Maria. Anche se, anche a Betancuria, è la natura che affascina.  Il 91,2% della superficie municipale è occupata dal Massiccio di Betancuria, area protetta per il suo valore geomorfologico ed etnografico. Tutta la zona è caratterizzata dall'abbondanza di palme, alberi da frutta ed altre specie arboree, che le conferiscono un aspetto distinto dal resto dell'isola, in quanto la relativa densità di vegetazione di questa zona contrasta con l'aridità generalizzata del territorio insulare. Nei pressi di Betancuria vi è un bellissimo punto panoramico, da cui ammirare il paesaggio circostante, riuscendo, con l’aiuto delle mappe in loco, a distinguere le catene montuose, i vulcani e le coste dell’isola.
Nelle aree più interne dell’isola, inoltre, è interessante notare le abitazioni semplici della popolazione, che stridono con le colorate villette con piscina più frequenti lungo le coste, e i numerosi allevamenti di capre. L’allevamento della capra majorera, infatti, rimane, insieme al turismo, un elemento trainante dell’economia dell’isola. La capra costituisce inoltre l’immagine simbolo dell’isola nonché un gustosissimo  piatto tipico: sia per la sua carne, sia per il pregiato formaggio majorero che se ne ricava.
A Fuerteventura, in sintesi, si ammira la natura. Di siti culturali è piuttosto povera e comunque non paragonabile alle bellezze che in Italia si scorgono in ogni angolo. Per questo motivo a Fuerteventura si va senza nulla cercare: bisogna solo farsi carezzare dalle onde, farsi bagnare dal sole e, come i locali spiegano ai turisti, rilassarsi. Perché non c’è bisogno di esplorare ogni angolo o ricercare le più disparate attività, Fuerteventura è semplicemente “a place to relax”.

 

Tra i ghiacci della Lapponia inseguendo l'aurora boreale - di B.L.

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Ph credits: visitfinland  

L’emozione di ammirare un’aurora polare è una delle esperienze da fare almeno una volta nella vita e la Lapponia finlandese è da sempre considerato uno dei luoghi migliori al mondo per osservare questo affascinante fenomeno naturale che si manifesta quando particelle elettriche provenienti dal sole si scontrano con i gas dell’atmosfera terrestre in corrispondenza dei poli dando luogo, nell’oscurità del cielo notturno, ad una vera e propria danza di luce colorata che va dal rosso, al giallo-verde ed al blu-viola.
Partiamo allora alla ricerca dell’aurora boreale (o luci del nord, come vengono comunemente chiamate nel Nord Europa) con un volo diretto dall’Italia verso la città di Rovaniemi, famosa per essere considerata la patria di Babbo Natale, con la sua casa e l’ufficio postale all’interno dell’omonimo villaggio dove pervengono ogni anno le letterine con i desideri dei bimbi di tutto il mondo. Situata a ridosso del Circolo Polare Artico, Rovaniemi è anche un’importante sede universitaria e negli ultimi anni è diventata una vivace cittadina che fonde la modernità delle sue infrastrutture, alcune delle quali progettate dal celebre architetto Alvar Aalto, all’incontaminato ambiente che la circonda. In questa magica città è assolutamente consigliabile passare una notte nell’Arctic Snow Hotel, un albergo interamente fatto di ghiaccio, per dormire come un autentico eschimese! Sarà sicuramente un’esperienza unica e, se si vuole proprio esagerare, non si può non approfittare dell’opportunità di rilassarsi nella sua incredibile spa di ghiaccio.
Rimanendo in tema di ghiaccio, che regna sovrano non solo sulla terra ma anche nelle acque, il nostro viaggio continua in direzione di Kemi, a circa un’ora e mezza da Rovaniemi, per imbarcarci sul Rompighiaccio “Sampo” per una crociera di 4 ore attraverso la distesa ghiacciata del golfo di Botnia. L’atmosfera di bordo è quella tradizionale delle navi costruite negli anni Cinquanta e Sessanta, con legni ed ottoni che decorano le sale comuni, il bar ed il ristorante. Raggiunto il largo, rompendo lo strato di ghiaccio sotto di sé, l’imbarcazione sosta per consentire un “bagno artico” ai più coraggiosi, non senza aver preventivamente indossato le speciali tute termiche galleggianti, ma è anche possibile passeggiare liberamente sullo strato di mare ghiacciato che circonda la nave. Al rientro, sul lungomare di Kemi, si può visitare il Castello di Ghiaccio Lumilinna, costruito tra dicembre e gennaio, al cui interno sono ricavati bar, ristoranti, negozi, un’interessante galleria d’arte e una suggestiva cappella dove vengono celebrati matrimoni.
Ormai immersi nella magica atmosfera lappone, siamo pronti per inseguire le mitiche aurore boreali. A circa 3 ore di pullman da Rovaniemi, raggiungiamo Saariselka, dove è possibile soggiornare presso il Kakslauttanen Holiday Village, una struttura composta da 32 cottages in stile (muratura, pietra e legno) disseminati nella foresta, sufficientemente distanti tra di loro per garantire la massima tranquillità. Ogni cottage è dotato di sauna, caminetto e di tutti i comfort, in grado di ospitare un massimo di 5 persone, adatto quindi anche a famiglie e gruppi di amici. A poca distanza, la più grande sauna a fumo del mondo, dove si “celebra” il più famoso rito finlandese secondo la vera tradizione storica; in una capanna di legno con all’interno un rudimentale forno di pietra riscaldato dal fuoco, il fumo invade la stanza ed esce dall’apertura sul tetto rilasciando nell’ambiente una specie di carbone dal benefico effetto antibatterico. L’assoluta peculiarità del Kakslauttanen Holiday Village è, però, la presenza di piccoli Igloo di Vetro, strutture riscaldate dalle quali godere lo spettacolo delle aurore boreali tra morbidi guanciali e caldi piumini.
Se desideriamo rendere la vacanza ancora più emozionante, dobbiamo raggiungere Nellim, località della Lapponia più vera ed incontaminata, dove si praticano tutte le attività tipiche dell’inverno nordico, dai tour con i cani da slitta alle gite notturne in motoslitta o a piedi con racchette e ramponi. Meta prediletta di tutte queste escursioni è il Lago Inari, sacro ai Sami, il popolo autoctono, che considera questo luogo il più magico della regione per la frequenza con cui si manifestano le “luci del nord”. Uno spettacolo talmente toccante e inspiegabile da originare miti e leggende che ancora oggi sopravvivono nella memoria della popolazione. C’è chi scorge tra i colori il movimento degli spiriti nel cielo, chi il riflesso degli scudi delle Valchirie ed altri ancora i riflessi della danza del fuoco di folletti.
Vietato porre limiti alla fantasia!

Per saperne di più:
www.visitfinland.com

 

Granada: profumi arabi in Europa di Patrizia Simeone

granada

Poiché riteniamo che in genere i detti popolari serbino un fondo di verità abbiamo desiderato sperimentare personalmente quell’andante di origine andalusa che recita "chi non ha visto Granada, non ha visto nulla" - in spagnolo „Quien no ha visto Granada, no ha visto nada“ e dopo la nostra visita non possiamo che confermare quanto sia meravigliosa questa città così intrisa di una sua speciale bellezza  declinata in variegati aspetti: la collocazione geografica, il clima, la vivacità dei giovani, i quartieri storici, il profumo di spezie esotiche ma soprattutto i suoi splendidi monumenti che conferiscono al luogo un fascino davvero unico.
Il territorio sul quale sorge oggi la città di Granada fu occupato nel 711 da un esercito di mori provenienti dal nord Africa che si insediò su una vasta area del sud della Spagna con un dominio che durò per ben sette secoli. Durante il dominio arabo, Granada visse un periodo di grande splendore trasformandosi in una fiorente capitale ed una delle maggiori città commerciali del paese il cui benessere culminò nel XIII° secolo con la dinastia iniziata da Yusuf ibn Nasr, più semplicemente dinastia Nasride che diede alla città ben venti sultani fino alla data del gennaio 1492 che ne decretò la caduta per mano dei monarchi cattolici, cosiddetti Reyes Católicos. La dinastia Nasride ebbe la capacità di  trasformare la propria capitale in uno dei centri più brillanti dell'intera Spagna rendendola luogo di una vivace e pregnante vita culturale e fu proprio in questo periodo che ebbero inizio i lavori, sulla cima di  un’altura, del magnifico palazzo-fortezza dell’Alhambra e della residenza estiva, il Generalife, rappresentanti il più elevato esempio di arte ed architettura della civiltà islamica in Spagna. Tale meraviglioso e leggendario  complesso dell’Alhambra, nel novembre del 1984 è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Culturale dell’Umanità, congiuntamente ad altri straordinari luoghi cittadini, quali i giardini del Generalife e l’Albayzin.
Abbiamo raggiunto il sito palaziale inerpicandoci con una piacevole passeggiata lungo la via che dal centro cittadino si dipana fino alla collina Sabika che in origine ospitava una cittadella fortificata chiamata  al-qala’ al-hamra - castello rosso nome probabilmente derivante dal colore rossastro dei mattoni con i quali furono edificate le mura esterne -  che soltanto sotto il regno degli emiri arabi si trasformò nel suggestivo complesso di splendidi palazzi fra i quali si aprono bellissimi cortili, rigogliosi giardini e fontane con magnifici e rilassanti giochi d’acqua. Per poter accedere all’area ci eravamo premurati di acquistare, con un discreto margine di anticipo, i biglietti mediante il sito internet ufficiale, cosa peraltro caldamente consigliata  prestando  peraltro attenzione agli orari di accesso ad alcuni palazzi, che sono tassativi. Appena varcato l’ingresso abbiamo avuto la consapevolezza di travalicare  la soglia di una mondo completamente diverso da quello cittadino, all’interno di quelle austere mura quasi come per incanto abbiamo fatto un tuffo nella cultura araba trovandoci di fronte ad un mondo in cui ogni particolare si collocava in un complesso scenario che recava un’essenza di perfetto equilibrio tra eleganza, armonia e benessere.
La visita è cominciata dal sito che era centro di difesa e sorveglianza, la Alcazaba dall'arabo al-Qaṣaba, che rappresenta la parte più antica del complesso; qui attraverso una  stretta scala a chiocciola ci siamo arrampicati in cima alla Torre della Vela  dalla quale abbiamo goduto dello splendido panorama della città ed una volta ridiscesi ci siamo rinfrancati nello stupendo giardino, Jardín de los Adarves. Ci siamo poi dedicati alla visita dei magnifici Palazzi Nasridi, costituiti da un complesso di edifici alcuni dei quali con funzioni amministrative ed altri destinati ad un uso privato dei sultani e delle loro famiglie.
Di tutte le meraviglie che abbiamo goduto ci risulta quasi impossibile riproporne una puntuale e dettagliata descrizione senza rischiare di sminuire o di non render adeguato omaggio alla loro magistrale bellezza e proprio con tale consapevolezza riportiamo soltanto un piccolo assaggio della nostra meravigliosa esperienza.
Abbiamo ad esempio ammirato la sala chiamata Mexuar destinata alle udienze e all'amministrazione della giustizia le cui pareti sono rivestite di decorazioni assolutamente straordinarie; una curiosità di questa sala è data dal fatto che al suo interno ospita un locale sopraelevato protetto da finestrelle dal quale il sultano, senza essere visto, poteva ascoltare i convenuti. Abbiamo poi raggiunto il  Palacio de Comares il cui nome deriva dal fatto che le camere e le finestre anticamente fossero chiuse da ante di legno e vetrate colorate, chiamate cumarias; in questo magnifico luogo abbiamo potuto ammirare uno strabiliante gioco di archi e di decorazioni simili a finissimi ricami, forse tra le più belle di tutta l’Alhambra. Ci siamo poi deliziati ammirando una sala che deve il suo nome al fatto che la volta interna riporta una decorazione ad alveoli tipica islamica, detta muqarnas;  da qui siamo passati ad un incantevole cortile interno circondato da un colonnato al cui centro è collocata una  fontana di marmo, Fuente de los Leones, sorretta da leoni posti a raggiera attorno alla fontana stessa, il tutto di un impatto visivo strabiliante. La conoscenza del sito è continuata dedicandoci ad un altro gioiello della collina, il Generalife, in arabo Jannat al-'Arif, realizzato come residenza estiva, quasi un’oasi di pace e di relax dei sultani Nasridi. Qui la parte più interessante è costituita dai curatissimi giardini ricchissimi di aiuole, siepi sagomate in varie fogge, fiori colorati, padiglioni ma soprattutto di numerosi corsi d’acqua e piscine con fontane zampillanti nelle quali è meraviglioso ammirare il magico riflesso degli imponenti ed eleganti edifici.
Una volta terminata la visita, ridiscendendo la collina ci siamo indirizzati verso il bellissimo e suggestivo quartiere Albaycin, anch’esso risalente al periodo della dominazione islamica ed il più antico della città. In questo luogo affascinante che serba ad ogni angolo piacevolissime sorprese, abbiamo perso la cognizione del tempo passeggiando fra un labirinto di ripide e tortuose stradine che a tratti si aprivano su scorci di cortiletti e spazi incantevoli in cui si respirava un’aria tipicamente araba. In uno dei suoi vicoletti con pavimento di acciottolato, la Caldereria Nueva, detto anche la via del te, abbiamo goduto di una piacevole sosta in una caratteristica teteria in stile moresco. Dopo esserci rifocillati con un profumatissimo te alla menta e gustosi dolcetti al miele abbiamo ripreso la camminata in salita fino a raggiungere il Mirador di San Nicolas. Appena giunti in questa bellissima e spettacolare piazzetta, la fatica della salita si è immediatamente sciolta dinanzi alla vista panoramica da mozzare il fiato; abbiamo spaziato con lo sguardo sull'intero quartiere ma soprattutto sulla mura della fortezza dell’Alhambra arroccata sulla collina di fronte, considerando quasi impensabile che in quelle anonime mura fossero racchiusi e conservati tesori di tale incredibile  pregio artistico ed architettonico.
La giornata si è conclusa immergendoci in quella che è la componente essenziale della cultura spagnola: la visita di diversi locali di tapas. In questi festosi e simpatici ambienti gustando le specialità locali abbiamo programmato le visite per il giorno successivo alla scoperta di altri tesori che questa splendida città aveva in serbo per noi.


Per saperne di più:

www.turgranada.es
www.ticketmaster.es, sito ufficiale per l’acquisto dei biglietti di ingresso dell’Alhambra.

 
Redazione Agorà Turismo

Agorà Turismo - on line magazine 
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bergamo – I
N° 02 del 01 febbraio 1990

Direttore responsabile:
Giuseppe Venuti

Direttore editoriale:
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In redazione
Giovanna Fidone, Avvocato Maria Carmina Gallucci, Caterina Emma Colacello, Romina Liuzza, Laura Cavalieri Manasse, Laura Landi,  Silvana Carminati, Rossella Barbetti.

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