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La rivista

Sleddog per bambini a due passi da Cortina d’Ampezzo - di Elisabetta Longhi

Sled dogs

ph: Steve Jurvetson

Utilizzato anticamente come mezzo di trasporto in territori artici, oggi lo sleddog (termine americano che deriva dalla fusione di sled, slitta, e dog, cane) è un affascinante sport nel quale il cane non è considerato animale da traino ma un vero e proprio partner da capire e rispettare.
L’amore per la neve, per i cani, per la natura e per l’avventura è imprescindibile per poter apprezzare appieno questa antica disciplina e chi, meglio dei bambini, possiede questo stupore ancora intatto per le meraviglie che il mondo ci mette a disposizione?  
Ma come si pratica lo sleddog? Il conducente, che in gergo tecnico è detto musher, fa da ‘capobranco’, decide la partenza dei cani, ne orienta il percorso, stabilisce lo stop. L’importante, durante il tragitto, è che la slitta non vacilli perdendo l’equilibrio…Il rischio di sbilanciamenti è infrequente ma, se capita, specie in curva, l’impatto è soft, perché si finisce a gambe all’aria sulla neve.
Ciascun mezzo è di norma trainato da tre-quattro esemplari cani da slitta: animali straordinari, dotati di una resistenza fisica e di una forza unica oltre che di una spettacolare tenacia. Le razze più adatte a questa attività sono gli Alaskan Husky, i Siberian Husky, i Samoiedo, gli Alaskan Malamute e i Groellandesi. Lo sleddog, oltre ad offrire l’occasione di vivere un’esperienza originale insieme a tutta la famiglia, è un momento importante di avvicinamento e relazione tra uomo (adulti e bambini) e animali. Durante il giro in slitta non si scende mai dal mezzo ma prima di mettersi in moto e alla fine dell’avventura si fa conoscenza con i compagni di viaggio a quattro zampe. Finita l’escursione al grido di whoa! (il segnale che fa arrestare la muta), è il momento delle coccole per una giornata indimenticabile per grandi e piccini!
Tra le varie località montane dove è possibile praticare questo sport, divenuto popolare anche in Italia negli ultimi anni, abbiamo scelto San Vito di Cadore. A soli otto chilometri dal centro di Cortina d’Ampezzo, si raggiunge una suggestiva piana situata in località “La Graes”. Qui si trova un centro, particolarmente  attrezzato per i bambini, che consente di poter vivere uno sleddog’s tour, trainati da cani huskies, per vivere le Dolomiti in modo diverso e lontano dal caotico turismo di massa. Una volta effettuata una breve lezione sui comandi base per guidare e con l’attrezzatura necessaria fornita dal centro, potrete salire a bordo e partire. Una volta presa dimestichezza, si può procedere col battesimo allo sleddog, cioè la possibilità di poter condurre personalmente una slitta. Per i più piccoli, con età non inferiore a sette anni, c'è la possibilità di imitare i genitori, effettuando un baby tour. Come per i più grandi, anche i bambini possono vivere l’emozione di guidare personalmente una slitta trainata da una muta di cani su una pista creata a misura di bambino, con una slitta di dimensioni ridotte e una muta di cani nordici addestrati per essere guidati da loro.
L’ultima novità di cui è possibile usufruire quando si decide di fare sleddog a San Vito di Cadore, è la slitta tandem. Questa slitta particolare, che è arrivata in Italia da pochissimo tempo, è un’esclusiva di questo centro e consente di avere a disposizione due postazioni di guida che offrono la possibilità di poter vestire i panni di copilota dell’istruttore durante il percorso.
Con questa magica disciplina, gli adulti si sentiranno immersi nelle romantiche atmosfere del “Dottor Zivago” di Boris Pasternak mentre ai più piccoli sembrerà di rivivere l’eroica avventura di Balto, il cane che nel 1925 guidò una muta percorrendo 600 miglia in mezzo ad una tormenta di neve, a quaranta gradi sotto zero, per portare al paese di Nome, in Alaska, le medicine per debellare una grave epidemia di difterite che stava colpendo in particolare i bambini.  


CURIOSITA’
La commovente storia di Balto, realmente accaduta, ha ispirato, oltre ad alcuni film di importanti registi come Spielberg, due cartoni animati della Walt Disney.
Inoltre nella città di New York, al Central Park, è posizionata una statua in bronzo di un Siberian Husky in suo ricordo. L’epigrafe riporta: "Dedicata all'indomabile spirito dei cani da slitta che trasportarono sul ghiaccio accidentato, attraverso acque pericolose e tormente artiche l'antitossina per seicento miglia da Nenana per il sollievo della ferita Nome nell'inverno del 1925”. Resistenza - Fedeltà – Intelligenza e, ci permettiamo di aggiungere, amore incondizionato per l’uomo e per i cuccioli d’uomo.

Per saperne di più:
Centro “Athabaska Appennino”: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.  
www.altocadore.it

 

Cayo largo: l’eden caraibico – di Elisabetta Longhi

Cayol2


ph: Kameraad Pjotr  
Tra gli ultimi paradisi del pianeta, non ancora raggiunta dal turismo di massa, l’isola di Cayo Largo è un lembo di terra circondato dalle acque del Mar dei Carabi e deve il suo nome alla sua forma allungata. Visitato da Cristoforo Colombo nel suo secondo viaggio nel 1494, questo luogo incantevole è stato successivamente usato come base per corsari e pirati, compresi Sir Francis Drake, Henry Morgan e Jean Lafitte.
Situato al largo della costa sud di Cuba e appartenente all’arcipelago di Los Canarreos, è circondato per tutti i suoi circa 27 Km di costa da un susseguirsi di spiagge di finissima sabbia bianca, tanto impalpabile da assomigliare a borotalco, lambite da un mare di un turchese e di una limpidezza incredibile. Uno spettacolo della natura che, unito ad un clima mite per l’intero arco dell’anno (28 gradi centigradi di media annuale e 24 di media nei mesi invernali), regala  una tranquillità rigenerante al corpo ed allo spirito.  Le spiagge hanno nomi accattivanti e simpatici come: Los Cocos, Blanca, Sirena,  Paraiso, Tortuga e Lindamar.
Playa de los Cocos è una delle spiagge più belle di Cuba, con la sua acqua cobalto e la sabbia bianca che regalano al fortunato spettatore le scenografie tipiche delle cartoline da sogno,  con le palme da cocco che raggiungono la riva. Inoltre, gli appassionati di immersioni, potranno godere dello spettacolo offerto dallo splendido giardino di coralli,  Cañón de Blanco dove, tra canyon e spugne, si possono incontrare innocui squali martello e delfini mentre, raggiungendo la zona di Albert Point, affascinanti tunnel e grotte dominano il paesaggio.  Non lontana si trova Playa Blanca, che oltre ad essere la più attrezzata, è anche la più estesa di Cayo Largo. Playa Sirena è situata nella parte occidentale dell’isola ed è ideale per chi ama nuotare tra tiepide acque calme. Poco distante, Playa Paraiso, posto ideale per praticare il naturismo. Nella parte orientale dell’isola si trova invece la splendida Playa Tortuga, dove si possono ammirare enormi tartarughe marine muoversi con eleganza nel proprio elemento naturale mentre, altrettanto attraente, risulta Playa Lindamar, la suggestiva spiaggia a forma di conchiglia. Da non perdere, una visita al Combinado, il centro studi di biologia marina, dove i vostri bambini vivranno un’esperienza indimenticabile, divertente ed istruttiva nella Granja de las Tortugas, il piccolo allevamento di tartarughe allestito in questo centro dove si riproducono tre specie: Tortuga Caguama, Tortuga Verde e Tortuga Carey. Durante la stagione della nidificazione, da maggio a settembre, vengono inoltre effettuate escursioni notturne in diverse spiagge, sempre nel rispetto dell’ecosistema, per vivere da vicino la deposizione delle uova di questi dolcissimi animali.
Cayo Largo è effettivamente una destinazione adatta anche a famiglie con bambini: non ci sono pericoli, regnano la tranquillità e la pace e si possono svolgere sport e attività a  contato diretto con una natura incontaminata. La barriera corallina, che si trova di fronte al versante delle spiagge, raggiungibile solo in barca o in catamarano, mantiene i fondali poco profondi e privi di forti correnti marine. Ideale per lo snorkeling contemplativo, vi si possono ammirare in tutta sicurezza pesci autoctoni, gorgonie e una lussureggiante flora acquatica. Gli amanti della subacquea resteranno affascinati dall’esplosione di colori che appare non appena si mette la testa sott’acqua. Semplicemente eccezionali le numerose stelle marine che giungono fino a riva.  
Per gli sportivi più attivi, uscite in barca a vela, surf, passeggiate a cavallo ed in moto. A Cayo Largo non ci si può annoiare: camminare, nuotare e ballare a suon di musica caraibica oppure salire su un catamarano e andare a scoprire Cayo Rico, l'isola abitata solo da iguane. Non preoccupatevi non vi fanno niente e dopo un po' ci si fa l'abitudine e si … socializza immediatamente.
L’isola di Cayo Largo propone un’offerta ricettiva di qualità, tra cui villaggi turistici che spesso offrono pacchetti con la formula “all inclusive” a prezzi competitivi, ma non mancano strutture ricettive “indigene” come case caratteristiche e ville da sogno.  
Oggi, circa il 75% dei turisti che giunge sull’isola con pacchetto charter non ha mai visitato il resto di Cuba. Eppure la sua posizione geografica è strategica poiché con circa mezz’ora di volo è possibile raggiungere le principali mete cubane come l’Avana, Varadero, Trinidad, Pinar del Río, Cienfuegos e Santiago de Cuba. Al porto giungono navi provenienti dall’Europa, dall’America latina e dai Caraibi mentre all’aeroporto “Vilo Acuña” atterrano e decollano anche aerei adatti a voli intercontinentali.
Non c'è bisogno di vaccinazioni: non ci sono animali pericolosi o serpenti velenosi ma ci si deve rassegnare per la parte di cuore che inevitabilmente si lascia sull’isola.

Per saperne di più:
Ente del Turismo di Cuba
www.cuba-si.it

 

Ad Innsbruck il Natale risplende di cristalli Swarovski - di Elisabetta Longhi

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Il fascino della capitale del Tirolo diviene davvero irresistibile nel periodo natalizio grazie a tradizioni e riti che si ripetono uguali da secoli.  

Quest’anno, però, c’è un motivo in più raggiungere la splendida città austriaca incastonata nelle Alpi: il tradizionale appuntamento con i suoi mercatini di Natale compie 40 anni e sono tantissimi gli eventi in programma per festeggiare.

Dal 15 novembre al 6 gennaio, per le vie del centro storico di Innsbruck, troverete ad attendervi ben 5 mercatini, 192 bancarelle e tutta l’atmosfera incantata del Natale tirolese. Alberi innevati, decorazioni rosse e oro, musica natalizia ovunque e soprattutto lui: l’inedito imponente albero di Natale realizzato interamente con 170.500 cristalli Swarowski, che troneggia al centro di Marktplatz, in riva all’Inn (ci sono volute 320 ore di lavoro per montare questo gigante di 14 metri d’altezza). L'innovativo sistema di illuminazione con avanzatissima tecnologia LED a basso consumo energetico, che consolida ancora una volta il connubio tra tradizione e modernità caratteristico di Innsbruck, trasformerà la luce in una miriade di colori.

Gli occhi dei bimbi luccicheranno non solo per i riflessi dei cristalli ma anche perché quello sulla Marktplatz è il mercatino dedicato alle famiglie; un vero e proprio paradiso per i bambini con un recinto con gli animali da accarezzare, una giostra ed il teatrino dei burattini con la tradizionale maschera Kasperl e tutti i suoi simpatici amici. Per le vie della città vecchia troverete invece personaggi delle favole a grandezza naturale: giganti, principesse e maghi affollano il Vicolo delle Fiabe e ogni giorno un carro teatrale propone la rappresentazione delle favole più conosciute, accompagnati dall’esibizione della Scuola di Musica di Innsbruck.

Una chicca imperdibile, il Mercatino di Natale al castello Hungerburg: raggiungibile con la cosiddetta “Nordkettenbahn”, il moderno trenino che porta dal centro della città in alto sui monti del versante nord, regala una vista panoramica davvero spettacolare: tutta la città e i dintorni visti dall’alto.

Per assaporare ancora un po’ della magia del mondo delle fiabe, è d’obbligo recarsi a Wattens, la cittadina tirolese che ospita il Museo Swarowski, apprezzato da migliaia di visitatori ogni anno. Lo Swarowski Kristallwelten è il museo che raccoglie le creazioni di ‘gioielli’ in cristallo, conosciuti e celebrati in tutto il mondo, aperto nel 1995 in occasione del centenario della casa di produzione. Si possono ammirare, tra gli altri, il cristallo più grande conosciuto, il teatro di cristallo, il duomo di cristallo con la cupola ed una parete di cristallo di 11 metri. Cinquecentonovanta specchi all’interno della cupola del “Duomo di Cristallo”, creano un vortice di colori e suoni che lascia senza fiato. Qui nel luogo in cui è sorta originariamente l’azienda, Swarovski mostra un cosmo sfarzosamente colorato di cristalli scintillanti, in una cornice di arte contemporanea e in un’atmosfera che coinvolge tutti i sensi…come il Natale in Tirolo!

Kristallwelten, la navetta luccicante

La navetta Kristallwelten rende più semplice il collegamento tra Innsbruck e gli Swarovski Kristallwelten a Wattens. Il servizio è offerto quattro volte al giorno a partire dalle ore 9, con una cadenza di due ore, percorso: Hauptbahnhof / Museumsstraße / Hungerburgbahn / Kristallwelten.

Per saperne di più:

www.innsbruck.info

 

Capodanno a Ferrara: semplicemente spettacolare! - di Elisabetta Longhi

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ph: Foto Studio Borsetti

Tre, due, uno…fuoco! Allo scoccare della mezzanotte nelle città di tutto il mondo si saluta il nuovo anno con botti, fuochi d’artificio, petardi, mortaretti, razzi, bengala e girandole! A Ferrara si esagera: si incendia addirittura un castello!
È uno spettacolo straordinario e affascinante quello che si tiene al Castello Estense, nel cuore della città, con le mura e le torri che sembrano realmente in balìa di un grande incendio, con i fuochi artificiali lanciati dal fossato, dalle torri e dalle balconate da cui scendono cascate di colori, vortici di luci e scintille, il tutto all’insegna, però, della sicurezza e della…poesia. Nessuno scoppio o rumore assordante ma solo splendida musica: luci e note per regalare un’emozione indimenticabile. Nella piazza e nel largo del Castello la notte di San Silvestro si anima già dalle prime ore della sera con un susseguirsi di concerti eseguiti da artisti di spicco nel panorama musicale italiano mentre all’interno degli Imbarcaderi del Castello si festeggia in pieno stile rinascimentale con figuranti in costume e musica d’altri tempi. Nelle Sale del Ridotto del Teatro Comunale si tiene anche il Galà di San Silvestro, con degustazioni di pregiati vini ed un raffinato accompagnamento musicale fino al brindisi che inaugura il nuovo anno.
Dopo lo spettacolo piro-musicale della mezzanotte, di nuovo tutti in piazza per continuare i festeggiamenti fino all’alba. Non si può dormire perché Ferrara aspetta di essere ammirata nel suo sontuoso abito rinascimentale.
Terra di Signori e di Signorie, sorta come porto fluviale e legata sin dalle origini alle sorti del Po, Ferrara fu scelta e amata dalla famiglia degli Estensi che ne fecero una città elegante e di classe, tra le più prestigiose del secolo XV in tutto il continente europeo.
La raffinata gestione invitò ad operare in città artisti come Piero della Francesca, Andrea Mantegna, Tiziano, Raffaello e Giovanni Bellini.
Circondato da quasi nove chilometri di mura, il centro storico di Ferrara presenta un patrimonio urbanistico e architettonico di inestimabile valore. Il suo profilo è quello tipico di una città rinascimentale, concepita e realizzata in modo unico e omogeneo sul concetto della “città ideale” ed il suo centro storico è iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO
Fra gli edifici più pregevoli e interessanti, il Castello Estense (secolo XV) di cui il primo nucleo, comprensivo di una semplice torre di avvistamento, risale al XIII secolo. Imponente ed elegante, questo edificio è reso particolare dal fossato, ancora oggi ricolmo d’acqua, che lo circonda ed evoca fughe romantiche e imprese gloriose negli anni d'oro della casa d'Este. Ha in sé qualcosa di misterioso e di terribile che lo rende affascinante.
Altra costruzione di rilievo è la Cattedrale di San Giorgio Martire (XII secolo) la cui maestosa facciata è caratterizzata da una particolarissima struttura a tre cuspidi. Nella parte inferiore è prevalente lo stile romanico, in quella superiore invece prevale lo stile gotico e, oltre le numerose arcatelle e i grandi finestroni strombati, sopra la loggia centrale, si può ammirare un magnifico "Giudizio Universale" al di sotto del quale troneggia una statua dorata della Vergine con il Bambino. A pochi passi dalla Cattedrale, il Museo omonimo, il cui percorso espositivo offre la possibilità di accostarsi ad alcune preziose testimonianze dei fasti della Ferrara rinascimentale, la maggior parte delle quali provenienti dalla Cattedrale stessa tra i quali spiccano le monumentali ante d’organo che raffigurano, da chiuse, San Giorgio e il drago e da aperte, l’Annunciazione, dipinti ad opera di Cosmè Tura, e le dodici Formelle dei Mesi, ricche dei simboli tipici del Medioevo.
Imperdibile una visita a Palazzo Schifanoia che rappresenta l'unico esempio ancora oggi esistente di dimora estense destinata alla rappresentanza e allo svago: il termine Schifanoia deriva infatti da schifare la noia, allontanare il tedio. Purtroppo a seguito del terremoto che ha colpito l'Emilia nel maggio del 2012, il percorso di visita è attualmente limitato al Salone dei Mesi, il cui ciclo di affreschi rappresenta una delle più grandi testimonianze della cultura rinascimentale italiana, e alla Sala delle Virtù, più nota con l’indicazione ottocentesca di "Sala degli Stucchi", anch’essa edificata sull’ideale esaltazione della casata estense.
Proseguendo la visita della Ferrara principesca, merita di essere ammirata la Palazzina di Marfisa, tipica dimora estense, edificata per volere del Marchese Francesco, figlio di Alfonso I e Lucrezia Borgia, passata in eredità alla figlia Marfisa, amante delle arti e protettrice del poeta Torquato Tasso, la quale vi abitò fino al 1608. Oggi è divenuta un museo con le sue sale decorate a grottesca e gli antichi arredi originali, col delizioso giardino e le logge; un percorso rilassante e suggestivo.
Sono veramente tante le cose da vedere e da visitare in questa città per cui vale la pena tornarci più volte, magari in occasione della rassegna internazionale dei musicisti di strada, il "Ferrara Buskers Festival”, considerato tra i più importanti al mondo nel suo genere ed il “Palio di Ferrara”, l’ultima domenica di maggio.
Tra gli eventi di maggiore spicco per i quali Ferrara si sta facendo conoscere, oggi come allora, al mondo intero, le Rassegne d’Arte presso il Palazzo dei Diamanti con mostre dedicate ad artisti del calibro di Picasso, Dalì, Sisley, Turner, Boldini, Zurbaràn, solo per citarne alcuni.
La città ideale rinascimentale è ancora vivace, elegante e sorprendentemente accattivante.

Per saperne di più:

www.ferraraterraeacqua.it

 

Il grande Presepe nei Sassi di Matera di Elisabetta Longhi

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Manca ancora più di un mese al Natale e già si cominciano a vedere le prime timide vetrine addobbate, le prime lucine, i primi dolci tipici che fanno capolino nelle pasticcerie. Tra un mese sarà tutto diverso: ovunque luci a intermittenza, stroboscopiche, psichedeliche! Babbi Natale in ogni dove, sulle finestre, sulle barriere dei terrazzi, sulle tonnellate di scatole di giochi nei supermercati…nelle auto di genitori irritati dalle code, nevrotici e di bimbi sovreccitati dai troppi stimoli visivi e acustici, in attesa dell’ultima versione della Play Station! 
Se leggendo queste righe vi è già venuta l’orticaria…allora seguitemi in questo viaggio alla ricerca del Natale di un tempo, quello della dolcezza, della sorpresa delle piccole cose, della famiglia … andiamo in Basilicata!  
Iniziamo con Matera per rivivere l'atmosfera del presepe vivente, tradizione tutta italiana (il primo fu allestito a Greggio da Francesco d'Assisi) che purtroppo sta lentamente scomparendo dagli usi e costumi del Natale. Il suggestivo scenario dei rioni dei celeberrimi Sassi, patrimonio dell’Umanità, ospiterà dal 27 al 29 dicembre 2013 la quarta edizione di questo affascinante evento dal titolo "Matera, la Galilea di 2000 anni fa" che evoca la somiglianza degli antichi rioni rocciosi della città con i paesaggi palestinesi, già ripetutamente scelti in passato da famosi registi internazionali come location naturale per rappresentazioni bibliche. Mel Gibson, regista del celebre e controverso “The passion of the Christ”  descrive i Sassi di Matera, dopo aver ultimato le riprese del film con queste parole: “Alcune parti della città sono antiche di 2000 anni, e l’architettura, i blocchi di pietra, le zone circostanti e il terreno roccioso aggiungevano una prospettiva ed uno sfondo che noi abbiamo usato per creare i nostri imponenti set di Gerusalemme (…) la prima volta che l’ho vista, ho perso la testa, perché era semplicemente perfetta.” (Mel Gibson, New York Daily News). Altri importanti registi del calibro di Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Tornatore, Francesco Rosi e John Moore hanno scelto questo magnifico scenario per i loro film.
Insieme ai vostri bambini rimarrete letteralmente a bocca aperta immergendovi nel più grande presepe a cielo aperto al mondo: percorrendo le stradine, le scalette e i vicinati di questa grande scultura scolpita nella roccia calcarea alla presenza di quasi mille figuranti, avrete l'impressione di essere sospesi nel tempo e nello spazio, in un’atmosfera magica e realistica allo stesso tempo. 
I Sassi rappresentano l'esempio più significativo di nucleo urbano scavato nella roccia, testimonianza de “l'arte del vivere in grotta" dal Paleolitico ai giorni nostri. Se oggi ci sono alberghi, ristorantini, abitazioni di lusso è importante ricordare ai nostri bambini come si viveva in quei luoghi fino a sessant’anni fa.
Casa Grotto di vico Solitario è un’autentica casa grotta, ancora arredata come negli anni Quaranta, con il letamaio in fondo alla casa per riscaldare l’ambiente, la cucina quale centro della casa, le culle costituite da tiretti di una cassettiera, i polli, i conigli, le galline! Difficile però pensare e concentrarsi solo sulle scarse condizioni igieniche e la povertà degli abitanti; ciò che invece si percepisce maggiormente è l’idea che in quegli luoghi angusti abbiano vissuto famiglie felici, unite, semplici. Si respira l'amore per i figli, la cura dei mariti.
Il Museo laboratorio della Civiltà Contadina è invece una riproduzione in scala reale di una casa tipo all’interno dei Sassi dove, oltre ad essere tenuti in vita gli aspetti della quotidianità relativi al cucinare, al dormire, al mangiare, i bambini visitatori possono conoscere e toccare i giochi (pochi!) dei bimbi di Matera dell’epoca, possono conoscere i mestieri e vedere gli attrezzi che venivano usati. 
Visitare questi luoghi insegnerà ai ragazzi il valore dell’apprezzare ciò che si ha, ricorderà loro, e anche a noi, che lo spreco e lo sfruttamento delle risorse non fanno che impoverire noi stessi rendendoci superficiali ed irrispettosi.
Per proseguire il nostro viaggio nella tradizione lucana, dobbiamo ora sportarci di una settantina di chilometri da Matera e raggiungere Valsinni per immergerci nello splendido ed ancora poco conosciuto “parco letterario” dedicato ad Isabella Morra, poetessa del luogo portata alla conoscenza dei più da Benedetto Croce che dedicò uno scritto alla forza espressiva e stilistica delle sue liriche. Il percorso dei visitatori si snoda attraverso i luoghi citati nei versi della poetessa guidati da un cantastorie e da un menestrello che narrano la storia dell’amore contrastato di Isabella per un poeta e feudatario spagnolo. Ad Aliano possiamo visitare un altro parco letterario, quello dedicato a Carlo Levi” in cui, mediante allestimenti scenografici e attori in costume, potremo compiere un  “viaggio sentimentale” incontrando i personaggi che il Levi tratteggia nei suoi scritti, percorrendo le stesse strade godendo dei paesaggi che Levi descrive con meraviglia mentre un cantastorie interpreta passi dell’opera “Cristo si è fermato a Eboli”. Sulla scia delle evocazioni letterarie del romanzo si muovono oggi gli itinerari di questo Parco letterario italiano, che porta non solo alla scoperta dei luoghi del libro ma anche delle tradizioni contadine e della cultura della Basilicata.
Chissà se dopo questo viaggio a ritroso nel tempo i vostri bambini  si accontenteranno dei tre mandarini e delle quattro noci che la Befana porterà loro in dono!

 

Per saperne di più:
www.aptbasilicata.it
Ringrazio l’amica Roberta Algeri di Matera per i preziosi suggerimenti.

 

Lumi e stelle: le suggestive luci dell'Avvento sui colli marchigiani - di Elisabetta Longhi

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Come sarebbe lungo e buio l’inverno senza il Natale! Già nell’antichità, ancora prima di diventare celebre come “compleanno di Gesù”, era considerato giorno di festa per popoli di culture e religioni molto distanti tra loro, nel tempo e nello spazio, con riti propiziatori che prevedevano l’uso del fuoco per aiutare il sole a risorgere dal buio delle notti che si allungano sempre più fino al 25 dicembre (giorno più giorno meno), data in cui cade il solstizio d’inverno, la notte più lunga dell’anno. Anche l’Avvento cristiano prevede l’utilizzo simbolico di lumi di candela per illuminare l’oscurità,
C’è un luogo in Italia dove il fascino del significato simbolico spirituale e la seducente intima atmosfera proprie di questi magici lumi si coniugano regalando uno scenario unico proprio nel periodo più buio dell’anno.

Candelara (nomen omen) è una frazione del Comune di Pesaro, un borgo adagiato su un’altura circondata da piccole valli, boschi di querce, macchia, viti e ulivi, con il suo castello e le sue mura da cui si gode un panorama che spazia dal mare all'Appennino. E’ uno scenario consueto in quest’area ma Candelara durante l’Avvento regala altre emozioni

Dal 30 novembre al 15 dicembre (il 30 novembre ed il 1 dicembre, 7 e 8 dicembre, 14 e 15 dicembre) colorando case, strade e locali, saranno proprio loro le vere protagoniste: le migliaia di candele di ogni forma, foggia, dimensione e nazionalità che riempiranno il borgo e che regaleranno uno scenario decisamente inconsueto alla fine del giorno (alle 17:30, alle 19:30 e alle 21:30) quando l’illuminazione artificiale verrà spenta per almeno quindici minuti lasciando spazio alla luce calda e rassicurante di una miriade di lumi. Contemporaneamente saranno liberati verso il cielo palloncini luminosi e, in caso di condizioni meteo favorevoli, anche delle suggestive lanterne cinesi. Quarantacinque minuti al giorno che riporteranno Candelara e le colline circostanti indietro nel tempo, a quando il borgo medievale era illuminato dalla sola luce delle fiammelle. Sarà un’occasione unica e straordinaria per vivere la magica atmosfera prenatalizia e per osservare finalmente il cielo e le stelle senza alcuna forma di inquinamento luminoso.
In questa edizione la festa riserverà ai visitatori diverse attrattive. A cominciare dalla Via dei Presepi, dove si potranno ammirare natività realizzate da artigiani di ogni parte d’Italia con i più diversi materiali (cera, legno, pietra, terracotta, ceramica, argento, sughero). Sarà inoltre possibile assistere dal vivo alla preparazione di candele, rigorosamente di cera d’api, proprio come avveniva nel Medioevo.
Lungo la via dell’immancabile mercatino di candele, troveranno posto anche le silhouettes, sculture in ferro battuto ornate da centinaia di candeline che disegneranno i protagonisti del Presepe.
Anche nel piccolo parco all’interno delle mura castellane saranno sistemate delle sagome in legno a grandezza naturale raffiguranti i personaggi del Presepe. La composizione rimarrà esposta al pubblico per tutto il periodo natalizio fino all’Epifania.
Ci sarà spazio per il divertimento e l’apprendimento da parte dei i bambini che, nelle vie del paese avranno a loro disposizione sapienti artigiani che insegneranno loro la lavorazione di vimini, ferro battuto e legno. Inoltre, all’interno di una confortevole e calda tensostruttura, i genitori potranno rilassarsi degustando i piatti tipici marchigiani mentre i bimbi, occupati nell’Officina di Babbo Natale, potranno lavorare con diversi materiali (creta, cera, carta, legno ) e realizzare addobbi. Tanto apprezzate anche nelle scorse edizioni, la casetta dei folletti e la presenza di docili animali della fattoria tutti da coccolare ed accarezzare.
Completeranno il programma artisti di strada tra cui acrobati, giocolieri, cantastorie, giullari trampolieri e zampognari.
A lume di candela si sono scritti poemi, trattati scientifici e filosofici, sono state fatte promesse d’amore, si sono innalzati canti e preghiere! Se le atmosfere evocate vi sembrano un po’ troppo sdolcinate e retrò, pensate a quanto sarà originale e chic firmare la ricevuta della carta di credito del conto del ristorantino … a lume di candela!

Per saperne di più:
www.candelara.com

 

 

Genova: bambini al mare, anche d'inverno! - di Elisabetta Longhi

Genova - Porto Antico William Domenichini

ph:William Domenichini

Eh si! Genova è una città di mare vivace tutto l’anno e che non lascia spazio alla noia ed alla malinconia nemmeno d’inverno, in particolare per i bambini. Per un sito come il nostro, proporre una visita  all'Acquario di Genova sembra scontato perché molti dei vostri bambini avranno già avuto modo di visitarlo, magari con la scuola... Il sito ufficiale www.acquariodigenova.it ne ‎offre una descrizione più che esaustiva. Forse però non tutti sanno che nei pressi dell’Acquario c’è un museo, la Città dei Bambini e dei Ragazzi, che è un inno all’infanzia, alla creatività e all’apprendimento attraverso il gioco. Un vero e proprio Paese dei Balocchi in chiave moderna: 3.000 mq interamente dedicati a gioco, scienza e tecnologia in cui regna la filosofia del "toccare, provare, sbagliare" nella convinzione che l'esperienza diretta sia il miglior metodo per costruire un proprio bagaglio di conoscenze.
Ovviamente anche gli adulti possono toccare anzi, devono provare, sbagliare insieme ai più piccoli riscoprendo che sbagliare non è "male" ma una tappa da riscoprire nel percorso dell'apprendimento nella convinzione che sia più costruttivo aiutarli a trovare da soli le risposte piuttosto che sottolineare negativamente i loro errori.
Creata su modello della Cité des Sciences et de l'Industrie di Parigi, l' intera struttura è stata pensata rispettando le caratteristiche dei piccoli ospiti che sono i protagonisti della visita. Gli aspetti legati alla sicurezza sono stati studiati per ridurre al minimo i rischi che si corrono utilizzando gli elementi espositivi o muovendosi nella struttura. L'illuminazione, il tipo, la forma ed il colore degli arredi, sono stati studiati per dare una sensazione di tranquillità e di "agio" ai visitatori.
Il museo è diviso in tre aree corrispondenti a 3 specifiche fasce di età:
Spazio 2/3 anni, con un percorso che si snoda all’interno di un bosco, con tane, grotte, casette e passaggi segreti…
Spazio 3/5, il cui tragitto inizia con la riproduzione di un cantiere edile, attrezzato di tutto punto: mattoncini in gomma a grandezza naturale, una gru perfettamente funzionante, carriole, carrelli, secchi e grossi imbuti. Una grande struttura in ferro funge da scheletro per costruire una vera casa, riempendone gli spazi vuoti con i mattoni: basta indossare il caschetto giallo da muratore, un po’ di spirito di squadra… et voilà, il gioco è fatto! Non per niente questa sezione si chiama “Io e gli Altri“. Sempre nella stessa sala, c’è la sezione “Mani in Acqua”, dove i bimbi imparano come funziona il flusso d’acqua e come possono controllarlo. Niente paura, mamme! Il museo mette a disposizione grembiulini impermeabili, cosi non ci si bagna. Poi la sezione “Il mondo intorno a me“ dove si impara attraverso tutti e cinque i sensi. Specchi concavi e convessi per scoprire, tra sorpresa e divertimento, come siamo e come possiamo cambiare aspetto; monitor touch-screen per disegnare con le dita; una scatola chiusa, in cui inserire le mani, per identificare con il tatto oggetti vari… e ancora… qual è il profumo del pino? E quello della menta? Basta infilare il naso in un tubo di plastica e far lavorare il proprio olfatto… E come non restare affascinati da un grosso marchingegno giallo, che permette ai più impavidi di confrontarsi con il soffio del vento??
Spazio 6/14 è un enorme spazio libero, con innumerevoli postazioni dedicate alla fisica, alla biologia, alla comunicazione, alla tecnologia e all’energia. La prima sezione è quella dedicata al “Vivente”:  c’è il formicaio, dove i bambini possono osservare la vita delle formiche rosse Rufa Rufa, la loro organizzazione sociale e persino il loro cimitero. Sotto il formicaio, c’è una piccola galleria tutta da esplorare, per sperimentare in prima persona com’è la vita sotto terra…Poi, c ‘è lo stagno delle testuggini che, con due distinte vasche, ospita 5 esemplari di due diverse specie: la testuggine palustre di Albenga e quella americana dalle orecchie rosse. Dopo tanta osservazione, un po’ di sano divertimento! Ecco che ci immergiamo anima e corpo nella sezione delle bolle di sapone: piccole, grandi, rotonde, triangolari e persino un’intera parete saponosa! Si passa poi all’area tecnologica, con uno studio TV perfettamente funzionante, in cui i bambini possono diventare, a turno, presentatori, registi e spettatori! C’è una scrivania con tanto di microfono, per presentare l’ultima puntata del TG, due telecamere rosse per riprendere e persino una vera sala di montaggio con pareti insonorizzate. Per un po’ di ginnastica (se ce ne fosse ancora bisogno…), un’enorme parete da arrampicata computerizzata. Dalla montagna al mare…ecco l’interno di un transatlantico, ad imparare tutto, ma proprio tutto, sui nodi marinari, sulle bandiere di segnalazione, sul codice MORSE e sul funzionamento della bussola!
Nel giro di qualche ora, dunque, i vostri ragazzi vorranno diventare, da grandi, muratori, salvatori di formiche, registi, scalatori, marinai, maghi delle bolle di sapone… E se volessero continuare l’avventura scoprendo altre culture del mondo?
Ecco a disposizione un bellissimo castello!  Straordinario punto panoramico sulla città, Castello D’Albertis è stato costruito su fortificazioni cinquecentesche dal Capitano Enrico Alberto D’Albertis il quale, viaggiando per mare e per terra tra ‘800 e ‘900, ha racchiuso nella sua dimora il suo mondo in una cornice romantica a cavallo tra “camere delle meraviglie” e trofei coloniali.
Il museo contiene alcune sezioni interessanti anche per i bambini e, soprattutto, all'interno è davvero splendido. I ragazzi rimarranno davvero sorpresi e affascinati dai coloratissimi interni, dalle armature, dalle armi di caccia delle popolazioni africane, insomma, da tutto ciò che di esotico il museo contiene. Il percorso si snoda attraverso il Salotto Turco, la Sala Colombiana, la Sala Gotica e la Cabina Nautica, alle civiltà precolombiane di Centro e Sudamerica, agli Indiani delle Pianure Nordamericane, agli Hopi dell’Arizona, alle culture dell’Oceania, il tutto svelato attraverso il dialogo: più voci e più prospettive per raccontare le storie dietro agli oggetti e ascoltare altri mondi.
Possiamo raggiungere il castello in ascensore. La partenza è dietro la Farmacia di Piazza Acquaverde (Principe). L'idea dell'ascensore è suggestiva perché consiste, in un primo tratto, in una specie di trenino che procede in orizzontale per circa 300 metri, per poi trasformarsi in un vero e proprio ascensore che regala una vista mozzafiato. Ideale per bambini dai 5 anni in su.
Per recuperare energie dopo tanti stimoli, la suggestiva “Passeggiata Anita Garibaldi”, un percorso, ritagliato fra la ferrovia e il mare, di circa due chilometri e che collega il porticciolo di Nervi a Capolungo.  Ricavata sulla scogliera, regala visioni inedite e suggestive di Genova e del Golfo Paradiso fino al promontorio di Portofino. Alla passeggiata si accede da viale delle Palme, simbolo della Belle Epoque, quando nella città vivace svernavano gentlemen inglesi e nobili russi.
Non potrete più dire che al mare, d’inverno, “non viene mai nessuno a trascinarvi via”.

Per saperne di più:

www.portoantico.it
www.101giteinliguria.it

 

Babbo Natale? Abita a Montreux Noël! di Giovanna Fidone

natale montreaux

Ph: Silar

Se avete voglia di immergervi in un clima natalizio a misura di bambino e temete i freddi e  i ghiacci del Nord Europa la Svizzera è la vostra meta ideale.
Dal 22 novembre al 24 dicembre 2013 Montreux Noël, sopra Montreux, si trasforma per il quinto anno consecutivo, in un villaggio di Natale. Sarete accolti dai folletti, i fidati amici e aiutanti di Babbo Natale che con il clown Snick vi coinvolgeranno in giochi e animazioni. Poi vi troverete a passeggiare nella bella e incantata foresta magica animata da personaggi della fantasia.

Famiglie e bambini potranno poi visitare il laboratorio di Babbo Natale completamente ricostruito (anche Babbo Natale si rinnova) , dove vi divertirete a confezionare dei piccoli doni da sistemare sotto l’albero di Natale e preparare candele e dolciumi. La visita proseguirà con l’ufficio di Babbo Natale dove l’amico dei bambini si dice legga personalmente tutte le lettere dei bambini e valuti se hanno fatto davvero i bravi per meritare i regali richiesti.
In un mondo magico non possono mancare gli amici animali: da non perdere  il parco delle renne che, ricordiamo, hanno il compito di trainare personalmente la slitta di Babbo Natale in tutto il mondo. Chiude la visita un presepe gigante a ricordare che il Natale è anche e soprattutto altro.
Il villaggio è aperto tutti i giorni dal 22 novembre al 24 dicembre 2013 di 10.45 a 19.15, tranne il lunedì e il martedì (apertura speciale lunedì 23 dicembre e martedì 24 dicembre!)
Il Villaggio di Natale si trova sulle cime che incorniciano Montreux, nel villaggio montano di Caux, nelle immediate vicinanze della fermata del treno «Caux». Si consiglia quindi il viaggio in treno fino alla stazione ferroviaria di Montreux e quindi prendere il treno Montreux - Glion - Caux - Rochers-de-Naye fino a Caux dove si ricorda non ci sono parcheggi (è proprio un paese delle favole).  


Per saperne di più:
www.montreuxnoel.ch/it
This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
 +41 (0)21 989 81 90.

 

Let’s cake Modena: torte, zucchero e cioccolato per grandi e piccini! Di Elisabetta Longhi

letscake


Appuntamento unico per grandi e bambini. Il 26 e 27 ottobre 2013 si prepara un dolce weekend per Modena.
L'appuntamento è al Forum G. Monzani (via Aristotele 33) con LET'S CAKE, la prima fiera dedicata al Cake Design e alla Sugar Art di Modena. Due giorni per divertirsi in una full immersion nella dolcezza, con espositori, torte, corsi, laboratori, degustazioni e tanto altro.
Il programma dell'evento è ricco di nomi noti e di eccellenze del Cake Desing, a partire dalla coordinatrice artistica dell'evento, Catia Cavani, titolare di My Cakes, a Modena, la cui mission è quella di insegnare l'arte di decorare con la pasta da zucchero. Nota nel panorama italiano e nonsolo, Catia ha partecipato a diversi eventi e ha pubblicato articoli e tutorial su riviste di settore. Oltre a Catia Cavani, tra i docenti saranno presenti:
Toni Brancatisano, nata a Melbourne, in Australia, e approdata in Italia 14 anni fa. Spesso identificata come l’ambasciatrice del cake design in Italia, Toni conduce il programma “Le torte di Toni”, giunto alla terza stagione, su Gambero Rosso Channel;
Donatella Semalo, specializzata nelle tecniche di decorazione della ghiaccia reale;
Edda Mariani, titolare di Atelier della Torta, formatasi con i grandi maestri Lindy Smith, Tombi Peck, Alan Dunn, Zoe Clark e Carlos Lischetti;
Rita Loccisano, ideatrice del VisualFood®, una nuova branca dell’arte culinaria in cui il design viene applicato al cibo per ideare divertenti composizioni dolci o salate con frutta, verdura, pane, affettati...tutto rigorosamente buono da mangiare
Il programma prevede corsi, laboratori e dimostrazioni per apprendere tecniche e utilizzo di materiali: dal modelling alla ghiaccia reale, dai fiori di zucchero al VisualFood design per preparare piatti gustosi e divertenti.
ANCHE PER I PIU' PICCOLI
Grazie alla partecipazione di Scuola di Cucina Girasole anche per i più piccoli sarà possibile mettere le mani in pasta e divertirsi grazie al laboratorio per preparare gustosi biscotti, Soffici muffin e pasta fresca!
Che dire, tante proposte per tutti i gusti e per tutte le età!
Tutti i dettagli e le informazioni per prenotare i corsi e partecipare alle attività di Let's Cake online su www.letscakemodena.it

 

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Redazione Agorà Turismo

Agorà Turismo - on line magazine 
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bergamo – I
N° 02 del 01 febbraio 1990

Direttore responsabile:
Giuseppe Venuti

Direttore editoriale:
Monica Piana

In redazione
Giovanna Fidone, Avvocato Maria Carmina Gallucci, Caterina Emma Colacello, Romina Liuzza, Laura Cavalieri Manasse, Laura Landi,  Silvana Carminati, Rossella Barbetti.

Editore:
FOCOPI, associazione culturale dal 1994,
Iscr. Registro ex L.R. 28/96 Regione Lombardia F.2 n.7 Sez.B Cultura

C.F.: 95083990168

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