Viaggio nel cuore verde dell’Emilia Romagna: l’Appennino bolognese

Category: In viaggio con mamma e papà! Published on 04 June 2015
Written by Super User

appennino bolognese
di Laura Landi

L’Appennino bolognese cela tra le sue verdi colline e monti alcuni caratteristici borghi che vale la pena di scoprire per una vacanza all’insegna del relax, immersi nella natura.
A pochi kilometri a sud di Bologna, ci si addentra nel cuore verdeggiante dello stivale italiano e si trova una vasta area collinare che, tra dolci curve e pendii, porta al susseguirsi di paesi ricchi di storia e di fascino come Pianoro, Monterenzio e Loiano, verso est, sulla strada Bologna – Firenze, e Marzabotto, Vergato e Porretta Terme verso ovest, sulla strada Bologna - Pistoia.
Pianoro è un bellissimo paesino panoramico che ospita, a 15 km dal suo centro abitato, il Monte delle Formiche, un monte isolato, raggiungibile sia in auto che a piedi, che offre scorci imperdibili sulle Valli dell’Idice e dello Zena.
Procedendo ancora più a sud, si trova Monterenzio, paese di origine medievale che conserva, di quell’epoca, il suo Castello e, nelle vicinanze, la Villa di Cassano e il borgo di Scaruglio.
Poco distante da Monterenzio si trova inoltre il Monte Bibele, importante luogo naturalistico che ospita uno dei musei più importanti d’Europa per la cultura celtica. È qui infatti che sono stati rinvenuti resti di un villaggio etrusco-celtico, risalente al IV secolo a.C. e tutt’oggi visitabile percorrendone i facili sentieri che lo attraversano ed è qui che trova casa il museo “Fantini” che custodisce i resti della necropoli.
A circa 5 km dagli scavi archeologici del Monte Bibele, ecco Loiano, dove si consiglia un’escursione serale al suo Osservatorio Astronomico. La struttura è dotata di due telescopi: uno degli anni ’30, posto in un edificio, e un altro più recente che si pone al secondo posto in Italia per dimensioni, in un altro edificio. Tra le due strutture corre un sentiero boschivo dove è stato realizzato il “Parco delle Stelle”: un parco astronomico con un planetario digitale, una sala per le proiezioni, una meridiana e una grande riproduzione del sistema solare. Sono numerose le visite organizzate all’Osservatorio per adulti, bambini, gruppi e scolaresche, ma particolarmente consigliate restano quelle serali che cadono periodicamente da fine maggio a settembre.
Se ci spostiamo più verso ovest, percorrendo la strada che da Bologna conduce a Pistoia,troviamo altri tre borghi interessanti: Marzabotto, Vergato e Porretta Terme.
Marzabotto è famosa per i ritrovamenti di un villaggio etrusco del VI – V secolo a.C. chiamato Misa. Qui il Museo archeologico custodisce interessanti oggetti provenienti dall’area archeologica.
Vergato sorge invece in una conca, poco distante dal fiume Reno. Sono visitabili numerose Case - Torri medievali e notevole è anche il Palazzo dei Capitani, attuale palazzo del Comune, con le sue forme tardo ottocentesche. A poca distanza da Vergato, si suggerisce un’escursione al “nucleo di Costonzo”, prima scuola medica medievale dell’Appennino bolognese che ora è un’area di architettura rustica fortificata.
Non si può infine lasciare questa splendida zona senza prima aver visitato Porretta Terme, al confine con la provincia di Pistoia. Si tratta di una città rinomata per le sue acque termali sulfuree, già note ai tempi dei romani. Qui sorgono numerosi centri benessere che, uniti alla possibilità di passeggiare nel verde dei colli e monti circostanti, si propone come luogo ideale per rilassarsi e rigenerarsi in mezzo alla natura. E se viaggiate con bambini, a soli 6 km dal centro storico sorge il Castello di Castelluccio che con il suo museo della fiaba saprà incantare tutta la famiglia.
L’intera zona dell’Appennino Bolognese propone un altro importante motivo per visitarla: la sua enogastronomia. Oltre ai prodotti tipici dell’Emilia Romagna, si trovano in alcuni borghi delle peculiarità che non è possibile lasciarsi sfuggire. La patata di Tolè di Vergato, per esempio, è rinomata per le sue proprietà organolettiche e per le tecniche di coltivazione che i contadini locali con il tempo hanno affinato. E se non volete gustare la patata in sé, gustatene i piatti della cucina locale che la utilizzano: tortelloni, gnocchi, timballi, zuppe, crocchette e budini. Porretta Terme, invece, è rinomata per il tartufo, sia bianco che nero, per le numerose varietà di funghi, e per le castagne, da cui viene ricavata la farina per i necci, le focaccine e le zampanelle e da cui viene fatta l’ottima birra Beltaine. Il pasto si conclude infine con i dolci tipici: il tortino di Porretta e gli zuccherini montanari.
I borghi dell’Appennino Bolognese offrono un viaggio intriso di storia, di sapori tradizionali e di suggestivi scorci naturalistici: il mix perfetto per un soggiorno all’insegna del benessere.

Per saperne di più:
www.appenninobolognese.net

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