Sicilia: la barocca Scicli. Patrimonio dell'Unesco e dell'ospitalità

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Marciana Borgo d’Arte, Festival di Arti Contemporanee all'Isola d'Elba

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Il borgo di Marciana è un piccolo paese situato nella parte montuosa dell’Isola d’Elba. Si tratta di un piccolo agglomerato urbano di antiche origini che tutt’oggi conserva la sua struttura medioevale per lo più intatta. La sua peculiarità è dovuta proprio al suo mantenersi integro attraverso i secoli e alla particolare conformazione che lo contraddistingue dalle altre realtà elbane. Marciana, grazie alla unitarietà del suo costruito e del suo integrarsi perfettamente con l’area boscosa, immerso all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, può essere considerata in toto come un bene artistico: uno straordinario esempio di gioiello urbanistico medioevale dell’Isola d’Elba.

Marciana Borgo d’Arte è un progetto di residenza artistica nato per valorizzare, comunicare e promuovere il patrimonio culturale dell’antico borgo di Marciana attraverso il recupero di vecchi fondi in disuso trasformandoli in atelier d’artista. È un festival finalizzato a incentivare lo scambio culturale e la tutela del territorio, a supportare la crescita professionale di artisti locali e non. Scopo del progetto è la riqualificazione del paese attraverso numerosi interventi culturali multidisciplinari che si susseguiranno nel corso dei prossimi quattro mesi: fotografia, arte contemporanea, letteratura, concerti. L’idea è nata da un’esigenza di carattere sociale, da una necessità condivisa dalla popolazione locale e da chi a Marciana ci viene per trascorrere il periodo estivo, di trovarsi ad abitare un luogo che offra eventi culturali, stimoli creativi e artisti, non sporadici ma quotidiani, per tutta la durata della stagione 2018.

Il progetto è stato pensato per un periodo lungo, dal 9 giugno al 30 settembre, proprio per offrire un programma consistente, una vera e propria trasformazione del borgo che sia d’impatto e radicata nel territorio, e che offra, a rotazione e in contemporanea, eventi di natura diversa e artisti eterogenei che possano rendere unica e differente ogni serata dell’estate. Marciana Borgo d’Arte, per la sua natura stimolante e coinvolgente, è strutturato come un festival d’arte diffusa che reinventa il borgo occupando diversi spazi fisici del paese e tramite interventi urbani per le antiche vie e la piazza di Marciana.

 

https://www.facebook.com/MarcianaBorgoArte/

https://www.instagram.com/marcianaborgodarte/

 

 

 

Mezza di Treviso, quando la corsa diventa cultura

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L’evento del 14 ottobre si fa promotore di un innovativo progetto di marketing territoriale che offrirà agli atleti e ai loro accompagnatori anche la possibilità di visitare gratuitamente il Museo Luigi Bailo e il Museo Santa Caterina. L’assessore Colonna Preti: “Straordinaria opportunità per far conoscere i tesori della città”. Iscrizioni alla mezza maratona oltre quota duemila. E decollano i partecipanti alla nuova 10K cronometrata e aperta a tutti
 
La Mezza di Treviso coniugherà sport e cultura: l’evento di domenica 14 ottobre promuoverà il patrimonio culturale trevigiano informando gli atleti, ancora prima del loro arrivo in città, sulle attrazioni culturali del capoluogo della Marca. Non solo: ai partecipanti e ai loro accompagnatori sarà anche offerta una visita gratuita al Museo Luigi Bailo e al Museo Santa Caterina.
 
L’iniziativa verrà promossa con un apposito stand all’Expo della Mezza di Treviso, che si terrà venerdì 12 e sabato 13 ottobre all’Hotel Maggior Consiglio. E già nei prossimi giorni partirà una campagna di comunicazione rivolta al mondo dei runners per illustrare le attrattive di Treviso, con particolare riferimento ai Musei Civici.  
 
La straordinaria opportunità, condivisa con il Comune di Treviso e realizzata attraverso l’inserimento di un doppio coupon nel pacco gara destinato agli atleti, riguarderà anche i partecipanti della 10K, la nuova prova su distanza ridotta – cronometrata e aperta a tutti – che da quest’anno accompagna la gara sulla classica distanza della mezza maratona.
 
La Mezza di Treviso, in tutte le sue declinazioni – mezza maratona e 10K – diventerà così l’occasione per un inedito percorso alla scoperta dell’archeologia e dell’arte destinato ai runners e ai loro accompagnatori.
 
“Ringrazio l'organizzazione de La Mezza di Treviso per aver dimostrato con questo progetto che sport vuol dire anche cultura – commenta l’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Treviso, Lavinia Colonna Preti -. La rete dei Musei Civici di Treviso, che inizia come linea temporale da Santa Caterina e si completa con il Museo Bailo, con opere importanti che vanno dal Medioevo al Novecento, offre una straordinaria opportunità di intrattenimento non solo per gli atleti, ma anche per i loro accompagnatori che, ancora prima di arrivare in città, verranno informati dell'opportunità di visitare gratuitamente i nostri tesori. E' nostra priorità accogliere nel migliore dei modi i visitatori della nostra città e sicuramente il binomio arte e, ovviamente, enogastronomia saprà rendere ancora più magica l'esperienza della Mezza di Treviso".
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Il Museo Bailo, in Borgo Cavour, vicinissimo alla partenza della Mezza di Treviso, è la più antica tra le sedi museali civiche ed è visitabile dal martedì alla domenica, con orario dalle 10 alle 18. Gli stessi giorni settimanali di apertura, con orario dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18, sono previsti anche per il Museo Santa Caterina, in piazzetta Mario Botter. Particolare importante: l’ingresso omaggio, valido per un atleta e un accompagnatore, sarà valido sino al 14 novembre. L’iniziativa potrà così diventare l’occasione per una nuova visita, in un giorno diverso da quello della mezza maratona, alla splendida città di Treviso.
 
Anche nel 2017, con quasi 2.300 atleti classificati, provenienti da 18 regioni d’Italia e 63 province, la Mezza di Treviso si è confermata tra le gare podistiche più popolari del Veneto. Un grande evento sportivo che, coniugando la bellezza del capoluogo della Marca e il fascino di un percorso che per un lungo tratto si sviluppa lungo le rive del Sile, diventa anche una splendida occasione di promozione del territorio, in tutte le sue sfaccettature.  
 
A meno di 20 giorni dal 14 ottobre, la Mezza di Treviso ha già superato i duemila iscritti e si avvicina all’ultimo cambio della quota d’iscrizione, previsto per il 30 settembre: sino a quel giorno il  pettorale costerà 28 euro, poi il prezzo sarà di 35 euro sino all’11 ottobre. Sta intanto decollando anche l’interesse per l’inedita 10K, prova cronometrata ma aperta a tutti, che anticiperà la partenza della mezza maratona, ripercorrendone in parte il suggestivo tragitto. Un motivo di richiamo di più per un evento che non sarà solo sport, ma anche cultura e turismo.
 
La Mezza di Treviso – International Half Marathon
Ideata dall’ex campione azzurro Salvatore Bettiol (due partecipazioni olimpiche, secondo alla maratona di New York nel 1988 e di Londra nel 1990), la Mezza di Treviso ha debuttato il 12 ottobre 2014 con il nome di Treviso Half Marathon. Il percorso, sulla classica distanza dei 21,097 km, si sviluppa tra i Comuni di Treviso, Carbonera e Silea, offrendo ai partecipanti gli splendidi scorci della città d’arte e l’emozione di correre l’ultima parte di gara nel suggestivo scenario del Parco del Sile, il fiume di risorgiva più lungo d’Europa. Dopo il successo delle prime tre edizioni, anche nel 2017 la Mezza di Treviso si è confermata la gara Fidal più partecipata della Marca e una delle più popolari del Veneto, portando al traguardo 2.272 atleti in rappresentanza di 18 regioni e 63 province. I record della Mezza di Treviso appartengono al keniano Paul Kariuki Mwangi che nel 2016 ha corso in 1h01’25”, migliorando il primato della gara stabilito l’anno precedente dal campione europeo di maratona Stefano Meucci, e alla keniana Hellen Jepkurgat, prima nel 2014 in 1h13’40”. La prossima edizione si svolgerà il 14 ottobre 2018 e sarà accompagnata, per la prima volta, da una corsa – cronometrata ma aperta a tutti - sulla distanza di 10 chilometri.

 

Per saperne di più:

www.lamezzaditreviso.com

 

Sicilia: la barocca Scicli. Patrimonio dell'Unesco e dell'ospitalità

Scicli Ragusa Italy author MαρκοςDescription=Scicli, Ragusa, Italy |Source=[http://www.panoramio.com/photo/116217412 Scicli, Ragusa, Italy] |Date=2014-07-19 09:53 |Author=[http://www.panoramio.com/user/861544 trolvag

ph: credits Thanks to Trolvag / Redazione
di Giovanna Fidone
In provincia di Ragusa esiste una città barocca patrimonio dell’Unesco, meta di turisti provenienti da tutto il mondo.
Tra le motivazione della iscrizione nella World Heritage List dell'UNESCO è stato scritto:
«... La via Mormino Penna, per la ricca presenza di edifici del Settecento, e il Palazzo Beneventano rappresentano un capolavoro del genio creativo umano dell'età tardo-barocca…il più famoso edificio nobiliare di Scicli ed uno dei più interessanti della Sicilia barocca …...» .
Non a caso il Palazzo Beneventano fu definito da Sir Anthony Blunt il più bel palazzo barocco di Sicilia, ("di un pallido colore giallo-oro che al sole acquista un'indescrivibile opulenza"). Ma non è l’unico, ricordiamo anche Palazzo Fava, Palazzo Spadaro e Palazzo di Città la sede del Comune che è diventato la sede del commissariato televisivo della fiction “Il commissario Montalbano” tratto dell’omonimo personaggio dei libri dello scrittore Camilleri. Il centro storico, ristrutturato, la sera prende vita con i suoi ristorantini pieni di fascino.
Anche Villa Penna e il Complesso del Carmine rappresentano il cuore di Scicli e raccontano la storia di una città che ha saputo evolversi senza mai perdere il valore delle proprie origini. Come Palazzo Busacca che oggi ospita un ristorante che merita una visita anche per la selezionata cantina: https://www.facebook.com/busaccascicli/

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Un capitolo a parte è rappresentato dai magnifici edifici religiosi: la Chiesa di San Matteo simbolo di Scicli e chiesa Madre fino al 1874, sostituita poi dalla Chiesa di San Guglielmo (ex Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola), la Chiesa di San Giovanni Evangelista, la chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di Santa Teresa, la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo che domina Piazza Italia, la Chiesa di San Michele, la Chiesa di Maria Santissima della Consolazione. 
Non possiamo non citare anche la  Chiesa di Santa Maria La Nova, retta da sempre da una potente Confraternita che nel XVI secolo acquisì l'ingente eredità del banchiere Pietro di Lorenzo detto Busaccache  permettendo  di avviare una serie di azioni sociali, di edificare una sede per la fondazione benefica e di riedificare la propria chiesa. Ricordiamo inoltre il Convento dei Cappuccini, il Complesso della Croce, il Convento di Sant'Antonino e quello del Rosario e la Chiesa di Santa Lucia.
Accanto agli edifici religiosi troviamo quelli militari: il Castellaccio (detto castrum magnum) di cui ci rimangono pochi ma maestosi resti sulla cima rocciosa del colle di San Matteo e il Castello dei Tre Cantoni (detto nella storiografia locale Castelluccio o castrum parvum o triquaetrum).

E per gli amanti dell’archeologia ci sono diverse aree di interesse: il Sito della Grotta Maggiore datato fra l'Età del Rame e l'Età del Bronzo antico (III-II millennio a.C. – XVIII-XV secolo a.C.), la Necropoli in contrada Ronna Fridda, il sito Cancelleri del periodo greco classico e l’area Chiafura databile dal IV al II sec. a.C.
Se siete amanti delle tradizioni locali, non potete perdervi a marzo la “Cavalcata di San Giuseppe” e a maggio la festa della Madonna delle Milizie: manifestazioni ricche di fascino che richiamano turisti da tutto il mondo.
E a proposito di cultura locale, la compagnia teatrale “Gli amici di Matteo”, che mette in scena commedie dialettali in tutta Italia e all’estero, proprio a Scicli ha il suo teatro stabile, tenendo viva la commedia dell’arte di qualità con rappresentazioni spesso tratte dai testi pluripremiati del regista e noto commediografo Renato Fidone
( https://www.facebook.com/groups/amicidimatteosicc/).
Non solo arte e storia ma anche mare e spiagge immense e dorate: le turistiche Pozzallo e Marina di Ragusa, oppure Sampieri, ottocentesco borgo di pescatori, o la recente cittadina di Cava d'Aliga, o Donnalucata la più antica delle frazioni marinare, porto della città di Scicli.
E concludiamo con la cucina. Di mare ( il pescato fresco non ha bisogno di commenti) e di terra (da non perdere le focacce chiamate scacce, i ravioli con il sugo di maiale, gli arancini al ragù di carne), i prodotti locali come il caciocavallo DOP e la ricotta vaccina e i prodotti della terra come i fichi d’india tipici di quella terra o i pomodori (scordatevi quelli che mangiate solitamente e scoprite il loro vero sapore).
E ovviamente i dolci: cannoli, cassatine, dolci con le mandorle, teste di turco…
E infine le granite. Sedetevi in un bar del centro e ordinate una granita alle mandorle con la panna. Immersi nel barocco, in un clima gradevolissimo in ogni stagione (anche in pieno inverno non si scende mai mai sotto i dieci gradi), circondati dall’ospitalità e accoglienza Made in Sicily. Questa si chiama vacanza.
 
 
Per maggiori informazioni:
http://www.turismoscicli.it/

 

Riapre Palazzo della Ragione a Mantova con una grande mostra di Marc Chagall

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Dopo un lungo e complesso intervento di valorizzazione, ha riaperto ieri a Mantova Palazzo della Ragione con la grande esposizione Marc Chagall come nella pittura, così nella poesia” in concomitanza con il Festivaletteratura, la mostra è dedicata al pittore che insieme a Picasso e Robert Delaunay ha ispirato il maggior numero di poeti, scrittori e critici militanti del Novecento.

La mostra espone oltre 130 opere tra cui il ciclo completo dei 7 teleri dipinti da Chagall nel 1920 per il Teatro ebraico da camera di Mosca: opere straordinarie che rappresentano il momento più rivoluzionario e meno nostalgico del suo percorso artistico. I 7 pannelli, tempere e gouache su tela di grandi dimensioni (tra cui Introduzione al Teatro ebraico, 284 x787 cm), costituiscono un prestito eccezionale della Galleria Statale Tret’jakov di Mosca, di assai rara presenza in Italia. Furono presentati a Milano nel 1994 e a Roma nel 1999, dopo le esposizioni del 1992 al Guggenheim di New York e del 1993 al The Art Institute di Chicago.

Il progetto espositivo proporrà, attorno alle sette opere, la ricostruzione dell’environment del Teatro ebraico da camera, ossia una “scatola” di circa 40 metri quadrati di superficie, per cui Chagall aveva realizzato, oltre ai dipinti parietali, le decorazioni per il soffitto, il sipario insieme a costumi e scenografie per tre opere teatrali.
Una selezione di opere emblematiche (dipinti e acquerelli) di Marc Chagall degli anni 1911 – 1918 accompagnerà l’allestimento immersivo del Teatro ebraico da camera, insieme a una serie di acqueforti, eseguite tra il 1923 e il 1939, tra cui le illustrazioni per le Anime morte di Gogol’, per le Favole di La Fontaine e per la Bibbia.

Fino al 03 Febbraio 2019

Palazzo della Ragione (MN)

p.za Erbe, 46

Per informazioni: +39 0376.1979010

www.chagallmantova.it

 

Orari: Martedì - Domenica: 09:30 - 19:30. Lunedì: chiuso
(ad eccezione del 24 dicembre 2018 e del 7 gennaio 2019, e chiuso il 25 dicembre.)
Chiusura della biglietteria un’ora prima

Aperture straordinarie in occasione del festival letteratura (5-9 settembre 2018): apertura straordinaria fino alle 23


in occasione della notte bianca (15 settembre): apertura straordinaria fino alle 23
Chiusura della biglietteria un’ora prima

 

L'immagine:© The State Tretyakov Gallery, Moscow, Russia © Chagall ® by SIAE 2018 | Marc Chagall, Sopra la città, 1914/1918, olio su tela, 197 x 139 cm, Mosca, Galleria di Stato Tretjakov 

 

Spinalonga: architetture veneziane nell’Isola della Speranza

spinalonga

di Giovanna Fidone

 

Ci sono dei posti che raccontano la loro storia come Spinalonga. Spinalonga è una piccola isola greca situata di fronte alle coste di Creta. L'isola fu di grande importanza militare ai tempi della Repubblica di Venezia ed è dominato da un imponente fortezza militare situata in posizione strategica all'imbocco del golfo di Mirabello, nella parte orientale ed occupa in realtà l'isolotto di Kalidon, mentre Spinalonga in senso proprio è la penisola vicina più vasta. Ma per tutti  Spinalonga è l'isola-fortezza. 

Spinalonga non è un’isola naturale, infatti i veneziani hanno ricavato l’isola separandola dall’omonima penisola, per realizzarne una fortezza inespugnabile con cui proteggere le coste cretesi. Infatti, anche dopo la caduta dell’isola sotto la dominazione ottomana, Spinalonga restò un baluardo veneziano per altri quasi 5 lustri.

interni spinalonga

Nel 1578 i Veneziani incaricarono l'ingegnere Genese Bressani di progettare le fortificazioni dell'isola. L’ingegnere creò diversi fortini nei punti più alti sia del versante settentrionale che di quello meridionale dell'isola, creando così un anello di fortificazioni lungo la costa che precludeva qualsiasi tentativo di sbarco nemico. Nel 1579, il Provveditore Generale di Creta, Luca Michiel, inizio la costruzione del forte sulle rovine di un’antica acropoli. Ci sono due iscrizioni che testimoniano questo evento, uno sulla traversa della porta principale del castello e l'altro sulla base del bastione sul lato nord dello stesso. Nel 1584, i Veneziani, rendendosi conto che le fortificazioni costiere erano facili da colpire per eventuali nemici attaccando dalle colline vicine, decisero di rafforzare ulteriormente le difese con la costruzione di nuove fortificazioni in cima alla collina. Il fuoco veneziano avrebbe quindi avuto un raggio di azione ancora più grande, rendendo Spinalonga una fortezza inespugnabile in mezzo al mare, a guardia del porto di Olous, uno dei più importanti nel bacino del Mediterraneo.

iscrizione spinalonga

L'isola fu poi trasformata in fortezza ottomana, e tale restò fino all'inizio del XX secolo, quando i Turchi furono a loro volta cacciati da Creta. Fu allora che si decise di sistemarvi le persone colpite dalla lebbra a Creta.

Il lebbrosario, l'ultimo in Europa, si trovava nel forte veneziano, restaurato dai lebbrosi stessi che vissero là dal 1903 al 1957. La comunità contò fino a 300 o 400 membri e comprendeva tutte le figure che si incontravano in qualsiasi villaggio greco, dal barbiere al pope, dal panettiere al medico. Camminare tra quelle vie, immersi nel silenzio, aiuta a fare un salto indietro nel tempo, testimoniato dal piccolo museo con foto dell’epoca e spartani strumenti di cura.

In quell’isola non si andava solo a morire. Si concedeva ad una delle malattie più devastanti la tregua della dignità e la speranza di non essere soli nella sofferenza. Veniva data loro anche una sorta di pensione sociale e cure mediche per lenire le sofferenze.

Se siete interessati a questo spaccato di storia vi consigliamo la lettura del romanzo d'esordio della scrittrice inglese Victoria Hislop, intitolato  "L'isola” che racconta  la vita sull’isola, in bilico tra la morte e la vita, tra la paura e la speranza.

Oggi l'isola è disabitata, ma resta uno dei principali siti turistici della regione per le sue architetture ancora intatte.. È facilmente accessibile in battello da Agios Nikolaos, in un'ora o due di traversata, da Elounda in un quarto d'ora e da Plaka in cinque minuti. Un tuffo nel passato, in un posto incantevole che ci ricorda quanto siamo in debito con i progressi della medicina.

 

Per saperne di più:

www.visitgreece.gr

 

 

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N° 02 del 01 febbraio 1990

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In redazione
Giovanna Fidone, Avvocato Maria Carmina Gallucci, Caterina Emma Colacello, Romina Liuzza, Laura Cavalieri Manasse, Laura Landi,  Silvana Carminati, Rossella Barbetti.

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FOCOPI, associazione culturale dal 1994,
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C.F.: 95083990168

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