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HUB TURISMO – TERME & BENESSERE 20-22 settembre Milano

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Agorà Turismo Insight

Le località termali delle Terme dell'Emilia Romagna sono le mete ideali per trascorre piacevoli momenti durante le festività natalizie e godere della magia di percorsi rigeneranti di relax e di salute. Il periodo dell'anno più atteso sia dai grandi che dai piccini è qui alle porte. Manca pochissimo alle feste di fine anno, con i loro colori, luci ma soprattutto con le amate vacanze, momento ideale per concedersi una pausa dallo stress quotidiano lavorativo ma anche scolastico. A partire dall'Immacolata, passando per Natale e Capodanno e concludendo con l'Epifania, sono tante le occasioni durante le quali si possono ricaricare le pile, da soli, in famiglia e con gli amici, grazie alle speciali proposte delle Terme dell'Emilia Romagna. Per scoprire i nuovi pacchetti pensati per le festività, basta collegarsi al sito www.termemiliaromagna.it e cliccare nella nuova sezione “Dicembre, Natale e Capodanno Speciale Benessere 2017-2018”. Qui sarà possibile trovare numerose proposte per rilassarsi e fare il pieno di energie grazie alle preziose acque termali sulfuree e salsobromoiodiche tipiche del territorio emiliano-romagnolo. Acque che curano e proteggono la salute grazie alle loro proprietà benefiche che, unite alla competenza della moderna medicina termale, sono un rimedio naturale capace di rispondere in pieno alla locuzione latina mens sana in corpore sano. Le nuove proposte benessere delle Terme dell’Emilia Romagna soddisfano ogni tipo di esigenza. Affidandosi alla ricchezza dell'oro si potrà scegliere tra un "massaggio corpo Gold" o un "trattamento oro viso e mani"; se invece si preferisce sfruttare i benefici provenienti dal mondo del food, l’ideale è...

Agorà Turismo In Viaggio con Mamma e Papà!

  Di Giovanna Fidone Sin dal lontano 1400 d.C., Babbo Natale alla fine di Novembre di ogni anno arrivava anche a Milano per distribuire i doni ai bambini. Da li partiva poi con il suo battello: partendo dai Navigli percorreva la Via "d'Acqua del Marmo", risalendo il Ticino fino a raggiungere il Lago "Verbano", oggi Maggiore. Lungo il suo percorso Babbo Natale visitava tutti i paesini lacustri, ed alla fine si fermava in un paesino a centro lago, di nome Intra. La magia continua ancora infatti dal 2 Dicembre un meraviglioso Battello sarà addobbato a festa, con luci e colori, per stupire grandi e piccini. Con la compagnia degli elfi potrete scoprire numerose sorprese e conoscere un magico mondo. Il battello di Babbo Natale sarà ancorato al molo del vecchio Porto di Intra, nei pressi dell' Imbarcadero Nuovo, in Piazzale Flaim Mario, 2, 28921 Verbania (VB). Unico consiglio per i bambini: presentarsi con la propria letterina a Babbo Natale, se il nome risulta nella lista dei bambini buoni, opporrà il suo timbro e si potrà spedire la propria letterina direttamente all’uffic...

Garden Tourism: viaggio nel verde

Category: Garden Tourism
Written by Super User

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A volte veri angoli di paradiso, i grandi giardini monumentali rappresentano da sempre luoghi destinati a dare forma e sostanza al desiderio di verde e di bello di famiglie di nobili ed aristocratici. La loro apertura a visitatori esterni al contesto elitario e la conseguente fruibilità da parte di un pubblico sempre più eterogeneo, ha suscitato sempre maggiore interesse tanto da dare vita ad un nuovo trend turistico denominato, oggi, “turismo dei giardini” o “horticoltural tourism”. Nato in Gran Bretagna nella seconda metà del XIX secolo, il fenomeno ha cominciato ad assumere in quell’area dimensioni di massa già attorno alla metà del XX secolo mentre gli italiani vi ci stanno avvicinando solo negli ultimissimi anni ma la tendenza ha già trovato una sua collocazione all’interno del turismo culturale ed è in forte espansione, un nuovo trend che viene riconosciuto come fonte di valore, configurandosi come elemento di stimolo per la crescita dell’economia dell’Italia, ricca di straordinari giardini visitabili unici al mondo. L’”horticultural tourism” rappresenta uno dei turismi italiani più qualificanti per il nostro Paese ricchissimo di ambienti ben preservati, di paesaggi unici e di un crescente numero di strutture ricettive realizzate secondo criteri di sostenibilità ambientale. Tali valori sono sempre più richiesti dal turista che organizza il proprio viaggio sposando la filosofia dello slow tourism e dell’ecosostenibilità.

Ville, casali, fontane, statue, scalini, terrazze, sentieri e salottini in cui godere del fresco all’ombra delle foglie degli alberi e dei colori e i profumi di fiori ed essenze che mettono a proprio agio il visitatore facendolo sentire ospite gradito, accolto e, in un certo senso, privilegiato. Viene inconsciamente invitato ad incamminarsi, con calma e attenzione, tra i viottoli di questi mondi magici, pezzi di storia, tratti inconfondibili del paesaggio e testimonianza di un rapporto rispettoso e d’amore  tra l’uomo e la natura.
In Italia la promozione e la valorizzazione di questi spettacolari luoghi è in gran parte organizzata da “Grandi Giardini Italiani”, un network di oltre 80 giardini visitabili in 13 regioni italiane, con l’aggiunta del Canton Ticino (Svizzera) e di Malta. Fondata nel 1997 e promossa dall’ENIT, “Grandi Giardini Italiani” è divenuta, negli anni, un marchio di prestigio che certifica e contraddistingue giardini storici e contemporanei: cinquecento anni di storia dell’arte dei giardini e del paesaggio italiano che rappresentano nell’immaginario collettivo universale una delle più prestigiose icone del Made in Italy e del “garden tourism”: il “giardino all’italiana”, con il suo equilibrio tra rigore razionale e fantasia creativa, ha profondamente influenzato l'intera storia del giardinaggio, risultando decisivo anche per la nascita del giardino francese e del giardino inglese.

Per esaltare ulteriormente il fascino di questi luoghi, gli operatori organizzano elevazioni musicali, degustazioni, mostre d’arte e coreografie in modo che all’uscita, varcando il cancello, il visitatore non possa non sentire il profumo del nuovo fiore sbocciato nel giardino segreto del suo cuore.

 

Ischia: l'isola dei giardini - di B.L.

Category: Garden Tourism
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ischia
Una vacanza ad Ischia è legata al mare, certo, ma non solo. L’isola è ricca di storia, di cultura, di strutture ricettive di qualità, di mondanità ma la sua grande peculiarità risiede nell’origine vulcanica che l’ha dotata di una natura particolarissima che affianca a baie, coste rocciose, acque termali e spiagge di uno splendore assoluto, insolite vette e colline ricoperte da pinete e boschi e offre al visitatore uno spettacolo di diversità biologiche, paesaggistiche e botaniche fuori dal comune.
Soffermandoci sull’aspetto prettamente naturalistico, il termine che meglio rappresenta l’intera isola è “giardino” (dal sanscrito paradesha = paradiso); in primo luogo per i numerosi parchi termali all'aperto, chiamati Giardini, frutto di un patrimonio idrotermale tra i più ricchi e interessanti del mondo, e inoltre per la presenza di splendide oasi che, grazie alla mano dell’uomo, hanno fatto del verde una vera e propria forma d'arte.
Ogni giardino termale o botanico ischitano si adatta armonicamente all’immagine del paesaggio circostante, al carattere del luogo, ha una propria forma individuale ed un fascino unico. Non può non recarsi a Forio chi è alla ricerca di un’esperienza che solletichi le corde dell’anima e del cuore per varcare le soglie di due splendidi giardini botanici: “Ravino” e “La Mortella”.
“Ravino" è un giardino di acclimatazione, cioè uno spazio verde dedicato alla conservazione di specie, per lo più esotiche, ispirato al concetto di biodiversità: 5000 esemplari, 400 specie diverse, in gran parte succulente, meglio conosciute come “piante grasse” cui si aggiungono circa 200 tra Cycadee, Palme e Musacee, in uno scenario di flora mediterranea spontanea che si estende su un’area di 6000 metri quadrati. La visita si snoda, attraverso sentieri privi di barriere architettoniche, tra giganteschi  cactus colonnari, alcuni dei quali centenari, che svettano per metri e metri di altezza, cactus di forma globosa dalle spine colorate, Sedum, Agavi e Opunzie. Il pezzo forte è la  scoperta botanica più importante del secolo scorso, la Wollemia Nobilis, rarissimo esemplare vegetale le cui tracce fossili risalgono all’era giurassica e che si pensava estinta. Il giardino è il frutto della passione di Giuseppe D’Ambra, capitano di marina, per le piante esotiche che iniziò a collezionare nei suoi viaggi intorno al mondo a partire dagli anni Sessanta e che, messe a dimora nel particolare terreno di quella parte dell’isola, hanno trovato il loro habitat naturale grazie anche al peculiare clima tropical-mediterraneo di Ischia. Un amore così grande da trasformare il sogno di un giardino in una delle maggiori attrattività turistiche dell’isola, esempio di connubio perfetto tra business ed eco-sostenibilità.
Un altro grande amore, quello tra Sir William Walton, celebre compositore e direttore d'orchestra inglese, e la moglie Susana è alla base della creazione dell’altro meraviglioso giardino botanico ischitano denominato “La Mortella”. Sia la relazione con Susana sia la creazione di un giardino lussureggiante su un terreno brullo e assolato sono il frutto di intuizioni del compositore. A 45 anni, durante un viaggio in Argentina, incontrò Susana, di ben 22 anni più giovane, ad una conferenza stampa e si figurò, per un istante, accanto a lei in vecchiaia. La sera stessa, Walton le chiese di sposarlo e rifece la proposta ogni giorno per due settimane alla ragazza. Nonostante le iniziali titubanze, alla fine Susana accettò il fidanzamento e dopo due mesi si sposarono e partirono per l’Europa.
Arrivati a Forio d’Ischia nel 1949, decisero di stabilirvisi definitivamente. Quando Sir Walton vide l’appezzamento di terreno su cui sorge oggi il giardino ebbe un’altra folgorazione: aiutare la moglie Susana a liberarsi dalla malinconia che la attanagliava promuovendo la sua passione per il giardinaggio creando proprio lì, in quello spazio selvaggio e costellato di rocce, un’oasi verde. E tutto ebbe inizio. La planimetria generale della Mortella (il luogo dei mirti) fu impostata dal famoso architetto paesaggista Russell Page; tuttavia la realizzazione pratica e la creazione di questo giardino meraviglioso si deve interamente a Lady Walton che per più di 50 anni vi ha dedicato la sua leggendaria energia, il suo infaticabile entusiasmo, la sua passione e competenza botanica.
La Mortella è divisa in due zone principali: la Valle e la Collina. La Valle, la parte inferiore, è caratterizzata da un ambiente tipicamente sub-tropicale, con un microclima umido ed ombroso, grazie alla presenza di fontane e corsi d’acqua artificiali, che permette di ospitare un gran numero di piante tropicali: le ninfee giganti Victoria Amazonica, orchidee di ogni specie, un raro Ginkgo Biloba, una vasta collezione di felci arboree, molti cespugli di Geranium maderense che in aprile colorano la valle con una spettacolare fioritura, un gruppo di Puya berteroniana originarie del Cile, moltissime palme e un’incredibile Spathodea campanulata africana che, piantata in una zona strategica, è riuscita ad adattarsi al clima mediterraneo di Ischia.
Il giardino in Collina è stato disegnato e sviluppato da Lady Susana dopo la scomparsa del marito. E’ un’area luminosa, con grandi vedute sulla baia di Forio e una vegetazione di tipo prevalentemente mediterraneo che convive con  alcuni stagni con fiori di loto e ninfee cerulee egiziane, un giardino orientale con un padiglione thai e, da pochi anni, una grande collezione di piante di aloe. L’effetto è lussureggiante ed esotico, con una vegetazione rigogliosa che poggia sulle grandi rocce vulcaniche e che a tratti apre spettacolari viste sul mare. Ultima fatica di Lady Walton è stata la creazione di un Teatro Greco nella parte alta del giardino per esaudire interamente i desideri del marito: promuovere la cultura musicale all’interno del parco organizzando concerti all’aperto per solisti e orchestre sinfoniche.
Musica e natura, atmosfere magiche, nutrimento per l’anima e per la salvaguardia dell’ambiente. Ischia sarà amore a prima vista.

 

Per saperne di più:

www.infoischiaprocida.it/

 

I Giardini Trauttmansdorff a Merano: eccellente esempio di riconversione del territorio - B.L.

Category: Garden Tourism
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 Trauttmansdorff - Panorama Estate

Come può la natura rimanere bella quando ogni giorno le si sottrae qualcosa? Come può rimanere bella una foresta se ogni giorno il tagliaboschi abbatte un albero?” si chiedeva Mencio, il celebre filosofo cinese già 300 anni prima della nascita di Cristo. Chissà cosa avrebbe detto oggi, di fronte alla cementificazione ossessiva e alle ruspe che in un solo pomeriggio possono radere al suolo ettari di bosco!

Fortunatamente sta emergendo in modo sempre più prorompente anche nel mondo occidentale la consapevolezza che l’uomo ha bisogno di rigenerarsi nel corpo, nella mente e nello spirito attraverso il contatto con l’energia della natura e che la natura stessa ha bisogno dell’uomo per essere tutelata.

In Alto Adige questa filosofia è passata indenne attraverso gli anni del cosiddetto “boom economico”, periodo in cui si pensava che il benessere risiedesse solo negli agi e nella comodità, mentre oggi la scelta di rispettare e rivalutare l’ambiente naturale si è rivelata una strategia vincente. Ne sono esempio tangibile i meravigliosi giardini del Castello Trauttmansdorff, splendida dimora della quale persino Sissi, l'Imperatrice Elisabetta d'Asburgo, si innamorò, tanto da decidere di stabilirvisi per molti mesi durante i lunghi inverni montani e poterne così godere il sole ed il clima particolarmente temperato. Fino a una quindicina di anni fa chiunque si fosse recato in quest’area avrebbe trovato solo una distesa di vigneti e boscaglia rada, una cava di terra e un caseggiato semiabbandonato avvolto in nuvole di polvere. Grazie alla volontà delle amministrazioni altoatesine di rinverdirne gli antichi fasti in chiave moderna, ristrutturando l’antico maniero e trasformando l’immenso parco in giardino botanico, nel 2001 presero vita i cosiddetti “Giardini di Sissi”.   L’investimento di circa 30 milioni di euro fu più che ripagato nel giro di pochi anni, tanto che oggi questi giardini costituiscono una delle realtà economiche ed occupazionali più importanti dell’intera provincia considerando anche tutto l’indotto generato.

Trauttmansdorff - Statua di Sissi 01 Trauttmansdorff - Spiaggia delle Palme

Il parco ha ricevuto parecchi riconoscimenti: nel 2005 Parco più bello d’Italia, nel 2006 classificatisi al sesto posto nel concorso Giardino d’Europa e nel 2013 vincitori del prestigioso premio International Garden Tourism Award del Canadian Garden Tourism Council, che ne ha elevato il ruolo a protagonisti nel “Turismo Verde” sulla scena mondiale.

I Giardini di Trauttmansdorff si contraddistinguono per l’innovativo connubio tra natura, arte e architettura, particolarità che risveglia in chi li osserva il senso per la bellezza, trasformando così la semplice visita in vera e propria esperienza dei sensi. Disposto a formare un anfiteatro che spazia sulla città e sulle montagne, il parco si estende su un’area di circa 12 ettari ed ospita oltre 80 diversi paesaggi, sintesi delle più belle vegetazioni presenti in tutto il mondo che in questa valle riparata dai venti ha trovato un clima favorevole anche per le specie più delicate. Lungo un percorso nel verde che si snoda per più di 7 chilometri, sorgono quattro aree tematiche dedicate: i Boschi del Mondo, i Paesaggi dell’Alto Adige, i Giardini Acquatici e Terrazzati e i Giardini del Sole.

Nell’area dei Boschi del Mondo, tra latifoglie e aghifoglie del Nordamerica, si trovano il Bosco di Bambù, il Ciliegio Ornamentale e la cultura zen del Giardino Giapponese nel quale si combinano elementi naturali per ricreare un luogo in cui ritrovare il benessere in stretto rapporto tra spiritualità e meditazione. Una nuova serra ospita inoltre ricche collezioni di piante tropicali e un curioso terrario, offrendo un suggestivo spaccato della flora e della fauna che vivono in terre esotiche. Nei Paesaggi dell’Alto Adige si possono ammirare le diverse varietà delle specie locali ed il Regno sotterraneo delle piante, la nuova attrazione multimediale che accompagna il visitatore attraverso diverse caverne lungo un percorso sotterraneo di quasi 200 metri alla scoperta delle realtà della vita che si cela sotto la superficie del terreno.Nell’area tematica dei Giardini Acquatici e Terrazzati si trovano scalinate e rivoli d’acqua che congiungono fra loro diversi livelli creando scenografici esempi di architettura del giardino europeo tra bossi sagomati a sfera, aiuole geometriche e dove un labirinto evoca l’atmosfera dei giardini rinascimentali all’italiana. Nei Giardini del Sole ci si può su sdraiare su comode chaise longue adagiate sulla sabbia bianca all’ombra di palme e circondate dai profumi degli agrumeti e degli arbusti tipici della macchia mediterranea. Non male per essere nel cuore delle Alpi!

Ai piedi delle terrazze, tra rose inglesi, gelsomini e fiori di loto, si apre il romantico Laghetto delle Ninfee, scenario naturale dei numerosi concerti serali che si svolgono durante la stagione estiva.

Al centro dei Giardini troneggia il Castello Trauttmansdorff, imponente e caratterizzato da interessanti tratti neogotici, che oggi ospita il Touriseum, il Museo Provinciale del Turismo dedicato alla storia del turismo altoatesino. Un vero e proprio viaggio nel tempo a fianco della Principessa Sissi, “distante da tutto il chiasso ed indisturbata dal trambusto del mondo”, parole con cui lei stessa definì questo incantevole luogo.

 

Atmosfere romantiche ottocentesche nel Giardino di Ninfa di B.L.

Category: Garden Tourism
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ph: "Archivio fotografico Fondazione Roffredo Caetani - Foto Kari Heimonen e Stefano Manfredini"

Con la bella stagione si moltiplicano le possibilità di stare all’aria aperta e di scoprire luoghi che durante il resto dell’anno rimangono chiusi al pubblico. Tra questi il particolarissimo Giardino di Ninfa, all’interno del  Parco del Pantanello, a meno di un’ora d’auto a sud di Roma. In una campagna poco conosciuta che non sembra offrire molto, a Doganella di Ninfa, nei pressi di Cisterna di Latina, vi aspetta un’autentica oasi, un paradiso che il New York Times ha definito “il giardino più romantico del mondo”.
Leggenda vuole che il luogo debba il suo nome al fatto che anticamente vi abitassero le mitologiche ninfe ma la storia lo riconduce al fiume Ninfa e all’omonima antica cittadina medievale sorta in quel luogo.
Ninfa, più volte distrutta e ricostruita, fu contesa per anni fra la famiglia Borgia ed i Caetani. Solo alla fine dell'Ottocento questi ultimi tornarono in possesso dei territori della zona e l'esaltazione, tipicamente romantica, delle rovine, fece decidere a Roffredo Caetani per una bonifica completa ed un restauro dei ruderi antichi. Con il Romanticismo la natura divenne l'espressione del divino in terra, di cui l'uomo non era che un’effimera manifestazione e il poeta romantico amava errare in luoghi misteriosi, immergendosi in epoche antiche come il Medioevo e la Grecia classica per liberarsi dal presente che riteneva troppo ossessivo.
Il meraviglioso giardino che sorse su questi principi, fu opera di tre generazioni di donne della famiglia: Ada, Marguerite e Lelia. Passandosi il testimone, riuscirono a dare un’impronta unica integrando perfettamente i resti storici (le mura, la torre, la diga, il castello, il municipio, le chiese e molti altri edifici civili) con le masse verdi, con i colori che variano di stagione in stagione, con le zone ombrose del bosco rese ancor più affascinanti dallo scorrere dell’acqua, presenza costante nel giardino grazie ad un reticolo di ruscelli alimentati dalle acque dell’omonimo fiume che scorre lungo i confini del giardino. Attorno all’acqua limpida  crescono oggi enormi gunnere, altissimi bambù e fanno bella mostra di sé le radici del taxodium.

STE 9531 ponte macello

Questa meraviglia romantica di giardino è ricca di varietà di rose antiche di svariate tonalità, la cui arte degli innesti risale proprio a quell’epoca.  Peonie, gelsomini, glicini, insieme ad alberi e piante come il viburno, il caprifoglio, il ceanothus, l’agrifoglio, le clematidi, i cornioli, i meli ornamentali  sono solo alcune delle splendide varietà che si possono ammirare. L'Hortus conclusus vi rapirà con un cedreto ed una fontana antica sullo sfondo, dove  si sono adagiati all'ombra di fronte ai cigni, poeti e letterati del calibro di Virginia Woolf, Thomas Eliot, Tennessee Williams, Karen Blixen, Truman Capote, Moravia, Pasolini,  invitati dalla colta moglie di Roffredo, Marguerite Chapin, che riuscì a creare un cenacolo nel giardino agli inizi del Novecento, in un’atmosfera talmente suggestiva da ispirare Giorgio Bassani ne “Il giardino dei Finzi Contini".
Il Giardino di Ninfa è inserito nel Parco del Pantanello, oasi del WWF dal 1976, una zona umida di grande estensione attraversata dal  fiume che va a convergere in un ampio laghetto le cui sponde sono costellate da una miriade di calle. La sorpresa che non ti spetti è la “cattedrale”: un viale di carpini fastigiati che all’inizio di maggio cominciano ad oscurare la vista del cielo con il fogliame formando una sorta di lunga  volta a botte. Vi sono anche molti arbusti piantati non solo per la loro bellezza ma anche perché habitat adatto all’avifauna (sono oltre cento le specie registrate) e agli insetti.
Aperto per pochissimi giorni all’anno tra aprile ed ottobre, il Parco consente visite guidate con un numero di ospiti di volta in volta relativamente limitato, in modo da non compromettere il delicato equilibrio dell'ecosistema e regalare ai visitatori un'esperienza unica. La visita è guidata e dura circa un'ora con partenza ogni 10 minuti e può essere abbinata a quella del vicino Castello Caetani di Sermoneta.

Per saperne di più:
www.fondazionecaetani.org

 

 

 

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