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La rivista

I “Sapori del benessere” a Bolzano e dintorni

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Il cibo come fonte di benessere fisico e di equilibrio interiore: all’insegna di questa filosofia è nata l’iniziativa Alto Adige Balance, che raggruppa eventi e itinerari il cui leit motiv si riassume nel “rigenerarsi e fare il pieno di energia” attraverso il territorio e i suoi prodotti. Tra i protagonisti di questa nuova proposta, articolata ed eterogenea, non poteva mancare Bolzano e dintorni (www.bolzanodintorni.info): dall’aria incontaminata di Renon e Val Sarentino, fino ai frutti delle terre della Bassa Atesina (vino, mele, asparagi), qui la vacanza può davvero diventare un momento di rinascita e di rinnovamento, specialmente in primavera.

Gli eventi targati “Sapori del benessere”: dai corsi di cucina “stellati” al Festival del Gusto Alto Adige (29-31 maggio)

Aria pura, cibi sani e “puliti” e attività fisica in mezzo alla natura: l’area vacanze Bolzano Vigneti e Dolomiti (www.bolzanodintorni.info) sono la meta ideale per chi vuole una vacanza rigenerante e ritemprante. Specialmente in primavera, quando la straordinaria dolcezza del clima permette di scegliere tra passeggiate in quota (sugli altipiani intorno a Bolzano, ad esempio) o biciclettate lungo l’Adige. Per dare ancora maggiore impulso a questo stile di vacanza – perfetto mix tra attività fisica, relax e buon cibo – è nata l’iniziativa “Alto Adige Balance – I Sapori del benessere”, che raggruppa sotto questa etichetta eventi, itinerari e pacchetti soggiorno. Qualche esempio? A Montagna si può andare alla scoperta delle erbe selvatiche e curative insieme a una guida esperta (e magari imparare pure a fare la pomata della pece, antichissimo rimedio naturale). Oppure a Laives ci sono le “giornate della mela”, durante le quali si visitano masi frutticoli e si scopre la mela in tutte le sue declinazioni, dallo strudel al succo. Poi ci sono gli itinerari di scoperta lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige, come il VinoSafari (due gli appuntamenti speciali dedicati a Vino&Salute, l’8 maggio e il 5 giugno, con focus sulla viticoltura biodinamica) o come le escursioni culinarie sulle tracce degli asparagi di Terlano. E ancora le settimane escursionistiche di maggio sull’Altipiano del Renon, i corsi di cucina con lo chef stellato Herbert Hintner del ristorante Zur Rose ad Appiano, i percorsi per scoprire il caffè di Anterivo (fatto con i lupini) o la polenta di Caldaro.

Tra gli eventi top per quanto riguarda l’enogastronomia, ricordiamo inoltre la terza edizione del Festival del Gusto Alto Adige, in programma a Bolzano dal 29 al 31 maggio: in occasione del decimo anniversario del “marchio di qualità Alto Adige”, Piazza Walther farà da vetrina a dodici gruppi di prodotti tipici di qualità e origine garantita come la mela Alto Adige IGP, il latte Alto Adige, lo Speck Alto Adige IGP e i vini altoatesini DOC (per informazioni www.festivaldelgusto.it).

Per tutti gli appuntamenti targati “Sapori del benessere” e le date, potete consultare questo link:

http://www.suedtirol.info/balance/it/bolzano-vigneti-dolomiti/eventi

I “luoghi Balance”: angoli speciali tutti da scoprire, per rigenerarsi e ritrovare calma ed equilibrio

Oltre agli eventi e agli itinerari di scoperta, a Bolzano e nei suoi dintorni esistono posti speciali che permettono di riconciliarsi con se stessi: luoghi dove regna la pace come il “Sentiero della pace” tra S. Antonio e Castelvecchio o come i Prati del Talvera, lungo l’omonimo fiume. Allontanandosi dalla città c’è l’Altipiano del Salto, con le sue rilassanti distese di larici, o Cauria, pittoresco paesino di montagna nella zona del Parco Naturale del Monte Corno, o ancora i sentieri che portano ai laghi di Monticolo. Ma visitare i luoghi “Balance” non significa soltanto immergersi nella natura, anzi: tra i posti suggeriti c’è la vineria Paradeis, a Magré, dove scoprire la filosofia biodinamica di Alois Lageder, o Fischbänke, piacevole bar e punto d’incontro di Bolzano, perfetto per un aperitivo.

Per l’elenco completo:

http://www.suedtirol.info/balance/it/bolzano-vigneti-dolomiti/luoghi

Vacanze “Balance”: tanti pacchetti-soggiorno

Primavera tempo di rinascita, dunque perfetta per vacanze brevi che permettano di combinare gusto, attività fisica e scoperta del territorio. All’insegna di questa filosofia, tanti i pacchetti-soggiorno che vengono proposti a Bolzano e dintorni.

A questo link potete consultarli tutti:

http://www.suedtirol.info/balance/it/bolzano-vigneti-dolomiti/offerte

Muoversi green. Le proposte per chi vuole lasciare a casa l’auto

In treno, con le Ferrovie Austriache e Tedesche

Con i treni DB-ÖBB EuroCity si raggiunge comodamente Bolzano da Verona a partire da soli 9 € (da Bologna e Venezia SL a partire da 19 €). I bambini fino a 14 anni viaggiano gratis, se accompagnati da un genitore o da un nonno. Per maggiori informazioni: www.megliointreno.it

Mobilcard Alto Adige

Con Mobilcard, si possono utilizzare tutti i mezzi pubblici del Trasporto Integrato per scoprire l’Alto Adige. Biglietto valido per 7 giorni a 28 €, oppure 3 giorni a 23 €. Mobilcard Junior (sotto i 14 anni) costa la metà, mentre i bambini fino a 6 anni viaggiano gratis.

Winepass

Abbina Mobilcard & l’offerta lungo la Strada del Vino.

Il Wi­ne­pass apre le porte dell’affascinante mondo della Strada del Vino dell’Alto Adige. Winepass valido per 3 giorni a 35 €, oppure 7 giorni a 40 €. Per informazioni: www.stradadelvino-altoadige.it

Per saperne di più:

Consorzio Turistico Bolzano Vigneti e Dolomiti

tel. 0471 633 488

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Marche: con Tipicità un fine settimana di futuro buono!

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Dal 7 al 9 marzo il festival che, attraverso il cibo,esplora tendenze e stili di vita per il domani.

Marco Ardemagni, eclettico conduttore della trasmissione-cult RAI Caterpillar, si è detto molto curioso di sapere quello che succederà a Tipicità, dal 7 al 9 marzo.

E il futuro è d’obbligo, perché il Festival del Made in Marche guarda oltre EXPO 2015, rompe definitivamente i confini e promette un fine settimana di esperienze coinvolgenti che spaziano su nuove tendenze, stili di vita in rapido mutamento ed equilibrio tra uomo e ambiente.

In primo piano il cibo, quello buono e di alta qualità. Protagonisti i grandi chef, che promettono emozioni nell’elegante “accademia”. Ma il cibo a Tipicità assume altri valori e dà contenuto al claim di EXPO 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.

Il cibo come confronto sarà il file rouge di tante presenze che costituiranno un vero e proprio viaggio nelle comunità locali del cibo e delle tradizioni, a partire dalla Malesia, ospite estero del 2015, insieme ai territori italiani, le “Piccole Italie” di Asti, Gorizia, Veneto, Calabria e Sicilia.

Il rapporto tra cibo e benessere sarà al centro dell’attenzione di numerosi show cooking, ma anche di degustazioni guidate e talk show. Sabato pomeriggio sarà il grande chef Aimo Moroni ad esporre “il passato che fa futuro” in una vera e propria lectio magistralis.

Il cibo che guarda al domani è il terzo pilastro di Tipicità 2015. Al centro del padiglione il giardino delle biodiversità, da visitare e da gustare, che esprime la visione futura di Tipicità, una prospettiva nella quale tutto è in equilibrio, tra identità, saper fare e cultura del limite.

Il futuro di Tipicità è anche la volontà di promuovere il territorio in maniera innovativa. Nel programma un approfondimento con i massimi esperti nazionali sul tema “Comunicare il territorio”.

Ma futuro è anche “abitare” in maniera giusta e sostenibile, come approfondirà il forum in programma lunedì pomeriggio, che spazierà dalla cultura del bello che diventa forma, fino alle nuove tendenze ed opportunità per una migliore longevità attiva e per vivere il territorio in modalità “smart”.

Insomma cibo al centro della scena, con gusto ma anche con la voglia di esplorare noi stessi e l’ambiente che ci circonda. Con un occhio attento al futuro!

Per saperne di più:

Orario di apertura – Sabato 7 e Domenica 8: ore 9:30-21:00. Lunedì 9: ore 10:00-20:00

Info: Segreteria organizzativa, Piazza Dante, 21 – 63900 FERMO Tel. 0734/225237; e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Biglietto d’ingresso: € 8,00.
www.tipicita.it.

 

Cinque giorni di dolcezza per festeggiare in Umbria il San Valentino

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Cinque giorni di dolcezza per festeggiare in Umbria il San Valentino

Anche quest'anno l'evento ha ricevuto il Patrocinio del GIST - Gruppo Italiano Stampa Turistica

"Valentine's Day... Starts Here!" è un claim che sintetizza pienamente il messaggio del San Valentino di Terni, città che grazie a Cioccolentino sta divenendo sempre più la "capitale di tutti gli innamorati". Perché San Valentino, celebrato in tutto il mondo, di Terni ne è stato il primo Vescovo: qui sono custodite le sue reliquie, qui ha avuto origine la festa degli innamorati. Il 14 Febbraio la città umbra può essere considerata a pieno titolo la "città" di San Valentino e i festeggiamenti per celebrarlo... hanno origine da qui!

La kermess, giunta alla dodicesima edizione, dall'11 al 15 Febbraio prossimi celebrerà con la dolcezza del cioccolato la Festa degli Innamorati, proponendo una serie di eventi dedicati al cibo degli dei.
In calendario "percorsi esperenziali" che andranno ad esplorare con i cinque sensi, l'eccellenza del cioccolato; il "choco show" che presenterà nel cuore del centro storico di Terni centinaia di stand con il meglio della cioccolateria artigianale e numerosi laboratori interattivi con cooking show a cura di Pastry Chef internazionali e prestigiosi partner che sapranno esaltare l'arte del cioccolato e coinvolgere simpaticamente il pubblico che raggiungerà l'Umbria in occasione del San Valentino.
Quale location migliore per giurarsi eterno amore, se non Terni?

Cioccolentino prende le mosse non dalla moderna moda di approfittare del cioccolato per fare "l'evento" ma da un'antica tradizione dolciaria e pasticcera che da sempre caratterizza Terni.
Molti non sanno infatti che Terni – nota soprattutto per le acciaierie e i vari poli industriali – nasconde un cuore "fondente" fatto di una cultura gastronomica che parte da antiche tradizioni.
Per celebrarle, ogni anno Cioccolentino chiama a raccolta chef, maestri pasticceri ed aziende dolciarie provenienti da tutta Italia che proporranno il meglio del cibo degli Dei.
Cioccolentino rappresenta quindi la capacità della città di Terni di unire l'esclusività del San Valentino ad una storica tradizione di alta pasticceria che proprio in occasione dell'appuntamento, verrà esaltata dai più importanti Maestri Pasticceri locali.

San Valentino è anche un romantico week end nel cuore d'Italia!
L'Umbria è una terra ricca di bellezze naturalistiche e storico-artistiche pertanto scegliere di festeggiare il 14 Febbraio a Terni consente di immergersi in un romantico itinerario a misura "d'innamorato" alla scoperta dei borghi più antichi ed affascinanti d'Italia. Cioccolentino è un'iniziativa organizzata con il patrocinio ed il supporto delle istituzioni locali e rappresenta per il territorio un importante progetto di promozione e visibilità.
Per saperne di più:
www.cioccolentino.com

 

 

Assaggi di vermentino tra le dimore esclusive di Castelnuovo. 23-25 maggio

Castelnuovo Magra panorama 1

Piatti tipici, degustazioni di vino e olio, visite al Museo multimediale e tanto altro ancora.

Protagoniste più di 100 etichette di vini da vitigno vermentino provenienti dai quattro territori di produzione (Liguria, Sardegna, Toscana e Corsica), insieme alle cantine e alle dimore storiche del centro storico di Castelnuovo Magra (SP), tra eventi, laboratori del gusto, prodotti tipici, convegni e trekking tra i vigneti.
Questo, ed altro ancora nella sesta edizione di “Benvenuto Vermentino” che torna a Castelnuovo Magra dal 23 al 25 maggio.

Le location scelte saranno le dimore storiche settecentesche che caratterizzano il Centro Storico di Castelnuovo Magra, che si affacciano inparticolare sulla centrale Via Dante. Gli atri dei palazzi signorili si apriranno straordinariamente per ospitare i produttori di vermentino presenti alla manifestazione, che offriranno le loro perle enologiche ai tanti visitatori e turisti, dando la possibilità di assaggiare il Vermentino in una cornice di antico splendore.
Come ai “vecchi tempi”, via Dante tornerà ad essere il salotto buono di cittadini e passanti, dove si potrà passeggiare e, tra una chiacchiera e l’altra, soffermarsi in vero e proprio boudour all’aperto con la piacevole compagnia del Vermentino proposto dai produttori locali e di toscana, Sardegna e Corsica, accompagnato, come ogni anno, dai prodotti tipici locali.

Nel Giardino comunale poi saranno organizzate le degustazioni guidate e gli Wine tasting, eventi e presentazioni.
Si potrà inoltre visitare il Museo multimediale del Vermentino dove effettuare un percorso rivolto ai territori del Vermentino, consultare il data base delle aziende, la guida multimediale e conoscere i territori e i produttori attraverso i video di presentazione.

Un’edizione di Benvenuto Vermentino che mette in sintonia la storia e la tradizione con l’egastronomia di qualità e la tecnologia.

In Piazza Querciola dove è possibile ammirare le vestigia del Castello dei Vescovi di Luni con la torre medievale risalente al 1273 appena restaurata e aperta al pubblico, ci saranno gli stand dedicati ai produttori di Olio extravergine d’Oliva del Territorio e dei prodotti tipici locali come miele, prosciutto Castelnovese, Lardo di Colonnata, formaggi e salumi della Val di Vara.
Sempre nella Piazza sarà allestito il ristorante della Pro Loco che proporrà i piatti tipici della tradizione locale come sgabei, torte di verdura, muscoli ripieni, baccalà marinato, frittura mista, coniglio alla ligure e torta di riso.
Numerose le iniziative organizzate per arricchire la manifestazione.
Degustazioni accompagnate da prodotti tipici locali, laboratori del gusto, wine tasting, convegni tematici, trekking tra i vigneti, visite guidate del centro storico e delle sue importanti emergenze artistiche.
Come ogni anno sarà conferita l’onorificenza di Ambasciatore del Vermentino a un personaggio del mondo dello spettacolo, dello sport o dell’enogastronomia. Nelle edizioni precedenti sono stati “Ambasciatori del Vermentino” Dario Vergassola, Adua Villa, Paola Ricas, giudice della trasmissione televisiva La prova del Cuoco, Davide Oldani, chef inventore della cucina pop, il velista Giovanni Soldini, l’allenatore della nazionale di calcio Marcello Lippi, i comici Dario Vergassola e Gene Gnocchi.


Per saperne di più:
www.comune.castelnuovomagra.sp.it
www.terredelvermentino.net
www.facebook.com/castelnuovomagra - twitter.com/castelnuovom
Comune di Castelnuovo Magra tel. 0187/693831
mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

Italia: grand tour tra le terre del tartufo. di B.L.

Risotto with White Truffles from Alba credits Arnold Gatilao CA USA

Ph. credits: Arnold Gatilao CA - USA
Si ama oppure si odia, non ci sono vie di mezzo per il tartufo, uno dei frutti più preziosi che la natura ci regala durante la stagione autunnale. Cresce in parecchi Paesi europei, in Asia, in America e addirittura in alcune zone dell'Africa ma la qualità che offre il suolo italiano non ha paragoni. Solo all’Italia e ad alcune zone dell’Istria, in particolare, spetta l’onore di produrre il più pregiato: Sua Maestà il Tartufo bianco o Tuber magnatum Pico come lo chiamano gli esperti. Grande protagonista nelle cucine dei migliori ristoranti del mondo e delle tavole di chi si può permettere di sborsare anche 5.000 Euro al chilogrammo come nell’autunno del 2012, questo fungo è una delle eccellenze gastronomiche italiane più apprezzate e non può essere in alcun modo riprodotto o contraffatto.  Il viaggio ideale tra le zone di produzione del tartufo bianco più rinomate, anche per la bellezza dei loro paesaggi e per la ricchezza di cultura, non può prescindere dalla città piemontese di Alba, dalla toscana San Miniato e dalla marchigiana Acqualagna.
Adagiata sugli splendidi scenari naturali delle Langhe, Alba è una città ricca di cultura, storia e tradizioni. Il centro storico ha una struttura medievale, con pianta quasi circolare, ed è caratterizzato dal colore rosso dei fregi in cotto, delle case-torri, dei mattoni delle chiese e dai colori pastello delle case sapientemente restaurate. In autunno le cromie si fanno più decise grazie agli sfavillanti colori tipici del “Palio degli Asini”, che si tiene nella prima domenica d’ottobre, e che vede i borghi vestiti di meravigliosi drappi variopinti e attraversati da cortei di figuranti in costumi medioevali, tra squilli di trombe e rulli di tamburi, stendardi e bandiere. Verso la metà di ottobre, il Palio apre ufficialmente la “Fiera Internazionale del Tartufo Bianco”, l’evento che ha permesso ad Alba di diventare la Capitale Mondiale del Tartufo. Per un mese, poi, la città è raggiunta da una folla di turisti provenienti da ogni parte del mondo che si aggirano tra i numerosi stand espositivi per confluire nel cortile della Maddalena che si trasforma in un salotto dove ammirare, annusare e acquistare non solo i tartufi bianchi ma anche altri prodotti locali. L’evento si conclude con l’”Asta Mondiale del Tartufo Bianco” che si svolge all’interno dello splendido Castello di Grinzane Cavour dove si accendono i riflettori internazionali sulla competizione a finalità benefica tra operatori dell'alta cucina, imprenditori e filantropi che si contendono a suon di rilanci concitati i migliori esemplari.
San Miniato è un delizioso borgo arroccato su un colle lungo l’Arno, a metà strada tra Firenze e Pisa sviluppatosi probabilmente attorno ad una chiesa del sec VIII dedicata al martire fiorentino S. Miniato. Fu sede di vicari imperiali tra cui Bonifacio, marchese di Toscana, padre della contessa Matilde che qui nacque nel 1046. Per dare qualche esempio qui troviamo monumenti come il Palazzo dei Vicari dell’imperatore del XII sec (forse proprio qui nacque la contessa Matilde), il duomo, anch’esso del XII, ed il Santuario del Crocifisso del ‘700 che conserva un venerato Crocifisso ligneo del X sec. La cittadina si anima in particolar modo negli ultimi tre week end del mese di novembre, in occasione della “Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato”. Gli chef animano gli oltre due chilometri di laboratorio del gusto a cielo aperto dove i prodotti tipici incontrano migliaia di visitatori attesi da ogni parte d'Italia per conoscere le nuove tendenze della cucina e le nuove alleanze del gusto. Un vero e proprio festival dei saperi e dei sapori dove buongustai e visitatori si ritrovano per apprezzare le eccellenze dell'enogastronomia. Una curiosità: con i suoi 2 chili e 520 grammi di peso, il tartufo bianco trovato nel 1954 sulle colline di San Miniato possiede ancora oggi il primato di esemplare più grande del mondo. Questo tartufo fu regalato ad Eisenhauer, l’allora Presidente degli Stati Uniti d’America. E’ sempre di San Miniato il tartufo più caro del mondo: un tubero da 1 chilo e 500 grammi che è stato venduto a Dubai tramite asta a 360.000 dollari!
Nelle Marche, a pochi chilometri da Urbino, si trova la piccola cittadina di Acqualagna.  Situata alle pendici della bellissima Gola del Furlo che ne rappresenta una delle  principali attrattive con i suoi ‘canyon’ dai colori cangianti attraversato dal fiume Candigliano, a cui si accede da una stretta galleria fatta scavare dall’imperatore Vespasiano per aprire il varco alla via Flaminia, oggi Riserva Naturale dello Stato, area floristica e faunistica molto importante, la località è anche ricca di attrazioni culturali di tutto rispetto: dall’Abbazia romanica di San Vincenzo con la stupenda cripta, al Santuario della Madonna del Pelingo, alla chiesa romanico - gotica dell’Annunziata con portico ogivale e affreschi trecenteschi.  La maggiore attrazione di Acqualagna è però il tartufo, in particolare per la possibilità di degustarlo tutto l’anno: nel mese di febbraio si svolge la “Fiera Regionale del Tartufo Nero Pregiato”, a luglio ed agosto la “Fiera Regionale del Tartufo Nero Estivo” e tra la fine di ottobre e la metà di novembre ha luogo l’ormai celeberrima “Fiera Nazionale del Tartufo Bianco”, evento arricchito da degustazioni guidate, cooking show di grandi chef, sfide in cucina tra vip e presentazioni di “libri da gustare”. Fulcro della Fiera è il Salotto da Gustare, allestito ogni anno in luoghi differenti, è una sorta di teatro il cui palco è costituito da una cucina a vista, in platea avvengono le degustazioni e, dietro le quinte, a farla da padrona sono la maestria degli chef e il sapore di tartufo. Nel 2014 viene istituita l’asta dei tartufi: in collegamento con Dubai, i pezzi migliori di Acqualagna sono battuti negli Emirati Arabi Uniti, all’interno di una manifestazione organizzata negli stessi giorni, consolidando il rapporto con quella parte di mondo attratta dal lusso. Un tartufo da 1 kg di Acqualagna è stato donato al presidente Obama per festeggiare la sua rielezione.
Un lusso “absolutely made in Italy”!

Per saperne di piu:
www.fieradeltartufo.org
www.acqualagna.com
www.sanminiatopromozione.it

 

Wine ski Safari in Alta Badia. Raffinata enologia sulle piste.

Alta-Badia Wineskisafari Freddy-Planinschek

ph:Freddy-Planinschek

Due gli appuntamenti da non perdere: il 15 marzo la Roda dles Saûs, un safari sugli sci alla scoperta dei piatti tradizionali della cucina ladina e il Dé dl vin – Wine Skisafari di domenica 29 marzo. L’evento, giunto alla sua 5°edizione, dedica un’intera giornata ai migliori vini dell’Alto Adige sulle piste dell’Alta Badia.

Alta Badia (Bolzano) – Negli ultimi anni, l’Alta Badia si è trasformata nella mecca per i buongustai, alla ricerca di piste perfette per sciate indimenticabili nel cuore delle Dolomiti – Patrimonio dell’Umanità UNESCO. A conferma di ciò, l’iniziativa Sciare con gusto, che racchiude tutte le iniziative che contribuiscono a valorizzare il connubio vincente tra lo sci e la gastronomia. La stagione sciistica all’insegna della buona cucina, apertasi con il Gourmet Skisafari, terminerà con due eventi di eccellenza: il primo di questi è la Roda dles Saûs (dal ladino Giro dei sapori), un safari sugli sci alla scoperta dei piatti tradizionali della cucina ladina, in programma per il 15 marzo. Domenica 29 marzo sarà poi la volta dei migliori vini altoatesini, i quali potranno essere degustati a 2000 metri di altezza in occasione del quinto Dé dl Vin – Wine Skisafari.

RODA DLES SAÛS: RIFUGI E SAPORI ANTICHI PER UN CONNUBIO DAL GUSTO AUTENTICO, NELLA SETTIMANA DAL 15 AL 22 MARZO 2015

Ritorna anche quest’inverno la Roda dles Saûs con una novità: un’intera settimana sarà infatti dedicata alla cucina e cultura ladina nell’area sciistica Skitour Santa Croce. A partire dalle ore 10, sciando di baita in baita si potranno assaporare i piatti che nascono nel cuore delle Dolomiti, abbinati ai migliori vini dell’Alto Adige. La cucina ladina, semplice ma genuina, è infatti al centro dell’attenzione presso i rifugi all’interno dell’area sciistica Skitour Santa Croce. Ognuno di questi è specializzato nella preparazione di un piatto ladino, cucinato seguendo passo passo la ricetta della nonna.

Le specialità locali, accompagnate da un vino altoatesino, verranno servite presso i rifugi L’Tamá, Lèe, La Munt, Nagler, Paraciora, Florian e il ristorante Oies.

Autenticità dunque non solo nei paesaggi, ma anche nei piatti tipici. Baciato dal sole, il tour gastronomico sugli sci offre panorami mozzafiato in una vasta conca di boschi e masi ladini. Da non perdere uno sguardo sulla chiesa parrocchiale di Badia, sulla casa natale del Santo Freinademetz e sulle tradizionali “viles”, i masi di Fussé, Coz e Pransarores, prima di giungere alla suggestiva chiesetta Santa Croce ai piedi dell’omonimo monte. Lo Skitour Santa Croce, raggiungibile sci ai piedi dal Piz La Villa, è un’escursione adatta a tutta la famiglia.

Le specialità ladine possono essere degustate in occasione dell’evento di apertura il 15 marzo 2014 presso le sette baite aderenti, ma anche durante la settimana fino al 22 marzo 2015.

DÉ DL VIN – WINE SKISAFARI: UN VINO SAFARI SUGLI SCI A 2000 metri

Domenica 29 marzo 2015, l’Alta Badia porta i migliori vini altoatesini in quota per una degustazione esclusiva, la quale si terrà dalle ore 10 alle ore 15e30, presso i rifugi Piz Arlara, Bioch, I Tablà e Club Moritzino. Si vuole così concludere in bellezza la stagione invernale, dedicata all’enogastronomia.

Proprio i vini dell’Alto Adige si distinguono per la loro eccellente qualità, grazie ad un clima favorevole, un terreno fertile e all’amore dei viticoltori. Il vino dell’Alto Adige svolge un ruolo chiave all’interno delle iniziative legate alla gastronomia in Alta Badia. E questo non solo presso ristoranti o rifugi. Con la quinta edizione del WINE SKISAFARI, l’Alta Badia vuole, infatti, dedicare un’intera giornata ai vini dell’Alto Adige, portandoli a 2000 metri di altezza per una degustazione unica. Per gli amanti del vino, l’evento rappresenta un piacevole viaggio sugli sci, alla scoperta della grande varietà di vini del territorio. Ai partecipanti verrà inoltre offerta la possibilità di degustare lo speck dell’Alto Adige. Il tutto accompagnato da intrattenimento musicale presso le singole baite. L’evento è organizzato dal Consorzio Turistico Alta Badia, in collaborazione con l’ EOS – Organizzazione Export Alto Adige e con il sostegno del Consorzio Vini Alto Adige e del Consorzio Tutela Speck Alto Adige.

I biglietti per la degustazione vini si possono acquistare a 30 Euro, direttamente presso i quattro rifugi. L’apposito dépliant è disponibile presso gli uffici turistici dell’Alta Badia. Si raccomanda di sciare con prudenza.

Per saperne di più:
Consorzio Turistico Alta Badia
www.altabadia.org – Tel.: 0471/836176-847037 – Email: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

Mele Vallée in Valtournenche

Valtournenche

Ad Antey Saint-André un week end di eventi e incontri con gli esperti, operatori del settore e appassionati delle mele

Antey Saint-André (AO) Una produzione secolare e di qualità che supera i 40mila quintali all'anno, la presentazione delle ultime ricerche sui benefici per la salute, la nascita di Sicera (il primo e unico festival dedicato al Sidro in Italia) e il cammino verso il riconoscimento del presidio Slow Food. Saranno questi i temi e le novità principali intorno ai quali si concentrerà la tredicesima edizione di "Mostra Mercato Mele Vallée", importante evento italiano dedicato alla mela delle Valli del Monte Bianco e del Cervino-Matterhorn.

La manifestazione si terrà il secondo week end di ottobre ad Antey Saint-André, il primo comune della Valtournenche, ricco di frutteti che risalgono ai primi del ‘900, coinvolgerà oltre 100 espositori e ospiterà i maggiori esperti del settore: dai principali produttori di Sidro nazionali (Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige) e internazionali (Austria, Svizzera, Francia) a esponenti istituzionali della Regione Valle d’Aosta e dell’Associazione Slow Food.

“La mela è senza dubbio il frutto simbolo della Valle d'Aosta con un mercato che vale circa 5 milioni di euro, che impegna una superficie di coltivazione di circa 300 ettari e vede una produzione composta all'80% di mele Golden e Mele Renetta, 18% mele Fuji, Jonagold, Gala, Mairac e infine al 2% da varietà antiche, circa 50 specie uniche e secolari – dichiara Mario Bertuletti, Vice sindaco Comune Antey Saint-André – per questo da ben tredici edizioni siamo lieti di ospitare ed essere promotori di questa manifestazione che nel tempo è cresciuta diventando un appuntamento di riferimento per tutto il settore dell'agroalimentare”.

Oltre alle mele, durante la due giorni, il pubblico potrà scoprire tutti i prodotti enogastronomici derivati dallo straordinario frutto coltivato in Valtournenche ai piedi del Cervino-Matterhorn. In particolare il Sidro, protagonista di Sicera, unico evento in Italia dedicato a quest’antica bevanda tradizionale, che da quest'anno arricchirà di contenuti e sviluppi la “Mostra Mercato Mele Vallée”.

Il Convegno che aprirà la prima edizione di Sicera ospiterà tra i produttori di Sidro Bernhard Scheiblauer (Assistente Esecutivo Mostebarone Austria), Giorgio Maffei (Enologo, titolare Iduna in Alto Adige – Sud Tirolo), Gianluca Telloli (Enologo, titolare Maley in Valle d’Aosta e promotore dell’evento Sicera) che spiega: “Sicera nasce dalla volontà di diffondere la conoscenza di questa nobile bevanda che viene realizzata nel mondo da oltre 4000 anni utilizzando le migliori mele da sidro, lavorate con tecniche affini a quelle dei migliori spumanti e champagnes del mondo e che prevede ancora oggi la raccolta a mano delle mele dalle piante centenarie. Per la realizzazionedell’evento èstato fondamentale il supporto dell’Amministrazione Comunale che ha compreso pienamente l’importanza culturale ed economica di questo prodotto custodito da generazioni”.

Per le isituzioni, saranno presenti il Sindaco di Antey Saint-André Roberto Brunod, e il Vice Sindaco Mario Bertuletti, Renzo Testolin (Assessore Agricoltura Regione Autonoma Valle d’Aosta), Nicola Rosset (Presidente Camera di Commercio Regione Valle d’Aosta), Nicolas Evrard (Sindaco di Servoz e Vice presidente delle Communauté des Communes Vallée de Chamonix Mont Blanc) che spiegherà come il sidro del Monte Bianco funga da trait d’union con i produttori dei Paesi francesi e sia simbolo di una nuova cooperazione transfontaliera, e Yves Grange (Presidente condotta Slow Food Valle d’Aosta) che interverrà a proposito dell’impegno finora dedicato per ottenere il presidio Slow Food per le mele antiche di Antey Saint-André e Torgnon.

Inoltre, la Dottoressa Sabina Valentini, ricercatrice presso l’Institut Agricole Régional, presenterà il progetto “Longevità in un sorso di mela”, dell’Unità di Ricerca NUTRALP VDA (Nutraceutici in Valle d’Aosta) volto alla valorizzazione del territorio valdostano in quanto luogo di prodotti naturalmente benefici.“Le varietà di mele autoctone e i loro derivati, come il sidro, sono tra le più ricche di polifenoli, molecole antiossidanti largamente prodotte dalle piante di alta montagna come difesa alla maggiore irradiazione, al clima rigido e secco e all’altitudine. Agiscono andando a prevenire una serie di patologie cronico-degenerative come il diabete o l’arterosclerosi e anche prevenendo l’insorgenza di tumori”spiega la dottoressa Valentini.

Proseguirà Giuliana Rosset, Imprenditrice titolare di Björk Swedish Brasserie, il primo ristorante svedese in Italia che commenta: “Il sidro di mela è una tra le più diffuse e tradizionali bevande, nei paesi scandinavi. Per me è stata una piacevole scoperta perché mi ha permesso di trovare un felice abbinamento tra un prodotto autoctono di eccellenza e i piatti della cucina nordica che abbiamo studiato nel progetto Björk Swedish Brasserie. In effetti sono molti i punti in comune tra i sapori del grande Nord e quelli della nostra regione alpina: questo del sidro ne è un esempio per me molto ben riuscito”. Modererà il convegno il giornalista RAI Valle d’Aosta Réné Vuillen.

Un week end ricco di spunti che pone al centro dell'attenzione le “Mele Vallée”, fondamentali per lo sviluppo economico di tutta la regione, protagoniste da sempre della cultura agricola delle valli alpine e essenziali nell'alimentazione per gli innumerevoli benefici sulla salute umana.

 

Con Naturalia a Modena un weekend all'insegna del biologico

modena

7-8 marzo 2015 Modena           
piazza Grande, piazza Torre, piazza XX Settembre
ph:parvanaturalia.it

Due giornate interamente consacrate alle eccellenze biologiche del Bel Paese, impreziosite da un programma di eventi: incontri tematici, degustazioni, dimostrazioni di antichi mestieri, visite guidate, attività per bambini, mostre. Tutto questo si potrà trovare sabato 7 e domenica 8 marzo a “Parva Naturalia” - Modena città del biologico - manifestazione dell’eccellenza biologica certificata, dedicata alle produzioni e colture biologiche, tipiche e dimenticate, al mondo rurale ed ai sapori di un tempo, che si svolgerà nella città dell’Emilia, capitale del Ducato Estense per quattro secoli.

La rassegna, che non a caso trae il suo nome dall’opera di Aristotele, sulla collaborazione fra corpo ed anima, per la realizzazione delle funzioni vitali, si candida a diventare una delle più significative vetrine in Italia del biologico di qualità, grazie alla presenza di produttori biologici certificati. A cura di Vitaliano Biondi ed Andrea Reggianini, è organizzata dall’Associazione Salviamo il Biologico con il patrocinio del Comune di Modena.

“Siamo ciò che mangiamo”, affermava nell’Ottocento il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach. Se dunque il cibo è alla base della nostra vita, non solamente fisica, ma anche in senso culturale, è ampio il ventaglio delle argomentazioni proposte da “Parva Naturalia”. Nell’anno di Expo, che ha per titolo “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, la manifestazione, con modalità diverse, intende valorizzare le produzioni provenienti dall’agricoltura biologica, favorire un rapporto diretto fra produttore e consumatore, salvaguardare la biodiversità, rappresentare un nuovo approccio all’educazione alimentare in senso umanistico, stimolando nelle nuove generazioni l'interesse per uno stile di vita più rispettoso della natura e dell’ambiente.

Agricoltori, piccoli produttori ma anche artigiani e vivaisti, metteranno in mostra i loro saperi antichi ed i prodotti della terra e delle loro mani. Innanzitutto si insedieranno in piazza Grande che con la Cattedrale , capolavoro mondiale del Romanico e la Torre campanaria Ghirlandina è stata dichiarata nel 1997 dall' Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità; poi saranno presenti in piazza Torre, sulla quale si affaccia il bellissimo campanile e al cui centro è posta la statua del poeta modenese Alessandro Tassoni (1565-1635), autore del poema eroicomico La secchia rapita, sulle vicende della guerra trecentesca con Bologna. Infine, saranno in piazza XX Settembre, vivace anticamera di piazza Grande, da cui si può accedere alla ‘galleria del pane’ del mercato coperto Albinelli, esempio di architettura in stile liberty, dove trovare le specialità della famosa cucina tipica modenese.

Parva Naturalia presenterà, anche una selezione di piante antiche, che un tempo popolavano le nostre campagne e i giardini, salvate dalla passione dei vivaisti e dei collezionisti.

Protagonisti in egual misura saranno l'artigianato tradizionale e di qualità, mentre il programma sarà arricchito da diverse iniziative per bambini e ragazzi.

COSA VEDERE A MODENA
 

“Parva Naturalia” - Modena città del biologico - si svolge alle porte della primavera, il periodo migliore per concedersi anche una visita culturale e artistica di Modena. Modena offre al turista numerose  bellezze, concentrate nel suo centro storico, che raccontano i fasti di una città per lungo tempo capitale di un ducato, quello dei Signori d'Este, che qui risiedettero dal 1598. L'Unesco ha riconosciuto il valore universale dei suoi tesori dichiarando Il Duomo, Piazza Grande e la Torre Ghirlandina   Patrimonio mondiale dell’Umanità. Piazza Grande è il cuore della vita modenese e il luogo in cui sono riuniti i monumenti più significativi e più amati: il Duomo, opera del grande architetto Lanfranco e dello scultore Wiligelmo, uno dei massimi capolavori del Romanico europeo;  il Palazzo Comunale, la cui costruzione ha conosciuto diverse fasi a partire dal Medioevo; a poca distanza dalla Ghirlandina, il seicentesco Palazzo Ducale, opera di Bartolomeo Avanzini, oggi sede della prestigiosa Accademia Militare. Lungo la via Emilia, la grande arteria romana che attraversa la città, in Piazza Sant'Agostino si affacciano l'omonima Chiesa, che conserva il  "Compianto del Cristo morto" del Begarelli, scultore modenese del 1500, e il Palazzo dei Musei, sede di numerosi istituti culturali tra cui il Museo civico d’arte e quello Archeologivco - Etnografico; la Galleria Estense , importante collezione che testimonia l'interesse della Signoria per le più diverse arti e la Biblioteca estense, con i preziosi codici miniati dal XIV al XVI secolo attualmente chiusa per restauri a seguito del sisma del 2012 ma dovrebbe riaprire a maggio 2015. Nella sede del Palazzo Santa Margherita, è ospitato inoltre il Museo della figurina; nato dalla appassionata opera collezionistica di Giuseppe Panini.  Da segnalare anche il MEF-Museo Casa Enzo Ferrari. Un avveniristico padiglione dove vivere, tra le automobili più significative della sua vita, la storia di Enzo Ferrari pilota, creatore della Scuderia negli anni ‘30 e costruttore dal 1947.

Da visitare, previo appuntamento, anche la Sinagoga, una delle maggiori in Italia, segno della popolosa comunità ebraica che seguì i Duchi da Ferrara. Modena, fu importante nella produzione e circolazione del pensiero cabalistico. Grazie all’attività di Mordekhay ben Yehudah Dato fin dal Cinquecento vennero poste le basi di una sensibilità mistica.

La presenza della Sinagoga a Modena in questo luogo è anche il simbolo della pacifica convivenza in città di tutte le minoranze religiose.

A pochi passi da Piazza Grande c’è il Mercato Albinelli, mercato coperto di generi alimentari  inaugurato nel 1931, per ospitare  il commercio che sino ad allora si teneva in Piazza Grande. L’Albinelli fa parte delle botteghe storiche della città di Modena, qui, si può ancora acquistare il Bensone, dolce che è abitudine inzuppare nel lambrusco o nello spumante nei giorni di festa.

Per saperne di più:

“PARVA NATURALIA” - MODENA CITTÀ DEL BIOLOGICO
Info:  www.parvanaturalia.it  -  www.salviamoilbiologico.com

 

Langhe e Monferrato patrimonio dell’umanità di B.L.

paesaggio barolo

I paesaggi vitivinicoli piemontesi di Langhe-Roero e Monferrato sono entrati a far parte dell’elenco dei siti considerati dall’Unesco patrimonio artistico e ambientale dell’umanità. Si tratta di un’assoluta novità a livello mondiale in quanto mai prima d’ora tale prestigioso riconoscimento era stato attribuito ad un’area vitivinicola. Ad essere stato premiato non è solo il particolare paesaggio ma il suo rapporto con l’uomo che lo ha abitato e plasmato all’insegna del rispetto reciproco fino a creare un vero e proprio gioiello, modello di sostenibilità ambientale che racchiude in sé non solo la bellezza della geometria degli sterminati vigneti tra i quali spuntano qua e là meravigliosi castelli, torri e fortezze ma anche l’aspetto culturale del patrimonio immateriale costituito da conoscenze, usi, espressioni e da oggetti, manufatti e spazi ad essi  correlati.
Ecco perché il sito non è andato ad ampliare l’elenco dei beni naturali italiani (Monte Etna, Dolomiti, Isole Eolie e Monte San Giorgio) ma quello dei “paesaggi culturali”.
Trasmessa di generazione in generazione, la cultura del vino in queste terre si è sviluppata sotto l’egida della costante attenzione all’ambiente, preferendo la qualità del prodotto rispetto alla sua quantità. Ciò ha richiesto e richiede, però, un duro lavoro manuale a fronte di un limitato utilizzo dei mezzi meccanici. Il risultato di tale filosofia, e dell’immensa fatica che comporta, sono bottiglie che tutto il mondo ci invidia e apprezza. Non c’è estimatore straniero che non abbia mai assaggiato un Barolo, un Barbaresco, un (o una) Barbera o un Asti spumante aromatico (il vino bianco italiano più venduto al mondo).
Le zone selezionate, che coinvolgono un territorio che si estende per oltre undicimila ettari, sono però unite anche dalla storia, quella del Marchesato di Monferrato, l’antico stato italiano preunitario  costituito su parte dei territori donati nel X secolo ad Aleramo del Monferrato dall'imperatore Ottone I.
Scendendo del dettaglio, i siti premiati dall’Unesco sono:
-Il Monferrato degli Infernot. L'area è caratterizzata dalla diffusione di peculiari interventi architettonici chiamati “Infernot”. Si tratta di suggestive stanze ipogee, scavate interamente nell’autoctona Pietra da Cantoni, prive di fonti luminose naturali e aerazione diretta, utilizzate per la conservazione domestica delle bottiglie. Sovente realizzate sotto le abitazioni dei contadini, stupiscono per la maestria di chi ha realizzato con picconi, scalpelli e tanta fatica questi splendidi luoghi  con le loro nicchie a forma di bottiglia, i piani di appoggio che sembrano altari o che corrono lungo tutto il perimetro della stanza, quasi a simboleggiare i banchi delle chiese.

 

CATTEDRALE SOTTERRANEA INFERNOT
“Cattedrale sotterranea” della ditta
Coppo a Canelli
Infernot” in Cella Monte
(copyright: Pietra da Cantoni Ecomuseum)

Canelli e l’Asti Spumante. Anche per quest’area, l'aspetto più caratteristico risiede nell'originalità delle cantine sotterranee, veri capolavori d'ingegneria e architettura scavati nel tufo delle viscere delle colline a profondità anche elevate (trenta metri), la cui particolarità risiede nella bellezza delle volte; a botte, a vela, a voltina, ad una o più navate, ad uno o più livelli. Molte sono talmente imponenti che meritano giustamente l'appellativo di "cattedrali sotterranee", sia per il loro aspetto maestoso sia per la suggestione della "ritualità" quasi spirituale, accentuata dalle luci soffuse e dai suoni ovattati, che accompagna la conservazione del “nettare degli dei”.
- Nizza Monferrato e il Barbera. Eccezionale esempio di ‘villanova’ medievale, Nizza Monferrato è un piccolo e suggestivo paese che si estende tra il torrente Belbo e il Rio Nizza ed è situato poco lontano da Asti, Canelli, Alba e Acqui Terme. Le colline che lo circondano sono la culla di diverse aziende che producono il “Nizza”, da uve 100% barbera autoctono, in disaccordo con il disciplinare della Barbera d’Asti che si sta invece aprendo a vitigni internazionali.  Le rese sono basse, non per ottenere vini più strutturati ma per avere un legame maggiore con il territorio, rispettandone la vocazione e la naturalità. Da visitare il Museo Bersano, che ospita una ampissima collezione di attrezzi da lavoro in vigna.
- La Langa del Barolo. Piccola striscia di terra che si estende a sud del Piemonte, Le Langhe del Barolo rappresentano il luogo d’origine del cosiddetto “re dei vini”, il Barolo. Anche qua il paesaggio collinare è un susseguirsi di dolci pendii, coltivati a vite, i cui filari disegnano rigorose geometrie che culminano spesso in cima a gradevoli promontori su cui si adagiano solitari castelli con imponenti torrioni in cotto, fortezze in arenaria e palazzi nobiliari. La loro bellezza e l’armonia del verde che li circonda infondono quiete e benessere in chi li osserva nonostante la loro storia ci racconti di ostili famiglie nobili, di violenti contrasti tra feudatari e vassalli, di guerre sanguinose. Tra di essi meritano sicuramente una visita i castelli di Serralunga, di Barolo (dimora della famiglia Falletti a partire dal 1325), di Roddi e di Castiglione Falletto.
- Le colline del Barbaresco. Situate nella la parte più orientale del territorio, sono caratterizzate da splendide terrazze naturali che si affacciano sul vicino Roero. L’area è caratterizzata dalla coltivazione della vite del Nebbiolo e include i borghi di Neive e Barbaresco in cui si sono svolte le principali vicende storiche che hanno portato alla nascita del mitico vino omonimo. Impossibile non rimanere affascinati dall’imponente Torre del Bricco, di origine medievale a strapiombo sul Tanaro, e dalla prestigiosa sede dell’Enoteca Regionale del Barbaresco, dove potrete sostare per una degustazione scegliendo tra più di 100 etichette. D’obbligo anche una visita a Neive, insignito del riconoscimento “Borghi più belli d’Italia”, che comprenda le Cappelle cinquecentesche di San Rocco e San Sebastiano, la Confraternita barocca di San Michele ed i palazzi nobiliari tra cui spicca la casaforte medievale dei Cotto, risalente al XII secolo.
- Il Castello di Grinzane Cavour. Posto in uno degli scenari più suggestivi della Langa, vicino ad Alba, l’imponente maniero, realizzato intorno alla torre centrale della prima metà del secolo XI, si può ammirare in tutta la sua bellezza grazie ai restauri iniziati nel 1960, in occasione del primo centenario dell’Unità d’Italia. Ospita l'Enoteca Regionale Piemontese Cavour, prima nella regione e seconda in Italia, e due suggestivi musei. Il Museo con i cimeli del Conte Camillo Benso di Cavour tra i quali mobili, manoscritti, uniformi, e il Museo Etnografico con rari oggetti dell’enogastronomia locale e l’allestimento di una cucina albese del Seicento e dell’Ottocento, di una distilleria del Settecento, una bottega del bottaio ed altri richiami al mondo vitivinicolo dell’intera regione Piemonte. Vi hanno inoltre sede l’Ordine dei Cavalieri del Tartufo (altra famosissima eccellenza mondiale) e dei Vini di Alba l’Osservatorio Nazionale sul consumo consapevole del vino.
Non va dimenticato, infine, che le terre di "Langhe Monferrato e Roero" sono unite anche dall’omonimo Parco Paesaggistico e Letterario che, attraverso la vita e le opere di alcuni grandi autori del Basso Piemonte (Beppe Fenoglio, Cesare Pavese, Vittorio Alfieri, Augusto Monti, Giovanni Arpino e Davide Lajolo) offre ai visitatori una lettura del paesaggio e dell'identità culturale locale.
Riferendosi a Santo Stefano Belbo,  suo paese natale ubicato al confine delle Langhe,  Cesare Pavese scriveva nel suo celebro romanzo La luna e i falò: “Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

Per saperne di più
www.paesaggivitivinicoli.it
www.parcoletterario.it

 

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