Isole di San Blas

Category: Speciali Published on 30 September 2013
Written by Super User

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di Laura Cavalieri Manasse

Tra la Colombia e Panama si trova uno dei luoghi più suggestivi del mondo: l’arcipelago di San Blas, 378 isole, di cui solo 49 abitate, appartenenti allo stato di Panama ma autonome, distribuite su circa 200 km, abitate dai Kuna Yala, la popolazione indigena caratteristica perché, dopo i pigmei, è la più bassa al mondo. I Kuna sono una grande cooperativa matriarcale che distribuisce equamente la ricchezza fra isole e terraferma, mantenendo con grandi sforzi la loro totale sovranità su tutta la provincia.
L’esportazione di frutta, soprattutto delle noci di cocco, è una fonte di reddito per gli abitanti dell’arcipelago, tonnellate di cocchi cresciuti naturalmente nelle palme delle isole e che vengono venduti a commercianti colombiani, mentre ai turisti vengono vendute le  molas. Le molas sono realizzate dalle donne kuna che vestono sempre e solo con questi colorati pannelli di stoffa. I tessuti sono tutti connotati dall’astrattismo geometrico derivato dalle decorazioni usate originariamente dai kuna per dipingere il loro corpo nudo, una pratica detestata dai colonizzatori stranieri che pertanto imponevano alle popolazioni locali di non “vestirsi” di soli disegni. 
L’economia delle isole non è solo la frutta e i tessuti, la popolazione autoctona si sta muovendo molto sul versante turistico, quello sostenibile, mantenendo viva l’idiosincrasia per il cemento. Il loro modo di accogliere i turisti è offrire loro isolotti madreperlacei, comode amache e capanne di bamboo, cibo pescato e cucinato da loro, nell’ottica di  contrastare l’insediamento di grandi catene alberghiere e dei resort.
Durante il soggiorno su queste isole si esce dal mondo: niente internet, niente telefoni, niente locali rumorosi e feste fino a notte fonda. L’elettricità dura fino alle 21, da quell’ora si comincia ad andare a dormire e il bello è semplicemente chiudere la giornata sulla riva di una spiaggia dondolando sull’amaca e quando il vento comincia a farsi sentire, rifugiarsi nella propria capanna costruita secondo i canoni della popolazione indigena.

kuna-woman-mujer-molas-san-blas-panama  Kuna
Le isole sono una meta ideale 12 mesi l'anno. Ci sono solo due stagioni: quella secca e quella delle piogge. La stagione delle piogge da va da maggio a dicembre mentre quella secca da gennaio ad aprile.
Nonostante piova sul continente questo arcipelago gode di un tempo splendido e poca pioggia anche durante la stagione umida. Questo è il periodo ideale per navigare per l’arcipelago visto che il vento è calmo e non compromette  la visibilità delle barriere coralline e della fauna marina.
La stagione secca, a differenza di quello che si può immaginare, non è quella ideale per visitare le isole. Ovviamente non c’è pioggia ma il  vento è forte, e rende più complicata e meno confortevole la navigazione.
Per arrivare da San Blas da Panama City le opzioni sono due: aereo o in macchina fino a Carti sulla costa caraibica e poi in barca  sino alle isole.I voli da Panana City sono serviti da Air Panama e Aeroperlas. L’altra soluzione  per arrivare sulle isole è quella di andare da Panama City sino a Carti in auto, il viaggio è di circa 6 ore, da Carti si sale su una barca di legno che in circa 2 ore di navigazione porta a destinazione.
Una volta raggiunto il proprio atollo le soluzioni per abitarlo sono due: l’affitto di una capanna o l"homestay" ovvero direttamente con i Kuna. La colazione, il pranzo e la cena sono serviti da loro a un orario prestabilito e non si sgarra, perché una volta perduto il momento, a meno che non ci si dedichi alla pesca in apnea, non ci sono ristoranti né bar.
Il mare è la piscina, le palme gli ombrelloni, qualche snack preconfezionato l’aperitivo, ma non molti posti nel mondo possano rappresentare meglio di San Blas quello che l’immaginario comune ci richiama alla parola: isola paradisiaca dei Caraibi.

Per saperne di più:
http://www.visitpanama.com/

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