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La rivista

Lubecca: la città dei Buddenbrook si prepara al Natale

Lubecca 1

di Rossella Barbetti

Lubecca è una splendida cittadina nel nord della Germania con un importantissimo porto commerciale sul Baltico. Stiamo parlando di una città che può fregiarsi di un passato glorioso essendo stata a capo della Lega Anseatica, la potente unione economica medioevale, che le permise, insieme ad altre importanti città tedesche, di detenere per secoli il monopolio del commercio di gran parte dell'Europa settentrionale e del mar Baltico divenendo quindi una città straordinariamente ricca. Nel tardo medioevo e fino all’età moderna, la città raggiunse un elevatissimo livello nel predominio dei mari e ciò sia per la sua eccellente posizione strategica rispetto al Mar Baltico sia grazie alle formidabili abilità di navigazione della sua popolazione che si ingegnò nell’utilizzo di speciali imbarcazioni, dette Kogge, con le quali riuscivano  a fronteggiare le violente burrasche dei mari del nord portando indenni le merci a destinazione.
Il nucleo centrale della città di Lubecca è straordinariamente affascinante con i suoi edifici gotici, rinascimentali, barocchi e neoclassici che insieme alle case borghesi ed alle fortificazioni costituiscono un’unicità di straordinaria bellezza enfatizzata dalle acque dei fiumi Wakenitz e Trave che la circondano ed al contempo la proteggono, conferendole quasi l’aspetto di un’isola. Nonostante i gravissimi danni subiti a causa del terribile bombardamento della primavera del 1942 la città è stata capace di risollevarsi e grazie alla sua laboriosità è stata in grado di ridare splendore alla sua struttura di impianto medievale tanto che l’UNESCO nel  1987 ha deciso d’inserire il suo centro storico nella lista del patrimonio culturale mondiale

Lubecca 3 Lubecca 5
Siamo giunti in città passando attraverso l’enorme porta d’accesso Holstentor,  una costruzione fortificata in stile tardo gotico realizzata nel 1477 quale emblema del potere e della fierezza della “Regina della Lega anseatica”. Questa imponente struttura in mattoni di colore rossastro fiancheggiata su entrambi i lati da gigantesche torri viene oggi considerata l’icona  della città e per un lungo periodo ha rappresentato anche l’intera nazione essendo stata utilizzata con un’immagine stilizzata su una banconota tedesca in corso di validità prima dell’avvento dell’euro. Entrare nel cuore cittadino ci ha rimandato indietro nel tempo poiché ci siamo ritrovati in uno scenario composto da una quantità di splendidi edifici di notevole valore architettonico ed artistico che  in grandissima parte hanno mantenuto inalterato tutto il loro splendore conservando il fascino e l’atmosfera dei fasti del loro vigoroso e opulento passato.
Il vero gioiello della città è rappresentato dalla chiesa dedicata a Santa Maria, la Marienkirche, la più sontuosa di Lubecca e la più bella chiesa gotica dell’intera Germania che in larga misura ha influenzato l'architettura ecclesiastica dell'Europa del nord. Fu realizzata tra il XIII ed il XIV secolo e la sua volta in mattoni - la più alta del mondo - è la magnifica testimonianza di uno stile architettonico tipico di quelle aree, il gotico baltico, caratterizzato prevalentemente dall’uso di materiale in laterizio. La chiesa svetta maestosa sul punto più alto del centro storico creando un effetto molto suggestivo sul profilo della città ed assumendo un aspetto quasi fiabesco nella sua conformazione dall’impatto visivo davvero magnifico.
Moltissimi sono stati i luoghi di grande interesse della città che ci hanno permesso di conoscere la sua storia e dinanzi ai quali abbiamo potuto apprezzare i suoi antichi splendori: dal possente e caratteristico palazzo del Municipio, Rathaus, che costituisce la migliore testimonianza del suo passato, al poderoso Duomo con le due colossali torri asimmetriche della facciata; per poi andare all’Ospedale di Santo Spirito  uno dei più antichi ricoveri d’Europa rimasto in funzione fino alla metà del secolo scorso, encomiabile esempio storico di cura ed assistenza sociale che ha mantenuto inalterato il suo aspetto nel corso dei secoli e poi ancora alla Burgtor, una massiccia torre con decori in maiolica di colore rosso e nero, destinata ad essere la porta settentrionale di accesso alla città. Tantissimi altri angoli della città, cortiletti, viuzze o scorci meno noti, ma dotati di un immenso ed intrinseco fascino, ci hanno dato la misura di quello che doveva essere stata la città nei secoli addietro; ma ciò che ci ha maggiormente affascinato è stato immaginare che sul selciato di quelle splendide stradine e deliziosi vicoletti hanno risuonato i passi di personaggi di grande spessore poiché Lubecca può fregiarsi di un titolo di tutto rispetto e cioè quello di aver avuto ben tre cittadini illustri insigniti del premio Nobel: Günter Grass, Nobel per la letteratura nel 1999, Willy Brandt, Nobel per la pace nel 1971 ed infine Thomas Mann, Premio Nobel nel 1929.

Lubecca 4 Lubecca 2
Ed è stato proprio il desiderio di ripercorrere le tracce di quest’ultimo grandissimo e straordinario personaggio, una delle figure di maggior rilievo della letteratura europea del Novecento, che ci ha condotto verso la regina della lega anseatica. Abbiamo desiderato immergerci nei luoghi e negli ambienti  che hanno fatto da sfondo allo straordinario racconto della famiglia Buddenbrook, un’opera che narra la storia e la decadenza di una famiglia di commercianti seguendone le vicende attraverso diverse generazioni. Il racconto tratteggia, congiuntamente ad una acuta analisi psicologica dei diversi personaggi della famiglia, una sottile e puntuale osservazione della società borghese del XIX secolo e dei suoi progressivi mutamenti che fanno da sfondo all’intero impianto narrativo. Abbiamo visitato la casa che un tempo era appartenuta alla famiglia Mann che si presenta con una facciata in stile rococò di un bianco accecante e tra le cui mura il futuro premio nobel ambientò gran parte del suo racconto. Dal 1993 è stata riconosciuta come grandioso tesoro culturale della città e per tale ragione trasformata nel museo Buddenbrook, nel quale sono raccolti moltissimi materiali e documenti relativi alla vita dello scrittore e della sua famiglia gran parte dei quali dedicati al romanzo. Sembrerebbe, inoltre, che le scene di interni dell’omonimo film siano state girate proprio in questi ambienti.
A coronare il piacere della visita di Lubecca è stata la presenza del famosissimo e tradizionale  Mercatino di Natale che occupava l’intera area del centro storico e spaziava in gran parte delle vie laterali. In un’atmosfera davvero suggestiva  abbiamo gustato le emozioni del Natale girovagando fra una infinità di scintillanti casette di legno nelle quali erano esposti oggetti di artigianato locale, articoli vari per gli addobbi natalizi ma soprattutto una  quantità strabiliante di dolci di vario tipo, in particolare quelli di marzapane per i quali la città è famosa in tutto il mondo. Immediatamente ci siamo immersi in questa gioiosa atmosfera lascandoci cullare dalle dolci nenie che si diffondevano tutt’intorno e dai meravigliosi profumi delle cialde calde, delle spezie e delle specialità natalizie. In questi spazi in cui l’aria che si respirava era carica del profumo d’abete e di magia abbiamo apprezzato succulente specialità gastronomiche e dolcetti dal gusto impareggiabile; con un aromatico e bollente vin brulè tra le mani abbiamo scaldato le nostre membra infreddolite ma soprattutto i nostri cuori in una condizione di totale benessere in quello scenario assolutamente unico.

Per saperne di più:

http://www.lubecca-turismo.de/
http://www.luebecker-weihnachtsmarkt.de/it/
http://www.mercatininatale.com/germania/lubecca/

   

 

 

Umbria Jazz Winter: un Capodanno da intenditori – di Elisabetta Longhi

umbriajazz

Umbria Jazz, una delle manifestazioni jazzistiche più famose d’Italia, dal 28 dicembre al 1° gennaio 2014 indossa l’abito invernale per proporre la XXI edizione di Umbria Jazz Winter.
Complice una città incantevole ed una regione tutta da esplorare, il festival offre l’opportunità di scoprire l’Umbria attraverso un viaggio di arte e sapori con l’obiettivo finale di godere di ottima e selezionata musica jazz.
Cinque giorni di grande musica, dunque, con un programma invernale che fonde cultura, jazz, turismo e gastronomia, un appuntamento imperdibile per gli appassionati del genere e non solo. Nella magica città di Orvieto, dal mattino a tarda notte, le strade si animano con mercatini e degustazioni, il tutto accompagnato dal sound irresistibile proposto dalle street band che si esibiscono dal vivo in questo  genere musicale contemporaneo, caratterizzato dall’improvvisazione, che può sfociare in un allegro ritmo swing, in un tono malinconico con l'uso delle blue note o nella poliritmia in cui entrambi si fondono.  
Prestigiose le location, tra cui il bellissimo Duomo, il Palazzo dei Sette, il Palazzo del Popolo e altre. Il Duomo, progettato da Lorenzo Maitani e realizzato tra il Trecento e il Cinquecento, farà da cornice nel pomeriggio di Capodanno alla Messa della Pace, animata da musica gospel, espressione e sintesi di culture e religiosità diverse che, incontrandosi, hanno dato vita ad un genere coinvolgente e dinamico.
I concerti serali si svolgono al Teatro Mancinelli, inaugurato nel 1886, che offre la sintesi dei principali caratteri dell’architettura orvietana, al Palazzo del Popolo, realizzato in pietra basaltica e tufo e risalente al Duecento.  Palazzo dei Sette, eretto a cavallo del Trecento, caratterizzato da volte e archi possenti e affiancato dalla pregevole Torre del Papa e Palazzo Soliano, al cui piano terra si trova il MuseoEmilio Greco, con sculture e creazioni grafiche donate alla città dall’artista stesso.
Suggestivi anche la Sala del Carmine, una ex chiesa del 1300 facente parte del più vasto complesso del Carmine, che comprendeva anche un convento francescano risalente al 1200,  ed  il Ristorante San Francesco, che sarà la prestigiosa location del gran cenone di fine anno la notte del 31 dicembre.
L'appuntamento, diventato ormai tradizionale nel panorama del jazz italiano, proporrà numerosi nomi di rilievo che, come ogni anno, attireranno appassionati da ogni parte d'Italia.
Tra gli stranieri: Christian McBride, contrabbassista di punta del jazz statunitense con gli Inside Straight, due giovani ma già affermate musiciste, come la cantante Cecile McLorin Salvant e la sassofonista cilena Melissa Aldana (tenore), i clarinettisti Ken Peplowski, Evan Christopher e Anat Cohen, insieme in un particolarissimo progetto, Joe Locke, con Warren Wolf. Di qualità anche la presenza italiana, con Enrico Rava, Paolo Fresu con Uri Caine, Rosario Giuliani e Fabrizio Bosso.
La serata conclusiva, il primo gennaio, è organizzata in collaborazione con Musica Jazz e i vincitori del "Top Jazz 2013", il referendum indetto annualmente dalla prestigiosa rivista jazz italiana, che quest'anno inoltre compie 70 anni. Sul palco saliranno pertanto: Dino Betti van der Noot, vincitore nella categoria Disco dell'anno con "The Stuff Dreams Are Made On", il pianista Franco D'Andrea "musicista dell'anno", il miglior gruppo, quello di Enzo Pietropaoli Yatra Quartet e il "miglior nuovo talento" Alessandro Lanzoni.
Oltre alle varie degustazioni di prodotti e cibi tipici della zona, da sottolineare la partecipazione inedita della notissima azienda umbra “Perugina” che, con il Maestro della Scuola del Cioccolato Perugina, proporrà suggestive creazioni di cioccolato rigorosamente dal vivo.

Tra le note dei grandi del Jazz, si potranno degustare I Nudi Perugina, nati direttamente dall’esperienza dei Maestri Cioccolatieri di Perugina, gli “eredi creativi” di Luisa Spagnoli. Ne conservano l’attenzione e la vocazione alla manualità, sono dei portabandiera dell’arte cioccolatiera umbra, che ben si sposa con l’eccellenza musicale dell’Umbria Jazz Winter.
Imperdibile una visita alla Casa del Cioccolato a Perugia, inaugurata nel 2007, in occasione del Centenario dell’azienda umbra, per accogliere i numerosi visitatori che, ogni anno, raggiungono questa meta, luogo ambito dagli appassionati di cioccolato e non solo. Qui si può vivere un’esperienza unica, scoprendo la storia di Perugina al Museo Storico, visitando la Fabbrica e scoprendo tutti i segreti del cioccolato insieme ai Maestri Cioccolatieri presso la Scuola del Cioccolato Perugina.
Deliziando udito e palato, sarà un Capodanno “di nicchia”!

 

Amsterdam in festa - di Romina Liuzza

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Arte e cultura danno il via alla prima edizione di Chambres des Canaux.
Vorresti partire questo week end per qualcosa di davvero esclusivo? Ad Amsterdam per festeggiare i 400 anni dei canali è stata organizzata per la prima volta una mostra dal gusto davvero unico. I protagonisti saranno  quindici artisti che legati alla splendida città, esporranno le loro opere nelle più prestigiose dimore storiche cittadine situata lungo i canali, quali la residenza del sindaco e la casa Huis van Brienen. Tra gli artisti partecipanti: Marlene Dumas, Joep van Lieshout, Germaine Kruip, David Claerbout,  Jan Rothuizen e molti altri. Le opere, una più bella dell’altra, sono improntate sull’arte moderna, ma si basano principalmente sulla bellissima natura che avvolge Amsterdam e lo sviluppo del tragitto dei canali, che sin dai tempi più remoti, ha rappresentato lo strumento fondamentale per lo sviluppo dell’economia della città. Per poter accedere alla mostra (iniziata il primo novembre e termina il 17) è necessario acquistare un pass al prezzo di €13,00 presso i Visitor Information Centers della Stazione Centrale di Amsterdam, di Leidseplein e dell'aeroporto di Schiphol, oppure online sul sito www.iamsterdam.com. Riceveranno inoltre una pubblicazione contenente un itinerario consigliato, le descrizioni di ciascuna location e informazioni sugli artisti.

 

Non è tutto però, perché il 2013 rappresenta per Amsterdam un anno molto significativo per una serie di ricorrenze legate alla splendida città. Va segnalata la riapertura nell’aprile scorso del più grande museo nazionale di tutta l’Olanda: il Rijksmuseum che ospita una collezione meravigliosa di dipinti degli antichi mestieri. Il primo maggio invece, ha riaperto il Van Gogh Museum, dopo delicati lavori di ristrutturazione. Per l’occasione è stato festeggiato il quarantesimo anno della fondazione del museo. Il programma per i festeggiamenti ha previsto inoltre, le celebrazioni dei 125 anni della sala da concerto Concertgebouw, dei 175 anni dell'antico zoo Artis, dei 225 anni del palazzo Felix Meritis, nonché del centernario del museo Frans Hals.

Per saperne di più:
Se volete soggiornare in uno splendido hotel, a due passi dal centro di Amsterdam, potreste pensare all’Andaz Amsterdam Prinsengracht che saprà incantarvi per il suo modernissimo arredamento e la gentilezza e disponibilità del personale.
www.amsterdam.prinsengracht.andaz.com

 

Salamanca: una passeggiata nel sapere

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di Rossella Barbetti

Siamo giunti a Salamanca in una meraviglioso pomeriggio autunnale in una di quelle giornate in cui il sole avvolge il paesaggio in una morbida luce dorata e trasferisce a tutto ciò che tocca uno straordinario senso di piacevole benessere. In questa magnifica condizione lungo la via che percorrevamo per raggiungere la nostra meta, all’improvviso, si è presentata dinanzi a noi la sagoma della città adagiata sul fianco della collina oltre il fiume Tormes. Il suo profilo elegantemente altero ci ha procurato un’emozione davvero speciale soprattutto per  l’armoniosità della sua composizione fatta di palazzi, chiese, torri e  volumi nel quale troneggiava la possente mole della Cattedrale. Insomma da subito ci siamo innamorati di questa città bellissima cui meritoriamente l’UNESCO ha reso omaggio inserendola sin dal 1988 nel Patrimonio dell'umanità.
Salamanca è famosa nel mondo soprattutto per la sua prestigiosa Università che è la più antica di Spagna e fu fondata nel XIII secolo durante il regno di Alfonso IX di León; rappresenta uno dei migliori esempi d'architettura rinascimentale della Spagna. Viene considerata nel mondo accademico l’indiscusso santuario del sapere e della cultura e tale pregevole consenso richiama nella cittadina moltissimi giovani delle più diverse nazionalità che conferiscono all’ambiente un vivace clima di fermento culturale declinato tuttavia in quella leggera atmosfera di briosità tipica dei giovani. La nostra conoscenza di Salamanca ha avuto inizio dalla Plaza Mayor, un luogo incredibilmente piacevole e sede dei principali accadimenti sociali della città. Stiamo parlando di una vera e propria perla del periodo barocco, realizzata nel XVIII secolo per volontà di Filippo V di Borbone, interamente contenuta all’interno di uno spazio di forma quadrata sul quale si affacciano importanti palazzi con eleganti porticati ad arcate che avvolgono lo sguardo estasiato del visitatore. Uno dei suoi edifici più imponenti è quello sede del Municipio, in spagnolo l'Ayuntamiento, anch’esso in stile barocco, realizzato in una struttura a cinque archi in granito sulla quale svetta il campanile; sulla sua facciata riccamente decorata spiccano anche i medaglioni di importanti re di Spagna. La piazza ci è risultata molto godibile e ricca di vita soprattutto intorno ai tavolini dei locali presenti lungo l’intero porticato che durante la sera e ancor di più la notte traboccavano di chiacchiere in libertà espresse nei linguaggi e fonemi più diversi, conferendo all’ambiente quella speciale preziosità propria delle contaminazioni culturali.
Tutt’intorno a questo straordinario luogo, attraverso le vie ed i vicoli che da essa si dipartono abbiamo ammirato le altre pregevoli rarità della cittadina che un po’ per volta si sono svelate a noi offrendosi in un susseguirsi di sorprendenti e piacevolissime scoperte.

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Ci siamo soffermati ammirati dinanzi alla facciata dell'edificio principale dell'Università, le Escuelas Mayores, un capolavoro in arenaria riccamente ornato secondo uno stile tipico della Spagna dei secoli XV e XVI caratterizzato da una lavorazione come quella a filigrana dell’argenteria,  in spagnolo plata e per tale ragione definito plateresco. Con il naso all’insù abbiamo cercato a lungo di individuare in quei fittissimi decori la scultura di una rana accoccolata su un teschio; secondo una tradizione scaramantica diffusa tra gli studenti chi riesce ad individuarne la collocazione avrà una buona sorte nel corso degli studi. Per nostra fortuna non abbiamo più a che fare con le ansie degli esami, perché senza l’aiuto di un gruppo di simpaticissime studentesse non saremmo mai riusciti a capire dove fosse stata sistemata la “ranita” poiché è davvero piccolissima! Sul piazzale antistante l’Università troneggia la statua di Fray Luis de Leon, un illustre accademico e figura centrale della scuola poetica salmantina che fu accusato dal Tribunale dell’Inquisizione per aver tradotto in spagnolo e commentato il Cantico dei Cantici, fu incarcerato nel 1572 dopo aver subito un duro processo durante il quale tenne una strenua difesa della sua innocenza.

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Il nostro girovagare ci ha poi condotti dinanzi ad un edificio unico nel suo genere, la Casa de las Conchas, letteralmente Casa delle conchiglie, realizzata verso la fine del 1500  per volontà di Rodrigo Maldonado, un cavaliere dell'Ordine di Santiago che la volle decorata con il simbolo dei pellegrini di Santiago di Compostela ed infatti sulla facciata dell’edificio di conchiglie ve ne sono addirittura più di 300. Stavamo godendo di una condizione davvero gradevole per la bellezza di quei luoghi quando d’improvviso i nostri occhi sono stati catturati da un riverbero di luce vagamente magico che conferiva agli antichi edifici e palazzi uno straordinario colore dorato; tutto questo era dovuto alla caratteristica del materiale di rivestimento dei palazzi, la pietra di Villamayor, che ossidandosi al tramonto “assume il colore ardente dell'oro vecchio. Quando il sole tramonta è una festa per gli occhi”, secondo una felice espressione di Miguel de Unamuno,  uno dei più grandi intellettuali del XX secolo, grande scrittore e filosofo spagnolo di origine basca che fu rettore dell'Università di Salamanca. Un personaggio davvero straordinario del quale, tra le altre tante memorie, è rimasto il famoso discorso tenuto nell'aula magna dell'Università di Salamanca - nell’ottobre del 1936 in occasione dell'apertura dell'anno accademico coincidente con la Festa della razza - in cui, rivolgendosi al regime di Franco, affermò: "Voi vincerete perché avete la forza bruta ma non convincerete, perché per convincere dovete persuadere. E per persuadere occorre proprio quello che a voi manca, ragione e diritto alla lotta. Io considero inutile esortarvi a pensare alla Spagna. Ho finito". Il giorno stesso de Unamuno fu destituito dalla carica di rettore e posto agli arresti domiciliari morendo pochissimo tempo dopo in rassegnata disperazione e solitudine. 
Dietro la Casa de las Conchas si trova l’Università Pontificia fondata nel 1940 da Papa Pio XII per gli studi di teologia. Percorrere questa zona ci ha dato l’impressione di essere stati catapultati nei secoli passati rivivendo le epoche in cui l’area era dominata da palazzi splendidi e traboccanti di storia, arte e cultura. 

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Verso sera abbiamo voluto integrarci nella vivace vita cittadina condividendo ed apprezzando un’abitudine che i salmantini adorano e cioè gustare le famosissime “tapas” ed i “pinchos”, piccole porzioni di cibo utilizzate come aperitivo o per accompagnare una bibita. Ci siamo quindi diretti verso alcune strade del centro cittadino, fra le quali Gran Via, San Justo o Van Dyck che alcuni studenti ci avevano indicato come luoghi tradizionali per immergersi in questa esperienza gastronomica.  Ed è stata davvero una magnifica opportunità poiché oltre a gustare una varietà di sapori molto diversi e tutti molto interessanti, abbiamo trascorso la serata in un susseguirsi di localini tutti molto carini nei quali ci siamo lasciati trasportare dall’atmosfera un po’ caotica e frenetica in una inarrestabile circolazione tra banconi e tavolini di avventori e camerieri carichi di piattini ricchi di succulente sfiziosità, tra le quali non mancavano mai i gustosissimi chorizo e jamon iberico, prodotti di salumeria specialità del luogo.
A pochi passi dall’Università abbiamo visitato le Cattedrali di Salamanca, il plurale è d’obbligo poiché parliamo di un complesso costituito da due strutture, la Cattedrale Vecchia, in spagnolo Vieja, in stile romanico iniziata nel XII secolo e terminata due secoli dopo e la Cattedrale Nuova, costruita in stile gotico a ridosso della vecchia a partire dal 1513  per volontà di Ferdinando II di Aragona ed anch’essa ultimata più di duecento anni dopo. La Cattedrale Vecchia rappresenta uno dei principali luoghi di culto cattolico della città ed ha come elemento distintivo una torre a forma conica, popolarmente conosciuta come Torre del Gallo. La cattedrale Nuova è adornata sulla facciata da tre archi riccamente decorati e presenta una curiosità, quasi un arcano che attira tantissimi turisti: nella parte bassa del bassorilievo verticale della porta si trova la figura di un astronauta che naviga nello spazio. Dietro ciò che sembrerebbe un mistero degno dei migliori studiosi di ufologia si cela in realtà una spiegazione piuttosto semplice; sembrerebbe, infatti, che quando negli anni ottanta si diede inizio ai lavori di restauro di questa porzione di monumento, la Puerta de Ramos, si decise di inserire nei decori alcuni ricordi del ventesimo secolo, cosicché i restauratori inserirono diverse figure molto originali ma quella che suscita maggiore attenzione è proprio quella dell’astronauta a simboleggiare la modernità dell’era spaziale.
All’uscita della Cattedrale sulla parete dell’edificio di fronte abbiamo notato una lastra marmorea lì collocata in occasione del terzo centenario della morte di Cervantes, che riportava una frase il cui significato pressappoco era che Salamanca fa un incantesimo e fa venir voglia di ritornare a tutto coloro che hanno gustato il piacere di viverci. Abbiamo condiviso appieno il senso di quanto scritto nella targa perché la città è davvero molto bella e sono proprio tanti i monumenti ed i personaggi, soprattutto in campo letterario, che hanno dato lustro e reso famosa Salamanca e che meritano un incontro diretto e personale quale imprescindibile cibo per la mente e per lo spirito.

Per saperne di più:

Per raggiungere Salamanca si può viaggiare con  voli  low cost dall’Italia su Madrid e dall’aeroporto in metropolitana si può arrivare al terminal dei bus dove è possibile utilizzare la compagnia  Auto-Res (sito http://www.avanzabus.com/web/default.aspx).

Per informazioni turistiche:
http://www.spain.info/it/


 

 

Germania: alla scoperta dell’antico Palatinato Romano - di Patrizia Simeone

Treviri

Questa splendida regione tedesca più precisamente dal nome di Renania-Palatinato, geograficamente è collocata alla confluenza del fiume Reno e prossima al confine con il Lussemburgo e l’Alsazia. L’area è agevolmente raggiungibile atterrando all’aeroporto di Francoforte e la nostra esperienza è cominciata con un volo partito dall’Italia ancor prima dell’alba ed arrivo in quella regione in una fredda mattinata ancora immersa nel buio della notte. Il nostro spirito di viaggiatori tout-court non è stato minimamente intaccato dall’impatto con le temperature quasi invernali e senza esitazione ci siamo attivati per raggiungere la città di Magonza, in tedesco Mainz, la prima meta del nostro percorso. Questa deliziosa cittadina che emana la serena tranquillità di un borgo di provincia si sviluppa lungo il percorso del fiume Reno e conserva ancora oggi gli importanti segni della sua passata storia nel ruolo di città chiave del Sacro Romano Impero, le cui tracce sono ancora visibili all’interno del suo nucleo storico. Appena giunti in centro, che si è presentato nel piacevole aspetto lindo ed ordinato tipico delle cittadine tedesche, il nostro sguardo è stato immediatamente catturato dalla maestosa mole del Duomo di San Martino che svetta imponente sul panorama cittadino e che costituisce il più alto esempio di architettura sacra romanica. La struttura, infatti, fu realizzata intorno all’anno mille non solo per essere destinata a luogo di culto ma soprattutto per rappresentare il potere della Chiesa cattolica sulla città che per secoli venne esercitato anche nella sfera politica, tant’è che l'arcivescovo di Magonza era un principe elettore, in tedesco Kurfürst, cioè uno dei sette potenti della Germania cui spettava il diritto di eleggere l'imperatore del Sacro Romano Impero. La massiccia costruzione, dalla quale emergono delle guglie appuntite, ci è parsa incredibilmente possente e sembrava assorbire totalmente il panorama della piazza, la Marktplatz e la caratteristica pietra rossa di copertura delle facciate contribuiva ad accentuare la sua austerità. Ammirando tale opera pervenutaci da storie di un passato lontano abbiamo avvertito tutta la sua potenza e siamo stati quasi pervasi da un senso di soggezione; la nostra impressione probabilmente è stata influenzata anche dallo sfondo del cielo nel quale si erano addensate delle grosse nubi di un intenso colore grigio che creavano uno effetto scenografico fatto di rimbalzi di luce e di sinuosi giochi di ombre che tendevano ad amplificare la maestosità della struttura.
Al termine della visita dedicata anche al suo pregevole interno abbiamo assaporato  la vita di questa tranquilla e romantica cittadina facendo una rilassante passeggiata nelle tortuose viuzze del centro storico dove il nostro girovagare senza meta ci ha portato di fronte a scorci incredibilmente affascinanti quali, ad esempio il giardino delle ciliegie, in tedesco Kirschgarten, un angolo davvero pittoresco sul quale prospettano casette dalla caratteristica facciata a graticcio che come per magia ci hanno rimandato ad epoche lontane e fiabesche. E’ stato bello, poi, ammirare l’originale e spiritosa fontana del giovedì grasso, in tedesco Fastnachtsbrunnen, un complesso scultoreo costituito da una varietà di statuine ed allegorie in bronzo ricreanti personaggi carnevaleschi ed è stato ancora più piacevole rimanere stupefatti dinanzi alle spettacolari vetrate realizzate da Marc Chagal a chiusura dei grandi finestroni che illuminano la chiesa di Santo Stefano di Magonza,  nelle quali in un predominante colore azzurro sono state rappresentate scene del Vecchio e del Nuovo Testamento.
Altro magnifico gioiello della città è il museo dedicato ad uno dei suoi più famosi cittadini, Johann Gutenberg che nel 1450 inventò la stampa a caratteri mobili, che fu una vera e propria rivoluzione nel mondo della comunicazione a vantaggio dell’evoluzione culturale della società dell’epoca. Il Gutenberg Museum, fu realizzato nel 1900 in occasione del cinquecentesimo anniversario della nascita del geniale inventore ed è estremamente interessante poiché espone una ricca collezione della storia della stampa oltre che macchinari di varie epoche, tra i quali spicca la fedele ricostruzione dell'officina di Gutenberg - allestita avvalendosi della documentazione e materiale d’epoca - utilizzata per la stampa delle famose Bibbie che sono la vera chicca del museo. La più antica delle due, risalente al 1455 ed inserita dall'UNESCO nel patrimonio dell'Umanità, fu realizzata con l’impiego di quasi 20 collaboratori che per tre anni consecutivi si dedicarono al completamento dell’opera. Abbiamo avvertito una emozione molto particolare nell’ammirare questo capolavoro che ci è parso straordinario sia per l’eccellente qualità del volume che per le sue pagine di rara bellezza.
La nostra conoscenza della regione Renania-Palatinato è proseguita con la visita della città di Treviri, in tedesco Trier, che sorge sulle rive del fiume Mosella, anch’essa molto godibile e con una storia decisamente prestigiosa trattandosi di una delle città più antiche della Germania. Fu fondata nell'anno 16 a.C. con il nome di Augusta Treverorum durante il regno dell'imperatore romano Augusto ed ancora oggi vi si trovano numerosi monumenti che presentano evidenti tracce di origine romana. Il nostro ingresso in città è avvenuto dal punto di partenza del decumano massimo dell’antica città romana delimitato dalla magnifica Porta Nigra, una portentosa costruzione voluta da Costantino - realizzata con blocchi di arenaria su diversi piani di arcate sovrapposte – che testimonia la mirabile competenza ingegneristica dei romani essendo rimasta intatta nei secoli e riconosciuta dall'UNESCO Patrimonio mondiale dell'Umanità. Considerata il simbolo distintivo della città deve il suo nome al fatto che nel corso del tempo sull’imponente costruzione si è formata una patina di colore scuro che le conferisce un aspetto molto particolare. Intorno all’anno mille, la Porta Nigra divenne luogo di eremitaggio di San Simeone e successivamente fu trasformata in chiesa di cui ancora oggi è possibile rinvenire qualche traccia.
Dopo essere passati attraverso questo straordinario accesso che ci ha riportato ai tempi della gloriosa potenza romana, abbiamo raggiunto il centro cittadino che si è presentato denso di quella gradevole atmosfera dei luoghi che con il tempo si sono arricchiti di splendidi tesori frutto del susseguirsi di varie epoche e di altrettante correnti artistiche sulle quali la città si è conformata ed evoluta. Al centro della piazza, la Hauptmarkt, troneggia la bellissima Croce di Treviri e la fontana barocca di San Pietro; in questo slargo ricchissimo di edifici di splendida fattura non ci è passato inosservato il bellissimo palazzo di colore bianco in stile neogotico, lo Steipe, che ospitava la sala municipale delle feste.  Abbiamo poi visitato il Duomo, il più antico in Germania e frequentatissimo luogo di pellegrinaggio poiché conserva una preziosa reliquia, la Sacra Tunica - che si suppone sia stata indossata da Gesù prima della sua crocifissione - che la leggenda vuole sia stata condotta qui da Elena, madre di Costantino, al ritorno da un pellegrinaggio a Gerusalemme.
Anche Treviri, come Magonza era sede dei Principi elettori di cui la città conserva il magnifico Palazzo risalente al XVII secolo, distinguibile dalla delicata facciata rococò di color rosa adornata da aggraziati decori con inserti dorati ed arricchito da belle statue lungo l’elegante scalone di accesso. Dopo aver ammirato altri magnifici gioielli cittadini, abbiamo concluso la giornata in un simpatico ristorante che accanto al nome recava come logo il fumetto di una patata sorridente; il simbolo era inequivocabile in quanto il menù era composto quasi esclusivamente da piatti a base di patate. Le pietanze da noi scelte sono state davvero gustosissime e l’amabile cenetta ha rappresentato un piacevole coronamento alla giornata trascorsa in questa incantevole e accogliente cittadina.


Per saperne di più:

http://www.guidagermania.com
http://www.viaggio-in-germania.de/info.html

 

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