La Via degli Etruschi, un itinerario dalle atmosfere antiche

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La Via degli Etruschi è un itinerario escursionistico dalle atmosfere antiche.

Il percorso segue un antico tracciato, probabilmente utilizzato già in epoca etrusca per scambi commerciali e culturali tra i territori a sud degli Appennini e quelli dell’Etruria padana, ed è percorribile in qualsiasi stagione, ad eccezione di quella invernale per via delle nevicate. Il periodo migliore per realizzare questo percorso resta comunque quello estivo, poiché la calura è moderata dalle correnti fresche dell’Appennino.

La Via degli Etruschi unisce la via Francigena – all’altezza di Proceno – con l’antico porto di Vulci, oggi conosciuto con il nome Le Murelle (Montalto di Castro). Si percorrono le cosiddette ‘tagliate’, le antiche vie Etrusche, fino a raggiungere ciò che rimasto di un porto etrusco sommerso, tra vie cave, strade bianche e antiche vie ricche di storia. Il percorso è lungo circa ottanta chilometri e unisce sei parchi, aggirando il Monte Amiata e correndo lungo il fiume Fiora. Può essere fatto a piedi, in bicicletta o a cavallo, ma non con mezzi motorizzati.

Il primo tratto, quello che collega Sorano a Sovana, in provincia di Grosseto, lungo circa 25 km, è detto anche via Gregoriana in quanto si pensa sia il luogo di nascita di Gregorio VII. Il percorso attraversa alcune vie cave, canyon scavati nella roccia tra ripide pareti rocciose di tufo, che a tratti sono alte più di 20 metri. Le vie cave Etrusche collegavano alcuni insediamenti con le necropoli e costituivano un efficace sistema di difesa contro i possibili invasori. Il secondo tratto che va da Sovana a Pitigliano, Montalto di Castro, Vulci e l’antico porto delle Murelle (Regae), attraversa luoghi meravigliosi. Pitigliano è uno dei borghi più pittoreschi d’Italia, detto anche la “piccola Gerusalemme” ma anche la “Città del tufo”.

La Via degli Etruschi tocca due parchi naturali, la Riserva Naturale Regionale Selva del Lamone, uno degli angoli più solitari e remoti del Lazio, con un bosco talmente selvaggio da essere a tratti impenetrabile, e la Riserva Naturale Provinciale Montauto, un’area naturale protetta che si estende all’estremità meridionale del comune di Manciano, in Toscana, nell’area in cui sorge la Rocca di Montauto, che si ricongiunge sul territorio laziale all’Oasi di Vulci.

 

Per tutte le informazioni: www.laviadeglietruschi.it

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