Festival dell'ospitalità - Nicotera (Vv) 28/30 settembre

Torna il “Festival dell’Ospitalità” per cui il Turismo fatto di Tradizioni ed Ospitalità, che affonda le sue radici profonde nella Calabria più antica, diventa un mode

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VisitScotland Expo è la borsa del turismo scozzese, il punto di ritrovo dei promotori del turismo del paese. Tour operator, agenzie di noleggio auto, organizzatori di viaggi d

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ITB Berlino 7-11/03 2018

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Agorà Turismo Insight

  Ritorna a Lerici, dal 1 al 16 settembre, una delle manifestazione più attese, Mytiliade: progetto giunto alla sua nona edizione e nato per promuovere una eccellenza locale, i muscoli, e il territorio. In ogni edizione si è cercato di dare un’impronta originale e ben marcata per un evento che vuole arrivare a tutti. Il Comune di Lerici ha un paesaggio, dei borghi e delle eccellenze agroalimentari che lo rendono una delle mete preferite dai turisti italiani e stranieri. E in un periodo ricco di stimoli e offerte, vuole rappresentare un modello non  banale, autentico e legato a quelle tradizioni e contaminazioni che hanno reso e rendono grande la cucina italiana e ligure.   In quest’ultima edizione la manifestazione vuole rafforzare alcuni aspetti che ritiene fondamentali: la bellezza e il rispetto per l’ambiente; la promozione dei borghi e  la fruizione dei paesaggi; le eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche; la qualità della vita e l’ospitalità. Utilizzando tutti gli spazi del Castello, il Comune cercherà di comunicare non solo il proprio territorio, ma la Liguria. Questo sarà uno spazio fisico in cui si fonderanno arte e cultura, manufatti e artigianato, agroalimentare ed enogastronomica.  Cultura e cibo saranno motivo di attrazione, discussione, festa. Come negli anni passati saranno presenti produttori e artigiani che negli spazi messi a disposizione, disposti lungo il fronte mare, faranno scoprire le loro eccellenze. Quindi il castello diventa il luogo in cui promuovere  e valorizzare non solo Lerici ma tutto il  Golfo dei Poeti. Mytiliade, edizione dopo edizione, è cresciuta e ha visto...

Agorà Turismo In Viaggio con Mamma e Papà!

  La Valle Varaita è la valle più verde della provincia di Cuneo (detta Smeraldina), dove il profilo del Monviso accompagna sempre i suoi visitatori in uno scenario di naturale bellezza, dai primi paesi di fondovalle fino ai 2748 metri del Colle dell’Agnello, al confine con la regione del Queyras. In questa valle si racconta che tra i boschi si possono incontrare i sarvanot, i folletti che abitano i suoi boschi e che hanno popolato i racconti tramandati nella valle tanti anni fa. Sono piccoli di statura, bruttini e pelosi, con dei buffi zoccoletti al posto dei piedi; assomigliano a noi e sono molto intelligenti ma anche schivi. Di notte sono attivi, ma di giorno si rintanano volentieri sotto le radici degli alberi o negli anfratti delle rocce. Quando escono dai loro nascondigli sono allegri e burloni, e si divertono a fare dispetti alle persone che incontrano. A Rore, un piccolo borgo che si incontra prima di Sampeyre, c'è una passeggiata nel verde perfetta per chi vuole sgranchirsi le gambe e far divertire i bambini. In circa due ore tra andata e ritorno si può percor...

È tempo di Cultura in Slovenia!

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Per migliaia di anni la Slovenia ha rappresentato un crocevia di nazioni e un melting pot di ispirazione naturale e culturale, dalle Alpi al Mediterraneo, dal Carso alla Pianura Pannonica, dove sono state create alcune delle più grandi meraviglie del genere umano e della natura. Una meta ideale per Pasqua 2018!

I TESORI PIÙ ANTICHI DEL MONDO
Il primo strumento musicale conosciuto al mondo, è un importante contributo sloveno alla storia della musica. Il flauto costruito in osso d’orso, trovato nella grotta Divje Babe, è l'unico flauto al mondo creato e utilizzato dall'uomo di Neanderthal. Gli archeologi credono lo strumento risalga a circa 60.000 anni fa! Questo prezioso reperto di rilevanza mondiale è ospitato nel Museo Nazionale della Slovenia (Narodni muzej Slovenije). Sarà per questo che il paese ha uno degli istituti musicali professionali più antichi d'Europa, l'Accademia Philharmonicorum, dove tra gli altri componeva e dirigeva anche il famoso Gustav Mahler?
 
L'esplorazione della cultura palafitticola della palude di Lubiana (Ljubljansko barje) condusse gli archeologi alla scoperta della ruota di legno con asse più antica del mondo - risalente a oltre 5.000 anni fa. La plurimillenaria cultura delle palafitte è iscritta nella lista del patrimonio Unesco. Dal 2018 è possibile vedere la ruota, che sorprende per la sua elaborazione creativa, alla nuova mostra permanente nel Museo civico di Lubiana.
 
PATRIMONIO DELL’UNESCO IN SLOVENIA
La più antica città mineraria slovena, Idrija, è patrimonio UNESCO grazie alla seconda miniera di mercurio più antica del mondo, operativa per oltre 500 anni. "Anthony's Main Road" è uno dei più antichi ingressi in miniera conservati al mondo, che porta ad oltre 700 chilometri di gallerie sotto il pittoresco centro storico, da cui sono state estratte oltre 147.000 tonnellate di mercurio. Ma altre gemme slovene vantano il titolo di patrimonio mondiale dell'UNESCO: le grotte di San Canziano, un regno di stalattiti e stalagmiti, è un monumento unico con il canyon sotterraneo più profondo d'Europa. E ancora la palude di Lubiana legata all’antica civiltà palafitticola, la “Passione di Škofja Loka”, rappresentazione storica che si tiene ogni 6 anni nel centro medievale della città e che coinvolge più di 900 membri della locale compagnia teatrale, e infine la foresta vergine di Krokar con il Monte Nevoso.
 
L'ARCHITETTURA UMANISTICA SENZA TEMPO DI JOŽE PLEČNIK
La riprogettazione di Plečnik del centro della capitale Lubiana è uno dei più grandi monumenti architettonici dell'Europa del 20° secolo. Jože Plečnik ha lasciato il segno in tutta la Slovenia, con uno stile innovativo ma senza tempo. Ispirato al design armonioso dell'antichità, ha saputo combinare elementi classici e materiali locali, consentendo una pianificazione urbana sostenibile. Grande seguace di antichi ideali, concepì appositamente una città adattata ai bisogni fisici e spirituali. Il modo migliore per conoscere il lavoro di Plečnik a Lubiana è fare una passeggiata, come lo stesso architetto amava fare: nel cuore di Lubiana, i famosi Tre Ponti attraversano il fiume Ljubljanica, e solo a pochi passi inizia una serie di portici sul mercato coperto. Da non perdere il Križanke Theatre estivo all'aperto, uno dei luoghi più affascinanti della Slovenia. I progetti di Plečnik a Lubiana, oltre a quelli che l’architetto realizzò nella città di Praga, sono candidati per l'ingresso nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.
 
CITTÀ ANTICHE DAL PROFUMO ROMANTICO
Numerose città slovene hanno un'anima romantica. Il ricco patrimonio culturale e storico ha dato a queste città un carattere affascinante. Le mura medievali conservate proteggono ancora antiche usanze e tradizioni, arti e mestieri tradizionali, così come i piatti tipici sloveni. Le città antiche della Slovenia hanno toccato la preistoria e l'epoca romana, il Medioevo, il barocco e l'era moderna. Assicurati di fermarti a Capodistria, pieno di fascino veneziano, destinazione d'eccellenza europea di quest'anno. O a Kranj, la capitale delle Alpi slovene, oppure ancora a Novo mesto, meraviglia archeologica tra le colline vinicole.
 
I LUOGHI ICONICI DELLA CULTURA SLOVENA
I luoghi iconici della cultura slovena sono noti per la loro ricca storia e tradizione. Lubiana, la capitale della Slovenia, è stata ricostruita dal famoso architetto Jože Plečnik come una città verde a misura d'uomo. Bled offre una vista perfetta su di un incantevole lago alpino, al centro del quale sorge una piccola isola con la sua chiesetta gotica. Pirano, un'incantevole cittadina mediterranea dall'architettura veneziana, è orgogliosa delle sue saline con 700 anni di tradizione. Celje è la città dei conti, la più famosa dinastia nobile della storia slovena, che ha eretto il più grande castello medievale del paese. Maribor, la seconda città slovena più grande, ospita Stara Trta, la vite più antica del mondo. La scuderia di Lipica è la più antica al mondo conosciuta per l'allevamento continuo di cavalli aristocratici lipizzani. Ptuj, la città più vecchia del paese, ospita la cantina vinicola più antica, con un archivio datato 1917, ed è nota per la maschera carnevalesca del Kurent, dal 2017 patrimonio intangibile dell'UNESCO.

 

KLIMT EXPERIENCE, un motivo in più per andare a Roma

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Fino al 10 giugno, la Sala delle Donne in San Giovanni in Laterano ospita “Klimt Experience” una rappresentazione multimediale immersiva che propone al visitatore la possibilità di vivere emozioni uniche, facendo un’immersione totale nel mondo simbolico, enigmatico e sensuale dell'arte di Gustav Kimt, dove si concretizza il suo trionfo senza tempo e confini.

La vita, le figure e i paesaggi di Gustav Klimt, ma anche la pittura e l’architettura, le arti applicate, il design e la moda della Vienna secessionista di fine ‘800-inizi ‘90 sono i protagonisti assoluti di un vero e proprio excursus multisensoriale, ideato da Cross Media, che racconta attraverso immagini, suoni, musiche, evocazioni, l’universo pittorico, culturale e sociale in cui visse e operò Klimt e in cui il pittore austriaco fu assoluto protagonista.

Questo percorso espositivo multimediale propone ai visitatori un modo nuovo di fruizione dell’opera d’arte attraverso le potenzialità delle nuove tecnologie. Entusiasmare, affascinare, emozionare e meravigliare il pubblico invitandolo ad approfondire la conoscenza del maestro, la comprensione dei suoi lavori e del contesto, la tecnica pittorica e la lettura stilistica attraverso macro-ingrandimenti dei dettagli delle opere.

In un’unica “experience-room” il visitatore potrà vivere un’esperienza immersiva a 360° che coinvolgerà tutto lo spazio disponibile senza soluzione di continuità; dalle pareti al soffitto fino al pavimento le immagini delle opere diventeranno un unico flusso di sogno, di forme fluide e smaterializzate in motivi evocativi dell’arte di Klimt, dagli esordi agli ultimi dipinti. Settecento opere, per una visione completa dell’opera del pittore altrimenti impossibile da ammirare in un unico evento espositivo. Un mondo simbolico, enigmatico e sensuale riprodotto con eccezionale impatto visivo grazie al sistema Matrix X-Dimension, progettato in esclusiva per questa video installazione, e che si avvale di 30 proiettori laser, in grado di trasmettere sui megaschermi dell’installazione oltre 40 milioni di pixel, garantendo una definizione maggiore del Full Hd.

Accanto all’arte di Klimt sarà possibile ammirare anche le fotografie d’epoca sulla vita dell’artista e le ricostruzioni 3D della Vienna dei primi del ‘900, con i suoi luoghi simbolo, i costumi, la moda di una capitale europea in assoluto fermento, comprese le sue innovative architetture come Palazzo della Secessione a Vienna, con il magnifico fregio di Beethoven. Questo il contesto socioculturale in cui si formò, visse e operò Klimt, una chiave di volta imprescindibile per capire al meglio la poetica dell’autore. Strauss, Mozart, Wagner, Lehár, Beethoven, Bach, Orff e Webern, accompagneranno il visitatore con una coinvolgente colonna sonora a testimoniare quanto la musica influenzò l’opera di questo grande artista. Infine l’esperienza culturale si completerà con l’apparato informativo e didattico dell’area d’introduzione alla mostra. La straordinaria esposizione è visitabile nel Complesso Monumentale di San Giovanni Addolorata in Laterano, gioiello dell’architettura romana della seconda metà del XVII secolo, recentemente riportato a nuovo splendore da un’accurata opera di restauro.

 

Photo © klimteperience.com

www.klimtexperience.com

www.turismoroma.it

 

 

Ferrara sotto le Stelle 2018, l'appuntamento con la musica nel Cortile Estense

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La città di Ferrara è una tappa imperdibile per tutti coloro che amano l'arte, la cultura, la natura e la buona cucina, e da 22 anni anche sede di uno dei più famosi festival musicali estivi: “Ferrara sotto le stelle”, che anche quest'anno offrirà n ricco calendario di appuntamenti importanti, che spaziano all'interno di tutta la musica contemporanea. Nato nel 1996 e ben presto riconosciuto come uno dei festival e più qualificati in Italia, Ferrara sotto le Stelle presenta ogni anno importanti nomi della musica italiana e internazionale, spaziando fra autori di fama mondiale e giovani talenti emergenti, senza distinzioni di generi. Ferrara sotto le Stelle non ha mai fatto mancare all'estate ferrarese un'occasione per vivere la grande musica attraverso performance uniche in Italia. L'immagine del grande palcoscenico all'ombra del Castello Estense è diventata l'emblema della rassegna.
 
Programma
-Martedì 5 giugno 2018 | Cortile del Castello Estense
THE BREEDERS + Pip Blom
-Mercoledì 13 giugno 2018 | Piazza Castello
LCD SOUNDSYSTEM + Shit Robot Dj Set
-Giovedì 28 giugno 2018 | Piazza Castello
COSMO
-Domenica 8 luglio | Cortile del Castello Estense
COLAPESCE
-Lunedì 9 luglio, ore 21.00| Cortile del Castello Estense
CIGARETTES AFTER SEX
-Martedì 17  luglio 2018 | Piazza Castello
KASABIAN
 
www.ferrarasottolestelle.it

 

I Papi dei Concili ai Musei Capitolini

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In occasione della canonizzazione di Paolo VI, annunciata da Papa Francesco per il prossimo mese di ottobre, dal 17 maggio al 9 dicembre 2018 le sale terrene dei Musei Capitolini ospiteranno la mostra “I Papi dei Concili dell’era moderna. Arte, Storia, Religiosità e Cultura”. Un percorso che si snoda intorno a 30 opere - dipinti, sculture, argenti e tessuti liturgici rari e preziosi – e illustrerà le figure di alcuni tra i pontefici che sono stati protagonisti dei tre concili dell’era moderna, il Concilio di Trento, nel Cinquecento, il Concilio Ecumenico Vaticano I e il Vaticano II, tra Ottocento e Novecento, veicoli di riforme e rinnovamenti nella continuità della Chiesa, con importanti ricadute in campo teologico-storico e pastorale e sul versante artistico. Dalla seconda metà del Cinquecento al Novecento, si sono susseguiti pontefici, sul soglio di Pietro, che hanno confermato tre Concili, i quali, proprio perché realizzati nell'era moderna si sono fatti anche interpreti di tale epoca, con i suoi "linguaggi".
La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideata e organizzata dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura presieduto da Giuseppe Lepore con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, è curata dal Bibliotecario di S.R.C. Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, dall'Arcivescovo Agostino Marchetto, Nunzio Apostolico e storico dei concili e da Daniela Porro, Direttore del Museo Nazionale Romano.
La mostra, il cui coordinamento e la cura del catalogo (Gangemi Editore) è affidato ad Antonio D’Amico, si apre con una panoramica sui protagonisti del Concilio di Trento, a partire da Paolo III Farnese, del quale si potranno ammirare due ritratti, uno di Jacopino del Conte, eseguito nel 1545, e l’altro di Cesare Fratino realizzato a distanza di secoli, nel 1949. Per la prima volta l’uno accanto all’altro, si potrà apprezzare la fortuna iconografica, la fama del pontefice e soprattutto la filiazione delle due opere, in un sinergico scambio di suggestioni.
Per la storia dell’arte, quello di Trento fu un concilio significativo in quanto il documento numero 25 delle costituzioni, redatto dall’acuta mente del cardinale di Bologna Gabriele Paleotti, comprendeva una serie di precise indicazioni rivolte agli artisti, dalle quali era necessario non transigere. In pittura emersero figure di santi e sante martiri che divennero oggetto di catechesi, tra cui santa Apollonia martire raffigurata, tra gli altri, da Federico Barocci, pittore interprete delle direttive conciliari, del quale in mostra si vedrà per la prima volta un inedito dipinto in cui la santa è collocata in un paesaggio e domina la scena a figura intera. Altro pontefice coinvolto nel Concilio di Trento, soprattutto per l’indizione dell’indice dei libri proibiti, fu Marcello II del quale si potrà ammirare un affascinante ritratto in vesti cardinalizie di Jacopino del Conte. Mentre di Giulio III, potremo vedere la bella e rara terracotta colorata proveniente dai depositi di Villa Giulia.
Bisognerà attendere tre secoli per giungere alla convocazione del Concilio Ecumenico Vaticano I voluto da Pio IX nel 1869. Questo evento viene ricordato tra l’altro per aver avallato l’infallibilità del Pontefice e, ancor prima, alla vigilia del Concilio lo stesso papa si rese protagonista della dichiarazione del dogma dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. In mostra l’imponente Proclamazione del Dogma dell’Immacolata Concezione eseguito nel 1856 da Francesco Podesti, un affascinante dipinto proveniente dalla Pinacoteca Civica di Ancona. Dalla Città del Vaticano, custoditi dall’Ufficio Celebrazioni Liturgiche nella Sacrestia del Pontefice, arrivano due preziosi manufatti come il raffinato Triregno e la Croce processionale con la quale Pio IX aprì il Concilio.
Nel 1962 papa Giovanni XXIII, del quale in mostra si potrà rivedere il celebre discorso alla luna e il Volto in bronzo di Giacomo Manzù, dichiarava aperto il Concilio Ecumenico Vaticano II. Questo Concilio vide protagonista un altro papa che verrà canonizzato il prossimo ottobre, Paolo VI, il quale volle chiudere l’evento conciliare con una lettera agli artisti, letta in Cappella Sistina l’8 dicembre 1965 che ascolteremo in filodiffusione grazie alla concessione di Rai Direzione Teche. Dalla Collezione Paolo VI di Concesio a Brescia arrivano il ritratto a figura intera di Paolo VI in abiti pontificali eseguito da Dina Bellotti e, tra gli altri, la bella scultura in bronzo del pontefice di Enrico Manfrini, sviscerando l’intimo rapporto del pontefice bresciano con l’arte e la liturgia. Mentre dalla Sacrestia del pontefice vedremo la preziosa Mitra con ricami a fili d’oro.
Questa mostra, che nasce e si sviluppa nell’ambito di una collaborazione pluriennale tra i Musei Capitolini e il Centro Europeo per il Turismo e la Cultura, sarà un’occasione irripetibile per romani e turisti di riavvicinare la personalità e la storia dei grandi Vescovi di Roma legati nella memoria ai Concili Ecumenici dell'era moderna, per i quali devozione e popolarità non sono venute meno con il passare del tempo.
Un percorso espositivo che si snoda tra arte, fede e spiritualità, mettendo in evidenza la bellezza di diversi manufatti d’arte provenienti dalla Città del Vaticano, da vari musei italiani e da collezioni private.

 

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ph credits: @DomRoemer-GmbH   Tre giorni di festa, dal 28 al 30 settembre, per la cerimonia d’apertura della “nuova città vecchia”  Francoforte torna indietro nel tempo, riportando alla vita una parte della sua ricca storia: completamente distrutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, ora grazie ad anni di ristrutturazione, torna all’antico splendore il quartiere di DomRömer, situato tra la Cattedrale degli Imperatori (Dom) e il Römer City Hall.Dal 28 al 30 settembre si terrà una grande festa per celebrare il nuovo “antico cuore” di Francoforte e festeggiare un vero e proprio evento che rimarrà nella storia della città.I festeggiamenti avranno inizio con una cerimonia presso la chiesa di Paulskirche per poi coinvolgere l’intero quartiere in ben tre giorni di festa, tra eventi culturali, concerti e mostre speciali.Al Deutshche Arckitekturmuseum dal 22 settembre 2018 al 3 marzo 2019, si terrà la mostra “Il nuovo ‘vecchio’ quartiere rinnovato. L’architettura tra la Cattedrale e il Römer dal 1900” in cui si potrà osservare lo sviluppo urbano della città vecchia e ripercorrere le fasi che hanno accompagnato il progetto di ristrutturazione.Oltre a mostre permanenti e temporanee, il quartiere ospiterà per l’occasione numerosi concerti all’interno del Römerberg o lungo le sponde del fiume Main. Il venerdì e il sabato sera, per concludere la giornata in bellezza, si alterneranno sul palco spettacoli e performance teatrali.Il quartiere sarà aperto al pubblico già da giugno, è visitabile  grazie a tour guidati giornalieri. In questo modo si  scopre una città cosmopolita e in continua evoluzione, che guarda al futu...

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Giovanna Fidone, Avvocato Maria Carmina Gallucci, Caterina Emma Colacello, Romina Liuzza, Laura Cavalieri Manasse, Laura Landi,  Silvana Carminati, Rossella Barbetti.

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