Battesimi vip

Category: Europe
Published on 22 October 2013
Written by Super User

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Nella bellissima cornice di Verbania, ridente cittadina del Lago Maggiore, domenica 20 ottobre si è tenuto il battesimo dell'annoArianna Magni accompagnata da mamma Chiara e papà Ivan ha sorpreso tutti dimostrandosi serena e tranquilla durante tutta la cerimonia. Orgogliosi i quattro padrini.. Tanti gli ospiti vip presenti tra i quali ricordiamo  la giovane promessa del calcio Luca Magni con la fidanzata. Elegante e raffinata la location del ricevimento e ben auguranti le bomboniere: luminose lanterne per illuminare il lungo e felice cammino della dolcissima Arianna.

 

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Montenegro.Prima regno ora repubblica

Category: Europe
Published on 29 July 2013
Written by Super User

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di Caterina Emma Colacello  

Il Montenegro è uno Stato europeo situato nella penisola balcanica e che si affaccia sul mare Adriatico. Confina con Serbia, Kosovo, Albania, Croazia, Bosnia ed Erzegovina.
Fino al 2 giugno 2006 la Repubblica del Montenegro è stata unita alla Repubblica di Serbia con il nome di Serbia e Montenegro. Dal 3 giugno 2006 il Montenegro è diventato uno Stato indipendente, proclamato a seguito del referendum sull'indipendenza del 21 maggio 2006. È membro dell'ONU, Conta 672.180 abitanti, una superficie di 13.812 km² e la capitale è Podgorica.
Il nome fa riferimento al colore scuro e intenso delle foreste che un tempo coprivano le Alpi Dinariche, così come era possibile vederle dal mare. Nella maggior parte delle lingue indoeuropee non slave si è affermata la dizione veneta introdotta dai Veneziani.
storia
Nel Medioevo il Montenegro, denominato Zeta, fu un principato indipendente al capo del quale si avvicendarono numerose dinastie e numerosi governanti.
Quando i Turchi conquistarono i Balcani nel XV secolo, anche il Montenegro cadde sotto il loro dominio diretto, ad eccezione della parte costiera (denominata  Albania veneta  che, dal 1420 al 1797, rimase stabilmente in mano alla Repubblica di Venezia, mantenendo anche legami e caratteristiche veneziane tuttora presenti.
Alla fine del XVII secolo i Turchi subirono numerose sconfitte ad opera dell'Austria. L'indebolimento dell’Impero Ottomano permise al Montenegro di ottenere una certa autonomia. Divenne un paese tributario dell'Impero Ottomano governato dai propri principi-vescovi (che avevano il titolo di "vladica"). Questi vladica, per quanto riguarda la loro funzione religiosa, erano metropoliti dipendenti dal Patriarcato Serbo-Ortodosso. Da allora i vladica divennero ereditari nella dinastia Petrović Njegoš.
Nel corso dell'Ottocento si ebbero varie guerre turco-montenegrine, attraverso le quali il piccolo Stato riuscì ad allargare i propri confini.
Nel 1852 il vladica, sempre della dinastia Petrović Njegoš, rinunciò alla carica ecclesiastica, conservando il solo potere temporale e prese il titolo di principe ("kniaz").
Durante il Congresso di Berlino del 1878, il paese ottenne il riconoscimento internazionale della sua indipendenza, a seguito della crisi dell'Est (1875-1878). E così il Principe poté far sposare sua figlia Elena all'erede al trono d'Italia, il futuro Vittorio Emanuele III.
Nel 1905 fu concessa una Costituzione e nel 1906 lo Stato montenegrino per la prima volta batté moneta: i perperi di rame. Al culmine di questo processo di modernizzazione, il 28 agosto 1910, il principe Nicola Petrović Njegoš di Montenegro si autoproclamò re, fondando il Regno del Montenegro.
Nel 1918 il Montenegro perse la sua indipendenza ed entrò a far parte del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. I montenegrini rimasti fedeli al re Nicola si ribellarono nel 1919, per poi essere vinti dall'esercito del nuovo Stato nel 1924.
Nel 1941 durante l'occupazione italiana fu creato un nuovo Regno del Montenegro sotto il protettorato italiano. L'Assemblea Costituente montenegrina previde la nomina di un Reggente che non avvenne mai per la sopraggiunta insurrezione. Il Governo italiano nominò inizialmente Governatore civile del Montenegro l'ambasciatore Conte Serafino Mazzolini che fu poi Sottosegretario agli Esteri nella Repubblica di Salò. Mazzolini fu sostituito, dopo lo scoppio della rivolta, dal gen. Alessandro Pirzio Biroli come Governatore militare. Dal 1945 fece parte della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, come una delle sei Repubbliche Federate.
Unione con la Serbia
Nel referendum del 1992 con il 95,96% dei voti, la popolazione montenegrina decise di rimanere nella Federazione Jugoslava in cui era rimasta solo con la Serbia, sebbene l'affluenza alle urne fosse stata del 66% a causa del boicottaggio dell'etnia musulmana, delle minoranze cattoliche e degli indipendentisti. Questi sostenevano che la votazione fosse stata organizzata in condizioni non democratiche.
Nel 1996, il governo di Milo Đukanović attenuò il legame tra Montenegro e Serbia. Le tensioni tra i due stati erano ancora critiche nonostante il cambio di politica di Belgrado. Il Montenegro formò la propria linea politica economica ed introdusse il marco tedesco come moneta corrente, come proposto al tempo dal ministro dell'economia. Il dinaro serbo non era usato nel Montenegro tranne che da turisti.
Nel 2002, la Serbia ed il Montenegro arrivarono ad un nuovo accordo riguardante la cooperazione. Nel 2003, la Federazione Jugoslava venne ridefinita come "Serbia e Montenegro".

Indipendenza
Lo status del Montenegro e, in particolare, la fine dell'unione con la Serbia sono stati decisi dal referendum sull'indipendenza del Montenegro del 21 maggio 2006, cui ha partecipato la percentuale del 86,5% del corpo elettorale, cioè 419.240 votanti, a seguito del quale il 55,5% degli stessi, pari a 230.661 voti, si è espresso a favore dell'indipendenza del paese: si tratta dunque di una percentuale di poco superiore alla soglia del 55% concordata con l'Unione Europea  per rendere valido il referendum; in valore assoluto la soglia minima necessaria è stata superata per soli 2300 voti. Di conseguenza, il Parlamento del Montenegro ha intrapreso le procedure legali per dichiarare l'indipendenza. L'iter si è chiuso il 3 giugno 2006 con la dichiarazione d'indipendenza, seguita e quindi confermata il giorno successivo da un analogo atto da parte della Serbia.
Le autorità del Montenegro hanno subito intavolato delle trattative con la Serbia per risolvere i problemi legati alla separazione. La Serbia, gli Stati membri dell'Unione Europea ed i membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno immediatamente fatto capire che avrebbero riconosciuto l'indipendenza del Montenegro, rimuovendo gli ostacoli sulla strada della nascita del nuovo Stato sovrano. Il primo Paese ad aver riconosciuto l'indipendenza del Montenegro è stata l'Islanda, l'8 giugno 2006.
Il 22 ottobre 2007 è stata promulgata ufficialmente la nuova Costituzione.

 

Per saperne di più:

Montenegro.travel  il sito dell’Ente del turismo, anche in italiano, è ricco di notizie geografiche, brevi compendi  sulla cultura del Paese, mappe, offerte speciali, proposte di escursioni,  un elenco di strutture per il pernottamento e molte altre informazioni utili per pianificare il viaggio. Altre informazioni su          visit-montenegro.com, destination-monte-negro.com e newmontenegro.eu .
Nparkovi.me  notizie sui parchi nazionali: il monte Durmitor (patrimonio dell’Unesco), Biogradska Gora, Lovćen, il lago di Scutari.
Budva.travel Sul sito ufficiale di Budva, informazioni pratiche sulla cittadina e sulle sue spiagge, fra le più belle dell’Adriatico. Altre notizie su budva.com Tra le località costiere più belle anche Sveti Stefan (per saperne di più: sveti-stefan.biz) e Ulcinj ( ulcinj365.com), lungo la costa meridionale. Per conoscere ed esplorare la capitale del Montenegro, infine, c’è il sito podgorica.travel.  
Kotor.travel le Bocche di Cattaro sono un luogo speciale dal punto di vista storico e naturalistico. Al centro della baia c’è la cittadina medievale di Cattaro, in montenegrino Kotor, patrimonio mondiale dell’Unesco. Consultare anche kotot365.com

Come arrivare dall’Italia
In aereo: nessun volo diretto, bisogna prevedere almeno uno scalo.
Austrian (austrian.com) vola a podgorica, via vienna, tutti i giorni dai principali aeroporti italiani. Con la serba Jat Airways (jatcom) la capitale raggiunge quotidianamente via Belgrado da Roma Fiumicino e da Milano Malpensa.

In nave: solo nella bella stagione.
D’estate, Montenegro Lines ( montenegrolines.com, morfimare.it) collega Bari e Ancona con Bar (la traversata dura rispettivamente 9 o 16 ore). Il traghetto consente di arrivare con la propria auto; per circolare è sufficiente la carta verde.

In auto: indispensabile per spostarsi dl mare ai monti.
Per muoversi nel Paese conviene noleggiare un’auto ( basta la patente italiana). All’aeroporto di Podgorica sono Presenti le principali società. Una vettura compatta costa da 163 euro la settimana. Confrontate prezzi e offerte sul sito rentalcargroup.com. Le autorità montenegrine sono molto fiscali riguardo al rispetto dei limiti di velocità al parcheggio in sosta vietata.

 

Insolita Barcellona: angoli nascosti - di Laura Landi

Category: Agora turismo Insight
Published on 25 February 2014
Written by Super User Hits: 2326

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Probabilmente siete già stati a Barcellona, e se siete già stati, quasi sicuramente avete visitato: la Pedrera, il Park Güell, la Sagrada Família, la Casa Batlló…ma certamente non avete ancora conosciuto i suoi angoli più segreti. Non si tratta di condurvi attraverso la Barcellona dei noir di Carlos Ruiz Zafòn, si tratta di strade, di piazze, di locali.. che il turista non ha tempo di scoprire e che il cittadino è al contrario troppo abituato a vivere. Nello splendido quartiere gotico di Barcellona, a pochi passi dalla Rambla principale che collega Plaça de Catalunya al porto, si rimane ammaliati dall’imponenza della Cattedrale, dalle chiese Santa Maria del Pi e del Mar, ma il nostro angolo nascosto è la plaça Saint Felipe Neri. Una piccola via perpendicolare al Carrer de Bisbe, strada nota per il ponte neogotico progettato dall’architetto Joan Rubió, conduce a questa deliziosa piazzetta con al centro una fontana e chiusa tutt’intorno da un convento e una chiesa. Ciò che rompe lo schema della piazza, invadendone un lato, sono solo alcuni tavolini di un elegante café. Poco distante un laboratorio di produzione artigianale di saponi riempie la piazza di mille aromi: caffè, oliva, mandorla, limone… La piazza conquista per il suo silenzio. Si è distanti pochissimi metri dal cuore del Barri Gòtic, invaso da visitatori di tutto il mondo curiosi di scoprire, vedere e fotografare le bellezze gotiche del quartiere e, alle spalle di tutto ciò, una piccola piazza brilla di luce propria, con i suoi profumi, i suoi aromi e la sua pace.

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Nello stesso quartiere la più frequentata Plaça Reial comunica direttamente con la Rambla. Di giorno è oggetto di interesse per i numerosi ristoranti dislocati tutti attorno alla piazza e per la musica che qualche artista improvvisa per intrattenere i passanti, mentre di notte è un frequentato luogo di passaggio per recarsi in alcuni locali tipici catalani, visitati per lo più da spagnoli, che si distribuiscono nelle strade laterali alla piazza.  Si colga l’occasione di perdere la bussola in queste strade, per trovare gli innumerevoli piccoli locali dove si possa gustare la “vera” sangria, le “vere” tapas, un gusto assolutamente diverso dai locali più turistici affacciati sulla Rambla. E a proposito di locali tipici, ce ne sono due o tre che i barcellonesi amano in maniera particolare: La Xampanyeria, nel quartiere marittimo la Barceloneta, locale low cost ottimo soprattutto per pranzo o per una cerveza dopo mezzanotte, la Ovella Negra e El Tropezón. Ovella Negra è gruppo costituito da più locali che organizzano moltissimi eventi tutti gettonatissimi, tra i quali un grande mercatino delle pulci all’interno del locale in zona Bogatell. Un ottimo modo per passare la domenica, tra un drink, cibo spagnolo e un po’ di shopping alternativo. El Tropezón, nel quartiere gotico, è invece un posto caldissimo e molto affollato, ma la squisitezza delle tapas (senza badare al colesterolo!) e la cordialità del personale che non mancherà di offrire dopo cena il loro digestivo alla liquirizia, fanno valere la pena di soffrire qualche disagio.

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Se state programmando il vostro soggiorno a Barcellona poco dopo il periodo pasquale, è consigliabile assistere alla festa della segunda Pascua (o Pentecoste) nel quartiere Barceloneta, che ha il suo fulcro intorno alla chiesa di San Miquel del Port. In questo periodo il quartiere si divide in piccoli gruppi di persone di ogni fascia d’età, tutti abbigliati con uno stesso colore. Cosa fanno? Cantano, suonano e ballano senza sosta! Si inizia la mattina presto e non si smette che in tarda serata: sono gruppi itineranti che diffondono un’allegria contagiosa. Una vera festa locale folkloristica a cui partecipare tenendo ben presente di non pernottare in zona se si tiene ad un indisturbato riposo notturno. L’ultimo angolo nascosto di quest’insolita Barcellona si chiama MACBA. Il MACBA è il museo di arte moderna e contemporanea di Barcellona, situato non distante da Plaça de Catalunya. La visita all’interessante Museo non può non essere abbinata ai dintorni dell’edificio: gruppi di ragazzi e ragazze si confrontano a colpi di skateboard. E proprio di colpi di tratta: le rotelle stridono sul cemento e qualcuno ogni tanto cade, ma lo spettacolo, per giunta gratuito, è assicurato viste le acrobazie e la tendenza di famosi skaters di allenarsi proprio qui. I barcellonesi sono gente socievole, perciò sedetevi accanto a questi ragazzi, sui muretti o sui gradini della piazza e lasciatevi trasportare dai momenti concitati, dal divertimento e immedesimatevi nello sport. Barcellona non è solo cultura, o arte, o mare, ma è il colore delle sue sculture, la storia per le sue strade, sono le relazioni che si intrecciano dei numerosi immigrati, è estro,  creatività e spontaneità. Barcellona mostra sempre un lato nuovo di sé, questo era quello dei suoi angoli segreti, dei veri luoghi di benessere, in una delle città più cosmopolite d’Europa.

Per saperne di più:

www.barcelonaturisme.com

 

Fuerteventura is a place to relax - di Laura Landi

Category: Agora turismo Insight
Published on 25 March 2014
Written by Super User

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Fuerteventura fa parte dell’arcipelago delle isole Canarie, in territorio spagnolo ma situate nell’Oceano Atlantico, proprio di fianco al Marocco.
Nell’immaginario turistico le Canarie sono isole splendide con un clima sempre soleggiato e mite, dove la gente passeggia tutto l’anno baciata dal sole e con le infradito ai piedi. Effettivamente, la realtà non è molto distante dalla fantasia. Il clima è veramente molto clemente in questa zona del mondo: la minima annuale è di 15 gradi a dicembre e la massima è di 29 gradi ad agosto. L’unica “pecca” è il vento che soprattutto nei mesi invernali soffia molto forte facendo percepire una temperatura più bassa del reale. Tuttavia questa può essere una pecca per chi viaggia con bimbi al seguito o per chi vuole riposarsi in spiaggia, viceversa può essere il motivo principale di scelta della meta turistica per chi pratica surf, windsurf, kitesurf o SUP.
Tutta l’isola è particolarmente indicata, e le spiagge sono ben attrezzate, per queste discipline sportive. Soprattutto tutta l’area settentrionale di Fuerteventura è molto ventosa e colma di scuole di surf, noleggi tavole e negozi di abbigliamento sportivo. Tutto ciò rende il nord di Fuerteventura, dove la città principale è Corralejo, molto viva e piena di giovani.
Corralejo è una cittadina molto animata e ricca di servizi turistici: l’ufficio informazioni è aperto fino a tarda sera e sul viale principale si susseguono negozi,  bar, piccoli locali, pub in stile inglese (per soli turisti), appartamenti in affitto e hotel, numerosissimi ristoranti e molti uffici che vendono escursioni in quad e buggy, in barca a vela o in bicicletta.  Ma la parte meno battuta di Corralejo, quella che ruota attorno al porto, è, secondo i locali, il suo vero centro storico, il cuore pulsante della città, quella dove gli autoctoni si ritrovano per uscire a cena o per bere una birra (rigorosamente al “Banana” o al “Buena Honda”), quella con il piccolo parco giochi dove il sabato e la domenica mattina i genitori portano i loro bambini a giocare, quella dove si può passeggiare lungo la spiaggia del porto, di notte, in solitudine, senza mai sentirsi soli grazie alle voci dentro la città e alla bellezza del paesaggio.
Corralejo in realtà è nota per una bellezza naturalistica che lascia senza fiato: le sue dune. I 2670 ettari di sabbia che separano Playa Puerto Remedio e la Salina, a est di Corralejo, catapultano i visitatori in un deserto in miniatura. Tutto ciò stupisce e affascina allo stesso tempo, poiché Fuerteventura è piuttosto arida: per raggiungere molte spiagge si attraversano strade sterrate, la terra rossa e i vulcani inattivi la fanno da padrone. Per questo motivo le dune di Corralejo lasciano il visitatore incantato di fronte alla vastità della zona sabbiosa, abbracciata da un lato dalle montagne e dall’altro dall’oceano popolato di colorate tavole da surf.
Sempre in quest’area, inoltre, dalla spiaggia si vede la bellissima Isla de los Lobos e le coste di Lanzarote, ben collegata con Corralejo tramite frequenti traghetti.
Un’altra località molto apprezzata per il surf è El Cotillo, situata a nord ovest di Fuerteventura. Piccola cittadina caratterizzata da bianchi e bassi edifici, si contraddistingue per la bellissima costa rocciosa, dove alte onde si infrangono.
Se si vuole invece godere del paesaggio canario senza cimentarsi in sport adrenalinici, si può andare in Costa Calma, situata a sud dell’isola. Qui il vento soffia meno forte e la natura è meno arida, più verde e rigogliosa. Questa zona è particolarmente indicata per le famiglie: non vi è infatti molta vita notturna che potrebbe disturbare il sonno dei bimbi; le spiagge sono molto grandi e attrezzate con possibilità di godere dell’ombra dei pini e delle palme nelle ore più calde della giornata e a La Lajita vi è un grandissimo zoo (Fuerteventura Oasis Park) dove  vale la pena di portarci i propri figli.

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Un’altra sosta, questa volta nelle zone interne dell’isola, è consigliata a Betancuria, la prima città ad essere stata fondata a Fuerteventura. Le sue opere di maggiore interesse sono: il Museo d’arte Sacra, il Museo archeologico, l’eremo di San Diego, la Chiesa di Santa Maria. Anche se, anche a Betancuria, è la natura che affascina.  Il 91,2% della superficie municipale è occupata dal Massiccio di Betancuria, area protetta per il suo valore geomorfologico ed etnografico. Tutta la zona è caratterizzata dall'abbondanza di palme, alberi da frutta ed altre specie arboree, che le conferiscono un aspetto distinto dal resto dell'isola, in quanto la relativa densità di vegetazione di questa zona contrasta con l'aridità generalizzata del territorio insulare. Nei pressi di Betancuria vi è un bellissimo punto panoramico, da cui ammirare il paesaggio circostante, riuscendo, con l’aiuto delle mappe in loco, a distinguere le catene montuose, i vulcani e le coste dell’isola.
Nelle aree più interne dell’isola, inoltre, è interessante notare le abitazioni semplici della popolazione, che stridono con le colorate villette con piscina più frequenti lungo le coste, e i numerosi allevamenti di capre. L’allevamento della capra majorera, infatti, rimane, insieme al turismo, un elemento trainante dell’economia dell’isola. La capra costituisce inoltre l’immagine simbolo dell’isola nonché un gustosissimo  piatto tipico: sia per la sua carne, sia per il pregiato formaggio majorero che se ne ricava.
A Fuerteventura, in sintesi, si ammira la natura. Di siti culturali è piuttosto povera e comunque non paragonabile alle bellezze che in Italia si scorgono in ogni angolo. Per questo motivo a Fuerteventura si va senza nulla cercare: bisogna solo farsi carezzare dalle onde, farsi bagnare dal sole e, come i locali spiegano ai turisti, rilassarsi. Perché non c’è bisogno di esplorare ogni angolo o ricercare le più disparate attività, Fuerteventura è semplicemente “a place to relax”.

 
Redazione Agorà Turismo

Agorà Turismo - on line magazine 
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bergamo – I
N° 02 del 01 febbraio 1990

Direttore responsabile:
Giuseppe Venuti

Direttore editoriale:
Monica Piana

In redazione
Giovanna Fidone, Avvocato Maria Carmina Gallucci, Luisa D’Avino, Caterina Emma Colacello, Elisabetta Longhi, Romina Liuzza, Laura Cavalieri Manasse, Laura Landi, Laura Celotto, Silvana Carminati.

Editore:
FOCOPI, associazione culturale dal 1994,
Iscr. Registro ex L.R. 28/96 Regione Lombardia F.2 n.7 Sez.B Cultura

C.F.: 95083990168

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