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La rivista

Weekend in famiglia a Francoforte. di Laura Landi

FRA 10 Merc Natale

Ph: Holger Ullmann - Tourismus+Congress GmbH Frankfurt am Main

 

Se non siete una famiglia da settimana bianca, ma nemmeno da “mare d’inverno” e vi riconoscete invece nella formula “weekend culturale”, considerate come meta per una breve vacanza natalizia Francoforte sul Meno, in Germania.

Francoforte è una città dalle mille sfaccettature: nel centro (Innenstadt, in tedesco) monumenti storici e artistici si susseguono  ai grattacieli e moderni palazzi; nelle vie dello shopping alle marche più lussuose si affiancano i discount e i centri commerciali a buon mercato e in mezzo alle più eclettiche architetture ecco che la natura si ritaglia uno spazio con i grandi parchi e il fiume Meno, che attraversa la città. Una visita della città può cominciare proprio dalle rive del fiume Meno. Una passeggiata lungo il fiume attraversando qua e là i ponti per ammirarne le architetture regala subito delle belle suggestioni della città. Poi, se si vuole fare una sosta culturale, c’è solo l’imbarazzo della scelta tra i numerosi musei lungo la banchina Schaumainquai: il Museo della comunicazione di Francoforte, il Museo del cinema tedesco e il museo cittadino di arte antica e moderna, molto apprezzato anche dai più piccoli. Dalle rive del fiume, ci si porta a Römerberg, una grande area situata nel cuore storico di Francoforte, ricostruita fedelmente nei suoi palazzi e monumenti in seguito al bombardamento del 1944. In quest’area si trova il Municipio (Römer), la neogotica chiesa di San Nicola, le tipiche case tedesche a struttura reticolare e  la fontana della giustizia. Scattate una foto ricordo con la vostra famiglia sulla panchina proprio in mezzo alla piazza, non c’è modo migliore per ricordare la città che fare tante foto con i compagni di viaggio in un posto caratteristico come questo. A nord di Römerberg si trova la chiesa di S. Paolo e, spostandosi verso ovest, la casa natale dello scrittore J. W. Goethe. Da qui, una camminata di 5 minuti a piedi porta alla Main Tower, una torre di 200 metri da cui si ha una splendida panoramica sulle vie cittadine e sul fiume Meno. Se volete regalare un’emozione ai vostri figli e farli svagare un po’, fateli salire sulla cima, rimarranno ammaliati dalla veduta dall’alto della città.  A questo punto seguite le indicazioni stradali per visitare l’elegante e poco distante teatro della vecchia Opera (Alte Oper), posto in una spaziosa piazza a cui corrono tutt’intorno grandi parchi e giardini. Se si vuole partecipare a uno spettacolo, il calendario è fitto e va dal teatro ai concerti e sicuramente troverete una performance adatta a tutta la famiglia. Dal teatro dell’opera, si può imboccare  Bockenheimerstraße e procedere sempre dritto superando Hauptwache, ex guardina del 1730, per arrivare nella moderna piazza Konstablerwache. Nella vicina e lunga via pedonale Fahrgasse concedetevi quindi un po’ di shopping e sedetevi in uno dei numerosi ristoranti della via per cena.

Dopo una giornata così intensa, donate ai vostri bimbi un dolce pre-nanna, fate loro sentire l’atmosfera natalizia con un’ultima tappa del vostro percorso ai mercatini di Natale. Dal 27 novembre al 22 dicembre di quest’anno, infatti, Francoforte si illumina di mille luci colorate e ovunque si respira profumo di mele, vin brulé e pan di zenzero. I mercatini sono in 3 location: Römerberg, Paulsplatz e Mainkai, tutte molto vicine e raggiungibili con una piacevole passeggiata .

 

Per saperne di più:

www.frankfurt-tourismus.de

 

Weekend in famiglia a Dublino - di Laura Landi

Christ Church Cathedral ph Holger Leue 2005
ph: Alan O Connor, F+íilte Tourism Ireland

Dublino, la grande ed energica capitale dell’Irlanda non svela di sé solo il suo lato festaiolo colmo di vita notturna o di grandi eventi; né il suo lato di città dalle profonde e serie radici culturali e letterarie. Dublino è anche (splendidamente) una città per bambini.

Ce n’è per tutti i gusti: per i bimbi che amano i costumi e la storia, ecco le ricostruzioni storiche medievali, per gli amanti degli animali, perché non andare allo zoo? Per i più golosi c’è la fabbrica del cioccolato e per le femminucce una fantastica esposizione di bambole con l’annesso ospedale.

Se l’intenzione è quella di fare giusto un weekend nella capitale irlandese, ecco alcuni consigli per vivere la visita della città senza che i vostri piccoli si annoino e senza discostarsi troppo dal centro storico di Dublino.

Si inizia la visita con Dublinia, particolarmente indicato per i bimbi amanti della storia, della caccia e delle guerre. Qui vi sono 3 mostre: una dedicata ai Vichinghi, una all’epoca medievale e una agli History Hunters (letteralmente: “cacciatori di storia”), dove si possono ammirare case e mercati medievali, navi vichinghe, armi, manufatti ma anche partecipare a laboratori e giochi per far rivivere ad adulti e bambini i gloriosi fasti di un passato ricco di storia. Dublinia si trova nei pressi di Christ Church Cathedral, alla fermata rossa di Four Courts del sistema tramviario di Dublino (LUAS).

Phoenix Park ph Alan O  Connor Tourism Ireland  Temple Bar ph Fíilte Ireland

Senza allontanarsi dal centro storico, e precisamente in South William Street, non lontano dall’ufficio turistico, ecco il posto preferito dalle più piccine: Dolls Store. Qui si vendono un’enorme varietà di case delle bambole e miniature di giocattoli, oltre che le bambole stesse, i famosi teddy bear (orsacchiotti di peluche) e altri giochi tradizionali. Se impensabilmente la bambola preferita della vostra piccolina si ammala, dentro Dolls Store troverete l’unico ospedale per bambole dell’Irlanda intera.

Se i vostri bambini sono degli appassionati di scienza e di cultura, il Museo di Scienze Naturali, nei pressi di Merrion Square, e il Museo delle Cere, nel quartiere Temple Bar, fa per loro. Giochi interattivi, aree “di scoperta” ad hoc per i più piccoli, sale video e molto altro per intrattenere e far divertire, ma sempre imparando, i piccini.

Nel cuore dello stesso quartiere del museo delle cere, in Eustace Street, si trova The Ark. Qui i bimbi più artistici compresi tra i 2 e 12 anni possono sfogare il loro estro creativo attraverso alcuni programmi di studio specifici per imparare la danza, la pittura, la musica, il cinema, la letteratura. I programmi comprendono mostre, laboratori e spettacoli e cambiano molto spesso! Pertanto la cosa migliore prima di partire per Dublino è documentarsi sul sito di ARK e scaricare i programmi del momento.

In Phoenix Park - fermata Heuston della linea rossa del tram LUAS - lo Zoo di Dublino rimane l’attrazione n˚ 1 della città. Con 70 acri di terreno e oltre 600 animali, le famiglie e i bimbi amanti degli animali trovano nello zoo un modo divertente ed istruttivo per spendere qualche ora a contatto con la natura.

Allontanandovi un poco dal centro di Dublino, a Walkinstown, ecco soddisfatti gli adulti e bambini più golosi con la Fabbrica di Cioccolato (Chocolate Warehouse). Qui l’approccio al cioccolato è mistico e, oltre ad un filmato che spiega l’origine di questo gustoso prodotto, i bimbi sopra i 6 anni possono partecipare a dei laboratori per creare e decorare la loro barretta di cioccolato, impacchettarla e portarla a casa, insieme a un diploma di partecipazione al laboratorio dimostrativo. Non solo il divertimento è assicurato, i bambini si rallegrano anche del succulento souvenir!

Le attrazioni a Dublino non si esauriscono qui, ve ne sono molte altre altrettanto valevoli per trascorrere del tempo in famiglia in maniera istruttiva e ludica. Prendete quindi quanto detto finora come un punto di partenza per far apprezzare anche ai vostri figli un weekend culturale in una città magica.
E dopo tutta questa adrenalina, i bimbi possono finalmente riposare e continuare a divertirsi nelle fantasticherie dei loro sogni, magari mentre i genitori si siedono a fine giornata a sorseggiare una buona guinness, giusto per entrare in pieno clima irlandese.

Per saperne di più:
Il sito ufficiale di Dublino offre informazioni su ricettività, offerte, manifestazioni, itinerari di visita e tutto ciò che può contribuire a rendere indimenticabile il soggiorno della vostra famiglia nella capitale dela Repubblica d'Irlanda.

www.visitdublin.com

 

Capodanno a Ferrara: semplicemente spettacolare! - di Elisabetta Longhi

incendioalcastello


ph: Foto Studio Borsetti

Tre, due, uno…fuoco! Allo scoccare della mezzanotte nelle città di tutto il mondo si saluta il nuovo anno con botti, fuochi d’artificio, petardi, mortaretti, razzi, bengala e girandole! A Ferrara si esagera: si incendia addirittura un castello!
È uno spettacolo straordinario e affascinante quello che si tiene al Castello Estense, nel cuore della città, con le mura e le torri che sembrano realmente in balìa di un grande incendio, con i fuochi artificiali lanciati dal fossato, dalle torri e dalle balconate da cui scendono cascate di colori, vortici di luci e scintille, il tutto all’insegna, però, della sicurezza e della…poesia. Nessuno scoppio o rumore assordante ma solo splendida musica: luci e note per regalare un’emozione indimenticabile. Nella piazza e nel largo del Castello la notte di San Silvestro si anima già dalle prime ore della sera con un susseguirsi di concerti eseguiti da artisti di spicco nel panorama musicale italiano mentre all’interno degli Imbarcaderi del Castello si festeggia in pieno stile rinascimentale con figuranti in costume e musica d’altri tempi. Nelle Sale del Ridotto del Teatro Comunale si tiene anche il Galà di San Silvestro, con degustazioni di pregiati vini ed un raffinato accompagnamento musicale fino al brindisi che inaugura il nuovo anno.
Dopo lo spettacolo piro-musicale della mezzanotte, di nuovo tutti in piazza per continuare i festeggiamenti fino all’alba. Non si può dormire perché Ferrara aspetta di essere ammirata nel suo sontuoso abito rinascimentale.
Terra di Signori e di Signorie, sorta come porto fluviale e legata sin dalle origini alle sorti del Po, Ferrara fu scelta e amata dalla famiglia degli Estensi che ne fecero una città elegante e di classe, tra le più prestigiose del secolo XV in tutto il continente europeo.
La raffinata gestione invitò ad operare in città artisti come Piero della Francesca, Andrea Mantegna, Tiziano, Raffaello e Giovanni Bellini.
Circondato da quasi nove chilometri di mura, il centro storico di Ferrara presenta un patrimonio urbanistico e architettonico di inestimabile valore. Il suo profilo è quello tipico di una città rinascimentale, concepita e realizzata in modo unico e omogeneo sul concetto della “città ideale” ed il suo centro storico è iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO
Fra gli edifici più pregevoli e interessanti, il Castello Estense (secolo XV) di cui il primo nucleo, comprensivo di una semplice torre di avvistamento, risale al XIII secolo. Imponente ed elegante, questo edificio è reso particolare dal fossato, ancora oggi ricolmo d’acqua, che lo circonda ed evoca fughe romantiche e imprese gloriose negli anni d'oro della casa d'Este. Ha in sé qualcosa di misterioso e di terribile che lo rende affascinante.
Altra costruzione di rilievo è la Cattedrale di San Giorgio Martire (XII secolo) la cui maestosa facciata è caratterizzata da una particolarissima struttura a tre cuspidi. Nella parte inferiore è prevalente lo stile romanico, in quella superiore invece prevale lo stile gotico e, oltre le numerose arcatelle e i grandi finestroni strombati, sopra la loggia centrale, si può ammirare un magnifico "Giudizio Universale" al di sotto del quale troneggia una statua dorata della Vergine con il Bambino. A pochi passi dalla Cattedrale, il Museo omonimo, il cui percorso espositivo offre la possibilità di accostarsi ad alcune preziose testimonianze dei fasti della Ferrara rinascimentale, la maggior parte delle quali provenienti dalla Cattedrale stessa tra i quali spiccano le monumentali ante d’organo che raffigurano, da chiuse, San Giorgio e il drago e da aperte, l’Annunciazione, dipinti ad opera di Cosmè Tura, e le dodici Formelle dei Mesi, ricche dei simboli tipici del Medioevo.
Imperdibile una visita a Palazzo Schifanoia che rappresenta l'unico esempio ancora oggi esistente di dimora estense destinata alla rappresentanza e allo svago: il termine Schifanoia deriva infatti da schifare la noia, allontanare il tedio. Purtroppo a seguito del terremoto che ha colpito l'Emilia nel maggio del 2012, il percorso di visita è attualmente limitato al Salone dei Mesi, il cui ciclo di affreschi rappresenta una delle più grandi testimonianze della cultura rinascimentale italiana, e alla Sala delle Virtù, più nota con l’indicazione ottocentesca di "Sala degli Stucchi", anch’essa edificata sull’ideale esaltazione della casata estense.
Proseguendo la visita della Ferrara principesca, merita di essere ammirata la Palazzina di Marfisa, tipica dimora estense, edificata per volere del Marchese Francesco, figlio di Alfonso I e Lucrezia Borgia, passata in eredità alla figlia Marfisa, amante delle arti e protettrice del poeta Torquato Tasso, la quale vi abitò fino al 1608. Oggi è divenuta un museo con le sue sale decorate a grottesca e gli antichi arredi originali, col delizioso giardino e le logge; un percorso rilassante e suggestivo.
Sono veramente tante le cose da vedere e da visitare in questa città per cui vale la pena tornarci più volte, magari in occasione della rassegna internazionale dei musicisti di strada, il "Ferrara Buskers Festival”, considerato tra i più importanti al mondo nel suo genere ed il “Palio di Ferrara”, l’ultima domenica di maggio.
Tra gli eventi di maggiore spicco per i quali Ferrara si sta facendo conoscere, oggi come allora, al mondo intero, le Rassegne d’Arte presso il Palazzo dei Diamanti con mostre dedicate ad artisti del calibro di Picasso, Dalì, Sisley, Turner, Boldini, Zurbaràn, solo per citarne alcuni.
La città ideale rinascimentale è ancora vivace, elegante e sorprendentemente accattivante.

Per saperne di più:

www.ferraraterraeacqua.it

 

La grande mela per piccoli - di Laura Landi

skyline da Battery Park2

Se New York vi sembra troppo grande o dispersiva per poterci andare con i vostri figli, cambiate idea! La Grande mela riserva tantissime opportunità di svago, con un occhio di riguardo alle esigenze dei più piccoli. E se per non far stancare troppo i bambini non volete camminare molto, ricordate che i numerosi taxi di New York hanno dei prezzi accessibili e vi sentirete un po’ come in un film a chiamare gli yellow cabs appena scesi dal marciapiede con la sola mano alzata. In alternativa, New York si avvale di un’efficiente rete di trasporto pubblico che vi potrà portare velocemente in qualsiasi parte della città. Se avete intenzione di usare molto la metropolitana, si consiglia di acquistare la metro card, valida anche sugli autobus, per risparmiare sulle tariffe. La formula “Pay-per-ride” vi assicura infatti un risparmio del 5% (con un minimo di spesa di 5 dollari), mentre se acquistate con la formula “Unlimited ride”, potete comprare la vostra metro card a 30 dollari e usarla illimitatamente per 7 giorni. Inoltre vi sarà utile sapere che fino a 3 bambini di altezza inferiore al metro viaggiano gratis.

 

Per non deludere la più ovvia aspettativa dei vostri bimbi, la prima tappa newyorkese sarà sicuramente la Statua della Libertà. Raggiungete quindi la punta meridionale di Manhattan e, da Battery Park, prendete il traghetto che conduce sia a Ellis Island che alla statua. Ellis Island, riaperta ad ottobre 2013 dopo i disastri causati dall’uragano Sandy, permette una visita al Museo dell’Immigrazione, qui ubicato poiché l’isola è stata il primo “porto” degli oltre 12 milioni di immigrati che identificavano la statua della libertà ed Ellis Island il primo debole faro acceso verso la speranza di un futuro migliore. La statua è visitabile fino alla sua cima, con biglietto gratuito per i bimbi sotto i 3 anni e ridotto per bambini di età compresa tra i 4 e i 12 anni.

Se siete interessati all’arte ma volete scegliere un museo adatto anche ai più piccoli, si consiglia: il Museo americano di storia naturale, situato nell’Upper West Side, oppure il Metropolitan Museum of art, nell’Upper East Side o ancora il Moma (Museum of modern art), sulla 53° strada ovest della Fifth Avenue. Nel museo di storia naturale i bambini adoreranno vedere i fossili e le riproduzioni di grandi animali, dinosauri compresi; al Metropolitan Museum i bimbi rimarranno incantati dai reperti dell’antico Egitto e al Moma potranno godere, se il tempo lo permette, del giardino delle sculture. I musei offrono audioguide gratuite e ingressi ridotti o gratuiti appositamente per i ragazzi. Vengono proposti inoltre workshop e attività per coinvolgere bambini. Il Moma, per esempio, dona ai più piccoli delle cartoline con le opere più famose in mostra illustrate, che invitano a conoscere meglio l’opera e a porsi domande sulla sua creazione, sull’artista e sulla sua corrente artistica.

Moma interni  central park

 

Se sceglierete di visitare proprio il Moma, avete due possibilità per proseguire nella vostra visita della città: continuare sulla 5° strada, in direzione nord, verso Central Park, oppure dirigersi verso sud verso il Rockfeller Center e Times Square.

Se optate per Central Park, ecco che vi si porrà dinanzi un fantastico polmone verde che, soprattutto in autunno, regala un’emozione ad ogni passo compiuto, per la varietà e la bellezza dei colori della vegetazione. Gli animali più fotografati sono gli scoiattoli, ma non perdete anche il Central Park Zoo per poter cibare e conoscere le specie più esotiche: dalla lepre della Patagonia, al maiale vietnamita fino a delle minuscole e dolcissime caprette africane, date dall’incrocio tra una femmina di daino e un cervo nano.

FAO Schwarz dista solo un paio di isolati da Central Park e andarci potrebbe essere una delle esperienze più emozionanti delle giovani vite dei vostri figli. Si tratta infatti del negozio di giocattoli forse più conosciuto al mondo, un affascinante mondo delle meraviglie la cui vista non si può negare ai più piccoli.

Se volete inoltre impressionare i vostri bambini, portateli ad osservare lo skyline di New York City con i suoi grattacieli più famosi. A Rockfeller Plaza si trova il Rockfeller center con il “Top of the rock”, una terrazza di osservazione che dall’alto dei suoi 69 piani vi farà vedere New York a 360 gradi.
La scalata verso la terrazza è di per sé emozionante, grazie ad uno speciale ascensore che sembra un piccolo shuttle che conduce verso il cielo stellato.
Quando si raggiunge il 69° piano la cosa migliore da fare è godersi la vista dalla terrazza all’aperto e per una visione più dettagliata, si possono usare i binocoli disponibili.
Non scordate di indicare ai vostri piccoli l’imponente Empire State Building e l’edificio Chrysler, ricordato da tutti anche per il finale del film King Kong. Indicate loro anche quella miniatura verde che è il vastissimo Central Park per mostrare loro dove siete appena stati. Il Top of the Rock assicura un’esperienza indimenticabile, New York dall’alto è ancora più bella!

Da Rockfeller Plaza si gira l’angolo e si trova Radio City Music Hall..il teatro per eccellenza con i suoi fantastici interni in art déco. Tutti i giorni si possono prenotare e intraprendere dei tour del teatro e rivivere le emozioni degli show e dei concerti qui rappresentati.

Dal Rockfeller Center inoltre si raggiunge Times Square in soli 10 minuti a piedi. Times Square non è una vera piazza, l’aspetto è quello di una via. I più scettici possono pensare che non sia nulla di speciale con i suoi maxischermi pubblicitari visti e rivisti in moltissimi film americani, in realtà il solo pensiero che sfiora la mente quando si entra in Times Square è la più ovvia e gettonata espressione usata dagli statunitensi: “woooow”. Tutto a Times square è formato maxi (non solo gli schermi): lo sono i negozi, le insegne, i tabelloni..e non si può fare a meno di camminare per la strada a naso in su.
Times Square pertanto non può mancare nella lista di cose da vedere, ma nemmeno in quelle da fare a New York city. E qui da fare c’è tanto, tantissimo… shopping.central park3 Ground zero

Un’ultima dolorosa sosta che non si può omettere in un viaggio a New York è Ground Zero: doverosa per l’importante pezzo di storia contemporanea che rappresenta. Ground Zero si trova nel cuore finanziario della città, a sud di Manhattan. L’ingresso è libero ma è caldamente consigliato un contributo economico per permettere di mantenere in vita questa zona e il museo che rappresentano un importante memoriale per gli americani. Ciò che (non) rimane delle torri gemelle è molto toccante: al loro posto ora ci sono due “buchi” da cui sgorga dell’acqua, simbolo della vita, e sulle pareti della fontana ci sono tutti i nomi delle vittime. Il nesso tra l’acqua, simbolo di vita, e tutti questi nomi incisi, molti dei quali accompagnati da rose bianche e piccole bandiere americane probabilmente dono dei parenti, è molto significativo: sembra comunicare che questi nomi continuano a vivere. E sicuramente vivono nella memoria della gente di tutto il mondo.

Per saperne di più :su come muoversi, cosa fare e cosa vedere a New York City è utile consultare il sito ufficiale del turismo della città: www.nycgo.com

 

Lumi e stelle: le suggestive luci dell'Avvento sui colli marchigiani - di Elisabetta Longhi

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Come sarebbe lungo e buio l’inverno senza il Natale! Già nell’antichità, ancora prima di diventare celebre come “compleanno di Gesù”, era considerato giorno di festa per popoli di culture e religioni molto distanti tra loro, nel tempo e nello spazio, con riti propiziatori che prevedevano l’uso del fuoco per aiutare il sole a risorgere dal buio delle notti che si allungano sempre più fino al 25 dicembre (giorno più giorno meno), data in cui cade il solstizio d’inverno, la notte più lunga dell’anno. Anche l’Avvento cristiano prevede l’utilizzo simbolico di lumi di candela per illuminare l’oscurità,
C’è un luogo in Italia dove il fascino del significato simbolico spirituale e la seducente intima atmosfera proprie di questi magici lumi si coniugano regalando uno scenario unico proprio nel periodo più buio dell’anno.

Candelara (nomen omen) è una frazione del Comune di Pesaro, un borgo adagiato su un’altura circondata da piccole valli, boschi di querce, macchia, viti e ulivi, con il suo castello e le sue mura da cui si gode un panorama che spazia dal mare all'Appennino. E’ uno scenario consueto in quest’area ma Candelara durante l’Avvento regala altre emozioni

Dal 30 novembre al 15 dicembre (il 30 novembre ed il 1 dicembre, 7 e 8 dicembre, 14 e 15 dicembre) colorando case, strade e locali, saranno proprio loro le vere protagoniste: le migliaia di candele di ogni forma, foggia, dimensione e nazionalità che riempiranno il borgo e che regaleranno uno scenario decisamente inconsueto alla fine del giorno (alle 17:30, alle 19:30 e alle 21:30) quando l’illuminazione artificiale verrà spenta per almeno quindici minuti lasciando spazio alla luce calda e rassicurante di una miriade di lumi. Contemporaneamente saranno liberati verso il cielo palloncini luminosi e, in caso di condizioni meteo favorevoli, anche delle suggestive lanterne cinesi. Quarantacinque minuti al giorno che riporteranno Candelara e le colline circostanti indietro nel tempo, a quando il borgo medievale era illuminato dalla sola luce delle fiammelle. Sarà un’occasione unica e straordinaria per vivere la magica atmosfera prenatalizia e per osservare finalmente il cielo e le stelle senza alcuna forma di inquinamento luminoso.
In questa edizione la festa riserverà ai visitatori diverse attrattive. A cominciare dalla Via dei Presepi, dove si potranno ammirare natività realizzate da artigiani di ogni parte d’Italia con i più diversi materiali (cera, legno, pietra, terracotta, ceramica, argento, sughero). Sarà inoltre possibile assistere dal vivo alla preparazione di candele, rigorosamente di cera d’api, proprio come avveniva nel Medioevo.
Lungo la via dell’immancabile mercatino di candele, troveranno posto anche le silhouettes, sculture in ferro battuto ornate da centinaia di candeline che disegneranno i protagonisti del Presepe.
Anche nel piccolo parco all’interno delle mura castellane saranno sistemate delle sagome in legno a grandezza naturale raffiguranti i personaggi del Presepe. La composizione rimarrà esposta al pubblico per tutto il periodo natalizio fino all’Epifania.
Ci sarà spazio per il divertimento e l’apprendimento da parte dei i bambini che, nelle vie del paese avranno a loro disposizione sapienti artigiani che insegneranno loro la lavorazione di vimini, ferro battuto e legno. Inoltre, all’interno di una confortevole e calda tensostruttura, i genitori potranno rilassarsi degustando i piatti tipici marchigiani mentre i bimbi, occupati nell’Officina di Babbo Natale, potranno lavorare con diversi materiali (creta, cera, carta, legno ) e realizzare addobbi. Tanto apprezzate anche nelle scorse edizioni, la casetta dei folletti e la presenza di docili animali della fattoria tutti da coccolare ed accarezzare.
Completeranno il programma artisti di strada tra cui acrobati, giocolieri, cantastorie, giullari trampolieri e zampognari.
A lume di candela si sono scritti poemi, trattati scientifici e filosofici, sono state fatte promesse d’amore, si sono innalzati canti e preghiere! Se le atmosfere evocate vi sembrano un po’ troppo sdolcinate e retrò, pensate a quanto sarà originale e chic firmare la ricevuta della carta di credito del conto del ristorantino … a lume di candela!

Per saperne di più:
www.candelara.com

 

 

Sleddog per bambini a due passi da Cortina d’Ampezzo - di Elisabetta Longhi

Sled dogs

ph: Steve Jurvetson

Utilizzato anticamente come mezzo di trasporto in territori artici, oggi lo sleddog (termine americano che deriva dalla fusione di sled, slitta, e dog, cane) è un affascinante sport nel quale il cane non è considerato animale da traino ma un vero e proprio partner da capire e rispettare.
L’amore per la neve, per i cani, per la natura e per l’avventura è imprescindibile per poter apprezzare appieno questa antica disciplina e chi, meglio dei bambini, possiede questo stupore ancora intatto per le meraviglie che il mondo ci mette a disposizione?  
Ma come si pratica lo sleddog? Il conducente, che in gergo tecnico è detto musher, fa da ‘capobranco’, decide la partenza dei cani, ne orienta il percorso, stabilisce lo stop. L’importante, durante il tragitto, è che la slitta non vacilli perdendo l’equilibrio…Il rischio di sbilanciamenti è infrequente ma, se capita, specie in curva, l’impatto è soft, perché si finisce a gambe all’aria sulla neve.
Ciascun mezzo è di norma trainato da tre-quattro esemplari cani da slitta: animali straordinari, dotati di una resistenza fisica e di una forza unica oltre che di una spettacolare tenacia. Le razze più adatte a questa attività sono gli Alaskan Husky, i Siberian Husky, i Samoiedo, gli Alaskan Malamute e i Groellandesi. Lo sleddog, oltre ad offrire l’occasione di vivere un’esperienza originale insieme a tutta la famiglia, è un momento importante di avvicinamento e relazione tra uomo (adulti e bambini) e animali. Durante il giro in slitta non si scende mai dal mezzo ma prima di mettersi in moto e alla fine dell’avventura si fa conoscenza con i compagni di viaggio a quattro zampe. Finita l’escursione al grido di whoa! (il segnale che fa arrestare la muta), è il momento delle coccole per una giornata indimenticabile per grandi e piccini!
Tra le varie località montane dove è possibile praticare questo sport, divenuto popolare anche in Italia negli ultimi anni, abbiamo scelto San Vito di Cadore. A soli otto chilometri dal centro di Cortina d’Ampezzo, si raggiunge una suggestiva piana situata in località “La Graes”. Qui si trova un centro, particolarmente  attrezzato per i bambini, che consente di poter vivere uno sleddog’s tour, trainati da cani huskies, per vivere le Dolomiti in modo diverso e lontano dal caotico turismo di massa. Una volta effettuata una breve lezione sui comandi base per guidare e con l’attrezzatura necessaria fornita dal centro, potrete salire a bordo e partire. Una volta presa dimestichezza, si può procedere col battesimo allo sleddog, cioè la possibilità di poter condurre personalmente una slitta. Per i più piccoli, con età non inferiore a sette anni, c'è la possibilità di imitare i genitori, effettuando un baby tour. Come per i più grandi, anche i bambini possono vivere l’emozione di guidare personalmente una slitta trainata da una muta di cani su una pista creata a misura di bambino, con una slitta di dimensioni ridotte e una muta di cani nordici addestrati per essere guidati da loro.
L’ultima novità di cui è possibile usufruire quando si decide di fare sleddog a San Vito di Cadore, è la slitta tandem. Questa slitta particolare, che è arrivata in Italia da pochissimo tempo, è un’esclusiva di questo centro e consente di avere a disposizione due postazioni di guida che offrono la possibilità di poter vestire i panni di copilota dell’istruttore durante il percorso.
Con questa magica disciplina, gli adulti si sentiranno immersi nelle romantiche atmosfere del “Dottor Zivago” di Boris Pasternak mentre ai più piccoli sembrerà di rivivere l’eroica avventura di Balto, il cane che nel 1925 guidò una muta percorrendo 600 miglia in mezzo ad una tormenta di neve, a quaranta gradi sotto zero, per portare al paese di Nome, in Alaska, le medicine per debellare una grave epidemia di difterite che stava colpendo in particolare i bambini.  


CURIOSITA’
La commovente storia di Balto, realmente accaduta, ha ispirato, oltre ad alcuni film di importanti registi come Spielberg, due cartoni animati della Walt Disney.
Inoltre nella città di New York, al Central Park, è posizionata una statua in bronzo di un Siberian Husky in suo ricordo. L’epigrafe riporta: "Dedicata all'indomabile spirito dei cani da slitta che trasportarono sul ghiaccio accidentato, attraverso acque pericolose e tormente artiche l'antitossina per seicento miglia da Nenana per il sollievo della ferita Nome nell'inverno del 1925”. Resistenza - Fedeltà – Intelligenza e, ci permettiamo di aggiungere, amore incondizionato per l’uomo e per i cuccioli d’uomo.

Per saperne di più:
Centro “Athabaska Appennino”: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.  
www.altocadore.it

 

Babbo Natale? Abita a Montreux Noël! di Giovanna Fidone

natale montreaux

Ph: Silar

Se avete voglia di immergervi in un clima natalizio a misura di bambino e temete i freddi e  i ghiacci del Nord Europa la Svizzera è la vostra meta ideale.
Dal 22 novembre al 24 dicembre 2013 Montreux Noël, sopra Montreux, si trasforma per il quinto anno consecutivo, in un villaggio di Natale. Sarete accolti dai folletti, i fidati amici e aiutanti di Babbo Natale che con il clown Snick vi coinvolgeranno in giochi e animazioni. Poi vi troverete a passeggiare nella bella e incantata foresta magica animata da personaggi della fantasia.

Famiglie e bambini potranno poi visitare il laboratorio di Babbo Natale completamente ricostruito (anche Babbo Natale si rinnova) , dove vi divertirete a confezionare dei piccoli doni da sistemare sotto l’albero di Natale e preparare candele e dolciumi. La visita proseguirà con l’ufficio di Babbo Natale dove l’amico dei bambini si dice legga personalmente tutte le lettere dei bambini e valuti se hanno fatto davvero i bravi per meritare i regali richiesti.
In un mondo magico non possono mancare gli amici animali: da non perdere  il parco delle renne che, ricordiamo, hanno il compito di trainare personalmente la slitta di Babbo Natale in tutto il mondo. Chiude la visita un presepe gigante a ricordare che il Natale è anche e soprattutto altro.
Il villaggio è aperto tutti i giorni dal 22 novembre al 24 dicembre 2013 di 10.45 a 19.15, tranne il lunedì e il martedì (apertura speciale lunedì 23 dicembre e martedì 24 dicembre!)
Il Villaggio di Natale si trova sulle cime che incorniciano Montreux, nel villaggio montano di Caux, nelle immediate vicinanze della fermata del treno «Caux». Si consiglia quindi il viaggio in treno fino alla stazione ferroviaria di Montreux e quindi prendere il treno Montreux - Glion - Caux - Rochers-de-Naye fino a Caux dove si ricorda non ci sono parcheggi (è proprio un paese delle favole).  


Per saperne di più:
www.montreuxnoel.ch/it
This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
 +41 (0)21 989 81 90.

 

Cayo largo: l’eden caraibico – di Elisabetta Longhi

Cayol2


ph: Kameraad Pjotr  
Tra gli ultimi paradisi del pianeta, non ancora raggiunta dal turismo di massa, l’isola di Cayo Largo è un lembo di terra circondato dalle acque del Mar dei Carabi e deve il suo nome alla sua forma allungata. Visitato da Cristoforo Colombo nel suo secondo viaggio nel 1494, questo luogo incantevole è stato successivamente usato come base per corsari e pirati, compresi Sir Francis Drake, Henry Morgan e Jean Lafitte.
Situato al largo della costa sud di Cuba e appartenente all’arcipelago di Los Canarreos, è circondato per tutti i suoi circa 27 Km di costa da un susseguirsi di spiagge di finissima sabbia bianca, tanto impalpabile da assomigliare a borotalco, lambite da un mare di un turchese e di una limpidezza incredibile. Uno spettacolo della natura che, unito ad un clima mite per l’intero arco dell’anno (28 gradi centigradi di media annuale e 24 di media nei mesi invernali), regala  una tranquillità rigenerante al corpo ed allo spirito.  Le spiagge hanno nomi accattivanti e simpatici come: Los Cocos, Blanca, Sirena,  Paraiso, Tortuga e Lindamar.
Playa de los Cocos è una delle spiagge più belle di Cuba, con la sua acqua cobalto e la sabbia bianca che regalano al fortunato spettatore le scenografie tipiche delle cartoline da sogno,  con le palme da cocco che raggiungono la riva. Inoltre, gli appassionati di immersioni, potranno godere dello spettacolo offerto dallo splendido giardino di coralli,  Cañón de Blanco dove, tra canyon e spugne, si possono incontrare innocui squali martello e delfini mentre, raggiungendo la zona di Albert Point, affascinanti tunnel e grotte dominano il paesaggio.  Non lontana si trova Playa Blanca, che oltre ad essere la più attrezzata, è anche la più estesa di Cayo Largo. Playa Sirena è situata nella parte occidentale dell’isola ed è ideale per chi ama nuotare tra tiepide acque calme. Poco distante, Playa Paraiso, posto ideale per praticare il naturismo. Nella parte orientale dell’isola si trova invece la splendida Playa Tortuga, dove si possono ammirare enormi tartarughe marine muoversi con eleganza nel proprio elemento naturale mentre, altrettanto attraente, risulta Playa Lindamar, la suggestiva spiaggia a forma di conchiglia. Da non perdere, una visita al Combinado, il centro studi di biologia marina, dove i vostri bambini vivranno un’esperienza indimenticabile, divertente ed istruttiva nella Granja de las Tortugas, il piccolo allevamento di tartarughe allestito in questo centro dove si riproducono tre specie: Tortuga Caguama, Tortuga Verde e Tortuga Carey. Durante la stagione della nidificazione, da maggio a settembre, vengono inoltre effettuate escursioni notturne in diverse spiagge, sempre nel rispetto dell’ecosistema, per vivere da vicino la deposizione delle uova di questi dolcissimi animali.
Cayo Largo è effettivamente una destinazione adatta anche a famiglie con bambini: non ci sono pericoli, regnano la tranquillità e la pace e si possono svolgere sport e attività a  contato diretto con una natura incontaminata. La barriera corallina, che si trova di fronte al versante delle spiagge, raggiungibile solo in barca o in catamarano, mantiene i fondali poco profondi e privi di forti correnti marine. Ideale per lo snorkeling contemplativo, vi si possono ammirare in tutta sicurezza pesci autoctoni, gorgonie e una lussureggiante flora acquatica. Gli amanti della subacquea resteranno affascinati dall’esplosione di colori che appare non appena si mette la testa sott’acqua. Semplicemente eccezionali le numerose stelle marine che giungono fino a riva.  
Per gli sportivi più attivi, uscite in barca a vela, surf, passeggiate a cavallo ed in moto. A Cayo Largo non ci si può annoiare: camminare, nuotare e ballare a suon di musica caraibica oppure salire su un catamarano e andare a scoprire Cayo Rico, l'isola abitata solo da iguane. Non preoccupatevi non vi fanno niente e dopo un po' ci si fa l'abitudine e si … socializza immediatamente.
L’isola di Cayo Largo propone un’offerta ricettiva di qualità, tra cui villaggi turistici che spesso offrono pacchetti con la formula “all inclusive” a prezzi competitivi, ma non mancano strutture ricettive “indigene” come case caratteristiche e ville da sogno.  
Oggi, circa il 75% dei turisti che giunge sull’isola con pacchetto charter non ha mai visitato il resto di Cuba. Eppure la sua posizione geografica è strategica poiché con circa mezz’ora di volo è possibile raggiungere le principali mete cubane come l’Avana, Varadero, Trinidad, Pinar del Río, Cienfuegos e Santiago de Cuba. Al porto giungono navi provenienti dall’Europa, dall’America latina e dai Caraibi mentre all’aeroporto “Vilo Acuña” atterrano e decollano anche aerei adatti a voli intercontinentali.
Non c'è bisogno di vaccinazioni: non ci sono animali pericolosi o serpenti velenosi ma ci si deve rassegnare per la parte di cuore che inevitabilmente si lascia sull’isola.

Per saperne di più:
Ente del Turismo di Cuba
www.cuba-si.it

 

Ad Innsbruck il Natale risplende di cristalli Swarovski - di Elisabetta Longhi

LACKNER Christkindlmarkt Marktplatz

Il fascino della capitale del Tirolo diviene davvero irresistibile nel periodo natalizio grazie a tradizioni e riti che si ripetono uguali da secoli.  

Quest’anno, però, c’è un motivo in più raggiungere la splendida città austriaca incastonata nelle Alpi: il tradizionale appuntamento con i suoi mercatini di Natale compie 40 anni e sono tantissimi gli eventi in programma per festeggiare.

Dal 15 novembre al 6 gennaio, per le vie del centro storico di Innsbruck, troverete ad attendervi ben 5 mercatini, 192 bancarelle e tutta l’atmosfera incantata del Natale tirolese. Alberi innevati, decorazioni rosse e oro, musica natalizia ovunque e soprattutto lui: l’inedito imponente albero di Natale realizzato interamente con 170.500 cristalli Swarowski, che troneggia al centro di Marktplatz, in riva all’Inn (ci sono volute 320 ore di lavoro per montare questo gigante di 14 metri d’altezza). L'innovativo sistema di illuminazione con avanzatissima tecnologia LED a basso consumo energetico, che consolida ancora una volta il connubio tra tradizione e modernità caratteristico di Innsbruck, trasformerà la luce in una miriade di colori.

Gli occhi dei bimbi luccicheranno non solo per i riflessi dei cristalli ma anche perché quello sulla Marktplatz è il mercatino dedicato alle famiglie; un vero e proprio paradiso per i bambini con un recinto con gli animali da accarezzare, una giostra ed il teatrino dei burattini con la tradizionale maschera Kasperl e tutti i suoi simpatici amici. Per le vie della città vecchia troverete invece personaggi delle favole a grandezza naturale: giganti, principesse e maghi affollano il Vicolo delle Fiabe e ogni giorno un carro teatrale propone la rappresentazione delle favole più conosciute, accompagnati dall’esibizione della Scuola di Musica di Innsbruck.

Una chicca imperdibile, il Mercatino di Natale al castello Hungerburg: raggiungibile con la cosiddetta “Nordkettenbahn”, il moderno trenino che porta dal centro della città in alto sui monti del versante nord, regala una vista panoramica davvero spettacolare: tutta la città e i dintorni visti dall’alto.

Per assaporare ancora un po’ della magia del mondo delle fiabe, è d’obbligo recarsi a Wattens, la cittadina tirolese che ospita il Museo Swarowski, apprezzato da migliaia di visitatori ogni anno. Lo Swarowski Kristallwelten è il museo che raccoglie le creazioni di ‘gioielli’ in cristallo, conosciuti e celebrati in tutto il mondo, aperto nel 1995 in occasione del centenario della casa di produzione. Si possono ammirare, tra gli altri, il cristallo più grande conosciuto, il teatro di cristallo, il duomo di cristallo con la cupola ed una parete di cristallo di 11 metri. Cinquecentonovanta specchi all’interno della cupola del “Duomo di Cristallo”, creano un vortice di colori e suoni che lascia senza fiato. Qui nel luogo in cui è sorta originariamente l’azienda, Swarovski mostra un cosmo sfarzosamente colorato di cristalli scintillanti, in una cornice di arte contemporanea e in un’atmosfera che coinvolge tutti i sensi…come il Natale in Tirolo!

Kristallwelten, la navetta luccicante

La navetta Kristallwelten rende più semplice il collegamento tra Innsbruck e gli Swarovski Kristallwelten a Wattens. Il servizio è offerto quattro volte al giorno a partire dalle ore 9, con una cadenza di due ore, percorso: Hauptbahnhof / Museumsstraße / Hungerburgbahn / Kristallwelten.

Per saperne di più:

www.innsbruck.info

 

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