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lha do Sal: con il progetto sociale Djunta MoArt

panorama mare capoverde
di Giovanna Fidone
Per una vacanza estiva in pieno inverno una meta da segnare è l’arcipelago di Capo Verde. 28 gradi anche a gennaio e un vento costante che lo ha reso paradiso degli amanti del surf e del kitesurfing. La più turistica, anche per la presenza di un aeroporto piuttosto attivo è l’Ilha do Sal (o semplicemente Sal) il  cui nome significa Isola del Sale . Infatti le antiche saline di Pedra de Lume sono poste sul fondo del cratere di un vulcano estinto e l’acqua che evapora molto lentamente lascia uno strato di sale di mille colori. L'isola ha un'estensione totale di poco più di duecento chilometri e la città più turistica è Santa Maria un paese che mescola la tradizionale calma dell'arcipelago con la vita movimentata delle località turistiche.

La vera attrazione è la spiaggia di sabbia bianca e il pontile di legno ritrovo delle barche locali piene di pesce.Tra le altre mete turistiche si ricorda la piscina naturale di Buracona, una grotta sottomarina ed Espargos il capoluogo dell'isola la cui importanza è dovuta alla vicinanza con l'aeroporto che ne ha permesso lo sviluppo. Il turismo ormai di massa cozza con la povertà della popolazione e le baraccopoli fuori dalla città ne sono una dimostrazione che non può non far riflettere. Aiutarli a sostenere il loro artigianato e investire nell’istruzione dei giovani è fondamentale .

lago capoverde occhio blu capoverde

Proprio a Santa Maria, nella via centrale si trova un negozietto colorato. Djunta Mo Art non è solo l’insegna dello shop ma  è un punto di riferimento per gli artigiani, i piccoli produttori, le cooperative capovediane e una certezza per i turisti e residenti di trovare artigianato capoverdiano e di qualità. Il progetto ha come obiettivo quello di sviluppare un mercato sostenibile nell'arcipelago e in particolar modo di valorizzare l'arte e la cultura capoverdiana in tutte le sue sfaccettature: cibo, moda, artigianato, arte pittorica e plastica. Djunta Mo Art si compromette a seguire una certa etica e di migliorare la vita dei produttori capoverdiani (lavorando principalmente con cooperative, gruppi di donne, giovani), incentivando il loro ingresso nel mercato, certificandosi che nessun prodotto sia stato creato attraverso lo sfruttamento minorile e cercando di dare molta attenzione alle tematiche ambientali.

Djunta Mo Art interno Djunta Mo Art

Il nome del progetto è Djunta Mo (in criolo significa unire le mani, lavorare insieme, darsi una mano, fatti a mano) e sottolinea il desiderio e la volontà di lavorare insieme.Attualmente dentro al progetto lavorano circa 40 artigiani e 2 cooperative di varie parti dell'arcipelago. Djunta Mo Art è anche distribuitore ufficiale di “Mãos di Cabo Verde”, gestito dall'OMCV (Organizzazione delle donne di Capo Verde) che riunisce il lavoro di diverse cooperative di donne dell'isola di Fogo, Santiago e Santo Antão.Djunta Mo Art finanzia e offre una sede  all'Associazione No Profit Nu Bai i cui progetti principali sono quello di offrire borse di studio, raccolta di materiale scolastico, sanitario, vestiti e che lavora a stretto contatto con l'ICCA (Istituto Capoverdiano del bambino e dell’adolescente, in pratica gli assistenti sociali capoverdiani).Nell'anno scolastico 2018/2019 sono state offerte 52 borse di studio tra le famiglie piú bisognose di Palmeira, Pedra de Lume e Espargos. 32 borse di studio sono state complete, ovvero sono state pagate tutte le spese (libri, uniforme, trasporto scolastico, materiale di cancellaria) mentre altri 20 adolescenti sono stati appoggiati offrendoli tutto il materiale scolastico necessario per l'anno in corso. Se passate da Capo Verde cercate questo negozio: verrete accolti con un sorriso e un bicchierino del  liquore locale. Non comprerete solo un souvenir ma realizzerete i sogni di un popolo che vuole crescere e imparare.


Per saperne di più:
www.maosdecaboverde.com 

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Redazione Agorà Turismo

Agorà Turismo - on line magazine 
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bergamo – I
N° 02 del 01 febbraio 1990

Direttore responsabile:
Giuseppe Venuti

Direttore editoriale:
Monica Piana

In redazione
Giovanna Fidone, Avvocato Maria Carmina Gallucci, Caterina Emma Colacello, Romina Liuzza, Laura Cavalieri Manasse, Laura Landi,  Silvana Carminati, Rossella Barbetti.

Editore:
FOCOPI, associazione culturale dal 1994,
Iscr. Registro ex L.R. 28/96 Regione Lombardia F.2 n.7 Sez.B Cultura

C.F.: 95083990168

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