Un quartiere dalle mille attrazioni: il Montjuïc a Barcellona

Category: Europa
Published on 15 December 2015
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bacellona 1
di Laura Landi
In qualsiasi posto tu sia a Barcellona, c’è sempre qualcosa da vedere vicino a te, nei dintorni o nei quartieri della città: gioielli di architettura catalana, di arte moderna e contemporanea, mercatini, parchi…
Se ti trovi nei pressi del quartiere Sants-Montjuïc, ovvero il più grande della città, puoi facilmente e comodamente trovare tante attrazioni a pochi passi da te.
L’attrazione più significativa in questa zona è sicuramente la collina Montjuïc. Alta 185 metri, con il suo caratteristico profilo che ricorda una scogliera, è un simbolo della città fin dai tempi antichi, oltre che un eccezionale punto panoramico su Barcellona. La collina era conosciuta come il Monte dei Giudei (Montjuïc in Catalano) perché qui nel medioevo la comunità Sefardita seppelliva i suoi morti. Dai numerosi belvedere del Montjuïc (Belvedere del Alcalde e il Belvedere del Migdia) e dalla sua funicolare che collega il castello con il porto, si godono di vedute meravigliose del golfo, della costa e della città. Il cambiamento più significativo della collina avvenne negli anni ’20 quando il Consiglio Comunale decise di ospitare l’esposizione internazionale del 1929. Plaça d'Espanya, la Fontana Magica, il Palau Nacional, sede del Museo Nazionale d'Arte della Catalunya,e il Poble Espanyol, o Villaggio Spagnolo, risalgono a questo periodo. Lo stadio olimpico, situato sempre a Montjuïc e inaugurato nel 1992 fu completamente rinnovato quando la città ospitò i 25° giochi olimpici di Barcellona. A coronamento di questa cittadella olimpica furono innalzati l’anello olimpico, il Palau Sant Jordi e la torre delle comunicazioni.

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Il Poble Espanyol, o Villaggio Spagnolo, è un museo a cielo aperto che comprende delle repliche in scala reale di 117 edifici provenienti da diverse parti della Spagna. Poble Espanol è un’attrazione unica in tutta la città: è un vero e proprio paese dove puoi visitare diversi tipi di abitazione, vedere i diversi stili architettonici e trovare oltre 40 laboratori artistici e di artigianato. Vi sono anche programmi e attività per bambini che comprendono cacce al tesoro e workshop.
Montjuïc è anche sede di musei come la Fondazione Mirò, il Museo di Archeologia, il Museo Etnologico e il Museo Nazionale di Arte della Catalunya (MNAC). Quest’ultimo, situato nel Palau National, sede centrale dell’esposizione del 1929, ti invita a scoprire 1000 anni di arte catalana. Il Padiglione Mies van der Rohe, che era il padiglione tedesco dell’expo, è un superbo esempio di architettura Bauhaus. L’ex fabbrica tessile Casamarona, edificio moderno progettato da Puig i Cadafalch è ora la sede di CaixaForum, un centro culturale che ospita mostre temporanee.
Di quest’area la Fontana Magica, con i suoi strabilianti giochi di luce, acrobazie acquatiche e musica, è una delle attrazioni della città che non si può assolutamente perdere. Disegnata per l’Expo del 1929 dall’ingegnere Carles Buigas, venne poi ristrutturata nel 1992 per i giochi olimpici e da allora non ha mai smesso di funzionare, sempre e rigorosamente con acqua riciclata, per far sì che non venga sprecata quella potabile. Lo spettacolo meraviglioso della fontana si può ammirare venerdì e sabato dalle 19 alle 21 ma anche quando non è attiva è un buon punto panoramico da cui ammirare Plaça d’Espana e, salendo le vicine scalinate, tutta l’area circostante fino alla collina del Tibidabo.
Completano infine la visita al Parco del Montjuïc i Giardini Botanici, il Museo Olimpico e dello Sport Joan Antoni Samaranch e l’anello Olimpico che comprende lo stadio Lluís Companys, il palazzetto dello sport di Arata Izosaki, il Palau Sant Jordi e la torre delle telecomunicazioni disegnata da Santiago Calatrava.
Una solo quartiere che ha così tanto da offrire..anche questa è Barcellona. Una città che ne racchiude tante altre, ognuno con la sua storia, con la sua arte, la sua cultura.

 

Berlino: una città in divenire

Category: Europa
Published on 05 October 2015
Written by Super User

Murales Berlino


di Laura Landi
Capitale della Germania e uno dei luoghi più stimolanti in Europa: Berlino è questo e non solo. La metropoli rispecchia come nessun’altra città il rapido cambiamento di influenze e tendenze e propone una commistione di stili di vita e correnti creative senza eguali.
Chi sente parlare di Berlino, pensa in primo luogo alla porta di Brandeburgo, l'edificio più famoso della capitale. Per decenni è stato simbolo di divisione ma anche il cuore di una metropoli sempre spumeggiante, fonte inesauribile di idee e impulsi, arte, cultura e creatività. Un panorama molto diverso rispetto a quello della Berlino della seconda guerra mondiale. Ma la memoria non manca e proprio  nelle immediate vicinanze della porta di Brandeburgo si può vedere il Monumento all'Olocausto, realizzato secondo il progetto dell'architetto newyorkese Peter Eisenman.
E se di fermento culturale si parla, è d’obbligo visitare il quartiere Berlino-Mitte. Qui è possibile rivivere la Berlino dei tempi passati: è il risultato della vivace mescolanza di gallerie d'arte, cinema, teatri, ristoranti,  piccoli e grandi negozi. E qui hanno naturalmente sede i resti del muro, ovvero l'East Side Gallery che si estende dal ponte Oberbaumbrücke alla stazione ferroviaria Ostbahnhof per circa 1,3 km di arte di strada. Un percorso da ammirare e su cui riflettere: un pezzo di storia scritto su un muro che si imprime inevitabilmente nella memoria.
Ma tornando verso il centro della città, ecco il sontuoso viale berlinese Unter den Linden che si snoda verso l'Alexanderplatz, passando accanto all'isola dei musei, patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, al duomo di Berlino, alla stazione di guardia Neue Wache e all'edificio barocco Zeughaus, che oggi ospita il museo storico tedesco. porta brandeburgo berlino notturna

Proseguendo si giunge quindi alla torre della televisione, ad oggi l'edificio più alto della Germania. La torre offre un panorama mozzafiato su Berlino e la regione del Brandeburgo: una delle tappe obbligatorie durante qualsiasi soggiorno nella capitale tedesca. Poco lontano sorge la Gendarmenmarkt (Mercato dei Gendarmi), conosciuta come la piazza più bella di Berlino.
Spettacolare inoltre il quartiere governativo, dove spicca Reichstag (sede del Parlamento) con la sua magnifica cupola di vetro; oppure il moderno Sony Center, nei pressi di Potsdamer Platz, che ha preso vita sui resti del vecchio hotel Esplanade.
Ma la visita di una città non può dirsi completa se non ci si immerge nella vita del posto. E allora dedicate almeno un pasto ai deliziosi Curry-Wurst berlinesi e accompagnateli da qualche sorso di Kindl, la birra del posto. E per il dopocena non potete non andare negli Hackesche Höfe (Cortili di Hacke), nel quartiere Mitte: rappresentano la più grande area chiusa costituita da cortili della Germania e dal 1972 sono posti sotto tutela. Il complesso edilizio veniva utilizzato come sede di uffici, industrie, fabbriche e abitazioni. Intorno agli Höfe si trova una via piena di vita con numerosi bar, ristoranti e locali che fanno di questa zona uno dei quartieri più alla moda della vita notturna di Berlino.

 

La Repubblica monastica del Monte Athos

Category: Europa
Published on 01 August 2013
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Monte Athos

di Caterina Emma Colacello

La Repubblica monastica del Monte Athos è un territorio autonomo della Repubblica Greca, dotato di uno statuto speciale di autogoverno . Confina per una sottile striscia di terra con la Macedonia Centrale.                                      
L'amministrazione del territorio è affidata a un collegio, la Ιερά Κοινότητα (Iera Kinotita), che riunisce i rappresentanti dei 20 monasteri atoniti, alle cui dipendenze vi è un comitato esecutivo di quattro membri, la Ιερά Επιστασία (Iera Epistasia), presieduta a rotazione dal rappresentante di un monastero, il Protos. La Repubblica è soggetta alla giurisdizione ecclesiastica del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli e a quella politica del ministero per gli affari esteri greco: lo Stato greco è infatti rappresentato da un governatore con l'incarico di sovrintendere all'amministrazione del territorio e di farne rispettare lo statuto, con responsabilità esclusiva per la salvaguardia dell'ordine pubblico e della sicurezza.
L'ingresso è sottoposto a una particolare giurisdizione restrittiva: per entrarvi è infatti necessario uno speciale permesso di soggiorno, il Dhiamonitirion (Διαμονητηρίων), che permette di visitare Monte Athos per 4 giorni. Si può comunque richiedere in loco un'estensione per altri 2-3 giorni.
La Repubblica si trova nella lingua più orientale della Penisola Calcidica ed è abitata da circa 1500 monaci ortodossi distribuiti in 20 monasteri o laure, in 12 skiti  (comunità di monaci singoli sorte intorno a chiese) e in circa 250 celle (eremi isolati). Tutte le skiti o le celle sono autonome per quel che riguarda la loro vita interna, ma ricadono sotto la giurisdizione di uno dei 20 monasteri principali per quel che riguarda i problemi generali della vita monastica e i problemi amministrativi Ognuno dei 20 monasteri elegge un proprio superiore e i rappresentanti per la Santa Assemblea (Iera Kinotita), che esercita il potere legislativo su tutto il Monte Athos.


Città
La principale delle due città è Karyes, che funge da capoluogo: qui hanno sede le istituzioni della repubblica monastica, la tesoreria, gli alloggi dei rappresentanti dei vari monasteri, la farmacia, le poste, un piccolo ospedale, alcune botteghe e una foresteria. Vi risiede anche il governatore dello stato greco. La città, al centro della penisola di Athos e a 375 m s.l.m., è stata costruita intorno al IX secolo, in un sito nelle cui vicinanze sorgeva nell'antichità un santuario dedicato alla dea Artemide. A Karyes è conservata il Tragos, un rotolo di pergamena redatto nel 971 dagli igumeni dei monasteri athoniti e controfirmato e sigillato dall'imperatore Giovanni Zimisce, che sancisce l'indipendenza perpetua del Monte Athos.


Mezzi di trasporto

L'unico mezzo per arrivare in questa repubblica è il traghetto proveniente quotidianamente dalla città greca di Uranopoli: questo arriva al porto di Dafni, l'altro centro abitato della repubblica, da dove una corriera porta alla minuscola capitale. Per spostarsi tra i vari monasteri occorre fare affidamento sulle poche corriere, sui mezzi degli stessi monasteri, che all'occorrenza trasportano i visitatori, sui battelli che collegano i monasteri o le skiti sulla costa e, soprattutto, sulle proprie gambe. I sentieri, specie nella parte sud, sono spesso impervi e scoscesi, inadatti a chi soffre di vertigini.


Il divieto alle donne

Esattamente come nel Sumo giapponese, trattandosi di un territorio abitato da monaci, per lunga tradizione in Monte Athos possono entrare solo uomini. Il controllo viene effettuato all'imbarco da Uranopoli e, se necessario, viene ripetuto all'arrivo a Dafni. Questo divieto è stato così rigoroso nel corso della millenaria storia dell'Athos, che solo poche volte è stato infranto: ciò è capitato, per esempio, durante la seconda guerra mondiale, quando un gruppo di partigiani comunisti greci, tra cui alcune donne, entrarono nella montagna sacra.
Il divieto si estende anche agli animali di sesso femminile, e ciò, per strano che possa apparire, è giustificato da un episodio assai spiacevole. I Valacchi profittavano della terra fertile dell'Athos per farvi pascere il loro bestiame, e s'insediarono sulla Santa Montagna portando con se le loro mogli, travestite da uomini. La presenza delle donne e le loro pressanti gentilezze crearono smarrimento e debolezze presso i monaci. I Valacchi furono allontanati, e per evitare il ripetersi di questa situazione, si pensò di interdire l'accesso di animali femmine sull'Aghion Oros.

L’ospitalità monastica

I visitatori vengono accolti al loro arrivo da un monaco che offre loukoumies, raki e acqua. Vengono poi accompagnati nella foresteria, dove si dorme in camerate con servizi comuni.
La vita interna e gli spostamenti tra i vari monasteri sono regolati dalla vita quotidiana monastica. Il tramonto, secondo l'antica consuetudine, corrisponde alla mezzanotte e i monaci si svegliano nella notte, all'ora sesta nel loro orologio tradizionale, per la preghiera. Il pranzo avviene verso le 11 e la cena verso le 17. I visitatori mangiano con i monaci e tutto si svolge in non più di 15 minuti, mentre un monaco legge le Scritture: mangiare, infatti, distrae dalla preghiera, scopo principale della loro vita. Naturalmente i visitatori, che si comportano da veri e propri pellegrini ortodossi, possono partecipare alle varie funzioni religiose.
Le ricche testimonianze.
L'Athos custodisce numerosi tesori artistici: antichi manoscrityi, icone e affreschi dipinti dai più illustri rappresentanti della pittura bizantina, come Teofane il Greco e Manuele Panselinos.
Fin dalle origini, la Santa Montagna ha ospitato mistici e maestri spirituali, i cui scritti - assieme a quelli di molti altri autori cristiani - furono raccolti nella Filocalia, una celebre antologia del XVIII secolo, la quale ha influenzato profondamente il mondo ortodosso. L'ultimo monaco canonizzato (1988) della Santa Montagna è il mistico Silvano del Monte Athos (1866-1938), i cui scritti sono stati tradotti nelle principali lingue occidentali.

Il canale di Serse

Il monte Athos è una penisola. Ma vi è stato almeno un lasso di tempo, in età non geologica ma storica, in cui è stata separata dal continente divenendo, tecnicamente, un'isola. Ciò è documentato dalla seconda spedizione delle Guerre persiane, quando Serse, memore della precedente sfortunata missione navale di Mardonio, fece costruire un canale navigabile per risparmiare alla flotta persiana il periplo del promontorio, le cui insidie avrebbero potuto rivelarsi ancora una volta determinanti.

Per saperne di più:

http://www.inathos.gr/athos/en/

 

La Sirenetta compie 100 anni

Category: Europa
Published on 07 August 2013
Written by Super User

sirenetta copenaghen 

È una delle più famose attrazioni di Copenaghen, ha perso la testa in numerose occasioni ed è la protagonista di una delle favole più famose di Hans Christian Andersen. A partire dal 1913, la statua della Sirenetta è stata visitata da milioni di turisti da tutto il mondo (è la danese più fotografata al mondo) - ad agosto festeggia il suo 100° compleanno.

La statua della Sirenetta, simbolo ormai di Copenaghen, compie 100 anni il 23 agosto. Per celebrare l'evento ci saranno festeggiamenti a Copenaghen e una pacifica invasione di sirenette in tutto il mondo, che daranno vita alla favola di H. C. Andersen.

Incontra e immortala la Sirena
Per coinvolgere tutti gli amici della Danimarca, VisitDenmark organizza a livello internazionale un concorso fotografico su Instagram e Twitter invitando, non solo a fotografare le belle copie viventi che appariranno nelle città di tutto il mondo il 23 agosto, ma anche a creare e fotografare la propria personalissima sirenetta (fino al 6 settembre 2013). Per partecipare verrà inaugurato l’hashtag #littlemermaid100.

Casa si vince

Cosa si vince? Una settimana in Danimarca per due persone, voli di andata e ritorno, pernottamento in camera doppia negli alberghi della catena Radisson e Copenhagen Card. In particolare: tre notti a Copenaghen in uno dei tre hotel Radisson presenti e le altre quattro notti in un hotel Radisson in una delle città seguenti (Aalborg, Aarhus, Odense).

Grandi passioni
La personificazione della tragica favola di Hans Christian Andersen, la statua della Sirenetta dal cuore spezzato siede sul suo scoglio presso il porto di Copenaghen attendendo il principe dei suoi sogni. Una piccola statua in bronzo, solo 125 cm di altezza per 175 kg di peso, la Sirenetta ha ispirato i visitatori con la sua storia d’amore duraturo per un secolo. Ma ha anche sollevato delle controversie. Decapitata due volte da artisti radicali (nel 1964 e nel 1998), la Sirenetta è stata anche privata di un braccio (1984). E fu addirittura fatto un tentativo di farla esplodere (2003). Nel 2010, la Statua della Sirenetta è volata in Cina dove venne esposta alla world EXPO di Shanghai presso il padiglione danese.

Un po' di storia
La statua della Sirenetta del 1913 era in origine un regalo alla città di Copenaghen da parte del produttore di birra Carl Jacobsen (1824-1914) figlio del fondatore del Birrificio Carlsberg. Lo scultore, Edvard Eriksen (1876-1959), prese sua moglie, Eline Eriksen, come modella per la statua. L’artista, all’inizio, venne ispirato nella creazione della Sirenetta, dopo aver assistito ad una performance del balletto La Sirenetta nel 1909 interpretato dal Royal Danish Ballet e con la partecipazione dell’étoile Ellen Prince nel ruolo della protagonista.

Per saperne di più:

www.visitdenmark.it 

 

 

 

 

Montenegro.Prima regno ora repubblica

Category: Europa
Published on 29 July 2013
Written by Super User

Budva 2008a 

di Caterina Emma Colacello  

Il Montenegro è uno Stato europeo situato nella penisola balcanica e che si affaccia sul mare Adriatico. Confina con Serbia, Kosovo, Albania, Croazia, Bosnia ed Erzegovina.
Fino al 2 giugno 2006 la Repubblica del Montenegro è stata unita alla Repubblica di Serbia con il nome di Serbia e Montenegro. Dal 3 giugno 2006 il Montenegro è diventato uno Stato indipendente, proclamato a seguito del referendum sull'indipendenza del 21 maggio 2006. È membro dell'ONU, Conta 672.180 abitanti, una superficie di 13.812 km² e la capitale è Podgorica.
Il nome fa riferimento al colore scuro e intenso delle foreste che un tempo coprivano le Alpi Dinariche, così come era possibile vederle dal mare. Nella maggior parte delle lingue indoeuropee non slave si è affermata la dizione veneta introdotta dai Veneziani.
storia
Nel Medioevo il Montenegro, denominato Zeta, fu un principato indipendente al capo del quale si avvicendarono numerose dinastie e numerosi governanti.
Quando i Turchi conquistarono i Balcani nel XV secolo, anche il Montenegro cadde sotto il loro dominio diretto, ad eccezione della parte costiera (denominata  Albania veneta  che, dal 1420 al 1797, rimase stabilmente in mano alla Repubblica di Venezia, mantenendo anche legami e caratteristiche veneziane tuttora presenti.
Alla fine del XVII secolo i Turchi subirono numerose sconfitte ad opera dell'Austria. L'indebolimento dell’Impero Ottomano permise al Montenegro di ottenere una certa autonomia. Divenne un paese tributario dell'Impero Ottomano governato dai propri principi-vescovi (che avevano il titolo di "vladica"). Questi vladica, per quanto riguarda la loro funzione religiosa, erano metropoliti dipendenti dal Patriarcato Serbo-Ortodosso. Da allora i vladica divennero ereditari nella dinastia Petrović Njegoš.
Nel corso dell'Ottocento si ebbero varie guerre turco-montenegrine, attraverso le quali il piccolo Stato riuscì ad allargare i propri confini.
Nel 1852 il vladica, sempre della dinastia Petrović Njegoš, rinunciò alla carica ecclesiastica, conservando il solo potere temporale e prese il titolo di principe ("kniaz").
Durante il Congresso di Berlino del 1878, il paese ottenne il riconoscimento internazionale della sua indipendenza, a seguito della crisi dell'Est (1875-1878). E così il Principe poté far sposare sua figlia Elena all'erede al trono d'Italia, il futuro Vittorio Emanuele III.
Nel 1905 fu concessa una Costituzione e nel 1906 lo Stato montenegrino per la prima volta batté moneta: i perperi di rame. Al culmine di questo processo di modernizzazione, il 28 agosto 1910, il principe Nicola Petrović Njegoš di Montenegro si autoproclamò re, fondando il Regno del Montenegro.
Nel 1918 il Montenegro perse la sua indipendenza ed entrò a far parte del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. I montenegrini rimasti fedeli al re Nicola si ribellarono nel 1919, per poi essere vinti dall'esercito del nuovo Stato nel 1924.
Nel 1941 durante l'occupazione italiana fu creato un nuovo Regno del Montenegro sotto il protettorato italiano. L'Assemblea Costituente montenegrina previde la nomina di un Reggente che non avvenne mai per la sopraggiunta insurrezione. Il Governo italiano nominò inizialmente Governatore civile del Montenegro l'ambasciatore Conte Serafino Mazzolini che fu poi Sottosegretario agli Esteri nella Repubblica di Salò. Mazzolini fu sostituito, dopo lo scoppio della rivolta, dal gen. Alessandro Pirzio Biroli come Governatore militare. Dal 1945 fece parte della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, come una delle sei Repubbliche Federate.
Unione con la Serbia
Nel referendum del 1992 con il 95,96% dei voti, la popolazione montenegrina decise di rimanere nella Federazione Jugoslava in cui era rimasta solo con la Serbia, sebbene l'affluenza alle urne fosse stata del 66% a causa del boicottaggio dell'etnia musulmana, delle minoranze cattoliche e degli indipendentisti. Questi sostenevano che la votazione fosse stata organizzata in condizioni non democratiche.
Nel 1996, il governo di Milo Đukanović attenuò il legame tra Montenegro e Serbia. Le tensioni tra i due stati erano ancora critiche nonostante il cambio di politica di Belgrado. Il Montenegro formò la propria linea politica economica ed introdusse il marco tedesco come moneta corrente, come proposto al tempo dal ministro dell'economia. Il dinaro serbo non era usato nel Montenegro tranne che da turisti.
Nel 2002, la Serbia ed il Montenegro arrivarono ad un nuovo accordo riguardante la cooperazione. Nel 2003, la Federazione Jugoslava venne ridefinita come "Serbia e Montenegro".

Indipendenza
Lo status del Montenegro e, in particolare, la fine dell'unione con la Serbia sono stati decisi dal referendum sull'indipendenza del Montenegro del 21 maggio 2006, cui ha partecipato la percentuale del 86,5% del corpo elettorale, cioè 419.240 votanti, a seguito del quale il 55,5% degli stessi, pari a 230.661 voti, si è espresso a favore dell'indipendenza del paese: si tratta dunque di una percentuale di poco superiore alla soglia del 55% concordata con l'Unione Europea  per rendere valido il referendum; in valore assoluto la soglia minima necessaria è stata superata per soli 2300 voti. Di conseguenza, il Parlamento del Montenegro ha intrapreso le procedure legali per dichiarare l'indipendenza. L'iter si è chiuso il 3 giugno 2006 con la dichiarazione d'indipendenza, seguita e quindi confermata il giorno successivo da un analogo atto da parte della Serbia.
Le autorità del Montenegro hanno subito intavolato delle trattative con la Serbia per risolvere i problemi legati alla separazione. La Serbia, gli Stati membri dell'Unione Europea ed i membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno immediatamente fatto capire che avrebbero riconosciuto l'indipendenza del Montenegro, rimuovendo gli ostacoli sulla strada della nascita del nuovo Stato sovrano. Il primo Paese ad aver riconosciuto l'indipendenza del Montenegro è stata l'Islanda, l'8 giugno 2006.
Il 22 ottobre 2007 è stata promulgata ufficialmente la nuova Costituzione.

 

Per saperne di più:

Montenegro.travel  il sito dell’Ente del turismo, anche in italiano, è ricco di notizie geografiche, brevi compendi  sulla cultura del Paese, mappe, offerte speciali, proposte di escursioni,  un elenco di strutture per il pernottamento e molte altre informazioni utili per pianificare il viaggio. Altre informazioni su   visit-montenegro.com, destination-monte-negro.com e newmontenegro.eu .
Nparkovi.me  notizie sui parchi nazionali: il monte Durmitor (patrimonio dell’Unesco), Biogradska Gora, Lovćen, il lago di Scutari.
Budva.travel Sul sito ufficiale di Budva, informazioni pratiche sulla cittadina e sulle sue spiagge, fra le più belle dell’Adriatico. Altre notizie su budva.com Tra le località costiere più belle anche Sveti Stefan (per saperne di più: sveti-stefan.biz) e Ulcinj ( ulcinj365.com), lungo la costa meridionale. Per conoscere ed esplorare la capitale del Montenegro, infine, c’è il sito podgorica.travel.  
Kotor.travel le Bocche di Cattaro sono un luogo speciale dal punto di vista storico e naturalistico. Al centro della baia c’è la cittadina medievale di Cattaro, in montenegrino Kotor, patrimonio mondiale dell’Unesco. Consultare anche kotot365.com

Come arrivare dall’Italia
In aereo: nessun volo diretto, bisogna prevedere almeno uno scalo.
Austrian (austrian.com) vola a podgorica, via vienna, tutti i giorni dai principali aeroporti italiani. Con la serba Jat Airways (jatcom) la capitale raggiunge quotidianamente via Belgrado da Roma Fiumicino e da Milano Malpensa.

In nave: solo nella bella stagione.
D’estate, Montenegro Lines ( montenegrolines.com, morfimare.it) collega Bari e Ancona con Bar (la traversata dura rispettivamente 9 o 16 ore). Il traghetto consente di arrivare con la propria auto; per circolare è sufficiente la carta verde.

In auto: indispensabile per spostarsi dl mare ai monti.
Per muoversi nel Paese conviene noleggiare un’auto ( basta la patente italiana). All’aeroporto di Podgorica sono Presenti le principali società. Una vettura compatta costa da 163 euro la settimana. Confrontate prezzi e offerte sul sito rentalcargroup.com. Le autorità montenegrine sono molto fiscali riguardo al rispetto dei limiti di velocità al parcheggio in sosta vietata.

 
Redazione Agorà Turismo

Agorà Turismo - on line magazine 
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bergamo – I
N° 02 del 01 febbraio 1990

Direttore responsabile:
Giuseppe Venuti

Direttore editoriale:
Monica Piana

In redazione
Giovanna Fidone, Avvocato Maria Carmina Gallucci, Luisa D’Avino, Caterina Emma Colacello, Elisabetta Longhi, Romina Liuzza, Laura Cavalieri Manasse, Laura Landi, Laura Celotto, Silvana Carminati.

Editore:
FOCOPI, associazione culturale dal 1994,
Iscr. Registro ex L.R. 28/96 Regione Lombardia F.2 n.7 Sez.B Cultura

C.F.: 95083990168

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