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Atmosfere romantiche ottocentesche nel Giardino di Ninfa di B.L.

Category: Garden Tourism Published on 25 July 2014
Written by Super User

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ph: "Archivio fotografico Fondazione Roffredo Caetani - Foto Kari Heimonen e Stefano Manfredini"

Con la bella stagione si moltiplicano le possibilità di stare all’aria aperta e di scoprire luoghi che durante il resto dell’anno rimangono chiusi al pubblico. Tra questi il particolarissimo Giardino di Ninfa, all’interno del  Parco del Pantanello, a meno di un’ora d’auto a sud di Roma. In una campagna poco conosciuta che non sembra offrire molto, a Doganella di Ninfa, nei pressi di Cisterna di Latina, vi aspetta un’autentica oasi, un paradiso che il New York Times ha definito “il giardino più romantico del mondo”.
Leggenda vuole che il luogo debba il suo nome al fatto che anticamente vi abitassero le mitologiche ninfe ma la storia lo riconduce al fiume Ninfa e all’omonima antica cittadina medievale sorta in quel luogo.
Ninfa, più volte distrutta e ricostruita, fu contesa per anni fra la famiglia Borgia ed i Caetani. Solo alla fine dell'Ottocento questi ultimi tornarono in possesso dei territori della zona e l'esaltazione, tipicamente romantica, delle rovine, fece decidere a Roffredo Caetani per una bonifica completa ed un restauro dei ruderi antichi. Con il Romanticismo la natura divenne l'espressione del divino in terra, di cui l'uomo non era che un’effimera manifestazione e il poeta romantico amava errare in luoghi misteriosi, immergendosi in epoche antiche come il Medioevo e la Grecia classica per liberarsi dal presente che riteneva troppo ossessivo.
Il meraviglioso giardino che sorse su questi principi, fu opera di tre generazioni di donne della famiglia: Ada, Marguerite e Lelia. Passandosi il testimone, riuscirono a dare un’impronta unica integrando perfettamente i resti storici (le mura, la torre, la diga, il castello, il municipio, le chiese e molti altri edifici civili) con le masse verdi, con i colori che variano di stagione in stagione, con le zone ombrose del bosco rese ancor più affascinanti dallo scorrere dell’acqua, presenza costante nel giardino grazie ad un reticolo di ruscelli alimentati dalle acque dell’omonimo fiume che scorre lungo i confini del giardino. Attorno all’acqua limpida  crescono oggi enormi gunnere, altissimi bambù e fanno bella mostra di sé le radici del taxodium.

STE 9531 ponte macello

Questa meraviglia romantica di giardino è ricca di varietà di rose antiche di svariate tonalità, la cui arte degli innesti risale proprio a quell’epoca.  Peonie, gelsomini, glicini, insieme ad alberi e piante come il viburno, il caprifoglio, il ceanothus, l’agrifoglio, le clematidi, i cornioli, i meli ornamentali  sono solo alcune delle splendide varietà che si possono ammirare. L'Hortus conclusus vi rapirà con un cedreto ed una fontana antica sullo sfondo, dove  si sono adagiati all'ombra di fronte ai cigni, poeti e letterati del calibro di Virginia Woolf, Thomas Eliot, Tennessee Williams, Karen Blixen, Truman Capote, Moravia, Pasolini,  invitati dalla colta moglie di Roffredo, Marguerite Chapin, che riuscì a creare un cenacolo nel giardino agli inizi del Novecento, in un’atmosfera talmente suggestiva da ispirare Giorgio Bassani ne “Il giardino dei Finzi Contini".
Il Giardino di Ninfa è inserito nel Parco del Pantanello, oasi del WWF dal 1976, una zona umida di grande estensione attraversata dal  fiume che va a convergere in un ampio laghetto le cui sponde sono costellate da una miriade di calle. La sorpresa che non ti spetti è la “cattedrale”: un viale di carpini fastigiati che all’inizio di maggio cominciano ad oscurare la vista del cielo con il fogliame formando una sorta di lunga  volta a botte. Vi sono anche molti arbusti piantati non solo per la loro bellezza ma anche perché habitat adatto all’avifauna (sono oltre cento le specie registrate) e agli insetti.
Aperto per pochissimi giorni all’anno tra aprile ed ottobre, il Parco consente visite guidate con un numero di ospiti di volta in volta relativamente limitato, in modo da non compromettere il delicato equilibrio dell'ecosistema e regalare ai visitatori un'esperienza unica. La visita è guidata e dura circa un'ora con partenza ogni 10 minuti e può essere abbinata a quella del vicino Castello Caetani di Sermoneta.

Per saperne di più:
www.fondazionecaetani.org

 

 

Redazione Agorà Turismo

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N° 02 del 01 febbraio 1990

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