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Primavera Istriana per buongustai

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Croazia, Istria. Frutti di mare, capesante ed eccellenti vini locali negli eventi primaverili delle perle dell’Adriatico.

14 aprile 2018: Sweet Wine and Walk. 19 maggio 2018: Istria Wine and Walk. 20 maggio 2018: Il mare nel piatto. 27 maggio 2018: Cantine aperte. 1 giugno 2018: Serata della capasanta cittanovese.

 
Un mese dedicato alla capasanta e ai frutti di mare, alla Malvasia, al Terrano, al Moscato e agli altri ottimi vini istriani. Sono questi infatti i protagonisti dei diversi appuntamenti culinari che si susseguono dal 19 maggio all’1 giugno 2018, coinvolgendo le 4 perle dell’Adriatico: Umago, Cittanova, Verteneglio e Buie.

Occasioni ideali sicuramente per degustare i prodotti tipici locali, ma anche per conoscere il territorio in uno dei periodi più belli dell’anno, entrare in contatto con le famiglie e i produttori del posto, scoprire aneddoti e curiosità legati a questa terra e ai suoi prodotti.

Tra vigneti e cantine a caccia del buon vino

L’appuntamento di quest’anno con l’Istria Wine and Walk raddoppia e viene preceduto dal nuovo evento Sweet Wine and Walk che si terrà sabato 14 aprile 2018 a Momiano, la capitale del Moscato. Una passeggiata di 7 km, 4 punti di ristoro con la selezione di 4 rinomati produttori di vino istriani e deliziosi stuzzichini locali, divertimento con ottima musica e ballo per tutti.

Il viaggio enogastronomico inizia a Momiano, dove ogni partecipante riceverà la propria borsa con la card e il bicchiere da degustazione, l’acqua e la mappa del percorso. Durante la camminata sono previste 4 soste nelle cantine dei rinomati produttori di vino locali dove assaggiare diversi tipi di moscato e altri vini pregiati, abbinati a formaggi giovani, a noci e miele, alla pasta pljukanci con le erbe e al dolce tipico locale. Si passerà anche per l’antico castello di Momiano e successivamente per la galleria dell’artista locale Silvia Cindrić, fino a raggiungere l’inizio del percorso, dove una festa con musica live attenderà buongustai e sportivi.

Formula simile, sabato 19 maggio 2018, per il già collaudato Istria Wine and Walk, un’escursione all’insegna del buon vino e della natura istriana nella città di Buie. 11 km attraverso vigneti, cantine, belvedere, parchi naturali e mostre, con una tappa rinfrancante ogni 2 km ca. In tutto saranno 7 i punti di ristoro lungo il percorso, dove viticoltori, produttori e ristoratori locali presenteranno le loro prelibatezze gastronomiche, abbinate naturalmente agli eccellenti vini istriani.

Alla partenza, anche in questo caso, i partecipanti ricevono il calice da degustazione e la mappa del percorso. Tra le tappe previste: il Vigneto Santa Lucia, il Belvedere della collina di Castagnari con vista sulle vette della Ciceria e sul mare, il Parco naturale di Scarline con i suoi ruscelli e laghetti, la Galleria Tigor con la mostra “Olive”, le Cantine vinicole Cattunar e Veralda situate nei pressi di Verteneglio. Alla fine del percorso un party attenderà gli instancabili camminatori con un mercato locale a base di prodotti tipici.

Il mare nel piatto

È il secondo appuntamento del Gnam-Gnam Fest: Il mare nel piatto, in programma per domenica 20 maggio 2018 a Cittanova, nel cuore del centro storico, ai piedi del campanile e dei pini centenari, a due passi dal mare. Una vera e propria festa per il palato dedicata ai piatti a base di pesce e frutti di mare.

Nel corso dell’evento gli esperti chef preparano piatti originali frutto del loro genio creativo a base di prelibatezze di mare, da abbinare naturalmente ai pregiati vini locali. Alla piccola fiera organizzata di contorno all’evento, agricoltori e produttori propongono i frutti del loro prezioso lavoro, gli ottimi oli extravergini d’oliva, formaggi e prodotti caseari, prosciutto e salami, paste fatte in casa, prelibati dolci, cosmetici naturali e molto altro ancora. Viene inoltre allestita anche una mostra di souvenir originali e manufatti, mentre un programma musicale e d’intrattenimento accompagna l’evento.

In occasione del weekend che precede la manifestazione, i ristoranti e le trattorie di Cittanova mettono a disposizione ottimi piatti tipici e menu a tema a base di pesce e frutti di mare.

Tutti in cantina

L'occasione ideale per una gita nell'Istria nordoccidentale è la Giornata delle porte aperte delle cantine vinicole, organizzata dalla Strada del vino del Buiese, come tradizione vuole, domenica 27 maggio 2018. In questa data i produttori di vino spalancano le porte del loro regno e per tutto il giorno offrono i loro prodotti migliori, gli eccellenti vini istriani, accogliendo con molto entusiasmo e attenzione visitatori e degustatori.

Assolutamente da provare le ottime qualità autoctone come la bianca Malvasia istriana, il rosso Terrano e il Moscato di Momiano, varietà specifica della zona attorno a Momiano, vicino a Buie. Degustare i vini e visitare le cantine significa anche conoscere le storie e gli aneddoti che stanno dietro alle diverse etichette, entrare in contatto con le famiglie e le aziende agricole produttrici, con le loro tradizioni e modi di fare.

La capasanta cittanovese

Una manifestazione gastronomica tutta dedicata alla capasanta e agli altri molluschi: la Serata della capasanta cittanovese che si tiene al Mandracchio a Cittanova venerdì 1 giugno 2018.

Una tavola lunga una decina di metri, allestita nel porto, farà bella mostra dei piatti a base di capesante e altri molluschi, disponibili per l’occasione a prezzi convenienti, e di altri prodotti locali. Durante la manifestazione non mancheranno show-cooking, intrattenimento musicale, giochi divertenti, angolo per bambini con animazione.

Infine durante il fine settimana della capasanta, ristoranti e locali di Cittanova offrono menu speciali con piatti a tema, presi dalle ricette tradizionali istriane, come le irresistibili capesante alla griglia, le aromatiche busare di molluschi, risotti o diversi tipi di pasta arricchiti con gli eccellenti frutti del Mar Adriatico.

Tutti i colori dell’Istria

Coste chilometriche e spiagge accarezzate da un mare cristallino, villaggi di pescatori che colorano l’entroterra e affascinanti borghi ricchi di cultura e storia. Siamo in Istria, nella parte nord occidentale, quella più vicina al confine italiano, dove sorgono 4 perle dell’Adriatico: Umago, Cittanova, Verteneglio e Buie. Un territorio ricco di meraviglie naturali, una tradizione culinaria che gode dei prodotti locali, strutture di lusso e comfort con centri benessere all’avanguardia: tutto questo assicura una vacanza all’insegna di cultura, wellness e buona cucina. Un ventaglio di colori, profumi e sapori!

Info: Comprensorio turistico di Umago, Cittanova, Verteneglio, Buie www.coloursofistria.com

 

Wine Cup Alta Badia, l’evento che unisce skisafari e degustazioni in quota

Corvara Wine Cup

Il nuovo anno si saluta brindando a 2.800 metri di altitudine
Solo per i veri intenditori. Il Wine Cup Alta Badia è l’evento enogastronomico che accoglie a calici levati il 2018 sulle alte vette dolomitiche di Corvara. Dal 9 al 18 gennaio le Dolomiti ladine faranno da scenario a escursioni guidate sulle piste da sci e a degustazioni in differenti livelli di quota, con calici dalle particolari caratteristiche, che rendono l’esperienza ancora più inebriante. Alla sera, piatti gourmet con attenti accostamenti a birre e vini di alto pregio allo Sporthotel Panorama.
Partecipare al Wine Cup Alta Badia significa amare in modo spassionato le vette innevate delle Dolomiti Patrimonio Unesco e soprattutto apprezzare l’atmosfera di complicità che si crea stappando bottiglie pregiate sotto la guida di esperti enofili. Il calendario è fitto appuntamenti: si comincia martedì 9 gennaio con la tappa di degustazione di birre artigianali provenienti da tutta Italia ai rifugi Piz Arlara (2040 m) e Boconara (1.700 m). Le birre presentate saranno la Forst di Merano, la Monpiër de Gherdëina (Val Gardena), la Köstlan di Bressanone, la lucchese Brùton, la novarese Tresca, la tedesca Schneider e una selezione di birre belghe.
È vero quindi che l’altitudine influisce su profumi e sapori di vini pluripremiati? Per scoprirlo sarà necessario partecipare alle escursioni sugli sci e alle degustazioni organizzate nelle diverse tappe. A 2.800 m di quota nel Rifugio Lagazuoi, a 2.040 m nel rifugio Piz Arlara e infine a 1.700 m nello Sporthotel Panorama si stapperanno il 10 gennaio 4 annate di Brunello di Montalcino Valdicava “Madonna del Piano”, presentate da Vincenzo Abbruzzese, titolare della cantina; mercoledì 17, invece, sarà la volta di 3 annate di Fiorano raccontate da Alessia Antinori, che gestisce a Roma la Fattoria di Fiorano, ereditata dal Principe di Venosa, Alberico Boncompagni Ludovisi.
Al Wine Cup Alta Badia anche il calice ha la sua importanza e può influenzare in particolare le percezioni olfattive del degustatore. Per verificare la veridicità di questa affermazione, giovedì 11 gennaio allo Sporthotel Panorama sarà la volta delle bollicine, con bottiglie provenienti da ogni parte del mondo selezionate dal sommelier Michael Costamoling. La conduzione del tasting verrà fatta dell’enotecnico Mirko Gandolfi. Protagonisti saranno appunto i calici, che daranno alla serata un tocco di classe. Il Denk’Art di Zalto ha curve angolate a 24°, 48° e 72°, misure che corrispondono agli angoli di inclinazione della Terra e realizzate affinché il vino degustato in questo tipo di calice, mostri una profondità e una luce completamente nuovi. Si caratterizza per l’incisione elicoidale interna il calice Aero di Luigi Bormioli, studiato per ridurre i tempi di aerazione del vino fino a 15 secondi, grazie all’incremento della turbolenza e quindi al maggior mescolamento vino-aria che provocano uno sviluppo eccelso di aromi e sapori. Infine, verrà testato anche il calice Riedel, cristallo austriaco di lunga storia (dal 1756) dal design strutturato in base alla “formula d’oro” che vuole un’architettura armonica e proporzionata con il fine di esaltare ogni tipo di vino. Dopo questo frizzante aperitivo, il menu della cena è a tema: vini biologici si confrontano con i vini classici provenienti da alcune delle cantine italiane più conosciute (Manincor, Valgiano, Zidarich, Lieselehof, Roberto Ferrari, Pacherhof).
L’evento Wine Cup Alta Badia è organizzato e promosso da Michael Costamoling, titolare del Sporthotel Panorama, grande appassionato di sci e di vini. In collaborazione con l’esperto Mirko Gandolfi, ha voluto creare un momento di convivialità che unisse il piacere della montagna a quella del buon bere e mangiare. La partecipazione alla prima edizione del Wine Cup Alta Badia è aperta a tutti, non solo agli ospiti dell’hotel.

Per saperne di più:

CALENDARIO DEGLI EVENTI DI WINE CUP ALTA BADIA a questo LINK

 

Singapore Food festival

singapore food

Chef locali, workshop ed esperienze culinarie uniche: Singapore è pronta a mostrare il meglio della cucina locale in occasione del Singapore Food Festival.


Una ricca eredità culinaria, la forte cultura di una città multietnica e un livello di professionalità molto alto saranno gli ingredienti principali della 23° edizione del Singapore Food Festival. Conosciuto come uno degli eventi di spicco nel panorama culinario asiatico e di tutto il mondo, l’evento porta in tavola il meglio della cucina locale attraverso attività organizzate con lo scopo di guidare curiosi, appassionati e buongustai alla scoperta delle numerose tradizioni su cui si fonda la Città Stato. Dal 14 al 30 luglio, infatti, l’imperdibile appuntamento per i viaggiatori gourmand animerà la città con sapori, profumi e colori grazie a nuove avventure culinarie dal sapore orientale.

Dopo la pubblicazione, nel 2015, della prima guida Michelin dedicata alla Città del Leone e grazie a importanti collaborazioni con chef di fama internazionale, il Singapore Food festival si rivelerà l’occasione perfetta per assaporare le antiche tradizioni culinarie del Paese che, sempre più, si fondono con influenze moderne.
Oltre agli hawker centers, dove è possibile gustare ottime proposte di street food, e locali di tendenza che offrono sofisticate proposte culinarie, il Singapore Food Festival consente a tutti i visitatori di prendere parte a importanti eventi come lo STREAT. Il 14 e 15 luglio, infatti, a Clifford Square, l’appuntamento permetterà di assaporare le eccellenze tradizionali reinterpretate e arricchite da un twist contemporaneo grazie all’estro di due cuochi autoctoni. Malcolm Lee, del ristorante Peranakan stellato Candlenut, collaborerà con il pioniere di mod-Sin, Willin Low of Wild Rocket, nella cornice del pop-up restaurant allestito per l’occasione nel quale verrà servito un menù all’insegna delle nuove tecniche sperimentate su piatti tipici locali.

Il 15, 22 e 23 di luglio sarà la volta della tradizione con i workshop a cura di Rainbow Lapis. Il maestro, durante i vari appuntamenti, darà modo a tutti i visitatori di scoprire come si prepara un kueh, da sempre segno distintivo della cucina Peranakan. Al termine delle giornate, nelle cornici uniche del Tea Chapter, Bar Stories e Kaldi’s Berry, tutti i partecipanti saranno in grado di assemblare le gustose tortine di riso ed abbinarle alla tipologia più adatta di the e caffè, per un break in pieno stile Singaporese.

Oltre a degustazioni, mercatini, showcooking e workshop culinari, non mancheranno programmi di intrattenimento all’insegna del divertimento. Da segnare in agenda sono, infatti, gli appuntamenti con la danza e con la storia del cinema grazie agli eventi Project Plait: Inheritance e Open Air Cinema @ Social Market by Open Farm Community. Due occasioni per scoprire, dal 20 al 22 luglio e dal 22 al 23 luglio, le relazioni che uniscono le arti con la filosofia della cucina locale, regalando a tutti gli ospiti momenti di grande emozione. Tutti coloro che sceglieranno di unirsi al Project Plait: Inheritance avranno la possibilità di assistere ad uno spettacolo di danza durante la degustazione di un pasto a cinque portate ad opera di Nixon Low, capo chef della cucina di Jiakpalang. Mentre all’Open Farm Community, a partire dalle ore 19, sarà possibile prendere posto al cinema sotto le stelle per assistere alla visione di una delle pellicole dedicate alla tradizione del cibo locale stuzzicando un cestino di ricette must-try della Città Stato.

 

La Mostra del Bitto fa 110!

bitto

A Morbegno in Valtellina
Sabato 14 e Domenica 15 ottobre 2017 un weekend tutto da vivere

La Mostra del Bitto quest’anno…dà i numeri! A partire da quelli di un anniversario – son 110 anni!- che racconta un secolo ed un decennio e si ripropone tra consuetudini antiche e nuove visioni del futuro.

Che valore ha in effetti oggi una manifestazione che, partendo dal piccolo borgo di Morbegno, simbolo dell’apertura della valle ai tanti visitatori e turisti che arrivano da tutto il mondo per goderne la bellezza, racconta un mondo unico, quello degli alpeggi?

Il Bitto non è solo una D.O.P. ben nota agli amanti dei formaggi d’alpe, ricchi e saporiti, ma rappresenta la fatica e la fortuna di questi luoghi da oltre un secolo, ed è il frutto di gesti  che vanno celebrati anno dopo anno perché non se ne perda la memoria e perché possano continuare ad esistere nonostante i grandi cambiamenti che hanno stravolto un’economia.
Mestieri tradizionali – il casàro- e abitudini che vengono dal passato –la salita fino ai pascoli d’alta quota, la desmuntegada-, ritrovano la propria ragion d’essere in una fiera che diventa occasione per conoscere, assaporare e portar via un pezzetto di storia. Non a caso “bitto” deriva dal celtico “bitu”, ovvero “perenne”…. E, se il mondo dell’alpeggio rischia di sparire, anno dopo anno, a causa dei suoi ritmi completamente al di fuori degli standard contemporanei, perché rappresenta il sacrificio e l’isolamento di un mestiere che è difficile far amare alle nuove generazioni, la Mostra del Bitto è un’occasione per valorizzarlo e farlo apprezzare anche a chi in alpeggio non andrà mai. Ed è così da 110 anni, da quando, cioè, le preziose forme di Bitto prodotte durante l’estate, diventavano merce di scambio nell’antica fiera di fondovalle che celebrava il cambio di stagione e la discesa delle Brune alpine dai pascoli di montagna.

La storia del territorio, le sue tradizioni, le specialità che solo qui nascono si metteranno in mostra da un capo all’altro di Morbegno in un susseguirsi di eventi, emozioni e racconti lunghi un intero weekend…

In città tornano le rievocazioni storiche legate al comparto lattiero-caseario: i gruppi folkloristici e gli artigiani animeranno le piazze con dimostrazioni di mestieri e produzioni tradizionali e nei classici “calecc”- le antiche costruzioni in pietra dislocate sui pascoli che garantivano un riparo alla “culdera” di rame dentro cui  nasceva il Bitto-, verranno effettuate le lavorazioni del latte e la trasformazione in formaggio e in ricotta.
Nelle casette dello street food valtellinese si serviranno sciatt e pizzoccheri da passeggio, ideali da assaporare durante una visita ai mercatini dei produttori o all’area eventi e spettacoli.
Sempre in piazza S.Antonio la Casèra ospiterà l’esposizione delle forme di Bitto DOP, Valtellina Casera DOP e Scimudin partecipanti allo storico concorso che mette in competizione da oltre un secolo i casari ed il loro lavoro, premiandone le forme migliori.
Nella tensostruttura “open” spazio invece alle Latterie e ai commercianti di specialità “Made in Valtellina” e ai workshop pensati per  valorizzare oltre al Bitto anche  il formaggio VALTELLINA CASERA DOP e i tanti prodotti che nascono in queste zone: le mele, il miele, la Bresaola IGP…

Il bellissimo Chiostro di S.Antonio, alle spalle della piazza, ospiterà il banco d’assaggio dei formaggi e aule didattiche dedicate.

A Palazzo Malacrida, splendido gioiello settecentesco, degustazioni guidate su prenotazione per mettere alla prova le capacità sensoriali in un gioco sottile, mentre nelle cantine nascoste dietro i portoni intarsiati i formaggi sposeranno i grandi vini valtellinesi in un connubio con “Morbegno in Cantina”, altra manifestazione storica che prosegue anche nel weekend della Mostra del Bitto.

Dai balconi fioriti della bella Morbegno risuoneranno quest’anno, inaspettati, canti e note di violino, per incantare i visitatori e farli restare..naso all’insù! I ristoranti, come sempre, proporranno Menù a tema e i Bar e locali gli immancabili “Cheese Hour” in un “fuori-Mostra” che coinvolge ormai quasi tutti i ristoratori.
Chi preferisce lo stile “green”, infine, potrà attraversare l’Adda e scoprire le fattorie didattiche e le  attività “country” collocate al polo fieristico e ideate per i più piccoli.

Un secolo e un decennio di #Bittodop, del resto, va festeggiato con tutti gli onori!

Per saperne di più:
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Tutti i gusti di Parigi: i locali più trendy della Capitale francese

paris gastro

 

Piatti etnici, fusion, healthy – servito rigorosamente nelle “buddha bowl” – ma anche un ritorno alla carne rossa e, immancabile, la raffinata dolcezza del cioccolato: per gustare fino in fondo il vero sapore della Ville Lumière.


Fucina di tendenze, crogiolo di mode, laboratorio di sperimentazione e scrigno di sapori tradizionali da (ri)scoprire: la Capitale francese è la portavoce dei trend gastronomici più importanti del 2017.
In un mondo sempre più multitasking, anche la ristorazione non ama stare con le mani in mano. Soprattutto a Parigi. Ecco quindi una continua ricerca di contaminazioni culturali, stilistiche e concettuali.
Una delle mode più attuali nella Ville Lumière prevede spazi da vivere che mescolano vari generi, in un concept “due in uno” che rende impossibile annoiarsi. Per gli amanti del ciclismo, l’ideale è Steel Cyclewear & Coffee Shop, caffetteria con annesso negozio in biciclette nel cuore del quartiere Folie-Méricourt, presso la fioreria-bar Peonies è possibile sorseggiare un buon caffè circondati da piante e fiori in un’atmosfera very instagram – il locale è seguitissimo sul social fotografico del momento – mentre la drogheria La Fine Moustache è il luogo ideale dove degustare prodotti gourmand 100% francesi accompagnati da un’ottima selezione vini.

Chi ama sperimentare sapori nuovi e tuffarsi nelle tradizioni più lontane dalla nostra, senza rinunciare a un tocco trendy, dovrà mettere in programma una visita ai quartieri del “world food”, soprattutto nel 9°, 10°, 11° e 13° arrondissement. Qui è possibile banchettare con dürüm, una torta curda cotta al forno e condita con carne macinata, gustare ottime zuppe di pollo al curry e latte di cocco in un ristorante laotiano e trovare il miglior pane naan “condito” della città.
Tra i nomi da mettere in agenda: Street Bangkok Local food, dove street art, urban style e gusto zen danno vita a un locale unico e accattivante, oppure Le Baranaan, bar-caffetteria indiana dove lasciarsi conquistare da un’atmosfera al limite della psichedelia, in perfetto stile Bollywood. Gli amanti dello street-food indiano apprezzeranno anche Naàn il locale perfetto per gustare il tipico pane indiano rivisitato in chiave gourmand con un tocco di formaggio francese. La gastronomia ellenica a Parigi ha invece uno dei suoi migliori portavoce in Gallikà, nel quartiere di Madeleine-Vendôme: qui è possibile scoprire i più autentici sapori greci arricchiti con un tocco di modernità.

La moda del cibo salutare è uno dei trend che si stanno imponendo maggiormente sulla scena gastronomica mondiale. Parigi non è da meno: in città si possono trovare un’infinità di declinazioni, a partire dalle cosiddette “buddha bowl” che vanno per la maggiore nei locali healthy: piatti unici serviti in scodelle uniscono ingredienti freschi, ricette gustose e una mise en place piacevole anche per gli occhi, tanto che i parigini ne vanno matti. Tra i locali più frequentati c’è il So Nat (a pochi passi dalla fermata Notre-Dame-de-Lorette): qui materiali di recupero, tavoli in legno, sedie di formica, piante pendenti dal soffitto e muri grezzi convivono per dare vita a un ambiente suggestivo tra richiami di design vintage e industriale. Nei pressi di Place Vendome si trova invece Uma, dove scoprire i sapori Nikkei: incontro gastronomico tra Cina e Perù, un nuovo tipo di cucina fusion nata a Lima che si sta diffondendo in tutto il mondo. Ottime anche le buddha bowl di Marclee, locale fusion del 9° arrondissement che propone i sapori migliori di tutta l’Asia, tra tradizione e modernità, insieme a vini biodinamici, sake e cocktail.

Parigi sa sempre stupire e, in controtendenza rispetto alla moda “all vegan”, riporta in auge la carne rossa. Affollatissimi i ristoranti dove gustare carne argentina, le steakhouse e i locali dotati di grill e camino per cucinare e arrostire di fronte a clienti. Da provare: Le Beef club, steakhouse d’ispirazione anglosassone che celebra il sapore del manzo scozzese di qualità superiore in tutte le sue varianti. Gli amanti dei locali più rustici apprezzeranno Robert et Louise, affollatissima trattoria tipica nel cuore del Marais dove gustare diverse carni grigliate a legna direttamente sul camino a vista! Sempre nel Marais, chi cerca un’esperienza più trendy apprezzerà invece Beaucoup: ambiente giovane, stile chic-metropolitano e una selezione di duecento etichette tra vini e alcolici.

Dulcis in fundo, menzione d’onore per il cioccolato. Il concetto ormai sembra sdoganato anche da autorevoli studi scientifici: quello fondente fa bene – soprattutto se consumato al mattino – e, contro ogni più funesta aspettativa, sembrerebbe agevolare persino la perdita di peso. Una scusa perfetta per tuffarsi nel delizioso mondo della cioccolateria parigina, indugiando nelle sue sale da tè tra comfort di lusso e atmosfere d’altri tempi. La città è una vera mecca per gli amanti del genere: per tutto l’anno, ma soprattutto durante le principali festività, i Maître Chocolatier competono con creatività per soddisfare il palato dei più golosi e… gli occhi di chi vuole stupirsi, stando anche solo davanti alle vetrine! Da non perdere, a due passi da Place Vendome ci sono il Chocolate Bar Jean-Paul Hévin (tempio di uno dei più grandi Maître Chocolatier al mondo) e la Manufacture Cluizel (storica azienda familiare tra le poche al mondo a lavorare direttamente le fave di cacao e non cioccolato o pasta di cacao acquistati da fornitori esterni). E per non soddisfare solo il palato ma anche la mente, imperdibile una visita a Choco-Story, il Museo del cioccolato di Parigi, dove ripercorrere la storia del cacao e le sue varie trasformazioni.

Per saperne di più sui locali citati:

·    Steel Cyclewear & Coffee Shop 58 rue de la Fontaine au Roi, Paris 11e M° République, facebook.com/steelcyclecoffeeshop
·    Peonies 81 rue du Faubourg Saint-Denis, Paris 10e M°Château d’Eau, www.peonies-paris.com
·    La Fine Moustache 76 boulevard de la Villette, Paris 19e M°Porte de la Villette, www.lafinemoustache.com
·    Street Bangkok Local food 3 rue Eugène Varlin, Paris10eM°Château-Landon, www.streetbangkok.fr
·    Le Baranaan 7 rue du Faubourg Saint-Martin, Paris 10e M° Château d’eau, www.baranaan.com
·    Naàn 59 rue des Petites Écuries, Paris 10e M° Château d’eau, facebook.com/NAAN75010
·    Gallikà 7 rue Godot de Mauroy, Paris 9e M° Madeleine www.gallika.fr
·    So Nat 5 rue Bourdaloue, Paris 9e M°Notre-Dame-de-Lorette, facebook.com/sonatparis9
·    Uma 7 rue du 29 juillet, Paris 1er M°Pyramides, umarestaurant.fr
·    Marclee 10 rue Saulnier, Paris 9e M°Cadet www.marclee.fr
·    Le Beef Club 52 rue Jean-Jacques-Rousseau, Paris 1er M° Louvre-Rivoli, www.eccbeefclub.com/fr
·    Robert et Louise 64 rue Vieille du Temple, Paris 3e M° Saint-Paul, www.robertetlouise.com
·    Beaucoup 7 rue Froissart, Paris 3e M° Saint-Sébastien-Froissart, www.beaucoup-resto.com
·    Chocolate Bar Jean-Paul Hévin 231 rue Saint-Honoré, Paris 1er M° Tuileries 41 rue de Bretagne, Paris 3e M° Arts et métiers 3 rue Vavin, Paris 6e M°Vavin, www.jeanpaulhevin.com
·    Manufacture Cluizel 201 rue Saint-Honoré, Paris 1er M° Tuileries, 2 rue des Rosiers, Paris 4e M°Saint-Paul, 3 rue Tronchet, Paris 8e M° Madeleine, www.cluizel.com
·    Choco-Story Paris Musée du Chocolat 28 Boulevard de Bonne Nouvelle, 75010, www.museeduchocolat.fr

 

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