Cracovia: un connubio di fascino e religiosità

Category: Speciali Published on 05 November 2013
Written by Super User

cracovia 

di Patrizia Simeone

ph:Daniel Zolopa

Visitare la città di Cracovia ha rappresentato per noi una vera scoperta  poiché abbiamo goduto della possibilità di esplorare il suo incantevole centro storico, di rimanere affascinati dei suoi scorci accattivanti, essere rapiti dalla magia della piazza medievale e dalla sua incredibile vivacità notturna e fare la conoscenza dal quartiere ebraico che per il suo caratteristico aspetto è stato scelto da Spielberg per girare alcune scene del film Schindler’s List. Un altro elemento davvero particolare e che certamente ci è rimasto nel cuore è stato quello di avvertire in modo quasi palpabile quell’aura di religiosità che aleggiava nella maggior parte dei luoghi di culto e della quale pareva che l’intera città fosse pervasa. Cracovia è una città ricca di storia e di fascino ed anche una delle più importanti della Polonia sotto il profilo architettonico, culturale ed artistico e per tale ragione assolutamente meritevole di essere conosciuta. Risparmiata fortunatamente dalle rovinose distruzioni della seconda guerra mondiale, dopo alcuni decenni di sonnolento torpore dovuto al comunismo, la città dagli anni novanta ha saputo dare un maggiore dinamismo al suo stile di vita ed una positiva vivacizzazione del centro storico, in particolare della Piazza del Mercato che in polacco diviene Rynek Główny, intorno alla quale ruota la maggior parte della vita economica e sociale della città. Questa piazza non solo è una mirabile testimone della storia della città ma è anche una delle più grandi d’Europa in stile medievale ed ancora oggi perfettamente conservata, sulla quale prospettano monumenti e palazzi storici di notevole bellezza, tanto da essere stata inserita dall’UNESCO nella lista del Patrimonio dell’umanità.
La vista della piazza ci ha veramente incantanti per la straodinaria scenografia costruita sul contorno dei mirabili edifici borghesi allineati lungo il suo perimetro collocati in elegante ed armoniosa contrapposizione al profilo del grande ed antico Mercato dei Tessuti che si staglia solitario al centro dello slargo. Parliamo di un edificio,  originariamente in stile gotico e successivamente rimaneggiato, ancora oggi di una mirabile bellezza ed in cui si avverte quasi inalterata la vivacità commerciale di un tempo; intorno alla sua mole, abbiamo piacevolmente girovagato tra i diversi negozietti che proponevano prodotti artigianali, gioielli in ambra e souvenir. La nostra attenzione è stata poi catturata dalla gotica chiesa dedicata a Maria, chiamata Mariacki, una delle più belle visitate a Cracovia e molto caratteristica poiché sulla facciata le due torri si presentano in modo asimmetrico. Tale diversità di altezze, secondo una leggenda, è da attribuire ad un’accesa rivalità tra due fratelli a ciascuno dei quali venne commissionata la costruzione di una delle torri. Già sull’ingresso siamo rimasti senza fiato per le magnifiche decorazioni, le strabilianti vetrate ed il bellissimo altare ligneo. Un ricordo particolare di questa chiesa e che si ricolloca nel senso di devozione percepito è stato che dinanzi ad un’immagine miracolosa, fedele copia della Madonna Nera di Czestochowa, oltre a moltissimi ceri accesi vi era una considerevole quantità di fedeli inginocchiati e raccolti in preghiera e la sorpresa più grande è stata che in raccoglimento sul quel pavimento di marmo vi erano anche tantissimi giovani ed adolescenti con volti di profonda devozione rivolti all’immagine sacra.
Ritornati sulla piazza siamo stati colpiti dal suono di  una melodia proveniente da un punto imprecisato ed interrotta all’improvviso, successivamente abbiamo scoperto  che quello era il rito della "chiamata a raccolta" che si ripete  ad ogni ora in tutti i giorni dell'anno a ricordare un eroico e sfortunato trombettiere che nel 1241 posto a guardia della città sulla torre più alta della chiesa fu trafitto alla gola mentre cercava di avvisare i suoi concittadini di un’invasione tartara.
Altro straordinario gioiello della città è il colle fortificato del Wawel che si trova in posizione molto pittoresca dalla quale si gode un bellissimo panorama sulla città e sul  fiume Vistola che scorre lungo la collina. Il Wawel accoglie un maestoso complesso architettonico in cui romanico, gotico e rinascimento si armonizzano in una mirabile bellezza tale da essere considerato il posto più bello di tutta la Polonia ed anche il simbolo del potere polacco. Ospita il Palazzo Reale costruito nel XV secolo da Casimiro il Grande e destinato per secoli a residenza dei re di Polonia e la Cattedrale dei Santi Stanislao e Venceslao, reputata il santuario nazionale polacco e nel quale venivano incoronati e sepolti i re di Polonia; bellissima è la tomba in marmo rosso del re Casimiro IV morto intorno al 1500.  In questo luogo ha celebrato la prima messa colui che sarebbe diventato Papa Wojtyla ed è per tale ragione molto frequentata e venerata dal popolo polacco e da tutti i cattolici legati alla sua figura. In questa visita abbiamo nuovamente registrato la straordinaria religiosità della popolazione, così come - un po’ più tardi -  presso il  Palazzo dei Vescovi dove sul marciapiede davanti alla famosa finestra del Papa Wojtyla – dalla quale si affacciava ogni volta che tornava in patria per salutare i suoi concittadini e fedeli - ci ha sorpreso vedere un’infinità di ceri accesi ed  una gran quantità di gente in preghiera.
La giornata è terminata con una piacevolissima serata trascorsa al tavolo di uno dei numerosissimi locali presenti sulla Piazza del Mercato che aveva assunto una connotazione completamente diversa rispetto a quella in cui ci si era presentata al mattino; l’intera area era animatissima, tutti i ristoranti, pub e caffetterie con tavoli all’aperto erano affollatissimi di giovani e meno giovani che godevano la serata in allegra compagnia. Ci siamo inseriti in quella gradevolissima baldoria e godendoci un eccellente boccale di birra spumeggiante abbiamo apprezzato l’aspetto notturno e straordinariamente vivace di questa bellissima cittadina.
Le nostre visite sono continuate nei giorni successivi, ma alcuni luoghi più di altri sono rimasti maggiormente impressi nella nostra memoria ed ai quali ciascuno di noi ha associato le emozioni e le sensazioni più intime. Il primo fra tutti è stato il campo di concentramento di Auschwitz, dal 1979 patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Un posto talmente inquietante che ancora oggi evoca quell’atmosfera di tragedia vissuta: il grande ingresso con i binari, i vari blocchi degli edifici, i crematori, il museo, tutto trasuda orrore e aggirandoci in quei luoghi di sofferenza abbiamo avvertito un senso di smarrimento e di angoscia così opprimente da sentirci inadeguati di fronte alla memoria di  tanta sofferenza, sebbene con la profonda convinzione che quella visita era dovuta.
La profonda religiosità polacca l’abbiamo rivissuta in occasione della visita al Santuario della Madonna Nera di Czestochowa, realizzato sull’altura dal nome Jasna Góra (La Montagna Chiara), uno dei più importanti centri di culto della religione cattolica. Questo santuario fu costruito tra i secoli XIV e XV ed accoglie la celeberrima icona della Madonna Nera col Bambino, di tradizione medioevale bizantina che una leggenda vuole sia stata dipinta da San Luca che ne aveva visto il vero volto in quanto suo contemporaneo. All’interno dell’area del  Santuario, totalmente intriso di sacralità, ci siamo imbattuti in una quantità incredibile di fedeli in brulicante movimento: alcuni diretti verso uno spazio all’aperto destinato alle confessioni ove dinanzi ad un certo numero di sacerdoti seduti in batteria scorreva una fila interminabile di persone in attesa; altri alla ricerca di angoli per il raccoglimento e la preghiera; altri ancora verso la Cappella di esposizione della celeberrima icona, un luogo così ricolmo di fedeli che quasi non siamo riusciti ad avvicinarci per ammirare la splendida fattura dell’opera d’arte.
La nostra esperienza in terra polacca si è conclusa con una piacevolissima escursione alle Miniere Wieliczka, le più antiche miniere di salgemma d’Europa in cui,  lungo quasi tre chilometri di un mondo sotterraneo completamente fatto di sale, vi sono gallerie, interminabili corridoi, cunicoli serpeggianti, straordinarie sculture, ambienti immensi che raccontano della potenza della natura e del duro lavoro fatto dai minatori per realizzare queste meraviglie e che sin dal 1978 ha meritato l’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Quando siamo entrati abbiamo avuto l’impressione di travalicare le porte di un altro mondo e dopo aver percorso in discesa un numero interminabile di gradini per giungere fino ad oltre 300 metri sotto terra in compagnia di una guida che ci allettava con curiosità ed amenità varie, abbiamo iniziato la visita di ambienti straordinari, bellissime camere, fantastici laghi sotterranei, decine di splendide sculture di sale - tra le quali l'ultima cena di Leonardo realizzata da un minatore artista – una vera e propria Cattedrale sotterranea incredibilmente ampia e dotata persino di un altare bellissimo e tantissime altre opere d’arte che ci hanno dato l’opportunità di godere di un luogo sorprendente e probabilmente unico al mondo.


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