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Francoforte, pausa relax nei “Cafè” all’aria aperta

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Con la bella stagione, la tedesca Francoforte si riempie di tavolini e ombrelloni. I Cafè di Francoforte sono delle istituzioni per la città. Qui infatti la cultura del caffè è unica, allo stesso tempo tradizionale e internazionale, originale e sperimentale con una maniacale attenzione per la qualità. La Manhattan d’Europa ospita numerosi bar in ogni punto della città, dove potersi sedere all’aria aperta e assaggiare ottime qualità di caffè, tè e dolci tutte diverse tra loro, e perchè no, rinfrescarsi con una birra tedesca di ottima qualità.
Impossibile non gustare un buon espresso tra le quasi quaranta varianti del Wackers Cafè, che, aperto oltre un secolo fa dalla famiglia Wacker, fu il primo vero coffehouse di Francoforte, un vero e proprio caposaldo della cultura della città.
Questi Cafè non sono solo luoghi in cui potersi rilassare e riposare ma sono dei mondi a sé stanti, con le loro atmosfere suggestive che riportano i visitatori in altri tempi e luoghi. Così entrando nel The Espresso Bar si ritorna direttamente negli anni ’20, come se non fosse cambiato nulla da allora nemmeno il buon gusto del caffè, oppure il Naschmarkt am Dom, con il suo arredamento in tipico stile tradizionale Viennese e francese, ricorda la Costa Azzurra tranne per il caffè e per il sapore della sua famosa Frankfurt Crown cake, torta tipica che consiste in strati alternati di biscotti, burro e gelatina di ribes rosso guarnita con rose e ciliegie da cocktail.
Così nel cafè Aniis, a due passi dalla Banca Centrale Europea, si possono trovare atmosfere africane e orientali, mentre al IMORII Patisserie si possono assaggiare dolci tipici francesi e giapponesi, o le famose crostate e torte dai sapori esotici.
Non resta che scoprire la lista infinita di varietà di caffè, espresso e cappuccino di ottima qualità che si possono trovare a Francoforte.
Francoforte è la città delle mille possibilità. È una città metropolitana, dallo skyline moderno, dove la notte si festeggia, ma di giorno ci si rilassa nei parchi, dove fare shopping, ma anche scoprire una storia emozionante. Nel centro della città si trova il vecchio quartiere, il DomRömer che era stato completamente distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ma è oggi in fase di ricostruzione grazie alle planimetrie storiche e i vecchi modelli. Altro cuore culturale della città, il quartiere dei musei che si estende intorno al nuovo Historischen Museum Frankfurt e crea una grande connessione tra la città e la sua storia. I più importanti musei della città si trovano infatti sulla riva del fiume Meno e danno un carattere unico e originale a questa zona della città. Francoforte è una città innovativa, in continua evoluzione e aperta a nuove idee e cambiamenti, ma allo stesso tempo, ha a cuore le sue tradizioni e la sua storia. La capitale del “Applwein” o vino di mele, ha mantenute intatte le proprie tradizioni gastronomiche come la famosa Grüne Sauce o Salsa Verde e l’Handkäs, un formaggio locale dal sapore pungente. Ma senza dimenticare però la cucina gourmet (Francoforte vanta 8 ristoranti stellati) e la cucina creativa di strada, che mescola prodotti locali e internazionali. Sempre grazie alla sua posizione strategica vicino alla zona di Rhein-Main, Frankfurt offre una base ideale per esplorare la regione. Intorno alla metropoli si trovano pittoresche cittadine medievali con le tradizionali case a graticcio, castelli e siti Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.
Per saperne di più:
www.francoforte-turismo.it/

 

Gioielleria Merzaghi: artigianato d'eccellenza nella Milano dello shopping

Gioielleria Merzaghi Milano

Parlare di turismo di qualità significa anche cercare nel viaggio quel dono che ci racconta e ricorda l’emozione di quella visita, di quella esperienza. Significa investire nell’artigianato di qualità che resiste alla massificazione dell’offerta perché rimane intatto il piacere di acquistare in qualche modo un pezzo di storia. Questa in sintesi la mission delle botteghe storiche dei centri che da generazioni si tramandano la passione, l’arte e i segreti della propria arte. Come la Gioielleria Merzaghi, che  dal 1870 si tramanda la tradizione dell’arte orafa nel centro storico di Milano mettendo sempre al centro le esigenze del cliente.

La nascita della gioielleria, in una piccola bottega del centro storico di Milano si deve alla passione di Alfredo Ravasco e Rino Marzaghi, autentici artisti del gioiello di alta qualità. Il successo e la consacrazione europea di questo patrimonio dell'arte orafa meneghina arrivo all'Esposizione Universale di Parigi, nel 1925 dove la Gioielleria si distinse non solo per la qualità delle creazioni ma anche per la capacità di restaurare gioielli antichi riportandoli all'antico splendore.

Tra i restauri di maggior rilievo della Gioielleria Merzaghi, certamente una menzione di merito va all'incastonatura della tiara di Papa Pio IX, che venne commissionata ad Alfredo Ravasco per sua Santità in occasione dell'incoronazione e il restauro di eccezionali gioielli di Casa Savoia.

strumenti Gioielleria Merzaghiorecchini Gioielleria Merzaghi

Pur trasformando lo stile, adeguandolo ai tempi, questa bottega artigiana, giunta alla quinta generazione, progetta e realizza gioielli unici curandone scrupolosamente ogni dettaglio, proponendo modelli e disegni su misura per il cliente. E’ possibile visitare il laboratorio dove verrà realizzato il proprio progetto, a riprova che un gioiello “hand made” non ha davvero prezzo.

 

Per saperne di più:
Per informazioni sulla Gioielleria Merzaghi: Si riceve su appuntamento al n. 02 875455- Via dei Piatti 11 Milano
www.gioielleriamerzaghi.it

 

Le vie dello shopping di qualità

Via Montenapoleone

È la porta principale di tutti i grandi stilisti. Le vetrine di questa via sono il riflesso attivo di un mondo che è in continuo rinnovamento, che va presentato e conosciuto, come accade puntualmente in occasione delle grandi sfilate della moda organizzate in città. È durante questi eventi, nel periodo delle grandi sfilate, che le vie del Quadrilatero, sono percorse da modelle e modelli di tutto il mondo, emblema di stile e bellezza.
 
Nei negozi di via Montenapoleone, le commesse e i commessi si atteggiano splendidamente ad attori: alti, belli, gentili, pieni di premure nei confronti di un cliente spesso curioso ed esigente. Il jet set trova qui un richiamo irrinunciabile, attirato dalle griffe ma anche dall'ambiente e dal clima di "milanesità" e dal gusto estetico sempre dinamico e ancorato al presente che permea questo angolo unico al mondo.
 
Qualche curiosità
Via Montenapoleone, oggi scintillante di vetrine, si trova sul tracciato delle antiche mura romane del III secolo d.C.
Il suo nome deriva dall'omonima istituzione finanziaria, che aveva sede all'odierno civico 12, sorta in epoca napoleonica per gestire il debito pubblico.
La vita di molti personaggi importanti milanesi è legata a Via Montenapoleone, lo testimoniano i nomi e le targhe di alcuni antichi palazzi.

 

Via della Spiga

Via della Spiga si trova tra le zone più lussuose di Milano e fa parte del famoso quadrilatero della moda insieme a via Montenapoleone, corso Venezia e via Sant'Andrea. La famosa via è chiusa al traffico e presenta negozi d'alto prestigio dove fare shopping di lusso tra le boutique e gli atelier di Dolce&Gabbana, Prada, Roberto Cavalli, Moschino, Giorgio Armani e di molte altre griffes del panorama internazionale.

 

Galleria Vittorio Emanuele II
Luogo di transito per eccellenza di affaccendati manager o di sosta per incantati e curiosi turisti, mostra il variegato volto della città con le sue numerose sfaccettature.
Appena realizzata s'impose per le sue dimensioni, ritenute allora eccezionali, segno di una nuova età. Il Novecento è sinonimo di modernità e progresso.
Si tratta di un periodo della storia assai complesso e articolato che salutò le accelerazioni tecniche, vide con simpatia le  realizzazioni di fattura ingegneristica-industriale e, in generale, le opere dell’ingegno umano.
Gli ampi spazi della Galleria facevano presagire una realtà caratterizzata dal senso del movimento. Come non ricordare, in campo artistico figurativo, proprio un'opera come "Rissa in Galleria" di Boccioni, capace di offrire una nuova rappresentazione della realtà, proiettata in un futuro sempre più caratterizzato dal dinamismo della vita quotidiana? Le automobili, il tram, il lavoro nelle fabbriche: tutto era destinato a cambiare profondamente i ritmi della città e la percezione delle persone nei confronti della vita di tutti i giorni.
La Galleria Vittorio Emanuele II oggi è considerata con via Montenapoleone e via della Spiga una delle sedi dello shopping di lusso meneghino, qui hanno sede numerosi negozi di griffe e marchi prestigiosi, famosi caffè e ristoranti  nonché prestigiose e storiche librerie (per es. Rizzoli, Bocca), oltre che l’ingresso posteriore della Ricordi Feltrinelli, tra i negozi megastore più grandi d’Italia.

 

Il quartiere DomRömer di Francoforte torna all'antico spendore

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ph credits: @DomRoemer-GmbH

 

Tre giorni di festa, dal 28 al 30 settembre, per la cerimonia d’apertura della “nuova città vecchia”
 
 
Francoforte torna indietro nel tempo, riportando alla vita una parte della sua ricca storia: completamente distrutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, ora grazie ad anni di ristrutturazione, torna all’antico splendore il quartiere di DomRömer, situato tra la Cattedrale degli Imperatori (Dom) e il Römer City Hall.
Dal 28 al 30 settembre si terrà una grande festa per celebrare il nuovo “antico cuore” di Francoforte e festeggiare un vero e proprio evento che rimarrà nella storia della città.
I festeggiamenti avranno inizio con una cerimonia presso la chiesa di Paulskirche per poi coinvolgere l’intero quartiere in ben tre giorni di festa, tra eventi culturali, concerti e mostre speciali.
Al Deutshche Arckitekturmuseum dal 22 settembre 2018 al 3 marzo 2019, si terrà la mostra “Il nuovo ‘vecchio’ quartiere rinnovato. L’architettura tra la Cattedrale e il Römer dal 1900” in cui si potrà osservare lo sviluppo urbano della città vecchia e ripercorrere le fasi che hanno accompagnato il progetto di ristrutturazione.
Oltre a mostre permanenti e temporanee, il quartiere ospiterà per l’occasione numerosi concerti all’interno del Römerberg o lungo le sponde del fiume Main. Il venerdì e il sabato sera, per concludere la giornata in bellezza, si alterneranno sul palco spettacoli e performance teatrali.
Il quartiere sarà aperto al pubblico già da giugno, è visitabile  grazie a tour guidati giornalieri. In questo modo si  scopre una città cosmopolita e in continua evoluzione, che guarda al futuro ma non dimentica il suo passato, tra palazzi storici e architetture artistiche.
Per chi vuole goderselo in anteprima, è possibile fare una passeggiata virtuale lungo i vicoli tortuosi del quartiere per avere un’idea di com’era vivere nell’antica cittadina di Francoforte, basta visitare il sito:www.domroemer.de/der-film  .

Francoforte 
Francoforte è la città delle mille possibilità. È una città metropolitana, dallo skyline moderno, dove la notte si festeggia, ma di giorno ci si rilassa nei parchi, dove fare shopping, ma anche scoprire una storia emozionante.Nel centro della città si trova il vecchio quartiere, il DomRömer che era stato completamente distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ma è oggi in fase di ricostruzione grazie alle planimetrie storiche e i vecchi modelli. Altro cuore culturale della città, il quartiere dei musei che si estende intorno al nuovo Historischen Museum Frankfurt e crea una grande connessione tra la città e la sua storia.I più importanti musei della città si trovano infatti sulla riva del fiume Meno e danno un carattere unico e originale a questa zona della città. Francoforte è una città innovativa, in continua evoluzione e aperta a nuove idee e cambiamenti, ma allo stesso tempo, ha a cuore le sue tradizioni e la sua storia. La capitale del “Applwein” o vino di mele, ha mantenute intatte le proprie tradizioni gastronomiche come la famosa Grüne Sauce o Salsa Verde e l’Handkäs, un formaggio locale dal sapore pungente. Ma senza dimenticare però la cucina gourmet (Francoforte vanta 8 ristoranti stellati) e la cucina creativa di strada, che mescola prodotti locali e internazionali. Sempre grazie alla sua posizione strategica vicino alla zona di Rhein-Main, Frankfurt offre una base ideale per esplorare la regione. Intorno alla metropoli si trovano pittoresche cittadine medievali con le tradizionali case a graticcio, castelli e siti Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.

Per saperne di più:

www.frankfurt-tourismus.de

 

I Papi dei Concili ai Musei Capitolini

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In occasione della canonizzazione di Paolo VI, annunciata da Papa Francesco per il prossimo mese di ottobre, dal 17 maggio al 9 dicembre 2018 le sale terrene dei Musei Capitolini ospiteranno la mostra “I Papi dei Concili dell’era moderna. Arte, Storia, Religiosità e Cultura”. Un percorso che si snoda intorno a 30 opere - dipinti, sculture, argenti e tessuti liturgici rari e preziosi – e illustrerà le figure di alcuni tra i pontefici che sono stati protagonisti dei tre concili dell’era moderna, il Concilio di Trento, nel Cinquecento, il Concilio Ecumenico Vaticano I e il Vaticano II, tra Ottocento e Novecento, veicoli di riforme e rinnovamenti nella continuità della Chiesa, con importanti ricadute in campo teologico-storico e pastorale e sul versante artistico. Dalla seconda metà del Cinquecento al Novecento, si sono susseguiti pontefici, sul soglio di Pietro, che hanno confermato tre Concili, i quali, proprio perché realizzati nell'era moderna si sono fatti anche interpreti di tale epoca, con i suoi "linguaggi".
La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideata e organizzata dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura presieduto da Giuseppe Lepore con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, è curata dal Bibliotecario di S.R.C. Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, dall'Arcivescovo Agostino Marchetto, Nunzio Apostolico e storico dei concili e da Daniela Porro, Direttore del Museo Nazionale Romano.
La mostra, il cui coordinamento e la cura del catalogo (Gangemi Editore) è affidato ad Antonio D’Amico, si apre con una panoramica sui protagonisti del Concilio di Trento, a partire da Paolo III Farnese, del quale si potranno ammirare due ritratti, uno di Jacopino del Conte, eseguito nel 1545, e l’altro di Cesare Fratino realizzato a distanza di secoli, nel 1949. Per la prima volta l’uno accanto all’altro, si potrà apprezzare la fortuna iconografica, la fama del pontefice e soprattutto la filiazione delle due opere, in un sinergico scambio di suggestioni.
Per la storia dell’arte, quello di Trento fu un concilio significativo in quanto il documento numero 25 delle costituzioni, redatto dall’acuta mente del cardinale di Bologna Gabriele Paleotti, comprendeva una serie di precise indicazioni rivolte agli artisti, dalle quali era necessario non transigere. In pittura emersero figure di santi e sante martiri che divennero oggetto di catechesi, tra cui santa Apollonia martire raffigurata, tra gli altri, da Federico Barocci, pittore interprete delle direttive conciliari, del quale in mostra si vedrà per la prima volta un inedito dipinto in cui la santa è collocata in un paesaggio e domina la scena a figura intera. Altro pontefice coinvolto nel Concilio di Trento, soprattutto per l’indizione dell’indice dei libri proibiti, fu Marcello II del quale si potrà ammirare un affascinante ritratto in vesti cardinalizie di Jacopino del Conte. Mentre di Giulio III, potremo vedere la bella e rara terracotta colorata proveniente dai depositi di Villa Giulia.
Bisognerà attendere tre secoli per giungere alla convocazione del Concilio Ecumenico Vaticano I voluto da Pio IX nel 1869. Questo evento viene ricordato tra l’altro per aver avallato l’infallibilità del Pontefice e, ancor prima, alla vigilia del Concilio lo stesso papa si rese protagonista della dichiarazione del dogma dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. In mostra l’imponente Proclamazione del Dogma dell’Immacolata Concezione eseguito nel 1856 da Francesco Podesti, un affascinante dipinto proveniente dalla Pinacoteca Civica di Ancona. Dalla Città del Vaticano, custoditi dall’Ufficio Celebrazioni Liturgiche nella Sacrestia del Pontefice, arrivano due preziosi manufatti come il raffinato Triregno e la Croce processionale con la quale Pio IX aprì il Concilio.
Nel 1962 papa Giovanni XXIII, del quale in mostra si potrà rivedere il celebre discorso alla luna e il Volto in bronzo di Giacomo Manzù, dichiarava aperto il Concilio Ecumenico Vaticano II. Questo Concilio vide protagonista un altro papa che verrà canonizzato il prossimo ottobre, Paolo VI, il quale volle chiudere l’evento conciliare con una lettera agli artisti, letta in Cappella Sistina l’8 dicembre 1965 che ascolteremo in filodiffusione grazie alla concessione di Rai Direzione Teche. Dalla Collezione Paolo VI di Concesio a Brescia arrivano il ritratto a figura intera di Paolo VI in abiti pontificali eseguito da Dina Bellotti e, tra gli altri, la bella scultura in bronzo del pontefice di Enrico Manfrini, sviscerando l’intimo rapporto del pontefice bresciano con l’arte e la liturgia. Mentre dalla Sacrestia del pontefice vedremo la preziosa Mitra con ricami a fili d’oro.
Questa mostra, che nasce e si sviluppa nell’ambito di una collaborazione pluriennale tra i Musei Capitolini e il Centro Europeo per il Turismo e la Cultura, sarà un’occasione irripetibile per romani e turisti di riavvicinare la personalità e la storia dei grandi Vescovi di Roma legati nella memoria ai Concili Ecumenici dell'era moderna, per i quali devozione e popolarità non sono venute meno con il passare del tempo.
Un percorso espositivo che si snoda tra arte, fede e spiritualità, mettendo in evidenza la bellezza di diversi manufatti d’arte provenienti dalla Città del Vaticano, da vari musei italiani e da collezioni private.

 

Impressionisti di Philadelphia in mostra a Milano

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Gli Impressionisti sbarcano a Milano. Nella magnifica cornice del Palazzo, fino al 2 settembre 2018, in mostra "Impressionismo e Avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art", una selezione di 50 capolavori provenienti da uno dei più importanti e storici musei americani, un'occasione unica per ammirare opere dei più grandi pittori a cavallo tra Ottocento e Novecento nel loro periodo di massima espressione artistica, in un allestimento studiato per valorizzare ogni singola opera di una storia di grande collezionismo americano. Philadelphia è stata la capitale del collezionismo d'arte dalla metà dell'Ottocento e l'esposizione vuole essere il racconto di una storia che ha visto protagonista il suo museo ed i collezionisti che hanno contribuito al suo arricchimento. Stefano Zuffi, curatore italiano della mostra, ha dichiarato: "Il Philadelphia Museum of Art mette a disposizione del pubblico italiano un gruppo di opere di grandissimo fascino, selezionate tra i massimi capolavori della sezione più prestigiosa del museo, quella dedicata ai "modern classics", il periodo che va dall'impressionismo all'età delle avanguardie. Sono tutte opere di artisti celeberrimi e molto amati: da Monet a Van Gogh, da Degas a Cézanne, da Matisse a Kandinskij, da Chagall a Picasso, e così via. Un racconto entusiasmante sui decenni cruciali per l'arte, a cavallo del 900: ma l'aspetto più nuovo è l'attenzione data ai collezionisti. Come sono arrivati a Philadelphia questi capolavori europei? Chi sono i personaggi che li hanno amati, scelti, acquistati, e infine donati al museo, perché diventassero un patrimonio di tutti?". "Il PMA non è solo la famosa scalinata di Rocky" aggiunge Massimo Loquenzi rappresentante del Philadelphia CVB in Italia e Spagna, "è il più impegnativo progetto architettonico della città del prossimo futuro: The Core Project. L'architetto Frank Gehry infatti ha disegnato un piano di espansione del museo che lo trasformerà in un polo multi culturale destinato alla fruizione da parte dei visitatori internazionali e dei cittadini di Philadelphia che qui troveranno nuove esposizioni artistiche, esperienze gastronomiche e spazi pubblici."

Per saperne di più:

www.TaxFreePhilly.it – www.discoverPHL.it

 

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