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Riso e Rose in Monferrato: lo splendido pretesto

ALEXALA riso e rose credits Giovinazzo


(ph credit D. Giovinazzo)
Perlustrazioni slow tra “bric e foss” per tre fine settimana di fughe di primavera, dal 3 al 19 maggio, tra borghi (Patrimonio Unesco) ed eventi, nel binomio del riso e della rosa.    

I monferrini dicono “andar per bric e foss” e Riso e Rose in Monferrato, l’evento kermesse del Monferrato (il più grande evento intercomunale in Italia), alla sua 19esima edizione (3-19 maggio), è la sua risposta turistica. Un invito primaverile alla perlustrazione outdoor, tra le colline e la piana del Po, tra risaie allagate e vigneti, castelli e palazzi barocchi, pievi romaniche e cascinali in tufo: una  terra straordinaria a un’ora d’auto da Torino, Milano e Genova, con ben due Patrimoni Unesco (i paesaggi vitivinicoli coi loro infernot e il Sacro Monte di Crea) e un comune che fa parte dei “Borghi più belli d’Italia”. E sono 19 i borghi aderenti a Riso e Rose 2019, al centro dei quali la splendida capitale storica, Casale Monferrato –  lo scorso anno entrata nella short list delle candidature a Capitale della Cultura Italiana 2020 – a fornire un magnifico pretesto di perlustrazione.
Nell’anno del Turismo Slow, Riso e Rose in Monferrato offre un girovagare lento e rilassato, nella dimensione della rete: non un singolo evento ma una proposta itinerante e diffusa nel tempo e nello spazio,  in cui ogni borgo invita alla visita degli altri, in un divertissement di proposte che, intorno al binomio del riso e delle rose, si declina nelle forme più diverse: florovivaismo, arte, musica e cultura, enogastronomia, eventi  per bambini e famiglie, con contenuti che mescolano occasioni di grande spessore culturale ad altre di folklore e autenticità locale, il tutto in una dimensione paesaggistica straordinaria e a pochi kilometri di distanza tra loro.
I comuni aderenti sono principalmente in provincia di Alessandria, con qualche puntata nell’astigiano e nella Lomellina e sono: Casale Monferrato, Camino, Castell’Alfero, Cella Monte, Coniolo, Gabiano, Giarole, Mombello, Ozzano Monferrato, Mede, Mirabello Monferrato, Mombello, Morano sul Po, Rosignano Monferrato, Pontestura, Sala Monferrato, Sartirana, Solonghello, Terruggia. Il calendario completo degli eventi è reperibile su  www.monferrato.org/risoerose.html e, seppur impossibile descriverli tutti, ecco di seguito alcuni highlight rispetto ai temi principali.

 
INFERNOT PATRIMONIO UNESCO
L’elemento che da solo vale la visita del Monferrato e fil rouge trasversale alla kermesse, è la straordinaria occasione di visite guidate e imperdibili agli infernot, le specule vinarie sotterranee scavate per sottrazione nella pietra da cantone (gergalmente detta tufo), un unicum di questo territorio, che insieme ai paesaggi vitivinicoli  gli ha valso nel 2014 la designazione Patrimonio Unesco.
Si trovano in parte in edifici pubblici ma assai più spesso in abitazioni private che aprono per l’occasione le loro porte e, naturalmente, presso l’Ecomuseo della Pietra da Cantone di Cella Monte: in tutto ne sono stati mappati 59. Si tratta di vere opere d’arte il cui nome deriva dal piemontese infernòt, ricollegabile all’antico provenzale enfernet, espressione utilizzata per indicare una prigione angusta, ad opera quasi sempre di contadini o cavatori senza alcuna nozione di ingegneria o architettura, per lo più durante la stagione invernale, quando contadini e vignaioli non erano intenti in attività agricole, che potevano richiedere due o tre anni di lavoro.

 

CULTURA, MUSICA, ARTE ANTICA, MODERNA E CONTEMPORANEA
Morbelli, artista del momento! Se in occasione del centenario della morte di uno dei protagonisti del divisionismo italiano, la GAM di Milano rende omaggio ad Angelo Morbelli, poteva quel Monferrato che lo ha accolto e in cui ha vissuto per anni, nell’affascinante casa studio della Colma di Rosignano, dalla cui torretta scomponeva i colori delle colline immortalando nei quadri più celebri il paesaggio vitivinicolo, non fare altrettanto? Così, mentre il Museo Civico di Casale Monferrato allestisce una mostra su “Angelo Morbelli, pittore del Monferrato” (dal 18 maggio al 29 settembre), a Rosignano Monferrato dall’11 maggio in poi  si  apre in frazione Colma  la casa dell’artista, con possibilità di visite guidate allo studio intatto ed al  suggestivo giardino; si avrà nella stessa data l’ inaugurazione del Percorso Morbelliano, tra le riproduzioni pittoriche esposte nei luoghi prediletti, mentre presso il Municipio (sempre a  Rosignano) verrà ospitato un inedito morbelliano messo a confronto con le opere del figlio Rolando (“Tra Angelo e Rolando Morbelli”). Infine – ancora a Rosignano Monferrato – sabato 18 e domenica 19 maggio, la Mostra internazionale di ricami (giunta alla XII Edizione)  rende omaggio a Morbelli con “Ric – amare il paesaggio” con opere uniche tra il design e il ricamo contemporaneo ( Fiber Art) di straordinario fascino e valore.
Casale Monferrato, come detto città in short list tra le candidate a Capitale della Cultura Italiana 2020, e patrimonio inestimabile di barocco, romanico (col nartece del suo Duomo unico al mondo) e una Sinagoga considerata tra le più belle d’Europa, in un mix di proposte che si snodano su tutti e tre i weekend, oltre alle manifestazioni di piazza ed enogastronomiche, ha deciso di proseguire a puntare sulla cultura. Nell’immenso e intenso programma citiamo primo tra tutti, come omaggio alla citata candidatura e all’amichevole collaborazione con la Capitale della Cultura Italiana 2019, nell’ambito dei concerti ECHOS 2019, il concerto dell’Orchestra Sinfonica “E.R. Duni” di Matera (3 maggio, ore 17.00, presso il Teatro di Casale Monferrato), mentre tra i molti altri eventi musicali si segnala la rassegna musicale “Musica in Sinagoga” (19 maggio, ore 17.00).
Al Museo Civico di Casale Monferrato – Sala Vidua, nel corso del 2019 è visitabile una chicca, la Mostra “Carlo Vidua, una vita in viaggio, dal Monferrato all’Estremo Oriente (1785-1830)” dedicata al famoso viaggiatore.
Presso il Castello del Monferrato la Mostra “Francesco Negri: un fotografo fra ‘800 e ‘900” (dall’11 maggio al 9 giugno; inaugurazione 10 maggio, ore 18.00). Inoltre nella stessa sede, “Uno scatto di Restanza”: Folkermesse – 35 anni di Restanza, Obiettivo Monferrato –  Percorso fotografico, IT.A.CA’ – La Restanza in pratica, “Lo Sguardo sui Sacri Monti” – Scatti fotografici di Marco Beck Peccoz, “Little things. L’attenzione alle Piccole Cose” – Fotografie di Edoardo Ferraro e , altra chicca, “Casale e il Monferrato nella Matita di Lele Luzzati” (dall’11 al 19 maggio).
Passando da un bric all’altro, ecco che Sala Monferrato tra i suoi eventi propone un percorso guidato alla scoperta delle tele di Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo (18 maggio, orario serale e 19 maggio, ore 10.00-20.00), a Pontestura apertura del Museo di Colombotto Rosso (19 maggio, ore 10.00-12.30, 14.30-18.00).
A Solonghello presso la Locanda dell’Arte (via asilo Manacorda, 3): “Marchi_Forti”, esposizione dei lavori dei giovani artisti Erika Marchi e Fabio Forti (vernissage 11 maggio, ore 17.00 e 12 maggio, 15. 00; visitabile anche il 18 e 19 maggio).
Ancora musica! Ce n’è  tutti i gusti, dalla classica (come al Castello Sannazzaro di Giarole), alla musica diffusa nei cortili, come a Ozzano Monferrato e Sala Monferrato,   ai concerti dell’enoteca di Casale, nel suggestivo castello, e  ancora, musica dialettale a Morano, musica folk e blues a Mirabello, e molto altro: c’è solo da sbizzarrirsi tuffandosi nel fitto programma.

 

CASTELLI …IN ARIA
 La citazione si riferisce a un’opera di Corrado Bonomi presente nel Castello Sannazzaro di Giarole, che in occasione della Giornata delle Dimore Storiche Italiane apre le sue porte ai visitatori, ospiti dei conti Sannazzaro Natta, che lo abitano permanentemente: si tratta di uno dei manieri medioevali meglio conservati nel territorio e risalente all’editto di Federico Barbarossa, che offre così la possibilità della visita alle sue stanze con affreschi e carte da parati dipinte a mano, cimeli di famiglia e quadri di pregio (19 maggio).
Sempre in occasione della Giornata dell’ADSI, il Castello di Gabiano, nella verde Valcerrina, offre tour alla scoperta di una dimora storica tra le più antiche del Monferrato. Si potranno visitare le cantine storiche, l’Emporio dei vini ed alcune sale interne della dimora mai aperte precedentemente; si potrà fare una tappa fotografica alla torre, per passare nel giardino pensile dei tre Orologi e si concluderà con una passeggiata nel parco col suo labirinto (19 maggio, visite su prenotazione con orario 10.00, 11.00, 15.00, 16.00, 17.00).


FLOROVIVAISMO
 Il florovivaismo è uno dei temi portanti della manifestazione, declinandosi in due grandi classici: l’appuntamento di Coniolo Fiori che sin dalla prima edizione attira migliaia  di appassionati; quest’anno con la Rosa Eos ibridata per l’evento e l’esposizione di rose di varie specie, mostra e mercato per giardino, orto, piante e oggettistica d’arredo e laboratori creativi per grandi e bambini (18 e 19 maggio). La seconda proposta è Vivere in campagna, a Terruggia, nello splendido parco di Villa Poggio, coi suoi mercatini di piante, arredi, hobbistica e tipicità (4 maggio). Imperdibile poi l’occasione offerta da Cella Monte, da pochi mesi entrata a far parte dei “Borghi più belli d’Italia”, le cui strade e cortili suggestivi per il bianco della pietra da cantone, ospitano Le Colline sono in Fiore: passeggiate slow tematiche tra i vigneti, quadri, e le Rose antiche e classiche mappate e in una gara a primeggiare per lo scorcio più bello, il contest Angolo Fiorito sul tema del cinema (12 maggio). Per non parlare dell’Ecomuseo della pietra da cantone e i suoi infernot, E poi…a Castell’Alfero, il Roseto della Sorpresa, con le sue rose antiche, moderne ed opere d’arte contemporanea realizzate negli anni nell’ambito della residenza d’artista “Innaturalia” (12 maggio).
ENOGASTRONOMIA
Protagonista assoluta la risottata, trasversale a moltissimi dei luoghi degli eventi, specie nella forma della panissa, caratteristico risotto coi fagioli e salsiccia,  e poi…l’enogastronomia più tipica, mercatini di prodotti bio e km zero, merende sinoire, aziende agricole aperte, degustazioni DE.CO, menù diffusi nei cortili…c’è solo imbarazzo della scelta, mentre per l’enologia si va dalle degustazioni e manifestazioni, come “Di Grignolino in Grignolino” (18 maggio), agli incontri coi produttori che raccontano i terroir monferrini (in collaborazione con la condotta Slow food del Monferrato casalese e di Moncalvo), visite a antica distilleria Magnoberta con degustazione dei prodotti e del “Riso Amaro”, liquore a base di riso (4 maggio, alle 17.00) e ancora e ancora. Consultare il calendario per gli approfondimenti su orari, luoghi e prenotazioni.

 

MONFERRATO KIDS!
Mentre quasi tutti i comuni ospitanti la manifestazione offrono occasioni di svago per i bambini tra laboratori, giochi e pony, due sono gli appuntamenti della kermesse specificamente dedicati.
Il primo metterà d’accordo piccoli e grandi: si entra in un castello! A Giarole, il castello Sannazzaro Natta    (si veda paragrafo Castelli in Aria) offre la possibilità della visita alle sue stanze e ospita nel suo immenso parco un weekend dedicato ai bambini. Tema: il circo, con la Scuola di Circo & Arte di strada, il laboratorio di arti circensi e spettacolo notturno (11 e 12 maggio).
Grangia di Pobietto: sembra uscito dal film Riso Amaro questa location, antica comunità con tanto di chiesetta e scuole per i bambini, che accoglieva le mondine provenienti da tutto il nord Italia e che ospita “Vivere alla Grangia”: laboratori per bambini, attività per la famiglia, l’ apertura museo della civiltà risicola e mostre fotografiche in collaborazione con il Parco del Po, percorsi a piedi o in bicicletta tra le risaie e i foss (18 e 19 maggio). E poi, Mirabello Monferrato presenta Folkèbello Street Festival: street food Km 0 e De.Co., “Ops” Spettacolo di strada, “Equilibrio” giochi clowneschi ed equilibrismi oltre a concerti folk per i grandi (18 e 19 maggio).
 
CHICCHE E CURIOSITA’
A Sartirana la mostra “Ken Scott il giardiniere della moda”: mostra esclusiva di foulard a tema floreale (5 maggio, 15.00-18.00)
A Rosignano Monferrato l’omaggio al rosa è sulle antiche arti muliebri del ricamo con la Mostra Internazionale di Ricamo” (presenti le più note ricamatrici italiane e straniere) e la Mostra d’arte & ricamo, coi più promettenti giovani artisti italiani sul tema del ricamo e del paesaggio rivisitati traendo ispirazione dall’opera di Angelo Morbelli (18 e 19 maggio).
A Sala Monferrato esposizione omaggio a oggetti e memorie di Nanni Ricordi, lo scopritore dei cantautori (18 e 19 maggio) presso palazzo comunale
A Mombello, una partita del piu tipico sport del territorio, il Tamburello, tra uomini (riso) e donne (rose) (18 maggio, ore 21.30)
Per gli amanti dell’archeologia rurale e industriale: a Sartirana alla scoperta della Pila, magazzino del riso del XVII sec., visita degli antichi magazzini di stoccaggio e dei macchinari per la lavorazione del riso, museo contadino e mulino orizzontale (5 maggio), mentre Ozzano Monferrato, apre la Mostra “Tracce di cemento: lo sguardo dell’artista viaggiatore sull’archeologia industriale della calce e del cemento nel Monferrato casalese” a cura dell’Associazione OperO (dal 19 maggio). A Pontestura mostra di documenti antichi e immagini su miniere e fornaci (18 e 19 maggio).

Per saperne di più:
www.monferrato.org
 

 

Sicilia: la barocca Scicli. Patrimonio dell'Unesco e dell'ospitalità

Scicli Ragusa Italy author MαρκοςDescription=Scicli, Ragusa, Italy |Source=[http://www.panoramio.com/photo/116217412 Scicli, Ragusa, Italy] |Date=2014-07-19 09:53 |Author=[http://www.panoramio.com/user/861544 trolvag

ph: credits Thanks to Trolvag / Redazione
di Giovanna Fidone
In provincia di Ragusa esiste una città barocca patrimonio dell’Unesco, meta di turisti provenienti da tutto il mondo.
Tra le motivazione della iscrizione nella World Heritage List dell'UNESCO è stato scritto:
«... La via Mormino Penna, per la ricca presenza di edifici del Settecento, e il Palazzo Beneventano rappresentano un capolavoro del genio creativo umano dell'età tardo-barocca…il più famoso edificio nobiliare di Scicli ed uno dei più interessanti della Sicilia barocca …...» .
Non a caso il Palazzo Beneventano fu definito da Sir Anthony Blunt il più bel palazzo barocco di Sicilia, ("di un pallido colore giallo-oro che al sole acquista un'indescrivibile opulenza"). Ma non è l’unico, ricordiamo anche Palazzo Fava, Palazzo Spadaro e Palazzo di Città la sede del Comune che è diventato la sede del commissariato televisivo della fiction “Il commissario Montalbano” tratto dell’omonimo personaggio dei libri dello scrittore Camilleri. Il centro storico, ristrutturato, la sera prende vita con i suoi ristorantini pieni di fascino.
Anche Villa Penna e il Complesso del Carmine rappresentano il cuore di Scicli e raccontano la storia di una città che ha saputo evolversi senza mai perdere il valore delle proprie origini. Come Palazzo Busacca che oggi ospita un ristorante che merita una visita anche per la selezionata cantina: https://www.facebook.com/busaccascicli/

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Un capitolo a parte è rappresentato dai magnifici edifici religiosi: la Chiesa di San Matteo simbolo di Scicli e chiesa Madre fino al 1874, sostituita poi dalla Chiesa di San Guglielmo (ex Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola), la Chiesa di San Giovanni Evangelista, la chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di Santa Teresa, la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo che domina Piazza Italia, la Chiesa di San Michele, la Chiesa di Maria Santissima della Consolazione. 
Non possiamo non citare anche la  Chiesa di Santa Maria La Nova, retta da sempre da una potente Confraternita che nel XVI secolo acquisì l'ingente eredità del banchiere Pietro di Lorenzo detto Busaccache  permettendo  di avviare una serie di azioni sociali, di edificare una sede per la fondazione benefica e di riedificare la propria chiesa. Ricordiamo inoltre il Convento dei Cappuccini, il Complesso della Croce, il Convento di Sant'Antonino e quello del Rosario e la Chiesa di Santa Lucia.
Accanto agli edifici religiosi troviamo quelli militari: il Castellaccio (detto castrum magnum) di cui ci rimangono pochi ma maestosi resti sulla cima rocciosa del colle di San Matteo e il Castello dei Tre Cantoni (detto nella storiografia locale Castelluccio o castrum parvum o triquaetrum).

E per gli amanti dell’archeologia ci sono diverse aree di interesse: il Sito della Grotta Maggiore datato fra l'Età del Rame e l'Età del Bronzo antico (III-II millennio a.C. – XVIII-XV secolo a.C.), la Necropoli in contrada Ronna Fridda, il sito Cancelleri del periodo greco classico e l’area Chiafura databile dal IV al II sec. a.C.
Se siete amanti delle tradizioni locali, non potete perdervi a marzo la “Cavalcata di San Giuseppe” e a maggio la festa della Madonna delle Milizie: manifestazioni ricche di fascino che richiamano turisti da tutto il mondo.
E a proposito di cultura locale, la compagnia teatrale “Gli amici di Matteo”, che mette in scena commedie dialettali in tutta Italia e all’estero, proprio a Scicli ha il suo teatro stabile, tenendo viva la commedia dell’arte di qualità con rappresentazioni spesso tratte dai testi pluripremiati del regista e noto commediografo Renato Fidone
( https://www.facebook.com/groups/amicidimatteosicc/).
Non solo arte e storia ma anche mare e spiagge immense e dorate: le turistiche Pozzallo e Marina di Ragusa, oppure Sampieri, ottocentesco borgo di pescatori, o la recente cittadina di Cava d'Aliga, o Donnalucata la più antica delle frazioni marinare, porto della città di Scicli.
E concludiamo con la cucina. Di mare ( il pescato fresco non ha bisogno di commenti) e di terra (da non perdere le focacce chiamate scacce, i ravioli con il sugo di maiale, gli arancini al ragù di carne), i prodotti locali come il caciocavallo DOP e la ricotta vaccina e i prodotti della terra come i fichi d’india tipici di quella terra o i pomodori (scordatevi quelli che mangiate solitamente e scoprite il loro vero sapore).
E ovviamente i dolci: cannoli, cassatine, dolci con le mandorle, teste di turco…
E infine le granite. Sedetevi in un bar del centro e ordinate una granita alle mandorle con la panna. Immersi nel barocco, in un clima gradevolissimo in ogni stagione (anche in pieno inverno non si scende mai mai sotto i dieci gradi), circondati dall’ospitalità e accoglienza Made in Sicily. Questa si chiama vacanza.
 
 
Per maggiori informazioni:
http://www.turismoscicli.it/

 

STUPINIGI SONIC PARK 25 giugno - 11 luglio 2018 Prima edizione del Festival Musicale nel Parco della Palazzina di Caccia di Stupinigi

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Stupinigi Sonic Park è il nuovo festival musicale dell’estate 2018 con una line up di richiamo internazionale, ospitato nel parco della Palazzina di Caccia di Stupinigi dal 25 giugno all’11 luglio.
Sul palco di 300 mq, inserito nella favolosa cornice di alberi secolari del parco del ‘700, si esibiranno artisti italiani, inglesi e americani celebri a livello internazionale.Un’area concerti di 15.000 mq open air, allestita per la prima volta nei 300 anni di storia della residenza sabauda Patrimonio dell’Unesco dal 1997 che diventa location esclusiva dei sei concerti di Stupinigi Sonic Park, un festival unico e inedito. Una produzione Reverse Agency e Vertigo.

Stupinigi Sonic Park, promosso da Città di Nichelino e Sistema Cultura, con il patrocinio di Regione Piemonte e Camera di Commercio di Torino, in collaborazione con Palchi Reali, Piemonte dal Vivo e Consorzio Residenze Reali Sabaude, avrà per ogni concerto in programma un assetto di posti ad hoc, a sedere numerati per vedere i concerti di Jeff Beck, Steven Wilson e Deep Purple oppure in piedi per LP, Negrita e Caparezza, per una fruizione più consona alle diverse tipologie di band e di musica. «Desideriamo che Stupinigi Sonic Park diventi un posto piacevole, un contesto aulico in cui vivere l’esperienza ‘concerto live’ in modo più umano e indimenticabile sia per il pubblico sia per le band» affermano gli organizzatori. Infatti gli artisti che hanno scelto di esibirsi all’interno della cornice non convenzionale del festival Stupinigi Sonic Park si trovano tutti in un punto della loro carriera in cui la bellezza dei luoghi in cui si esibiscono valorizza la proposta di sonorità ricercate.

Roger Glover dei Deep Purple ha affermato in occasione del “InFinite” tour 2017 «Probabilmente inizieremo a selezionare di più le location, in modo da farci trovare sempre all’altezza della nostra fama» e non a caso una delle due uniche date estive del tour italiano del famoso gruppo rock sarà proprio nello straordinario scenario dello Stupinigi Sonic Park l'11 luglio.

Steven Wilson, ricordando il concerto nel 2016 nell’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera, dice: «[In tour] il problema è che vai sempre in un sacco di posti e tutto quello che vedi è l’interno di un camerino, il palco e, se sei fortunato, la stanza di un albergo. […] È stato incredibile perché il teatro era già all’interno di una cornice spettacolare.» Il live dell'artista sarà al Stupinigi Sonic Park il 26 giugno.

 

Palazzina di Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo, 7 - Stupinigi,

Nichelino TO

coordinate GPS:

44°59’43.5″N

7°36’16.4″E

www.stupinigisonicpark.com

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Spinalonga: architetture veneziane nell’Isola della Speranza

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di Giovanna Fidone

 

Ci sono dei posti che raccontano la loro storia come Spinalonga. Spinalonga è una piccola isola greca situata di fronte alle coste di Creta. L'isola fu di grande importanza militare ai tempi della Repubblica di Venezia ed è dominato da un imponente fortezza militare situata in posizione strategica all'imbocco del golfo di Mirabello, nella parte orientale ed occupa in realtà l'isolotto di Kalidon, mentre Spinalonga in senso proprio è la penisola vicina più vasta. Ma per tutti  Spinalonga è l'isola-fortezza. 

Spinalonga non è un’isola naturale, infatti i veneziani hanno ricavato l’isola separandola dall’omonima penisola, per realizzarne una fortezza inespugnabile con cui proteggere le coste cretesi. Infatti, anche dopo la caduta dell’isola sotto la dominazione ottomana, Spinalonga restò un baluardo veneziano per altri quasi 5 lustri.

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Nel 1578 i Veneziani incaricarono l'ingegnere Genese Bressani di progettare le fortificazioni dell'isola. L’ingegnere creò diversi fortini nei punti più alti sia del versante settentrionale che di quello meridionale dell'isola, creando così un anello di fortificazioni lungo la costa che precludeva qualsiasi tentativo di sbarco nemico. Nel 1579, il Provveditore Generale di Creta, Luca Michiel, inizio la costruzione del forte sulle rovine di un’antica acropoli. Ci sono due iscrizioni che testimoniano questo evento, uno sulla traversa della porta principale del castello e l'altro sulla base del bastione sul lato nord dello stesso. Nel 1584, i Veneziani, rendendosi conto che le fortificazioni costiere erano facili da colpire per eventuali nemici attaccando dalle colline vicine, decisero di rafforzare ulteriormente le difese con la costruzione di nuove fortificazioni in cima alla collina. Il fuoco veneziano avrebbe quindi avuto un raggio di azione ancora più grande, rendendo Spinalonga una fortezza inespugnabile in mezzo al mare, a guardia del porto di Olous, uno dei più importanti nel bacino del Mediterraneo.

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L'isola fu poi trasformata in fortezza ottomana, e tale restò fino all'inizio del XX secolo, quando i Turchi furono a loro volta cacciati da Creta. Fu allora che si decise di sistemarvi le persone colpite dalla lebbra a Creta.

Il lebbrosario, l'ultimo in Europa, si trovava nel forte veneziano, restaurato dai lebbrosi stessi che vissero là dal 1903 al 1957. La comunità contò fino a 300 o 400 membri e comprendeva tutte le figure che si incontravano in qualsiasi villaggio greco, dal barbiere al pope, dal panettiere al medico. Camminare tra quelle vie, immersi nel silenzio, aiuta a fare un salto indietro nel tempo, testimoniato dal piccolo museo con foto dell’epoca e spartani strumenti di cura.

In quell’isola non si andava solo a morire. Si concedeva ad una delle malattie più devastanti la tregua della dignità e la speranza di non essere soli nella sofferenza. Veniva data loro anche una sorta di pensione sociale e cure mediche per lenire le sofferenze.

Se siete interessati a questo spaccato di storia vi consigliamo la lettura del romanzo d'esordio della scrittrice inglese Victoria Hislop, intitolato  "L'isola” che racconta  la vita sull’isola, in bilico tra la morte e la vita, tra la paura e la speranza.

Oggi l'isola è disabitata, ma resta uno dei principali siti turistici della regione per le sue architetture ancora intatte.. È facilmente accessibile in battello da Agios Nikolaos, in un'ora o due di traversata, da Elounda in un quarto d'ora e da Plaka in cinque minuti. Un tuffo nel passato, in un posto incantevole che ci ricorda quanto siamo in debito con i progressi della medicina.

 

Per saperne di più:

www.visitgreece.gr

 

 

Torna OSA, il festival dedicato all’arte urbana a Diamante (CS), la Città dei Murales

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Dal 10 al 15 settembre per le vie dell’antico borgo diamantese, importanti artisti della scena contemporanea si intercaleranno nel tessuto urbano per donare nuova linfa alla street art cittadina: Sfhir, Man O ‘Matic, TMX, Toni Espinar, Ele Man, Solo, Diamond e Riccardo Buonafede saranno i protagonisti di OSA18 promosso dall’Associazione Culturale HazArt e marcheranno con la propria cifra stilistica edifici e facciate e della “Città dei Murales”.

Sotto la direzione artistica di Antonino Perrotta, giovane artista adamantino e ideatore del festival, OSA si propone di continuare e rinnovare una tradizione tipica del territorio e insita nella cultura del luogo. Battezzato fin dal 1981 da Nani Razetti “Il paese dei nasi all’insù”, con i suoi oltre 300 murales di artisti provenienti da tutto il mondo, Diamante, infatti, si pone come una vera e propria galleria a cielo aperto che obbliga visitatori e turisti a fermarsi e ammirare le opere dipinte.

La dimensione metropolitana del progetto e il respiro internazionale degli artisti coinvolti fanno di OSA -Operazione Street Art-  un festival senza precedenti in Calabria e in linea con il fenomeno che si sta sviluppando nei grossi centri urbani: l’estensione più grande delle opere che arrivano a coprire l’intera facciata dei palazzi, l’uso delle moderne tecniche di realizzazione (spray, elevatori meccanici, pitture al quarzo) caratterizzate da stili più contemporanei, distinguono certamente i nuovi interventi dai precedenti.

Portando avanti il concetto di muralismo, inteso come percorso di rigenerazione dell’arte pubblica contemporanea e di rivalutazione del territorio, l’obiettivo di OSA è quello di aprire un dialogo tra arte e architettura, tra spazio e ambiente, allo scopo di riscoprirne i luoghi, esaltandone la bellezza attraverso l’integrazione della street art nel complesso artistico che ha toccato le mura di questo borgo marino negli ultimi 36 anni.

 

 

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